Insomma.

Confermo che l’immagine ritrae qualcosa che ho fotografato nella Pozzanghera fangosa e dunque la descrizione che salta fuori se faccio upload della fotografia potrebbe essere corretta.

potrei girarci intorno ma lo dico senza mezzi termini. A me ricorda una figa pelosa fino agli anni 70-80. Perchè poi hanno iniziato a radersele e sono diventate glabre. Ma una volta erano pressapoco così. Nella dizione inglese viene chiamata con il nome “i capelli della Sirena”. Ma “hair” ha anche il significato di peli, sebbene i peli del pube si chiamino specificatamente “pubes” proprio per differenziarli dagli altri peli corporei, evitando così a studenti e malpensanti di fare risatine ironiche e battute scontate tutte le volte che sentono parlare di “hair” che dunque sono, per il popolo anglosassone, solo i capelli, più o meno.

Comunque sfido un qualsiasi boomer a non pensare immediatamente ad una filiberta pelosa nel momento in cui vedesse questa immagine.

Ed ora la parte preoccupante.

Sempre Intelligenza Aritificiale, dunque da prendere con le molle, qui si parla di biologia marina.

Yes, Moorena producens is dangerous because it is a highly toxic marine cyanobacterium that produces potent chemical compounds harmful to humans, marine life, and land animals. Formerly classified under the names Lyngbya majuscula and Moorea producens, this organism frequently forms large, dark mats (blooms) in shallow tropical and temperate ocean waters.

Key Health Hazards

  • Severe Skin Irritation (“Swimmer’s Itch”): Direct skin contact with the organism causes a painful condition known as seaweed dermatitis. Because it causes a painful burning or stinging sensation upon contact, it is commonly nicknamed “fireweed” by beachgoers. It can induce severe inflammation, redness, swelling, and blistering within hours.
  • Severe Food Poisoning: Ingesting seafood contaminated by these cyanobacteria can lead to serious gastrointestinal illness, featuring symptoms like acute vomiting, diarrhea, and a burning sensation in the mouth and throat.
  • Potent Toxins: The organism produces powerful chemical compounds, most notably lyngbyatoxin-a and aplysiatoxin. These compounds are cytotoxic (cell-damaging) and are recognized as potent tumor promoters.
    Lethal to Marine Wildlife: Large blooms have historically resulted in the fatal poisoning of marine animals, including green sea turtles and hawksbill sea turtles, after they accidentally consumed the toxic mats

Una bella merda. Però ora che ci penso, la Pozzanghera è acqua dolce. Leggendo oltre senza nascondere una certa preoccupazione, sembrerebbe che:

No, Moorea producens does not live in lakes. It is exclusively a marine and estuarine species.

  • Habitat: This filamentous cyanobacterium (formerly known as Lyngbya majuscula) naturally thrives in shallow tropical and subtropical coastal waters, such as coral reefs, sandy ocean beds, and lagoons.

Assoluzione incondizionata? Posso stare tranquillo? Forse; le carpe sono vive e vanno in giro, ci sono rane a volontà, insetti che galleggiano e nuotano, i pescetti del Lemme e poi Gastone torna sempre. Ad ogni buon conto, quella roba preferisco non toccarla.

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Pioggia e freddino anche oggi.

NON è una lamentela, è una constatazione. Ho visto dal radar che stava arrivando un po’ di acqua, ho aspettato ma quando ha iniziato a sgocciolare ho scattato una foto e sono scappato per il feeddo.

Questa volta niente vento, qualche tuono, insomma una cosa simpatica e senza patemi.

Ho anche fatto il solito filmatino anonimo ed anche sgranato per la bassa risoluzione del telefono.

Una ghiandaia mette nel terreno fino a mille ghiande tutti gli anni. Lo dice Wikipedia, mica io. Insomma ne ha messa una vicino all’Ontano. Non posso farle crescere così vicine, allora è partito il Salvatore di piantine improbabili.

