Il mare.

Oggi, passeggiata di Corso Italia. Ho acquistato un quadretto di un pittore che li esponeva. Questa notizia sottende il fatto che io sono un mecenate. Ho investito €40 in un’opera di un autore oggi sconosciuto. Forse un giorno sarà un artista famoso ed io venderò il suo quadro da Sotheby a peso d’oro.

La strada a mare durante i fine settimana è popolata da individui di ogni estrazione, io estrarrei quelli con il collo ricoperto da tatuaggi e li manderei in qualche località nascosta, nascosta ai miei occhi. Va bene, lo so esagero, sono troppo vecchio per apprezzare i tatuaggi.

Me tornare al quadro, forse la sabbia è un po’ tanto corallina, le spiagge della riviera da Genova fino al monte di Portofino tendono ad essere grigio-scure tendenti al molto scuro, ma anche la qualità della mia fotografia, scattata nel bagno e ritagliata con la magnifica funzione crop, è bassa e dal vivo la spiaggia nel dipinto è meno giallognola. Dipingere le onde del mare mi sembra la cosa più difficile insieme a non mangiare i canestrelli quando me li vedo davanti.

Un improvviso scirocchetto teso ha fatto la gioia dei kite-surfisti.

Reception post funerale. Nella tradizione anglosassone la pratica è normale mentre noi neolatini preferiamo chiuderci in un doloroso silenzio ed isolamento. “Beviamo alla memoria di mio padre, lui avrebbe voluto così” e dal cabinet è spuntata una bottiglia di un whiskey invecchiato 16 anni, torbato e tutto il resto. A me proprio il whiskey non piace ma sarebbe stato scortese rifiutare, i bicchieri si sono incrociati tra i presenti. La circostanza luttuosa non si è tramutata in festa, tuttavia eravamo tutti più sereni.

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