Accolti da 73 mm di gioia.

Arrivando dall’aeroporto, nella roggia vicino alla strada salendo verso casa c’era un romantico rivoletto di acqua. La Pozzanghera tracima dal tubo del troppo pieno, si sono formate pozze d’acqua nei punti dove si formano solo se piove copiosamente. Due fenomeni distinti, uno da 60 ed il secondo da 13 millimetri.

Qualche albero ha patito la sagra infernale dei 36 gradi di massima andata avanti per una quindicina di giorni. Ma salvo sorprese, non ci sono decessi e dunque sono sollevato.

Un fulmine caduto all’inizio del primo temporale ha fatto scattare il salvavita e non ci sono foto. C’è stata anche una interruzione del servizio di Eolo, insomma quasi due giorni di black-out.

Visto che siamo alla fine dell’estate meteorologica, ho tolto il sistema di irrigazione di emergenza. Temperatura diurna e notturna molto piacevole. Il trattore non parte, la batteria è morta. C’è un nido di calabroni nel tetto. L’aria non è autunnale ma penso e spero che noi si sia fuori dal tunnel rovente e puzzolente della maledetta estate africana. Ho rimosso le coperture di juta che proteggono le cortecce degli alberi messi a dimora negli ultimi due anni. Era finito il sale nell’addolcitore.

Sono ancora nel pieno del jet leg, ma di giorno non dormo anche se mi addormento in piedi e sono rallentato più del normale.

Leave a comment

In sintesi

Una breve sintesi fotografica, gli ultimi venticinque giorni con omesse solo le cose più importanti.

Pasto su aereo di linea interna di compagnia americana. Sebbene l’aspetto possa sembrare orribile, non è male. Insomma devono piacere questi intrugli dove vengono mischiati senza timore carne, formaggio, peperoni e dell’altro che non so bene, infilato in un panino e scaldato nel microonde. Ho masticato con molta cura per non intasarmi ed è andata bene. Enjoy.

Foresta tropicale nel bel mezzo dell’oceano Pacifico. Vantano l’assenza di serpenti ed altri animali velenosi. Qualche zanzara si, ma ce ne sono di più a Basaluzzo.

Mr. Rooster. Gli manca un occhio ed è adottato nel maneggio dove gli amici tengono un cavallo. Cerca cibo ed arriva a distanza braccio, me se allunghi la mano scappa. Ho aspettato che fosse girato dalla parte dove gli manca l’occhio e l’ho toccato. Ma fatto un salto di un metro. Non ha cercato di vendicarsi.

Non è il cavallo in oggetto ma il suo vicino che viene per scroccare fieno ed erba fresca. Molto amichevole; si è fatto accarezzare senza staccarmi la mano con un morso.

Molti automobilisti appendono alla targa una pianta, pare una tradizione che vuol dire “che cazzo te ne frega se io appendo dei rami alla targa“. In realtà mi ha colpito l’adesivo sul paraurti.

“Vegʻāina” (pronounced Veg-AI-nah) is a term, popularized by Hawaiian apparel and lifestyle brands, that combines the English word “veg” (short for vegetables) with the Hawaiian word “ʻāina,” meaning land or earth. The phrase “Eat More Vegʻāina” encourages people to eat more vegetables that are grown on Hawaiian land, support local farmers, and understand where their food comes from.

Si, va bene, tutto quello che vuoi, mangia vegetali locali. Ma nutro il sospetto ci sia anche un doppiosenso.

Tagliatelle con Tobiko. La voce sul menu di questo ristorante sul mare era attraente. Tobiko, ovvero uova di pesce. L’esecuzione totalmente sgangherata; c’erano si le uova di pesce (nella foto se ne vede almeno una) ma anche funghi, panna, burro. Non era cattiva, ma era il solito pasticcio senza arte ne’ parte. Avrei voluto alzarmi ed andare a parlare con il cuoco. “Ma si, mettici anche del pollo fritto, e ananas, e la sorca di ‘tu mamma”.

