Trentacinque a vista.

Tra poche ore inizia l’autunno meteorologico, ossia quello vero, non la baggianata astrale del 21 settembre.

Ma “vero” un cazzo ed anche nodoso. Il primo settembre a memoria non si devono più bagnare piante messe a dimora negli ultimi due anni.

Ma il nuovo clima dice che invece è meglio evitare danni peggiori e bagnare bene le radici di alberi che hanno già palesemente sofferto la calura delle settimane precedenti rinunciando alle foglie, come questo tiglio. A Settembre, perchè di giorno si superano i 35°. (segue impropero con il coinvolgimento di divinità celtiche)

Il tipo di spruzzatore che io prediligo è questo, ondeggia e bagna una superficie perfetta, ne’ troppo piccola ne’ troppo ampia. Regolo l’afflusso di acqua al minimo in modo da non sprecarne, metto 1 ora di tempo sul telefono e così via.

Invece le piante piccole che hanno un impianto radicale minimo vengono annegate nel proprio buco leggermente sotto campo.

Ma non posso irrigare tutti gli alberi che ho messo a dimora negli ultimi anni, dunque si sta facendo inesorabilmente una selezione. Le piante meno resistenti seccano.

Come questo tiglio che erà già sofferente da un paio di anni e che proprio non ce l’ha fatta. L’ho tagliato in modo che quella parte di tronco sia utile quando qualcuno verrà a rimuoverlo con le proprie radici. Devo farlo fare; ci fu un tempo in cui lo avrei tolto io grazie alla mia inesauribile energia e prestanza fisica. Se ci provo adesso, muoio.

Tra circa 10 minuti spengo la pompa e posso andare a dormire. Domani sera tocca ad altre due piante.

Aggiornamento del giorno dopo. Innaffiamento mattutino.

Questa è ritoccata; carina ma assolutamente falsa.

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