Corpetto antinfortuni ad alta visibilità, legati ad un guinzaglio. La capobranco adulta guida e poi un’altra adulta chiude la fila. Nello zaino c’è un teaser ed una pistola che spara tranquillante per i bambini che cercano di scappare.
Oggi siamo stati in un luogo che incarna a fondo scala il capitalismo del lusso. Bergdorf & Goodman sulla quinta strada con vista sul Plaza e sul Parco. Tutte le marche dello sfarzo, vestiti e profumi e gioielli ed accessori sono rappresentate in pompa magna. Ci sono due ristoranti prenotatissimi e siamo riusciti a pranzare da Ginori, prestigiosissimo ristorantino di stile italiano. Infatti viene sommessamente diffusa musica esclusivamente italiana, direi anni 60 e 70, successi di Sanremo e successi di cantanti come Mina, Modugno ed altri simili. Ah, anche Al Bano con “Felicità”, di cui ricordo due strofe:
“Felicità, è toccare con mano il Cazzo di Al Bano, felicità è trombare Romina alla pecorina“
E poi in questo stillicidio di successi, improvvisamente “Bella Ciao”. Miriam ed io ci guardiamo; chi canta ha una bella voce, ma chi ha fatto la playlist saprà l’uso che viene fatto di questo orecchiabile motivetto? L’ha cantata anche la Greta. Nel cuore dell’imperialismo USA, nel ventricolo di un grande magazzino tra i più sofisticati ed esclusivi del pianeta, clienti arabi, russi, texani, qualcuno di Castelletto, ricco quartiere di Genova che vota a sinistra, il gotha della ricchezza, il più sfrontato capitalismo del pianeta, insomma “Bella ciao”?
Miriam ha una teoria. Il nuovo sindaco Mamdani si presenta come islamico, democratico e socialista. Ma non è così moderato come dice di essere. Il suo progetto è di distruggere New York facendo diventare tutti comunisti e poi mussulmani, non necessariamente in questo ordine. Per far ciò ha il controllo di tutti i sistemi di diffusione di musica dei ristoranti ed impone l’ascolto di musiche filo-sovietiche. Poi quando diventeranno tutti adoratori di Stalin, l’islam imporrà la propria legge della sharia a New York ed io verrò circonciso, per due volte e per dispetto.
Uno dei grattacieli più alti di Manhattan, vista su Central Park, diventerà un CSOA, il Parco sarà il luogo di adunate oceaniche con un palco da dove il sindaco Mamdani inneggerà all’annientamento della proprietà privata.
Tutti sorridenti, ma quando New York sarà ridotta in cenere ve ne accorgerete, comunisti!
Si ripete il rito di fine anno. Questa volta, più umido.
Miriam contenta, anche se un giorno di sole, poi 2 giorni di pioggia, uno di sole, uno di pioggia, due di sole ed uno di pioggia, totale 5 giorni di pioggia. Questa piovosità insistente è una sorpresa anche per i locali, che vedono piovere in autunno e primavera ma mai in inverno.
La dieta è stata prevalentamente a base di riso e fagioli neri. Quì si vede il pollo al curry, il terzo elemento del trittico immancabile. Siamo stati anche in un ristorante, c’era molta gente ed il servizio è stato frammantario;
Ore 8, ci sediamo al tavolo in otto persone.
ore 8:30, ci portano tre menu e due bicchieri.
ore 8:45, ci portano sei coltelli, tre forchette e tre tovaglioli, due piatti.
ore 9:00, portano altri due menu, un tovagliolo e prendono gli ordini,
ore 9:15, portano due bicchieri, un menù, due tovaglioli e tre piatti.
ore 9:25, passa una cameriera con un vassoio, si guarda intorno smarrita e poi decide di posare sul nostro tavolo una decina di fette di pane abbrustolito con del burro, che non avevamo ordinato.
La cena prosegue con queste modalità, le portate arrivano cadenzate, ma arrivano, Tranne la mia; dopo un’altra ora si accorgono che hanno dimenticato il mio burrito che però arriva dopo pochi minuti ed è offerto dalla casa. Intanto i figli adolescenti dei nostri amici vanno a sentire un concerto di tale famoso DJ che si fa chiamare Black Coffee.
Abbiamo affittato un cart per girare nel comprensorio. Mi hanno dato questa specie di discoteca viaggiante, dotata di un impianto luci e musica da stadio. Molto popolare tra gli amici e tra quelli che passavano per strada e mi vedevano transitare. Ho conosciuto tre della ditta di noleggio; tra di loro parlavano in russo e la ragazza era simpatica e financo graziosa.