I nostri amici che per ragioni oscure ci hanno nuovamente ospitato. Lui è un pittore che con una tecnica particolare ritrae pesci ed a volte viene pagato con pesce appena pescato. Questo era tonno, pinna gialla. Sublime.

Ho fatto un corso da apicoltore. Non era intenzionale, ossia non ho viaggiato mille ore per fare un corso di apicoltura sulle pendici di un vulcano, ma mi ci sono trovato. $80 spesi bene, argomento interessante e non sono stato divorato vivo dalle api. In zona sono anche andato a visitare una azienda vinicola con tanto di assaggi. Lo chiamano vino ma è mischiato con delle bacche blu che crescono sul tronco di un albero. Discutibile.

Il nostro amico era convinto fosse caffè. Aveva aspettato che i frutti maturassero sulla pianta nel prato di fronte a casa. Volevamo tostare i semi e farci il caffè. Invece si trattava di Guava. Frutti buoni, dolcissimi, forse vagamente lassativi, mi è parso.

In questo posto i venti dominanti sono davvero così dominanti che a distanza di poche decine di metri si passa dal deserto ai prati fioriti, stau e foehn disegnati con il righello. Qui è foehn con antiche colate di lava.

A questo pennuto ho offerto il pane dell’hot dog. Lo ha rifiutato mentre ha apprezzato molto proprio l’hot dog con la senape. Dieta USA anche per i pennuti.

Li ho solo fotografati. Genova è esattamente dall’altra parte del mondo rispetto a questo supermercato. C’è il nefasto pesto della Barilla che si trova anche in Italia, più altri brand.

Genova tonno in olive oil, senza coloranti ne’ conservanti. Magari sono i muggini che vengono pescati dentro la diga foranea. Mangiando merda ed idrocarburi si conservano in eterno.

Miriam ha partecipato ad un corso di pittura a casa di questi amici-di-amici. Oltre a fotografare i numerosi animali che tengono in casa e fuori nel giardino, non essendo proprio dotato nella pittura, vado sui fornelli, rigorosamente ad induzione. Quest’anno mi sono prodotto in una pasta con la bottarga. La bottarga non si trova nei supermercati ma si ordina su Amazon ed arriva originale proprio dalla Sardegna in 48 ore, da circa 13,250 km di distanza. Hanno mangiato la pasta in silenzio; certo che se sono abituati a mettere panna, burro, funghi, ananas, pollo fritto, maionese e ketchup ovunque, si saranno stupiti. Mi hanno chiesto la ricetta, mi sembravano increduli.

Qui è la parte stau delle isole. Ed è anche dove hanno girato una quantità notevole di film tra i quali Jurassic Park. Evito con cura di mostrare i vari dinosauri di plastica e le altre vestigia dei film, accuratamente lasciate per convincere i meno dotati (come me) a fare un giro sul pulmino in questo che è un parco privato.

Sono stato adottato da questo botolo. Due surfisti sono arrivati con questo soggetto che appena mi ha visto si è accucciato. I ragazzi mi hanno chiesto se mi dava fastidio e visto che ho risposto di no, mi hanno chiesto se glielo accudivo mentre erano in mare. Questa spiaggia è piena di cani, camminatori, surfisti. E gnocca ovviamente. Potrei ma non voglio mettere una foto di questa lingua di sabbia lunga cinque chilometri, costeggiata da palme e case tra le quali viene ricordata quella che affittava per le vacanze Barack Obama. Finito il mandato ha acquistato la casa che fu il set di Magnum P.I. poco distante. L’ha demolita ed ha costruito una nuova, con tanto di molo privato che, gira la voce, sia un pochino abusivo.

Sopra, il quadro che ha dipinto Miriam. Sotto, più o meno come si presentano i monti. Miriam è brava ma si stanca presto e va a giocare un il cane dei padroni di casa. Allora arriva l’istruttore che apporta qualche modifica al lavoro, piccole ma sostanziali correzioni.

