Storiella di poco significato quella vissuta da mia moglie ieri sera. Aperitivo allungato con qualche amica in centro. Verso le 9 di sera bisogna tornare a casa e con una sua amica che abita sulla strada, chiamano un taxi al numero solito. Musichetta insopportabile di un qualche cantante neo melodico impegnato del cazzo che ha una voce molto intensa, dice cose importanti ma se lo vedessi per strada e mi dicessero che è lui l’autore, proverei ad investirlo con la macchina.
La cooperativa risponde con Iris, o come si chiama, che dovrebbe essere intelligenza artificiale. Chiede l’indirizzo esatto ma in Piazza Fontane Marose è difficile vedere i civici ed il sistema senza un numero prima si impantana e poi decide di passare la chiamata ad un essere umano. La signorina risponde, capisce l’indirizzo, in genere c’è una fermata di taxi proprio li ma un giovedì alle ore 9 di sera non ce ne sono. Mette in attesa “stiamo cercando il suo taxi”. Ma dopo un quarto d’ora della terribile nenia melodica, ricompare la signorina che dice che A) non ci sono taxi nella zona e B) provi a richiamare tra mezz’ora.
Allora le ragazze percorrono via XXV Aprile in direzione Piazza De Ferrari. Vedono un taxi fermo alla fermata ma “è prenotato”. Ce ne sono altri due ma senza gli autisti. Finalmente arriva un quarto taxi e le ragazze lo fermano d’imperio e rientrano a casa.
I tassiti o taxisti sono quasi sempre cordiali e simpatici. Ma la cooperativa che li gestisce è un disastro. Sono pochi? Male organizzati? Si, ho capito, Genova con la testa ancora nel dopoguerra non tollera UBER, per carità del cielo, ma siamo matti? Ma almeno che ci sia un servizio sopra la soglia del decoro. E’ già domani o siamo già nel 1800?
Da Google; Uber operates in over 10,000 to 15,000 cities across roughly 70 countries worldwide. The service is available in major cities across six continents, with extensive coverage in the US, Europe, and Latin America. Availability can vary by city and time of day.
Sono andato a fare alcuni esami alla mia mano sinistra; il dito del vaffanculo va a scatti ed ho l’intera mano indolenzita. Sono andato in una clinica, convenzionata con la mia assicurazione, la cui illustre storia va indietro di tanti anni, vi vanno a farsi curare e poi a morire un sacco di genovesi, anche mia madre è morta li. I titolari sono noti per sponsorizzare rumorosamente i candidati sindaci in aria di vincere le elezioni.
Il referto non mi sembra denunci patologie gravi, c’è una spiegazione lunga molte righe ma devo farla leggere ad uno del mestiere che me la traduca in italiano corrente, perchè non ci capisco un cazzo.
Come ormai fanno le cliniche, gli ospedali e molti studi e centri di analisi, hanno un portale dal quale si possono scaricare i referti, è una cosa molto comoda. In questo caso, quando gli esami sono terminati e si paga il conto, viene consegnato un foglio di vecchia cara carta che contiene un primo PIN alfanumerico. Il secondo codice PIN arriva via email. A quel punto si va sul loro sito e con i due PIN ci ci accredita e si scarica il referto.
Mi è arrivata la mail con il PIN numero 2, ho provato ad accedere e non me lo permette perchè, dice lui, qualcosa nei PIN è errato.
Allora ho scritto spiegando l’accaduto. Ecco qui sotto lo scambio di email; come è noto, il primo in ordine di tempo è quello più in basso, le risposte successive salgono in sequenza.
La costruzione “Le potrei chiedere” usata dalla clinica è poco corretta. Io avrei dovuto rispondere “Si, ritengo che lei possa, chieda pure” alla quale sarebbe dovuta seguire una risposta del tipo “grazie per permetterci di chiedere. La domanda è la seguente; mi può inviare i due PIN?”. E’ questa usata dall’Intelligenza Aritificale una costruzione volutamente gentile ma in realtà sembra troppo servile, “potrei chiedere di chiedere”.
Un po’ come se io ad un cameriere in un ristorante domandassi “potrei chiederle dove è il bagno?”, laddove la risposta del cameriere corretta sarebbe “si, me lo chieda pure, ma non garantisco di averne per il belino di risponderle”.
Ad ogni buon conto, oggi sono passato in clinica, ho ritirato i referti, le lastre il dischetto e dunque il servizio IT può metterci tutto il tempo che vuole per cercare di provare a tentare di voler pensare di risolvere il problema.