L’ho trasferita nel Cerchio Incolto, spero di aver fatto un buon lavoro e comunque, buona fortuna.

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Fortuna.

E’ stato intenso con forti raffiche di vento, grandine. Sfiorati prima da due celle ed infine presi da quella lunga linea di groppo temporalesca. Però è durato cinque minuti e non ha fatto danni. In certe zone credo che di danni invece ne abbia fatti se non altro per la durata, certe cellule hanno insistito sulla stessa zona per ore.

Ed ora una interminabile sequenza di foto mediocri.

Questa è sfilata a nord.
Tuoni e fulmini ma solo poche gocce.
Poi cinque minuti di burrasca, un po’ di grandine al suolo, piccola ed inoffensiva.
Appena passato verso est.
Verso Est;il nero del fronte che si allontana, le firghe biancastre di grandine, un arcobaleno e qualche nuvoletta bianca. Bottino pari a poco meno di 5 millimetri, per ora.
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Due nuove Ninfee ed una streaming che riparte.

Non potendole mettere in acqua come si dovrebbe per motivi evidenti, le lancio nella Pozzanghera. Ma appunto non potendole interrare, queste galleggiano. Allora prendo una pietra, la lego con del fil di ferro alla radice della Ninfea e la lancio, così affonda. L’ho già fatto e le precedenti hanno attecchito, spero che anche queste vengano su rigogliose.

La webcam di NewYork è nuovamente on line in streaming su Youtube. Il Complice ha faticato non poco a vedersi riconosciuto il diritto di pubblicarle, dopo le accuse campate per aria che fossero illecite per motivi chiaramente campati per aria.

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Forse.

In due dei 20 e passa buchi dove ho messo le ghiande del Central Park ci sono oggetti tipo questo; sono piccole querce o erbe comuni? Sono portato a pensare che siano proprio querce, ma non mi voglio fare illusioni, si vedrà.

Questo è il cerchio incolto, a parte le mancate querce, c’è della gran erba di vario tipo, più sicuramente topi, arvicole, mini-lepri, formiche e chissà cos’altro.

Nell’angolo dei fiori di campo, seminati lo scorso ottobre, sono venuti questi fiori che in effetti potrebbero essere parte dei semi. Mi sembra che nella fotografia delle buste ce ne fossero di simili.

Il più rigoglioso dei cinque alberelli messi nel prato lo scorso febbraio, è questo pccolo Ontano. Non ho ancora capito dove va l’accento, se sulla O oppure sulla A. Agli altri sono seccate le punte o parte dei rami ma sono vivi.

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Zero nuvole

Dovrebbe seguire un qualche commento laconico, contenente la presunzione di essere originale, estroso, spiritoso, intelligente.

Un paio di balle.

Ogni tanto mi sale la carogna sulle spalle ed uso Facebook per sfogarmi.

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Giornata in grigio verde.

A Genova sono sfilati gli Alpini. Avrei potuto chiedere a mio fratello se mi imprestava il cappello che conserva gelosamente, appartenne a Piero, Alpino che riposa in una fossa comune a Oranki, in Russia. Piero era fratello di nostro padre. C’è tutta una storia dietro. Forse ne ho accennato in queste pagine.

Sono un po’ pentito, ma mi sarei sentito un abusivo, dunque ho rimosso l’idea ed ho passato un lungo finesettimana a Basaluzzo. Tra sole e pioggia, quest’ultima sempre la benvenuta.

Ho letto da qualche parte, non sui siti ufficiali ma sulla pagina di qualche media, che il Nino è robustissimo e dunque nel nostro emisfero potrebbe essere una estate di caldo record. Intanto mi godo il verde rigogliosissimo di questa tarda primavera che segue alcuni mesi freschi e piovosi, dunque un paradiso.