Mentre ero oltreoceano al quadrato, per motivi irrazionali e totalmente casuali sono venuto a conoscenza di una pianta che, mi è stato assicurato, ha proprietà mediche eccezionali. Non so se ero sotto l’effetto di alcool o qualche altra pianta ricreativa, ho immediatamente acquistato on line due piante che sono puntualmente arrivate a casa. Solo che è impensabile che io possa tenere piante in casa, a meno che siano di plastica.

Un po’ sofferenti per il viaggio e la lunga attesa in una scatola di cartone, però erano vive e vegete. Le ho offerte alla mia vicina del piano di sotto, ha un bel terrazzo pieno di fiori ed alberi. Però ha declinato l’offerta perchè non tiene piante in casa.

Allora ho portato in portineria un vaso con le due piantine ed una nota. Ho chiesto al portinaio di turno di esporle su un tavolo che è in ingresso. Il primo che passa e se le vuole prendere è il benvenuto. Il primo condomino che è passato dopo che le avevo esposte le ha prese, il portinaio era molto contento.

ATTENZIONE; tutto quanto sopra esposto, testo ed immagini, rientrano a pieno titolo nella categoria sotto evidenziata.

Leave a comment

Ancora 24 ore di caldo.

Molti ristoranti e fast food hanno tavolini sul marciapiede, ma in questi giorni sono infrequentabili per il caldo. In compenso al chiuso hanno l’aria condizionata di una cella frigorifero, dunque per Miriam sono improponibili. Dunque mi avventuro in un supermercato alimentare, dove vendono una vasta gamma di cibi già cotti di estrazione multinazionale. Qualcosa di sano e dietetico per Miriam, io sono più grossolano e cerco pietanze a base di formaggio. Trovo sempre quello che cerco.

Domani l’ondata di caldo termina, la temperatura scende di 15° centigradi in sei ore. Si inizia a deambulare per strada tranquillamente e fare vita sociale.

Verso le 6 di pomeriggio siamo usciti. Eravamo su una panchina dal Pond ed avevo appena finito di dire a Miriam che benchè il cielo fosse minaccioso, il radar non mostrava alcun fenomeno in arrivo.

Ci siamo riparati sotto la tettoia di un baretto, subito raggiunti da un gruppo di messicani in vestiti tradizionali che stavano preparando una sessione fotografica, poi è arrivata una signora con un cane ed altre due persone. Ha quasi smesso di piovere, ho detto a Miriam di andare a casa mentre io dovevo fare un paio di commissioni.

E’ venuta una bulaccata magistrale, ho provato a mettermi sotto un albero come altri passanti, ma dopo qualche minuto durante i quali la pioggia è semmai aumentata, sono andato a casa. Dovevo andare a comperare la minestra di pomodoro da Morton William, buonissima, ma se fossi entrato nel gelido supermercato fradicio come ero, non sarei uscito vivo. Ma sticazzi?

Domani sarà più fresco ma noi emigriamo di nuovo, sperando di non trascinarci dietro caldo, afa, insetti, virus.

2 Comments

CTE

Anche oggi temperature vicine ai record. Ufficiali 36°, registrati sul terrazino 41°. Dalle 12 fino alle 19 si sta chiusi in casa, io accendo l’aria condizionata, Miriam la spegne. Seguono trattative del tipo “la accendo in camera da letto e tu stai nel soggiorno dove la teniamo spenta”. “Si ma se devo andare in bagno ho freddo”, “e allora vai a cagare dai vicini” e così via.

Ieri veso le 18:30 eravamo nel Parco, dal laghetto dove andiamo sempre per stare un po’ tranquilli. C’è spesso qualcuno che suona, o canta o entrambe le cose, si mettono spesso vicino ad una statua dove ad orari stabiliti c’è anche qualcuno che racconta le fiabe per i bambini. E’ un luogo di incontro per i buskers, ossia i suonatori di strada.