Siamo ormai, credo, tra la minoranza di coloro che hanno un telefono fisso a casa. Ma noi abbiamo deciso di averlo anche perchè avendo Internet, il costo aggiuntivo di un telefono è minimo. Però che funzioni, cazzo.
Sono diverse settimane che il telefono si ammutolisce. Spengo e riaccendo il router, il telefono funziona. Passa qualche ora, si ammutolisce di nuovo. Chiamare il 187 è come girare una ruota della fortuna; ti può capitare tutta la gamma di operatori. Si va dalla persona gentile e competente a quella che non sa cosa rispondere, si intuisce che non ha capito il problema e che se ne strafotte di cercare una soluzione. E la colpa non è mai di TIM. Ho cambiato presa telefonica, poi ho sostituito lo stesso telefono. Avevo captato la voce che dice “non può essere il router, o funziona tutto o non funziona niente”. Dopo diverse telefonate alla fine l’addetto che risponde dall’Italia, messo in un angolo dai miei test precedenti, ha detto “ma il suo router non è marchiato TIM, come faccio ad aiutarla?”.
Allora ho comperato su Amazon un router hub di TIM. Non si trova nei negozi. O meglio, forse si trova, ma nei negozi di telefonia le persone prima di me in coda hanno sempre problemi complicatissimi, per fortuna il commerciante ha studiato psicologia e dopo decine di minuti di tecnicismi, senti il cliente che sussurra “le mie erezioni sono sempre più brevi” e realizzi che starai li per ore prima di essere servito. Per poi scoprire che quel modello normale è finito ed hanno solo il tipo super-duper extra hip che costa come una utilitaria di media cilindrata.
La sostituzione del router è durata dalle 21:30 alle 1:30 del mattino. Ne avrò sostituiti un centinaio nella mia vita, ma tutte le volte faccio una somma di errori, dimenticanze, casini e la cosa va per le lunghe. Adesso funziona quasi tutto, solo qualche rifinitura sul wireless. Avevo letto che negli USA si divertono a dare nomi particolari alle reti wireless, tipo “FBI van parked by the trees” oppure “hackers in the neightbors”. Io sono tentato di chiamare la rete con un nome stupido, ma poi finisco con qualche sigla con numeri facili in modo che io non me la debba incidere a fuoco nella mano per ricordarmela. E poi c’è anche la password, uno psicodramma. Il telefono comunque funziona da quasi 20 ore senza apparenti interruzioni. Speriamo bene.
Per la serie “lavori inutili” ecco la mini staccionata che delimita la zona rifugio della Pozzanghera. Il lavoro è stato rapido, ho solo messo le assi orizzontali, i pali erano stati conficcati dalle Truppe Rumene. E comunque adesso ho una spina che non si vede nel dito e mi fa male, la solita scheggia di legno d’ordinanza che mi prende appena tocco del legno, sempre.
La forma mi è stata suggerita da un banco neuronale che non uso mai.
Non si vedono le minuscole pianticelle che ho messo a dimora e che, crescendo, dovrebbero offrire riparo per i viaggiatori pennuti che visitano il luogo.
Qualcuno di mia conoscenza è seriamente preoccupata delle conseguenze della guerra che ha scatenato il pirlone stelle e strisce. Segnatamente, la possibile scarsità di gas per il riscaldamento. Stante che la persona soffre il freddo in modo esagerato, il livello del bombolone viene controllato (da me sotto minaccia) tutti i giorni o quasi.
Miriam le scorse stagioni aveva chiamato più volte la ditta dicendo che il bombolone era vuoto, ma invece era oltre al metà. Punti di vista, il classico esempio del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Però l’autista del mezzo si era risentito perchè se non svuota il camion a fine giornata non puo andare a casa ma deve tornare in azienda per questioni di sicurezza. Una discreta rottura di coglioni.
Allora hanno messo un dispositivo che con un segnale radio trasmette alla ditta il livello del serbatoio, così non si fanno più intortare dalle ansie di Miriam. Ed anche se hanno promesso che nei prossimi giorni verranno a fare il pieno, Miriam è convinta che le scorte stanno finendo, portano il gas soltanto a parenti ed amici e noi passeremo la Pasqua all’adiaccio.