Questo invece lo vedrei bene a Basaluzzo. Con le pietre e gli scavi che ci sono nel pratone durerebbe poco, ma tant’è… sono affascinato dai campi da golf non tanto per lo sport, che non pratico, ma per l’erba perfetta. E si lo ammetto, mi piacerebbe che il pratone fosse così, fatto salvo il Cerchio Incolto ovviamente.
Questo è simile a quello che ha messo il sindaco a Genova, dev’essere l’ultima tendenza. Non sporca e non appassisce, si smonta in poco tempo e fa la sua figura. Non è affatto ecologico rispetto ad un albero vero, l’impronta di carbonio è sicuramente maggiore del taglio di un albero, ma vallo dire agli ecologisti un tanto al chilo.
Su questa barca a vela ho le seguenti informazioni; ha l’albero singolo più alto in circolazione, è di un texano. In effetti è talmente grande che non se ne riesce a comprendere le dimensioni.
Capitolo Basaluzzo.
E’ venuta una spolverata di neve, le temperature sono scese abbastanza da far gelare la Pozzanghera Fangosa.
Capitolo Grange Sises
Un breve blackout del servizio Eolo a Grange Sises, circa 36 ore, stavo già imprecando perchè pensavo fosse il router che si era piantato ed invece no, erano loro. Meglio così.
Ed infine, capitolo NYC
Ho finito un primo libro sulla storia del pianeta Terra, ho salvato questo tentativo di definire la vita, mi sembra il migliore di quelli che ho visto finora.
Il portiere quando sono uscito di casa mi ha detto che era contento perchè “now we enjoy a heatwave” ossia le temperature sono appunto intorno ai dieci gradi. Tutto è relativo.
Sono andato negli uffici del DMV a Midtown per farmi rinnovare la carta di identità. Su questa ci sarà una annotazione che segnalerà che il mio permesso di soggiorno scade il 7 Giugno di quest’anno; con il visto, invece dei tre mesi normali, dura sei mesi. Poi divento fiscalmente residente e sono cazzi, meglio evitare. Ma agli effetti della durata del documento, scadrà il 7 febbraio 2036. Il ragazzo alla reception scherzava con una tizia prima di me. Alla frase di rito “How are you today” lui ha risposto “I cannot possibly complain; I am in good health, temperatures are in the fifties, I got paid by the week”. In effetti mi sembra una risposta molto valida. Salute, temperature esterne e paga. Sapevo che i dipendenti pubblici vengono pagati ogni settimana, salvo shutdown del governo.
L’aereo del ritorno era strapieno. Quasi tutti americani che tornavano a New York. Molti bambini in età scolastica. Ma le scuole hanno riaperto un giorno prima. Qualche giorno prima lo spazio aereo sopra i Caraibi era stato chiuso per permettere a Donald di andare a prendersi Paguro in Venezuela, dunque voli cancellati e famiglie riprotette sui primi voli disponibili. Nella fila dietro a noi, due bambinetti che hanno urlato e pianto per le tre ore di volo, li avrei strozzati anche sapendo che la colpa è dei genitori. Allora facciamo così; strozzo prima i genitori, e poi i bambini.
Non senza aver commesso una serie notevole di errori, sbagli, intoppi, sono infine riuscito a far si che entrambe le webcam di New York siano raggiungibili da remoto. Facoltà essenziale per quando prenderà il via la ristrutturazione del sito web, ossia dopo il 15 Gennaio. Nelle more di questo fantasmagorico sforzo intellettivo, ho anche imparato a far attaccare il laptop al servizio internet del telefono, condizione essenziale per testare se riesco a collegarmi alle webcam da remoto.
Su tutto quanto sopra, e con particolare attenzione a quest’ultima nota,
Intanto il processo di verifica all’immigrazione del JFK è stato fulmineo, avevamo tre persone prima di noi, l’ufficiale sorrideva sornione facendoci il consueto rito di domande assolutamente standard, conoscendo già le risposte perchè solo le stesse che diamo dal 2009.
E poi la neve; uscire dall’aeroporto a New York sotto la neve è sempre e solo una meravigliosa sensazione. Piace anche a Miriam, che notoriamente detesta qualsiasi cosa che sia sotto i 20 gradi. Nevicata attesa che si è rilevata meno cospiqua del previsto, ma pur sempre quei dieci centimetri che fanno tanta scena.
La notte silenziosissima, interrotta solo dal passaggio degli spazzaneve. Sono molto efficienti ma nella nostra strada particolarmente perchè c’è un ospedale. Ho sentito che in Italia hanno detto che New York sarebbe bloccata dalla neve. Non distinguono il belino dalla corda.