C’era un ragazzo nero nero e magro magro e ricoperto di tatuaggi che suonava il violino. E lo suonava davvero bene, tutta musica classica, un piacere sentirlo.

Guardando verso sud abbiamo notato un elicottero che faceva evoluzioni volando molto vicino alle case ed alla strada. Ci sono quasi sempre elicotteri della polizia che stazionano su Midtown, ma bene in alto, mentre questo in effetti sembrava volesse atterrare.

Le cronache raccontano che un ex giocatore di football dell’università di Las Vegas negli ultimi anni aveva dei problemi che attribuiva ad una patologia che si chiama CTE, acronimo per Encefalite cronica da trauma. Qualche anno fa c’era stata una inchiesta perchè scoprirono che molti giocatori di football ne soffrivano, ed era a causa dei colpi e delle botte che si danno durante una partita. Si parlava di aumentare l’imbottitura dei caschi o mettere altre protezioni, non ho seguito la vicenda e non so come sia finita, penso nel nulla.

Questo tizio del Nevada pare avesse scritto alla NFL, la lega nazionale del football, chiedendo di fare uno studio sul suo problema, ma non aveva mai avuto risposta. Allora due giorni fa è salito in auto, ha guidato fino a New York, ha parcheggiato in doppia fila, poi è entrato a piedi in un grattacielo dove c’è una sede importante del NFL con un fucile mitragliatore. Dopo aver ucciso due persone nella lobby, ha però sbagliato ascensore ed è uscito nel posto sbagliato uccidendo altre due persone che lavoravano in uno dei tanti uffici del grattacielo. Si è infine ucciso sparandosi al petto, lasciando scritto che non si sparava in testa per permettere ai medici di fare l’autopsia, il CTE si vede solo da esame autoptico.

Ed ecco che abbiamo capito cosa faceva quell’elicottero che volava avanti e indietro tra le case e così vicino alla strada.

La ex webcam di Brooklyn adesso è da me, sembra funzionare regolarmente. E’ una vecchia storia di amicizie nate con i forum di meteorologia ormai più di venti anni fa. Ad ogni buon conto, cercherò di trovarle una collocazione, non so bene come. Ho ovviamente minacciato i gestori – ed amici – di andare in mondovisione con il mio gabinetto ma non penso di dar luogo alla minaccia.

Al Parco servono innaffiature, la potenza d’acqua è inavvicinabile, ne basterebbero tre di questi ed in un colpo solo irrigherei tutta la zona della Pozzanghera.

Sul tetto di una casa nelle vicinanze stanno cambiando i serbatoi dell’acqua. Questi sono belli freschi con il legno pulito appena uscito dalla segheria.

Inevitabile fotografia dell’angolo di due strade qualsiasi. Ma dalle 12 scatta il coprifuoco e con queste temperature si sta in casa a discutere se e come accendere l’aria condizionata.

Per non uscire nell’inferno urbano, abbiamo ordinato sushi da un ristorantino nelle vicinanze. In genere non ho problemi con il sushi, ma oggi mi sono intasato. Colpa mia; distratto ed affamato non ho usato le solite cautele. Ho impiegato un paio di ore di tentativi di sturarmi. Un film già visto, ma non mi era ancora successo di intasarmi con qualcosa che contiene il wasabi. Quando faticosamente rigurgito il blocco, molte volte una parte mi esce anche dal naso. Ma il wasabi che esce dal naso è una sensazione nuova, bruciante. Dunque ricapitolando; a testa in giù nel gabinetto, il male per l’intasamento, lo sforzo per rigurgitare, il naso che si infiamma quando rigurgito il wasabi, gli occhi che lacrimano, la tosse perchè qualcosa deve essere finito anche nei polmoni. E fuori ci sono 900° percepiti.

Leave a comment

Così caldo.

