
Era da un po’ di tempo che Miriam voleva un Olivo. Fomentata da amici che vivono nelle vicinanze ed apparentemente hanno delle intere colline riempite di Olivi, io non ero particolarmente propenso ma sono stato al cimitero di Valenza.
Al cimitero di Valenza c’è la tomba di famiglia. Nel parcheggio del cimitero c’è Rosangela che da diversi anni ha un container e vende fiori. Persona cordiale ed intraprendente mantiene la cappella pulita e c’è sempre qualche fiore.
Sono andato a salutare gli antenati ed ho visto che Rosangela esponeva alcuni Olivi in vaso.
Ai tempi dei miei nonni, mettere un Olivo nelle campagne del Basso Piemonte era un azzardo quasi da ridere. Non era il freddo invernale, bensi probabilmente erano le frequenti e persistenti nebbie invernali che stremavano gli Olivi e dunque non era ragionevole, non avevano vita facile e di olive neppure l’ombra.
Adesso che la nebbia è cosa rara perchè l’anticiclone russo non si fa più vedere, è diventato abbastanza normale mettere uno o più Olivi nella Bassa Alessandrina.
La messa a dimora mi è pesata in termini di fatica, non per il buco piccolissino che si è reso necessario, ma per la sistemazione di una pedana il legno che, spero, proteggerà la giovine piantina da passaggi troppo radenti del trattorino tagliaerba e da l’ancor peggiore minaccia del decepugliatore.
Buona fortuna, Olivo della Pozzanghera Fangosa.


























