Era da un po’ che non camminavo per le strade di Genova.

Chiari e Scuri, Alti e Bassi, Bibì e Bibò.

All’incrocio sotto Corte Lambruschini ci sono i consueti tre lavatori di parabrezza, due ragazze ed un ragazzo. Quest’ultimo era appena saltato da dietro la staccionata che chiude il cantiere ed aveva orinato contro il new jersey tanto che la sua orina scendeva dai pochi gradini che portano al marciapiede. Attraversato mezzo incrocio aspetto che il semavoro diventi verde. Al mio fianco due professionisti dell’accattonaggio, anch’essi li vedo spesso, dotati di stampelle, ma camminano perfettamente quando nessuno li guarda. Passano due auto della polizia a sirene spiegate, questi due guardano le auto, si guardano tra loro e si abbandonano ad una bella risata. Non voglio commentare, mi limito ad augurare buona fortuna alle nuove generazioni di genovesi che intendono vivere a Genova.

Dopo sono stato da Zena Zuena a mangiare due porzioni di focaccia di “Recco”, la prima normale, la seconda pizzata. Questo ha risollevato il mio umore.

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