Quando fa così caldo, il giro nel parco si fa la mattina dalle 6:30 alle 7:30 circa, ed è già pieno di gente che corre, passeggia, con o senza cane, con o senza passeggini che portano bambini o cani.

Rientrando ci si ferma in uno dei tanti posti che vendono croissant, spremute di arancio, caffè. Ad esempio Butterfield, al cui interno ci sono circa 3° centigradi, un toccasana per quando fuori ce ne sono 100° percepiti e sei sudato marcio.

Poi si va a casa, si fa una doccia e ci si infila con i capelli sgoggiolanti nella metropolitana. Nelle stazioni in estate ci sono 100° reali, nei treni -10°.

In merito alla salute, abbiamo finito con gli antibiotici ma entrambi abbiamo ancora naso fastidioso, sbotti di tosse con un po’ di catarro, orecchie tappate. Miriam sospetta sia un COVID travestito, ma abbiamo fatto il tampax e risultiamo negativi. Continuo a grattarmi le braccia, mi do una crema al cortisone che tende a produrre una patina collosa che va via solo dopo abbondanti lavaggi con la trielina.

Puntuali come un orologio, la ditta che pulisce le finestre. Due giovani ragazzi ucraini, ditta dotata di copertura assicurativa approvata dal condominio, pulizia interna ed esterna, in meno di un’ora hanno finito. La Mobotix rimossa temporaneamente ha immortalato il momento.

Leave a comment

Il caldo fa male.

Lo dico da sempre. Quello che segue è il testo di una mail arrivata oggi.

This is an important message from NY Alert

HEADLINE: Heat Advisory issued July 26 at 2:23PM EDT until July 29 at 8:00PM EDT by NWS Upton NY

DESCRIPTION: * WHAT…Heat index values in the upper 90s likely on Monday, and
100 to 105 F on Tuesday.

* WHERE…Bronx, Kings (Brooklyn), New York (Manhattan), Northern
Queens, Richmond (Staten Island), and Southern Queens Counties.

* WHEN…From 11 AM Monday to 8 PM EDT Tuesday.

* IMPACTS…Hot temperatures and high humidity may cause heat
illnesses.

INSTRUCTIONS: New York City residents should call 3 1 1 to identify cooling center
locations and obtain ‘Beat the Heat’ safety tips.

A Heat Advisory is issued when the combination of heat and humidity
is expected to make it feel like it is 95 to 99 degrees for two or
more consecutive days, or 100 to 104 degrees for any length of time.

Seniors and those with chronic health problems or mental health
conditions are at an increased risk. Homes without air conditioning
can be much hotter than outdoor temperatures.

Use air conditioning to stay cool at home or go to a place that has
air conditioning. If you don’t have home air conditioning, continue
to seek out cool spaces each day as long as it remains hot, and for
a few days after if your home is still hot. Check on vulnerable
friends, family members and neighbors.

To reduce risk during outdoor work, the Occupational Safety and
Health Administration recommends scheduling frequent rest breaks in
shaded or air conditioned environments. Anyone overcome by heat
should be moved to a cool and shaded location. Heat stroke is an
emergency! In cases of heat stroke call 9 1 1.

Issued By: NWS Upton NY

Conscio della presenza della webcam, avremmo potuto inscenare qualcosa di importante, di duraturo nel tempo, qualcosa di notevole per impegno e coreografia. Invece ci siamo limitati a due passi di danza sincronizzata. Miriam inizialmente era riluttante, poi s’è fatta convincere.

Siamo a New York, ed è spesso vero quello che si dice. Un tizio fermo al di la del semaforo ci ha visti e quando ci è passato vicino si è sporto dal finestrino ed ha urlato “nice performance”.

Proverò a convincere Miriam ad eseguire un secondo balletto, magari lo facciamo durare di più ed aggiungiamo mosse spettacolari.

Leave a comment

Altri 13 millimetri di gioia.

Il pluviometro della Pozzanghera non mente, mentre quello di ARPA è arrivato a due. Sfigati.

