Il traduttore on line funziona bene.

Ho fotografato una pagina del mio Kindle che voglio conservare. Poi ho preso l’immagine e ‘ho messa sul traduttore di Google ed è venuta fuori un traduzione in italiano corrente.

Fino a pochi anni fa, la traduzione non si sarebbe potuta fare da una immagine che contiene il testo, ma soprattutto sarebbe venuta fuori una cosa orrible, perchè la costruzione della frase in inglese è molto diversa da come sarebbe scritta in italiano. Qualcosa del tipo

How old are you? —> Quanto vecchio sei?

Quanti anni hai? —> How many years you have?

Come stai?—> How stay?

Cit. Elio e le storie tese.

È una sorta di legge non scritta tra gli esseri umani gentili elogiare i bambini anche quando sembrano vecchi macachi stitici e raggrinziti, perché sappiamo tutti che una mamma spaventata ha appena fatto uno sforzo da mammut per spingere fuori un grosso sacco di patate da un buco grande a malapena quanto una patatina. È quasi morta nello sforzo, e tutti noi vogliamo essere gentili nei suoi confronti, quindi le diciamo che il frutto del suo lavoro, il suo brutto bambino, è splendido e grazioso, quando molto spesso è davvero orribile da togliere il fiato!

Ci deve essere di mezzo l’intelligenza aritificiale o qualche diavoleria simile. Ed io resto sempre affascinato. Quando per lavoro ho dovuto iniziare a tradurre ambosensi, i primi traduttori on line erano isterici.

C’è un’altro capitolo che varrebbe la pena salvare solo per vedere come diavolo riesce il traduttore a comporre un inglese-inglese con i suoi vocaboli poco in uso ma accuratissimi, a volte intraducibili.

Il libro in questione; Dear Fatty, di Dawn French.

PS. Oggi sto meglio ma la voce va e viene, e quando c’è, sembra un lamento in anossia.

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