Rientro

Di tutte le cose che ho visto, sono soprattutto gli alberi che mi ricorderò per un bel po’. Alle latitudini dove ero, l’albero più diffuso mi è parso fosse proprio l’Acero Pseudoplatano, o Acero Platanoide. Enormi, verdissimi, l’immagine del rigoglio e della salute. Poi tanti frassini e tanti cedri.

Questa sembra una quercia. Anche le querce sono in scala maggiorata rispetto a quanto sono abituato. Però pare sia un Faggio. (ho chiesto a AI)

Questo penso sia un cedro, forse dell’atlantico. Un elemento che ho notato anche in parchi ed in dimore antiche, sembra essere che gli alberi spesso non vengono curati, potati, puliti. Crescono come sono, apparentemente senza alcun intervento da parte del giardiniere. Nella foto si intravede una persona che se viene a sapere che è apparsa on line, si incazza come una iena.

Questo pensavo potesse essere un Ontano, anche in questo caso Miriam serve come metro per poter valutare le dimensioni. Invece è un Carpino. Da non credere.

Non so quanti anni abbia questo, ma quel ramo sembra fatto apposta per una sedia a dondolo, o altalena. Tuttavia la seduta era troppo bassa e non si riusciva a imprimere abbastanza potenza per raggiungere altezze decorose. Roba pensata per sciocchi bambini minuscoli. Sono andato a leggere che pianta è; sorpresa, parrebbe una Metasequoia.

In questa foto ci sono Aceri, Tigli, Querce, Cedri Frassini e Cipressi, probabilmente anche altre famiglie. Sono tutti di dimensioni in scala 1:0.5 rispetto a quelli che conosco io.

Questo non mi ricordo di averlo mai visto prima, ho cercato on line ed sembrerebbe un Cipresso di Monterey, altra pianta molto diffusa da quelle parti.

Questa immagine invece viene dalla seconda parte del giro. Sei giorni di cui tre con il sole. Mangiato stoccafisso quasi tutte le sere, ma mia suocera lo fa meglio.

In compenso fanno del formaggio buonissimo. Quando si esce a terra talvolta ci sono dei banchetti dove vendono formaggi di tutti i tipi, lo vendono sottovuoto, dunque può affrontare diversi giorni in una valigia senza che infetti tutta la stiva.

C’era anche il formaggio col pesto. L’ho assaggiato e sa di formaggio con il pesto.

Ultime foto. Ne ho scattate un centinaio, la maggior parte delle foto sono bruttine. In questa almeno si vede un po’ di neve (anche in quella precedente)

Non immaginavo che ci fossero ghiacciai tra i fiordi norvegesi, piccoli ma numerosi.

Ed ora le impressioni generali e banali del rientro. Nelle settimane precedenti a Basaluzzo ha fatto un caldo boia fuori scala, ma la situazione che ho trovato temevo fosse peggiore.

Dopo aver visto Aceri Platanoidi grandi come case, sanissimi, verdissimi, diffusi come le ortiche, trovo che il mio unico AP ha patito il secco. Non credo sia a rischio vita, ma molte foglie sono seccate in punta, classico segno di stress idrico. Trenta gradi occasionali li sopporta bene, ma 35 per settimane di fila lo hanno messo a dura prova. E’ il nuovo clima, baby.

Anche alcuni carpini hanno dovuto lasciar cadere molte foglie. Tra i tigli, uno in particolare ha ancora poche foglie verdi attaccate ai rami, ma si vedono già i getti nuovi.

Tra gli aceri, solo uno ha qualche foglia la cui punta è secca, ma gli altri stanno tutti bene.

Le querce invece sembra che crescano in misura proporzionale alla temperatura. Insomma danno l’impressione che il caldo sia gradito, diverse piante hanno delle foglie che non avevo mai visto così grosse.

Due decessi, un tiglio ed un carpino, ma erano sofferenti da tempo ed il caldo ha dato loro il colpo di grazia. In un distaccamento di bosco creato dal nulla quindici anni fa ci sono alcuni alberi che buttano proprio male, ma erano tutti vittime dell’essicamento della corteccia, temo che tre o quattro di essi non arriveranno alla prossima primavera.

Acacie; diverse sono un po’ in assetto da difesa, ossia foglie cadute ed un po’ ingiallite a macchie, ma non lamento situazioni estreme, fatti salvi alcuni esemplari che però hanno polloni in grande sviluppo.

Le rose invece hanno preso un bella batosta e mi domando se il nuovo clima ormai ne sconsigli l’uso. Parlo delle rose rugose, un tempo indistruttibili anche senza acqua durante i mesi estivi. Forse devo ridurne il numero in modo da poterle irrigare. L’acqua è sempre preziosa, non ne ho in quantità inesauribili e non va sprecata. Le nuove ginestre invece stanno bene. L’esperimento sembra avere successo e potrebbero diventare i cespugli tappa buchi.

Le quattro nane messe a dimora la scorsa primavera sono vive con diversi livelli di sviluppo. Vincono un Ontano ed una Albizia, le altre due, famiglia aceri, sono più stentate.

La differenza di clima tra Irlanda del nord, costa della Norvegia e bassa alessandrina è stridente. Lo è sempre stato ovviamente, ma temo che il divario si stia allargando, qui bisogna fare delle considerazioni che tengano conto dell’aumento delle temperature, soprattutto quelle estive.

Ho citato l’Irlanda del nord ma per essere più precisi, l’Irlanda del sud-est era bella secca. Non pioveva da settimane, temperature che hanno superato 30°, un po’ di sorpresa e qualche perplessità e precoccupazione. Sperano sia un episodio isolato. Invece la parte atlantica ed il nord sono verdi come sempre.

Nella Norvegia del nord invece hanno un fenomeno opposto. Piove sempre e c’è nebbia. Una guida (ragazzina di una bellezza imbarazzante) ci ha confermato che in due mesi, luglio e agosto, hanno visto meno di 10 giorni di sole. In effetti se nell’Europa centrale c’è una cupola di alta pressione talmente insistente e potente, i flussi atlantici dove vanno? Quando c’era l’alta pressione delle Azzorre il flusso aveva più spazio dove andare, regalava periodi di sole un po’ ovunque. Adesso le correnti zonali e la corrente a getto sono costretti, relegati a salire di latitudine. Bisogna adattarsi.

E per concludere, sono tornato con tosse, mal di gola ed altri sintomi da raffreddore. Miriam cambia idea due o tre volte al giorno sulla diagnosi, oscilla tra un bel COVID ed una fantomatica forma influenzale diffusa ma non nel radar della medicina ufficiale.

Dovrei fare un bel po’ di lavori, per il momento ho fatto quelli che richiedono meno dispendio di energia, come tagliare l’erba con il trattorino, e mi sono pure stancato. Adesso spero in un po’ di pioggia, dopo quella salvifica e benedetta di una decina di giorni fa. Il bilancio termico giornaliero comunque inesorabilmente è sceso sotto lo zero, di mattina la temperatura è intorno ai 20°, il marciapiede intorno a casa è fresco. Seguo i modelli con trepidazione, ma per il momento di pioggia nemmeno l’ombra.

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