Ovviamente c’era un aggiornamento di qualche diavoleria sul laptop. Utile perchè mi ha permesso di scoprire quanta polvere c’era sullo schermo. Sospetto che questi aggiornamenti siamo solo artifizi per sapere i fatti miei. Ma fate pure, accomodatevi nella mia vita privata, le mie foto nude e quelle dove sono vistito da coniglietto intanto le tengo in una banca dati separata.
E per concludere, la seconda ondata di ghiande delle Central Park sta bene. Ho aggiunto un po’ di acqua al fazzoletto che si stava asciugando, ma credo siano pronte per finire, a febbraio, nel Cerchio Incolto a Basaluzzo insieme alle ghiande della prima ondata, attualmente conservate nel frigorifero basaluzzese.
La vita scorre ed io, per non saper ne’ leggere e ne’ scrivere, salvo foto tutte uguali delle due webcam di Grange Sises.
Ah, si, oggi è anche Natale. Bisogna essere buoni, così si dice, e tuttavia io auguro un giorno di dissenteria a chi elimina il presepe dai luoghi pubblici. Ho perso la fede da quando era ragazzino ma chi non rispetta queste tradizioni positive è uno stronzo (o STRONZA con lettere maiuscole). Stiamo perdendo la più importante delle nostre guerre.
A Gennaio inoltrato metterò a posto il settaggio, per il momento la foto così è un po’ scura, però è bella lo stesso.
Le due tavolette che sorreggeranno le rispettive webcam di Grange. Ci sono già i buchi, elementi necessari ed indispensabili, guai non ci fossero i buchi al loro posto.
Questi sono gli accumuli della settimana. E’ una elaborazione che fornisce indicazioni sul quanto ma non sul come, il “come” è l’elemento che fa la differenza tra un evento innoquo ed una alluvione lampo. Non farà tanto freddo, ma sui monti dovrebbe cadere tanta neve, fino a quote che a seconda delle speranze del previsore può variare da 0 a 1000 metri in su. Si intravede una circolazione ciclonica centrata sul mare a metà strada tra Sardegna e Pirenei. Molto farà l’orografia; sottovento Pirenei, Corsica, Alpi Marittime e Cozie, e si vede. Ah, circolazione ciclonica non vuol dire un ciclone tropicale.
Oggi è uno di quei giorni in cui l’unico pensiero che mi allieta è l’idea che comunque vada, il mio orologio biologico va avanti e che dunque un giorno, un’ora ed un minuto preciso, concluderò il mio insignificante ruolo, qualunque esso sia stato.
Giornata grigia e ventosa. A poca distanza da casa c’è un bar, un tempo frequentato da fighetti della zona, pensionati abbronzati, milfette con il passeggino.
Poi con la globalizzazione sono arrivati anche dei truzzi da altri quartieri; fanno rumore, sporcano, seminano bottiglie, le gentildonne si cambiano ed abbandonano l’assorbente intimo sotto gli alberi. Fazzolettini, carta igienica. Alcuni di loro hanno buone fonti di reddito perchè si presentano con auto di grandi prestazioni, elaborate e con alettoni, anche di grandi marche. E si divertono a sgommare in modo che tutti li possono notare.
Questo pomeriggio è iniziata improvvisamente una sarabanda di rumori di motociclette. Ero già predisposto a maledirli, invece erano si tanti, si rumorosi, ma vestiti da Babbo Natale. L’ultima domenica prima di Natale c’è la sfilata, credo si radunino in piazza De Ferrari. Ho anche fatto un breve filmato con il telefono, che senza vergogna carico su Youtube in modo da dare il mio contributo a surriscaldare il pianeta.
Tuttavia la domenica prende un impevisto guizzo allorquando il Consorzio pubblica sulla chat di WathApp una foto di un piccolo pattinaggio su ghiaccio che hanno messo nella piazzetta centrale. Tra il coro di elogi, il pattinoire è carino e ci sta proprio bene, e piccolo ma va benissimo per i bambini, qualcuno evidenzia che “doveva approvarlo l’assemblea di condominio” al quale qualcuno risponde “Eh ma il Consorzio può prendere queste iniziative da statuto” ed il tipo chiosa “Ha ma allora cosa facciamo a fare le assemblee”.
Ho trovato un sito web che prende le foto e le modifica secondo una indicazione fornita. Il pattinaggio di forma perfettamente rettangolare assume dunque questa forma.
Il programma lo ha disegnato a “otto” come da mie indicazioni, ecco il risultato.
A sinistra la foto originale, a destra quella in cui ho chiesto che “the ice ring being shaped as an eight”. Notevole.
