E’ il nome del gatto di un amico. Carlo era, secondo me, la persona meno indicata ad avere un gatto, non pensavo proprio gli piacessero o gli interessassero come specie. Poi un giorno…
Abita con Laura in una casa bifamigliare sulle colline di Pieve Ligure, alle porte orientali di Genova. Una domenica sera di pioggia forte qualcuno suona al citofono; non erano testimoni di Geova, ma proponevano un contratto per la fornitura di gas metano da riscaldamento alternativo a quello della municipalizzata. Il mio amico esce di casa, attraversa il vialetto per andare al cancello esterno e parlare direttamente con queste persone (era buio ed il comando apriporta non funzionava). Sotto il diluvio Carlo spiega che al momento non era interessato a cambiare gestore, ma grazie della visita. Queste persone salutano, ma prima di andar via, una dice “… guardi che ci dev’essere il suo gatto in quel cespuglio!”
Ed in effetti c’era un minuscolo essere vivente, ormai ridotto allo stremo delle forze, zuppo di acqua con un miagolio che appena si sentiva. Così è nata una storia di amore tra Carlo e Laura con il loro “Gas”.
Lo trovo di una bellezza straordinaria. Ecco un’altra foto recente.
Anche questa:
Corollario.
Ho avuto queste foto via bluetooth all’ora di pranzo. Me le ha trasmesse Carlo nel ristorante cinese, dopo che avevo fatto resettare il mio Blackberry, perchè non funzionava da alcuni giorni, pensavo fosse un problema di RIM, un attacco con armi biologiche operato da sicari mandati da Apple per far fuori un concorrente. Invece era solo il mio telefono da resettare togliendo la batteria e pronunciando delle frasi in indiano arcaico, e già che c’ero in negozio mi hanno cambiato il contratto vodafone, avevo il 600 non-so-cosa e mi hanno dato il “senza stress” o qualcosa del genere. Dunque stavo tornando in ufficio ed ho incontrato casualmente Carlo il quale aveva appena bollato il proprio ginocchio cercando di impedire la caduta da fermo del suo scooter nel parcheggio. Lui stava imprecando massaggiandosi il ginocchio, anche a me è successo una volta con una BMW R80 al semaforo. Sono arrivato di fronte alle strisce pedonali, mi sono fermato ed ho provato ad appoggiare il piede a terra, ma invece il risvolto dei pantaloni si è agganciato alla pedivella del freno, sono piombato al suolo al rallentatore, ruotando senza emettere un suono a parte il frastuono finale; alcuni passanti ridono ancora adesso. Pensavo che avrei dovuto venderlo perchè era impossibile da sollevare. Inserzione: “vendesi BMW R80 GS in buone condizioni. Visitabile al semaforo di corso Gastaldi vicino al pronto soccorso, è abbattuto in mezzo alla corsia perchè pesa una fottuta tonnellata e non riesco più ad alzarlo, telefonare ore pasti perchè intanto sono disfagico”. Non avevo mai scambiato foto con il bluetooth, è divertente. In un tavolo a fianco c’era una signora con un Blackberry. Potevo mandarle una foto, “Ecco il mio cazzo. E’ nascosto parzialmente dal tappo di sughero che si vede in basso a sinistra nell’immagine, dietro il bottone. Nooo, quello non è un testicolo, è il bottone di un Loden. Ma insomma, guardi meglio.” Carlo invece me le ha spedite e sono arrivate in un attimo. Le ha anche mandate alla sua auto, non sa come. Con questa diffusione del wirefire rischi di mandare foto anche alla lavastoviglie, innescare il ciclo “oltremodo sporco” e dover staccare il contatore per interromperlo.



Leggere il tuo blog, ogni mattina quando arrivo in studio, è oltremodo rilassante e divertente e ha sostituito definitivamente la lettura di repubblica on line, oltremodo irritante e noiosa.
Ormai so che pubblichi solo di mattina, è inutile provare anche al pomeriggio o alla sera.
La cosa più divertente è che leggo con la tua voce.
Se una mattina non vedrò nessun post verrò a citofonarti a casa per sapere se va tutto bene.
Intanto, grazie per le parole gentili. Però ascolta, non puoi paragonarmi con Repubblica. Quello è un organo politico e io non lo sono. Il termine pubblicare mi sembra inoltre un po’ tanto pomposo e dunque mi imbarazza. Forse 100 anni fa sentirsi giornalista era un titolo di merito, oggi ho qualche dubbio. Preferirei definire l’invio di un post come aggiungo la stronzata successiva al blog. E può avvenire a tradimento in qualsiasi momento della giornata, anche se la notte è il momento deputato principale per mettere insieme le idiozie e dar loro forma scritta.
Io ti consiglierei di continuare a leggere Repubblica, o il Giornale o il Secolo XIX che sono testate contro un muro. Se riesci a leggere gli editoriali di questi tre capolavori del giornalismo italiano senza infliggerti ferite o senza infliggerle agli estranei, hai una giornata perfetta innanzi a te.
E’ molto probabile che ci saranno diverse mattine senza nuovi argomenti trattati. Sebbene non si possa escludere che questo corrisponda ad un mio malesse grave o anche a che io abbia tirato le cuoia, preferirei se possibile riportare la fattispecie al semplice fatto che non sapevo che cazzo scrivere. Anche per questo io non sono paragonabile ad un giornalista; se non ho alcunchè da dire, non dico alcunchè.
Prego. però leggermente insisto.
E’ proprio il paragone a repubblica la chiave del perchè preferisco il tuo.
Repubblica e quotidiani in genere sono veramente irritanti.
Ascolto la radio mentre preparo da mangiare per me e i miei due gatti, di solito R24 perchè non ci sono voci idiote, musiche disco e giochini scemi, anche se la pubblicità è invadente e malevola: spesso spengo la radio imprecando a voce alta.
Il mio massimo sono i radio romanzi, ah! che gioia! ma ne fanno ormai pochi.
Da 5 anni non ho più la televisione e godo.
Non “sono” su facebook e stragodo.
Il tutto in silenzio, non è un vanto, è la mia vita.
E se ci saranno mattine che non vedrò niente di nuovo scritto da te fa lo stesso, mi rileggerò il disclaimer del sito che mi fa sempre sorridere.
Radio Rai fa ottimi programmi, sia su Rai1, Rai2 e Rai3: hanno una pubblicità umanamente invasiva, e raramente si avvalgono di conduttori/collaboratori sguaiati oltre le righe, perlomeno non in tutte e tre le stazioni.. Non si capisce perchè il segnale FM della RAI è sempre più debole di tutte le altre emittenti…Selezionando fra i tre canali è facile trovare programmi adatti al proprio spirito o al proprio modus vivendi. Mi piace citare uno slogan di RadioRai: “la TV non abbronza”. Ormai la stagione dell’abbronzatura è passata, ma quella del raziocinio e del buongusto no. Io posso fare qualunque cosa in casa, lavorando, guidando l’auto, anche passeggiando, od altro ancora, sentendo la radio; ma in questi casi la TV proprio non ha ragione di esistere!