Questo è il California Redwood. Il fogliame più chiaro è del 2026.
Il cerchio incolto. Dev’essere pieno di vita, che però non si vede, ben nascosta nell’erba alta.
I dieci abeti natalizi in primo piano sono in grande ripresa. Ogni tanto qualcuno fa tanta scena e poi improvvisamente secca.
Le Q5 e Q4, sorelle, figlie della stessa pianta di Central Park.
Queste due querce hanno rami nuovi che crescono in tutte le direzioni. Gli anni passati spuntavo i rami che crescevano verso il basso ad altezza uomo (la mia) perchè ritenevo che il prato sotto respirasse meglio e che la pianta fosse stimolata a crescere soprattutto in altezza. Quest’anno invece non spunto proprio nulla, anche se sotto non ci si passa o bisogna piegarsi, ho deciso che lascio tutto come è.
Foto simile ad una precedente; gli abeti e dietro molte piante che h messo io, tra le quali i carpini. E si vedono anche le ninfee della Pozzanghera.
I resti di un riccio (credo) , predato da chissà quale animale
Lampione a Ovada. Il ragno che ha tessuto la propria tela nella lampada di sinistra è più intelligente di chi ha distribuito a Genova gli scorsi giorni dei volantini in cui si suggeriva alle ragazze di portare con se un fischietto nel caso qualche Alpino interventuto per il raduno nazionale le avesse molestate.

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Due giorni di risultati.

Il primo giorno ho litigato con la Mobotix. Senza scendere nei dettagli, mi sono confrontato con la mia competenza raffazzonata in materia generale di informatica. Stavo per rinunciare allorquando ho attirato il Complice con una proposta del tipo “vuoi mica farci in giro?”.

Attirato dalla possibilità di studiare dal vivo il firmware della misteriosa webcam, collegato grazie ad uno di quei sistemi di gestione del pc da remoto, ha potuto sorvolare con occhio esperto le nuances della gestione interna e delle numerose funzioni.

Ed ha capito che tipo di errore (scemo) facevo ed ora la webcam è a Basaluzzo in attesa di una destinazione. L’errore che avevo fatto è concettuale, tecnico, sostanziale. E’ come se non riuscissi a mettere in moto un’autovettura restando seduto sul cofano.

Il secondo giorno invece ho avuto l’ardire di pensare di poter duplicare dei programmi per poterli utilizzare per l’ultima delle HIK che ancora girava con il vecchio metodo. Quella di Grange – valle. La cosa poteva sembrare facile, ma ovviamente devo aver fatto qualche errore e non funzionava un cassettone. Anche in questo caso, il Complice ha impiegato un nanosecondo per risolvere chissà quale problema. Adesso la transazione delle webcam sul nuovo portale è completa.

Peccato solo che, per qualche stronzata che ho fatto precedentemente, la webcam mantiene l’orario invernale, ossia segna un’ora indietro.

E davvero peccato che la webcam in questione è raggiungibile da remoto ogni tanto, così a cazzo. Ossia molte volte si ostina a non concedere la connessione. Non so perchè, non so percome qualche volta si concede alle mie richieste, ma il più dei tentativi viene respinto con reiterata decisione.

Oggi sono andato a Basaluzzo per alcuni lavori programmati di manutenzione del verde ma pioveva, intervento rinviato. Nella confusione che ormai regna indisturbata nella mia testa sono arrivato il loco realizzando che avevo lasciato portafoglio e telefono a Genova. Per fortuna avevo abbastanza benzina nel serbatoio.

Questa sera invece cena da amici, parcheggio nel silos sotterraneo ed a quel punto realizzo di essere senza telefono e portafoglio – di nuovo. Per uscire dal box ho chiesto un prestito di 10 Euro ai padroni di casa. Interessi 25% settimanali, cambiale e fidejussione bancaria.

Tab. 1 – Attribuzioni

Cercavo nell’archivio il banner con scritto “sticazzi” ma ho sbagliato a digitare ed è saltato fuori questo. Ricordi di lavoro di una ventina di anni fa. Tra qualche giorno dovrei incontrare “P. Persona alla mia ds” Se gli fosse passata l’incazzatura potrei rinfrescargli la memoria.