Ma nel frattempo siamo volati a New York. Volo a tratti saltellante, atterraggio molto scenografico tra comulonembi e rovesci, temperatura al JFK alle 7 di sera, 29° umidissimo e puzzolente. Poca coda all’immigrazione ma anche grazie al fatto che c’erano molti sportelli aperti, questa è una novità.

Si dice che oltre 80 milioni di americani che vivono nel centro est del paese stiano vivendo una ondata di caldo storica, New York è al limite di questa poderosa alta pressione. Nulla di nuovo sotto il sole.

Leave a comment

Tredici

Uno così alla settimana? Magari. Pioggia, niente vento, niente grandine. Tredici millimetri dalla Pozzanghera, mentre la stazione ARPA di Basaluzzo ne segna oltre 20.

Il Cortisone che prendo per cercare di sedare la tosse mi toglie il sonno. Ma io ho le contromisure. Lo Stilnox che ho deciso di prendere nonostante il rischio di esplodere se le molecole aggiunte a tutte le altre che prendo dovessero provocare una reazione chimica violenta. Anti-acidi, Anti-depressivi, Anti-biotici, Anti-staminici, Cortisone, una roba che inalo nei polmoni, OKI per il mal di testa ed ora qualcosa per dormire.

Stamattina mi sono svegliato nel letto della camera degli ospiti, ma prima dovrei essere andato sul computer che ho trovato acceso con a fianco uno yoghurt mangiato a metà.

Non ricordo assolutamente nulla.

Leave a comment

Tra bronchiti interminabili, visite mediche, cellulari che si surriscaldano e smettono di funzionare, chiavi dimenticate, casa invasa da cimici che mordono e clima insopportabile, ci siamo lamentati un bel po’ per una decina di giorni.

Fino a ieri, quando ci viene detto che una cara amica se n’è andata. Adesso abbiamo altri pensieri in testa. Ce la ricordiamo come compagna ideale di tante vacanze passate insieme. Gioiosa, spiritosa, cordiale.

Poi è successo qualcosa; ha iniziato a cambiare, ad isolarsi. Ha cancellato il proprio matrimonio, le vacanze, gli amici, è andata a vivere in un’altra regione. Ha tenacemente scelto di esiliarsi e di rispondere al telefono raramente. Di non farsi vedere e trovare.

E ciò nonostante, adesso credo che in molti di noi amici ci si senta in qualche modo colpevoli di non aver provato in tutti i modi e con tutti i mezzi di impedirle di terminare la propria vita due volte, la prima in forma virtuale, la seconda in maniera definitiva. Io oziosamente pensavo che, lontana da Genova, avesse raggiunto una sorta di equilibrio, di tranquillità. Sospetto di aver continuato a mentire a me stesso. Infatti, evidentemente, non era proprio come credevo.

Forse non sarebbe servito a nulla, ma abbiamo comunque gettato la spugna troppo presto, forse bisognava rispondere alla sua tenacia con altrettanta determinazione.

Colori originali di una mattina con il sorgere del sole sotto l’incus di un temporale che nel suo movimento verso est si è dissolto qualche decina di km da Basaluzzo.

Leave a comment

Altra passata.

La quarta in una decina di giorni. Il totale arriva a malapena a 27 mm. che non sono tanti, ma va benissimo così.

Un impulso relativamente freddo in arrivo da nord-qualcosa ha prodotto una sorta di groppo temporalesco semi stabile di libeccio che ha accumulato oltre 100 mm. nell’entroterra soprattutto savonese. Qui nella bassa, benché in presenza del noto buco, non si è riusciti a fermare tutto. 10 mm. il bottino di oggi. Giornata da sbadigli assonnati fino alle 18, poi sole.

Ovviamente eravamo al confine del nucleo piovoso, verso nord ovest era sereno.

Erba, erba secca, fiori di campo. Non quelli che ho seminato qualche mese fa, l’esperimento direi che è fallito.

Leave a comment