Parliamo dell’ecosistema globale. Questa coppia di gabbiani credo viva sul tetto della casa vicina da diversi anni. I due partecipano alla vita del pianeta facendo esattamente quello che milioni di anni di evoluzione hanno lentamente loro accordato, tenendo in debito conto le necessità e gli spazi di tutte le altre specie viventi, animali e vegetali. Non sono stupidi, se sono sopravissuti per centinaia di migliaia di anni, tanto cretini non lo possono essere. Non sono cattivi, si fanno i cazzi loro e non scompensano gli equilibri del luogo in cui vivono. Scontato dove voglio arrivare con questo breve preambolo, l’ho già scritto più volte, ma ogni tanto sento di doverlo ripetere a me stesso.
Il Complice ha terminato il profondo lavoro con il quale adesso le webcam trasmettono le immagini su un server virtuale. E’ una razionalizzazione che ho sempre pensato di fare, senza averne i mezzi. Adesso tutte le immagini hanno un nome che le identifica e che è molto più facile richiamare. Sono tornate pubbliche e disponibili a tutti come lo erano le immagini delle Mobotix. Il Complice ha anche corretto errori e ridondanze nelle paginette originali.
Per esempio, questa è l’immagine delle ore 12 (mezzogiorno) di oggi. Si chiama:
www.bascam.it/basap/1200.jpg e sarà sempre così, sovrascritta con una foto con lo stesso nome dopo 24 ore
Mentre prima si sarebbe chiamata qualcosa del tipo
www.stefanome/basa4_J21299727_20260318132439135_TIMING.jpg e dopo 24 ore ne sarebbe arrivata un’altra con un nome diverso, dunque non linkabile da chi avesse voluto farlo.
Chiaro no ? Comunque nell’immagine sopra esposta si vedono Gastone, il cugino bianco ed un cormorano. Il Consulente Biologico, che mi he segnalato la foto, dice che Gastone ha appena pescato. Se lo dice lui, io vedo a malapena Gastone.
Ed ora qualcosa di completamente diverso.
E poi questo
Ho il sospetto che i picchi che si vedono nella foto di sotto comprendano il Cervino, ma non ne sono sicuro.
Non voglio sembrare polemico, ma registro che all’andata il volo da Linate per Londra era in ritardo di due ore, mentre al ritorno era in ritardo di solo 35 minuti, ed era l’unico ad esserlo tra tutti gli altri voli. Tutte le ragioni ed i motivi sono accettati, ci mancherebbe.
I narcisi sono spuntati e ci sono anche dei fiori. Grande successo, penso siano i primi bulbi che ho sperimentato. Adesso devo pensare a come fare qualcosa in grande, buttando via un sacco di soldi per un risultato mediocre.
I due nidi per cinciallegre sono in posizione. Sono esposti a sud, cosa che sarebbe sbagliata se non fosse che quando arriverà il caldo, ci saranno le foglie a fare ombra. Adesso aspetto per vedere se arriverà qualche passero oppure le formiche o forse i calabroni.
Queste tre piantine sono andate nell’angolo tout-venant della Pozzanghera. Si tratta di un acero verde giapponese, sulla sinistra, e di due arbusti di cui mi sono dimenticato il nome un picosecondo dopo che il vivaista me lo ha detto.
Mi sono trattenuto dal fare le solite foto alle margheritine ed ai tarassaco, ma la prossima settimana dovrebbero essercene ancora di più.
Il tiglio sofferente della Pozzanghera è molto sofferente, mi sa che dovrà essere capitozzato e spero che i polloni verso la base possano svilupparsi e formare un cespuglione come in altri casi analoghi.
A partire da oggi, 18 Marzo 2026, dovrebbe iniziare la revisione delle webcam. Pertanto, a partire da quella di Genova – Lido, ci saranno lunghi ed imprevedibili assenze di aggiornamenti, black out e problemi di transito del bolo alimentare attraverso il cardias.
Il Complice infatti sta iniziando a fare quei cambiamenti che dovrebbero portare ad una migliore gestione delle immagini delle webcam, appunto.
Chi accede alle fotografie vedrà foto vecchie, non aggiornate, risalenti al Cretaceo, potrebbe anche vedere immagini di gatti, donne ed uomini nudi, figure allegoriche, narici ed il mio tunnel carpale infiammato.
Mi scuso del disagio. Anzi no, non me ne potrebbe fregare di meno, maledetti scrocconi che guardare le webcam a sbafo. Anzi, dopo queste modifiche sarà molto più facile copiarle, scaricarle, tagliare le scritte ed attribuirsene la paternità.