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Pesante

E’ raro leggere “pioggia intensamente pesante”, oppure “pioggia a pesante intensità”, che nella dizione inglese vuol dire pioggia molto intensa o a carattere di rovescio. Soprattutto nel buco alessandrino. A parte quando vengono temporali locali o autorigeneranti.

Comunque ci voleva eccome. I prati stavano assumendo quella connotazione da fine Giugno che prelude al seccume estivo.

Rientro nella tremebonda Europa, che, leggo sui giornali, rischierebbe di rimanere a piedi ed al freddo perchè petrolio e gas arrivano con il contagocce mentre le partite che regolano le forniture si giocano in terre lontane da giocatori che della vecchia, cara Europa, ho il sospetto che se ne strabattano il belino. Anzi, mi viene il sospetto che uno degli assunti non espressi ma benvenuti del braccio di ferro tra i contendenti sia proprio “mors tua vita mea”. Noi Europei, che temo schiavi da decenni di verdi, soli che ridono, ambientalisti a vario titolo e compagni belli salviamo il pianeta, siamo tra i morituri.

Ho ancora delle brutte foto scattate a New York che voglio salvare su queste pagine. Adesso mi godo la pioggia, più avanti ci penserò.

Diciassette virgola otto millimetri di gioia sulle lande basaluzzesi. Gli alberi, beneficiando delle piogge primaverili, hanno lunghi nuovi rami che con la pioggia si appesantiscono e compaiono nelle immagini delle webcam, questa in particolare.

Una piccola ma magica spruzzata di neve a Grange, è sicuramente “Effetto Miriam”. A New York era appena trascorso un periodo di sole e caldo, è arrivata lei e ci siamo presi +3° centigradi mentre ora che siamo venuti via ce ne saranno +25. Invece adesso qui nel desueto continente abbiamo pioggia e 14° mentre sui monti nevica.

Adesso la Mobotix punta su Brignole. Il vetro esterno è sporco, c’è lo stesso riflesso che disturba, l’ora è ancora quella di New York, devo modificarla. Poi la porterò a Basaluzzo, sullo splitter ho ancora 2 posti disponibili, il problema riguarda il passaggio del cavo di rete, ci penserò.

Le due generazioni di Mobotix vicine, come lo erano a New York. Non sono commoventi?

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Le due Mobotix

Il primo amore non si scorda mai. Questa Mobotix non penso sia in vendita in Italia, quando ho provato a vedere se ed in che termini era proposta, bisognava richiedere un preventivo. Avevo lasciato perdere.

Invece qui l’ho presa su Amazon, costa come una HIK. E’ grossa, massiccia e costruita a Taiwan, altro che tedesca di Germania.

Non ho modificato il settaggio dell’immagine, il doppio vetro è anche sporco, dunque non è il massimo dell’esposizione.

Così, adesso anche se solo temporaneamente ci sono due generazioni di Mobotix affiancate. Tutto ciò è molto romantico. Il Complice è interessato a saperne di più, la porterò in Italia e farò un po’ di pratica.

l firmware è molto diverso da quello di qualche anno fa, ma ha alcune caratteristiche che riprendono funzioni molto utili delle vecchie Mobotix. E poi ci sono settaggi come questo. Enable Bonjour. Ma che cazz’è?

Ma la funzione più utile per poter fare agilmente le cose che faccio io con il mio sitarello patacca è la seguente, che ho segnato in rosso.

I cinesi della HIK non lo permettono; è la possibilità di sovrascrivere l’immagine scritta sul server, utilissima altrimenti si è obbligati a fare intervenire il Complice per scrivere programmini che cambiano il nome alla foto altrimenti è impossibile aggiornarla e mostrarla.

Mi sto addentrando in considerazioni pesantemente sticazzi, ma questo è il mio blog e se qualcuno si lamenta lo segnalo all’ICE di Trombetta.

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