Mattutina

Svegliato alle 5 dal solito mal di testa sono in ufficio alle 6:15. Un vantaggio della mattina presto è che non c’è traffico, per contro devo annotare numerosi automobilisti e motociclisti che passano il semaforo con il rosso. Chi passa il semaforo con il rosso secondo me è un coglione. Questo è un punto fermo; non è trattabile, non è discutibile lo ripeto; chi passa deliberatamente un semaforo con il rosso è un coglione.

Il solito avvocato di bell’aspetto potrebbe trovare molte attenuanti: “Il mio cliente…” non ha cagionato rischi stante il quasi inesistente volume di traffico di quell’ora, lo fanno in molti, aveva fretta, lo ha fatto per protestare contro le istituzioni insensibili ai problemi dei cittadini.

No e ancora no; in qualsiasi parte del mondo, a qualsiasi latitudine e longitudine, a qualsiasi ora del giorno e della notte, il gesto di passare un semaforo con il rosso è un gesto sgradevole, irrispettoso, qualunquista, stupido, inutile, potenzialmente pericoloso, indissolubilmente legato ad una caratteristica fondamentale di chi lo compie: costui è un coglione.

Si, bella ma la mattina – per contro – sveglia milioni di imbecilli che sarebbe stato meglio avessero continuato a dormire.

Altro argomento.

Se un ristorante mi serve il pesto con l’aglio, non vado più in quel ristorante. L’aglio mi rimane sullo stomaco e mi provoca un alito mostruoso, per ore. Se vi piace l’aglio, andate in Romania dove lo mangiano a vagonate per tenere lontano i vampiri.

 

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4 Responses to Mattutina

  1. Roberto says:

    Vai a scrivere un post così sui semafori a Napoli: le pernacchie si sentirebbero fino in Islanda.

    • admin says:

      Anni addietro conobbi un anziano avvocato napoletano. Persona squisita di molta cultura e simpatica presenza. Usava dire “… a Napoli i semafori sono un suggerimento”. Le persone presenti ridevano di gusto, ma c’era ben poco da ridere. Non scriverò mai una cosa del genere in casa di napoletani, non per paura delle pernacchie, ma perchè sarebbe totalmente inutile.

  2. Roberto says:

    In calce al tuo post, hai espresso la tua avversione per l’aglio, peraltro comprensibile e condivisibile. Però in un altro tuo post hai confessato la tua passione per la bagna cauda tanto che ti faresti la doccia, o il bagno, non ricordo bene, con la bagna cauda. Ora, la bagna cauda senza aglio è come il Titanic senza iceberg, un cittadino americano senza armi, una classe politica italiana senza ladri. E allora?

    • admin says:

      Eccellente osservazione, la tua. Dipende dalle aspettative di vita; se io decido, vigile ed orientato, di mangiare la bagna cauda so che ne patirò le conseguenze digestive, perchè le acciughe, i peperoni e l’aglio si sposano a meraviglia tra loro, una invenzione che esalta lo spirito di avventura degli esseri umani. Accetto dunque giulivo i disagi che ne derivano. Si, passerò la notte inseguito da un drago, ma scapperò felice.
      Per il pesto il discorso mi suona completamente diverso; trovo che l’aglio sia una intromissione forzata, non si sposa con il basilico. Mi sono sempre domandato come ci possa essere una tradizione di mettere aglio nel pesto. Dovevano essere dei genovesi proprio stronzi, quando pensarono di aggiungere aglio nella preparazione. Non solo; per motivi molecolari a me ignoti, patisco di più il pesto agliato che la bagna cauda. Forse, ho pensato, quando lo stomaco riconosce la bagna cauda si gonfia ed avverte l’intestino che fa altrettanto lasciando passare il bolo alimentare intatto fino a fondo corsa, dunque non viene assorbito dall’organismo. Attraversa l’intero tubo digerente come le scorie nucleari attraversano il Nevada.
      Per contro il pesto agliato coglie a tradimento lo stomaco e tutto il restante apparato, l’aglio entra in circolo di soppiatto, da qui le nefaste conseguenze sociali che devo sopportare.
      Spero di essere stato esaustivo ed esauriente, grazie ancora per l’acuta osservazione.