Avrei potuto costruirmela. Ho tutte le indicazioni; dimensioni, materiale, larghezza del buco. Colto da inarrivabile pigrizia, ne ho trovata una su Amazon, costruita da una ditta tedesca, ha tutte le caratteristiche necessarie ed indispensabili per ospitare nel modo migliore certi passeracei che in questi giorni abbondano a Basaluzzo. Il diametro del buco, che non deve mai essere asservito dal piolo esterno, è determinante per il tipo di pennuto che si vuole trovi dimora. Questo, intorno ai 3 centimetri, è perfetto per le cinciallegre.
Non va messa in pieno sole, possibilmente orientata verso Est. Trovare una collocazione non è difficile. Avevo valutato la possibilità di mettere una fototrappola. Ma a ben pensarci, sticazzi chi me la fa fare.
Ho mandato questa foto a Miriam. Immaginavo pensasse fosse un sex-toy per me ma con un foro troppo grande. Invece mi ha risposto che carino, e poi quando le ho suggerito un uso alternativo, s’è financo offesa.
Mi è comparsa su Facebook la pagina di una signora che è nata ad Alessandria e vive nel Michigan. Fa avanti e indietro ma se non ho capito male, ha il doppio passaporto e si sente a casa sia ad Alessandria che nel Michigan.
Le ho risposto che anch’io ho una forma di bipolarismo tra Italia e USA che sebbene non radicato come il suo, rappresenta pur una tensione soprattutto se orientata al futuro.
Mi ha scritto dicendo ma che bello un altro alessandrino che vive in USA e qui e la e su e giu e sti cazzi in salmì.
Ho replicato che sono pur sempre un turista in USA e non come lei che invece ha passato anni a vivere in USA ed ha davvero una doppia vita.
Avendo colto tra i suoi messaggi e quelli delle persone che la conoscono, una velata perplessità su dove terminare il proprio viaggio, ho voluto significarle il mio punto di vista.
Insomma, le ho fatto una superscazzora, citando elementi che escludo possano aver suscitato alcun interesse, semmai fastidio, alla signora di Alessandria.
Intanto i complottisti delle scie chimiche oggi sono in fibrillazione. Una combinazione di umidità e temperatura fanno durare le scie di condenszione per molti minuti prima che si dissolvano. Il cielo è solcato da tracce che si incrociano, moriremo tutti.
Ma di fango, proprio poco. Io pensavo ci fosse il fango termale, quello abbondante e caldissimo che a Monsummano mi avevano piazzato sulla schiena. Così era scritto nella pubblicià. Il fango c’era, una sorta di scrub estetico che va benissimo per lisciare la pelle, ma non aveva nulla di curativo, anzi, era freddino. Però in Toscana si mangia bene, ci sono delle zuppe di verdura clamorose e siccome vanno giù, è il mio cibo di elezione.
E mentre io mi immergevo nella piscina termale, è comparso Zucchero, il cantante. E’ invecchiato ma ha sempre la stessa pettinatura. L’ho rivisto alla prima colazione, potevo salire in piedi sul suo tavolo con una scopa in mano simulando una chiarra ed urlare a squarciagola “I’ve got the devil in me”. Ma ho scelto un approccio più misurato; gli sono andato vicino e gli ho sussurrato “grazie”. Lui mi ha guardato perplesso e mi ha chiesto “perchè?”. Gli ho risposto “e me lo chiede pure?” Allora gli si è illuminato il volto, un sorriso sincero e mi ha detto grazie e ci siano dati la mano. Spero di avergli fatto piacere. Era solo al tavolo e mentre venivo via ho incrociato la sua compagna che mi aveva visto parlare con il Fornaciari e mi ha fulminato con uno sguardo severo.
Una simpatica ed inoffensiva circolazione ciclonica, una bassa pressione, che ha portato discreti accumuli e che sembra abbastanza ferma.
Una decina di mm nelle ultime ore, un’altra decina due giorni fa, totale 20 millimetri circa di ottima pioggia dalle parti della Pozzanghera. Ovviamente nebbietta e frescolino, d’altronde siamo a Marzo.
In alta valle invece c’è il sole dopo una spolverata di neve notturna. E’ evidente che scrivo cose scontate e banali, che non servono per commentare una foto che si spiega da se. Ma mettere due foto così a cazzo senza scrivere alcunchè mi sembra riduttivo per la mia straordinaria vena lirica & financo poetica a tratti.