Genova.

L’avvicinamento con giornate serene e terse come queste è davvero bello. Si arriva da nord-est sugli appennini, in vista dell’Antola si vira verso sud proprio sul Brugneto, il Monviso in bella vista che sfila in lontananza, si passa sopra Sori, poi si compie una ampia curva che si conclude sul Monte di Portofino per dunque allinearsi scorrendo tutta la costa fino alla pista di atterraggio. L’arrivo al Cristoforo Colombo invece può comportare un rapido decadimento dell’umore.

Credo, anzi sono quasi sicuro di aver già scritto quanto segue, ciononstante, sticazzi.

Da Monaco di Baviera si arriva con un aereo di piccole dimensioni, si scende dalla scaletta in dotazione del veicolo. Si viene accolti da automezzi di servizio d’epoca. Il carrellino sul quale vengono disposte le valige consegnate a bordo aereo alla partenza avrà la mia età. E’ un telaio di ferro pluri pitturato con la base in legno massello come lo erano le navi di fine ‘800. Ma è bello, nulla da dire, ha un certo fascino e se fossi il responsabile dell’aeroporto non lo cambierei, probabilmente ad un’asta potrebbe anche valere dei bei soldi. Forse questa valutazione è stata fatta dai revisori dei conti che hanno così potuto incrementare il patrimonio netto della società proprietaria.

Il trattore che traina i carrelli dei bagagli potrebbe benissimo avere la messa in moto a manovella. E’ minuscolo ed i due addetti seduti alla guida sembrano dipinti come nei vecchi giocattoli. L’insieme mi ricorda l’infanzia dove sulle giostre c’era sicuramente un veicolo come questo. Anche in questo caso, sarebbe un delitto dismetterlo perchè credo abbia un valore simbolico ma anche monetario significativo.

Quello di destra, ma giallo.

L’interno dell’aereostazione però induce ad un senso di tristezza vero. E’ uno di quei momenti in cui, dopo essere stato in viaggio per 14 ore, assonnato e con il jet leg, il Prozac deve fare bene il proprio lavoro o rischio di deprimermi. Mentre l’area partenze ha subito un restiling ed è ora un luogo decoroso ed accogliente, sugli arrivi c’è ancora da fare per non essere quel luogo abbandonato disordinato, maltenuto, sciatto, sporco ed ostile che sembra dire “insomma siete atterrati sani e salvi, cazzo volete ancora ?”

Nota di carattere logistico. In teoria io dovrei spogliarmi nel taxi. Perchè Miriam vuole fare subito la lavatrice perchè così mette in ordine prima di mettere in disordine, dunque dovrei aprire la porta di casa ed infilarmi sotto la doccia mentre lei compulsivamente prende i miei vestiti e li mette in lavatrice insieme ai suoi.

WordPress mi informa che la versione del PHP sul quale gira questo mio avvilente blog è obsoleta e va aggiornata. Ma prima devo salvare tutto e se dovessi avere dei problemi mi devo rivolgere al mio Internet Service Provider perchè sono solo cazzi miei. “Updating your PHP version should not be a problem, but we can’t guarantee that it’s not. ” Già questo mi inquieta, ma ancor peggio è la seguente chiosa: “If you run into any issues whilst doing this or need help, you should contact a professional web developer, your hosting company, or your theme and plugins authors. All of these will be happy to help here.”

Scriverò ad Aruba per avere risposte incomprensibili.

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