Saluti da Sandy

New York. E’ lunedì mattina 29 Ottobre 2012, non è giorno di vacanza, non è una bank holiday eppure le strade sono deserte. Pochissime auto e pochissimi pedoni, nessun autobus, nessuna folla di gente che entra e esce dalla stazione della metropolitana. Nessun aereo sorvola la città, è davvero surreale.

Sta arrivando Sandy, un ciclone tropicale che, in modo rocambolesco, dopo aver percorso il suo tragitto normale verso nord est, per effetto di una anomala larga zone di alta pressione sulla Groenlandia ha appena deviato verso ovest e punta contro la costa.

Pochi margini di errore sulle previsioni: questa è la tempesta perfetta. L’incubo di ogni meterorologo si sta per avverare. Un ciclone tropicale che prende una direzione inaspettata e che incontra sulla terra ferma un fronte artico in arrivo dal Canada.

53 milioni di americani hanno gradualmente iniziato ad esserne colpiti, è il più grosso sistema perturbato dopo quello del 1938 che più o meno seguì lo stesso percorso mostrando come, non solo in teoria, ci possono essere alcuni fattori i quali, se arditamente combinati, possono dare origine ad un sistema di straordinaria vastità. Il mare si alzerà in alcune zone di oltre 5 metri, il vento soffierà costante ad oltre 100 Km all’ora, la pioggia non sarà eccezionale, 300 millimetri, ma in certe zone interne cadrà sotto forma di neve. Si prevede che alcuni milioni di famiglie resteranno al buio per settimane.

Me ne starò due giorni al chiuso a leggere. L’importante è non guardare “the weather channel” in televisione. Ne stanno facendo un teatro, sono specialisti nel gettare le gente nel panico, ci sarebbe quasi da ridere, se non fosse che Sandy è realmente a trecento miglia da qui e tra circa 8 ore sarà qui sopra.

Vabbè, staremo a vedere.

Aggiornamento, ore 12 locali.

Pare che il peggio stia per arrivare. Stanno per chiudere i vari ponti ed i tunnel che collegano Manhattan con il New Jersey, con Brooklyn, Queens e Bronx. Visto dalle finestre non sembra un granchè, non più di una forte libecciata a Genova, anche la pioggia è debole. Ho ascoltato il sindaco Bloomberg alla televisione, ha parlato a lungo e non ha parlato di catastrofe ma di danni enormi diffusi.

Il tutto dovrebbe finire domani, o meglio tra circa 24 ore. Strade sempre deserte, a parte la presenza di Miriam che si sentiva un leone in gabbia ed è uscita per fare due passi. Il centro della struttura che è ancora un urgano di categoria 1 è a 160 miglia da qui, quando arriva diventerà una semplice tempesta tropicale,  andrò per le strade a far foto. Forse!

Aggiornamento ore 2 del pomeriggio

Il vento è abbastanza sostenuto, la pioggia non è forte, viaggia orizzontale sotto forma di goccioline. La preoccupazione è data dal mare che sta iniziando a salire. Abbiamo cibo e cioccolato per resistere fino a mercoledì. No problem!

Aggiornamento ore 3 del pomeriggio

Il vento è a raffiche; si passa dalla quasi calma a raffiche violente. Una grossa gru sul tetto di un grattacielo in costruzione poco lontano da qui si è spezzata ma per fortuna è ancora attaccata alla struttura, fosse precipitata al suolo chissà, è andata benissimo.

Aggiornamento alle 6:30 del pomeriggio

Strade vuote; in genere a ques’ora del giorno il traffico impazzisce e sui marciapiedi c’è la calca del ritorno dopo il lavoro. Piove e tira vento. La pioggia non è particolarmente intensa, il vento ogni tanto fischia tra le finestre ma poi si calma. Il peggio sta accadendo a sud, nel New Jersey e a nord, nel Long Island e verso Boston. La televisione mostra immagini abbastanza impressionanti. Parte delle zone A di Manhattan, Brooklyn, Staten Island sono sotto un metro di acqua di mare, pensano che il peggio sarà tra tre ore. La corrente ogni tanto fluttua, ma per il momento qui è tutto tranquillo. Il vento in questi minuti è azzerato, forse sta per cambiare direzione, è quello che temono perchè quando inizierà a soffiare da sud la marea salirà ulteriormente. Manhattan è praticamente isolata. Metropolitana, ponti, tunnel chiusi.