Sono riuscito a fare alcune cosette propedeutiche alla futura trasmigrazione. Adesso il dominio bascam.it è passato da Aruba a OVH, sono riuscito ad entrare con FTP. Se entro sul sito mi compare questa paginetta in francese, la sede di OVH è in Francia ed i mambrucchi mangiarane non esitano a farlo vedere. Quando entro con le credenziali di amministratore del sito per il menù di gestione e controllo di OVH, mi accorgo che è molto articolato e faccio fatica ad orientarmi, ma è questione di farmi aiutare dal Complice Bolognese.
Gli ho scritto la prima mail alle 6 di questa mattina, sabato, poi una dopo mezz’ora. Secondo me inizia a preoccuparsi e sospettare che io sia un cliente-amico rompicoglioni.
Con un impavido e tracotante atto di imperio, ho ordinato il trasferimento di un mio dominio da Aruba sul nuovo provider. Il processo di trasferimento è così avviato, apparentemente e per il momento senza intralci. Ci vorranno circa 5 giorni, poi in teoria io dovrei essere in grado di iniziare a lavorare sul vecchio dominio nella sua nuova casa, dove il Complice scriverà tutti i suoi programmi magici.
Oggi solo una webcam in versione Beta a Basaluzzo trasmette sul dominio appena trasferito e quando avverrà il trasferimento, la webcam non troverà le cartelle dove sperava di trovarle e probabilmente prenderà fuoco per la frustrazione.
Nel frattempo Aruba scriverà a Mattarella chiedendo di intercedere con me affinchè io ritiri il trasferimento. Ma io non indietreggio.
Invece di fare una piazzata con l’associazione consumatori e scrivere alla società Autostrade, creerò le stesse cartelle sul mio nuovo server ed a quel punto la webcam dovrebbe trovare di nuovo il modo di fare un FTP delle immagini.
Non così in fretta! Ci sono dei meccanismi che io conosco proprio poco, ma so che ci sono, che inganneranno la webcam mandandola nel posto sbagliato. Adesso non ricordo come si chiamano quei cosi che indirizzano le ricerche, ma so di essermici già litigato una volta. Sono venuto a capo del problema solo dopo che ho mandato un pacco bomba (finto) al provider. Mi hanno aggiustato quei trombini e l’emergenza è rientrata.
E mentre sto facendo tutto questo, il telefono emette dei suoni ed è Miriam che mi scrive. Devo dire che non sono sicuro che se un medico utilizza un linguaggio da scuola media, sembra più preparato e professionale. “Genova Today” intervista il noto virologo e questi usa termini come tosta, bomba.
Il termine bomba è sempre più diffuso tra coloro che vogliono che la gente clicci sui loro siti. In meteorologia ormai è un classico del degrado, ma eccolo spuntare anche in medicina.
Miriam è in ansia, dunque l’obiettivo di una comunicazione così sgangherata è stato raggiunto. Tecnicamente però siamo di fronte ad uno stronzo.
Post autolesionista ma per un addetto ai lavori sedicente tale.
Dopo una esaustiva discussione con il Complice bolognese in merito al futuro assetto delle pagine di stefanome, è stato deciso quanto segue.
Tutte le webcam trasmetteranno le foto sul nuovo server dedicato, mio e solo mio, privato, di giada illibata, che ho acquistato un mese fa su sua indicazione senza sapere cosa cazzo stessi facendo. Al momento non ricordo neppure quale è il provider e quali sono user name e password, ma sono abbastanza sicuro di essermi scritto tutto da qualche parte.
Il nuovo server consente di svolgere in quantità illimitata le funzioni che andranno eseguite su ogni file che le webcam trasmetteranno. Complice userà quel linguaggio che io ignoro totalmente e che sono troppo rozzo, vecchio & scemo per imparare.
Sposterò uno dei miei numerosi ed esclusivi et ricchissimi domini sul nuovo server. Dovrei essere in grado di farlo senza pregiudicare maldestramente il funzionamento del sistema on line bancario o ferroviario italiano o uno a caso.
Sul nuovo server dunque verranno salvate le fotografie con un nome facile in modo che io successivamente sia in grado di adattare le mie pagine originali sul server di stefanome.it, scritte usando il mio linguaggio infantile e primitivo, foriero di quella grafica meno che modesta che riesco a produrre.
Tutti i dettagli, tropo sofisticati per essere ivi esposti, sono ben chiari nella mia mente, sarà un successo.
Durante il processo di modifica sarà il buio totale e passeranno giorni e forse settimane prima che le foto siano nuovamente pubbliche. Una o più cosa andranno sicuramente storte durante le operazioni.