Brignole di nuovo on-line.

Ho spento il router, spento la webcam ed alla riaccensione si è rimessa in moto. Sono sicuro che la Telecom manda dei segnali specifici di natura maligna che bloccano router.

Così possono destinare la loro banda risicata agli utenti che invece si accorgono del proprio router inchiodato e riavviano il sistema facendolo ripartire. Quelli di Tim in futuro in linea, sanno benissimo quando io mi assento per periodi prolungati. Vedo spesso un tecnico telecom che fa finta di leggere il giornale ma che invece annota i miei movimenti e quando vede che non ci sono mi blocca il router inviando un segnale che consiste in una canzone di Sanremo amplificata. Adesso però la “Ville de Lumiere bruciate”, “La città che non dorme mai perchè è morta”, stazione Brignole, è di nuovo visibile al mondo.

Ma la bretella autostradale (anche nota con il nome di gronda) non serve.

Oggi sono stato a Genova. Mentre ero in autostrada nel traffico bloccato mi è venuto voglia di radunare tutto coloro che, semplici cittadini minusdotati e politici da galera, hanno osteggiato la costruzione della bretella autostradale negli ultimi decenni. Li avrei radunati su autobus turistici, finestrini blindati e senza aria condizionata, per poi fargli percorrere il tratto Genova Est – Genova Bolzaneto e Genova Bolzaneto – Genova Ovest. Tutti i giorni, tre volte prima dei pasti, fino a quando il ponte sul Polcevera verrà inaugurato.

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2 Responses to Brignole di nuovo on-line.

  1. Roberto says:

    Il tragico è che, nonostante tutto, continuano a dire che la gronda non serve. Al loro confronto Tafazzi è un apprendista in fatto di autolesionismo. Io ho sempre prospettato ai cretinetti “no gronda” cosa sarebbe la viabilità se chi ha osteggiato a suo tempo il ponte Morandi l’avesse avuta vinta. La risposta era sempre: “che c’entra, quelli erano altri tempi, ora la gronda non serve”. Risposta che denota il vuoto totale di intelligenza, lungimiranza, senso critico e sensibilità: ora che si grattino con la pendolarità del loro lavoro, della scuola per i figli, del calo degli affari degli esercizi commerciali ed artigiani. Ora chiedono a gran voce che si faccia presto a ricostruire il ponte. Imbecilli, se ci fosse la tanto osteggiata e bloccata “gronda” ora non sarebbero in queste difficoltà. Chi è causa del suo mal pianga sè stesso, recita un proverbio: il guaio che il loro mal è anche il mal non voluto di migliaia e migliaia di altri cittadini. Idioti!

    • admin says:

      Il popolo bove, di cui io faccio parte con meriti speciali, si è sempre lasciato intortare a credere in cose mirabolanti. Io ho creduto, nel corso dei decenni, a quasi tutti i leader di governo, a partire almeno da Craxi fino a Renzi, salvo poi scoprire che facevano una minuscola frazione di quello che promettevano, se non peggio. Però non mi sono ridotto a credere a leaders che mi promettono cose che palesemente sono un passo indietro. Si può discutere di tutto, ma rifiutare la gronda lo riservo ad uno 0,2 percento della popolazione perchè viene detto che la medesima passa nel loro soggiorno di casa. Perchè il rifiuto della realtà viene praticato da così tante persone ? Perchè la scienza, lo studio, la preparazione, vengono dopo tutto il resto. Boh.

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