Aggiornamento alle 8: di sera.

Il vento ha cambiato direzione di 180 gradi, adesso arriva da sud ed è decisamente aumentato di intensità,  è meno a raffiche, è più costante e fischia nelle finestre in modo abbastanza rumoroso. Ci sono anche fulmini in lontananza, verso ovest. Il sindaco dice di non uscire di casa perchè adesso è davvero pericoloso. Per il momento pare che la marea non abbia ancora iniziato a salire, speriamo non lo faccia. Sandy è stata appena declassificata da uragano a bassa pressione, tuttavia prevedono durante la notte vento a 90 miglia  (140 km/h) .

Aggiornamento delle ore 9 di sera.

Solo il rumore del vento. Non piove o poche gocce, ma il vento è potente, non è più un fischio, è più un cupo rombo quasi continuo. Ho aperto un poco una finestra e non c’è traffico, non c’è il rumore del traffico che, almeno sulle avenues, non smette mai. E’ surreale. Neppure durante le nevicate più intense c’è questa atmosfera; qualche ambulanza, qualche spazzaneve, qualche camion della spazzatura o i taxi, quelli ci sono sempre. Ma adesso quei pochi rumori stradali che ci sono spariscono nel turbinio del vento. Il tunnel che porta da Midtown Manhattan a Brooklyn attraversando l’East River si sta allagando, buona parte del Financial District è al buio. Si sta allagando l’East Village, buona parte della zona costiera del Long Island è sott’acqua; a nord, dove anche alcune zone del Bronx sono isolate e a sud, Brooklyn, Fire Island. Anche a Yonkers, sulle rive dell’Hudson ad una trentina di Km a nord stanno evacuando le zone allagate. Ora che ci penso poco distante c’è Indian Point. Meglio che vada a dormire, vento permettendo.

Aggiornamento di Martedì 30 Ottobre, ore 5:30 del mattino.

Il peggio sembra essere passato, in questa zona non ci sono stati danni, altrove ci vorranno giorni, settimane per ripristinare corrente elettrica e trasporti. Al momento solo un tunnel è stato tenuto aperto per collegare Manhattan con la terra ferma, tutto il resto è chiuso; tutti i tunnel della metropolitana che passano sotto i fiumi sono allagati, tutti i ponti tra i 5 quartieri sono chiusi, molte autostrade sono chiuse, aereoporti e ferrovie fermi. Non ci sono previsioni per la riapertura. Secondo la MTA questo è “worse then the worst possible scenario”. La marea è scesa, piove ancora ma il vento è moderato, le televisioni parlano già di aggiustare e ripristinare, circa 20 miliardi di dollari il primo conto dei danni. E con questo chiudo la cronaca, anche se non avevo bisogno di scrivere degli appunti per ricordarmi di questi giorni.

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5 Responses to Saluti da Sandy

  1. Beppe says:

    Che culo! Un appassionato di meteorologia che ha il privilegio, se sopravvive, di assistere ad una tempesta perfetta! Promettimi che relazionerai nei minimi particolari mio figlio, grande appassionato di tragedie naturali ( terremoti, eruzioni, tsunami and so on… ).
    Goditela! E tienici informati…..

    • admin says:

      Per il momento vivo l’esperienza dal vetro di una finestra guardando fuori tra le case, non è una grande emozione (per fortuna). Fossi sulla spiaggia di Long Island sarebbe diverso. Sulla costa è un uragano vero, in televisione scorrono senza sosta le immagini riprese dove il mare sta entrando nella terraferma spinto da 100 km all’ora di vento. E di certe zone delle montagne qui dietro dove si stanno coprendo di neve, questo è un evento che studieranno nelle scuole.

  2. Di says:

    Good to find you posting … although I am still smiling after reading ‘che culo’. Clearly my understanding of Italian is improving if I was startled and thought, ‘Google translate however … I think I know this one.’

    There was me thinking that the American weather channels, and etc, were exaggerating and now I find, the person I consider balanced in matters relating to the weather, is there and waiting to experience the perfect storm. No one would believe this if I were writing a fictional novel.

    Keep posting because now we really do need to know. And take care, both of you!!

  3. Anonymous says:

    The day after tomorrow ?