Tanto per non cambiare, solita immagine del gruppo del Beigua con la neve ed il caigo. Le condizioni di luce, sole, nuvole cambiano ogni dieci secondi. E sono sempre più belle di quando ho scattato la foto, sempre.
Foto già pubblicata su Facebook, Instagram, Telegram, Mastugram, Youporn, Onlyfans, Meccanica Popolare, Gatti moderni, Il blog del budino alla crema, un’altra decina di siti che non vale la pena di citare.
E se non prendo Likes, Cuoricini, manine che fanno OK, richieste di matrimonio, one night stand(s) e via dicendo, mi avvilisco pure.
La neve prevista dal modello non è arrivata, anche il cosidetto nowcasting, che è un neologismo abbastanza cretino secondo me, pensa che stia nevicando, ma la neve è arrivata e sta arrivando unicamente sotto forma di 20 mm di pioggia, che è sempre la benvenuta.
Il livello della Pozzanghera è salito e forse un po’ di acqua sta uscendo dal troppo-pieno. Nella foto si intravede il cugino bianco di Gastone con le zampe nell’acqua. Quando è così credo stia proprio pescando.
Il modellame da allerta neve su Genova e basso Piemonte anche in pianura. Non conosco gli algoritmi ma credo che andrebbero rivisti.
Comunque pioverà, forse abbondantemente. Gastone (non è Gastone) nell’erba alta che lascio appositamente per le rane. Si sentirà più protetto dai predatori, sarà soffice,
Nell’immagine successiva, si è spostato sulla riva opposta. Forse c’è anche un cugino cinerino sulla sinistra. Ma più probabilmente credo sia una cornacchia grigia. La Pozzanghera accoglie animali senza distinzione di modello, anno di immatricolazione, sesso, orientamento religioso.
Ecco, nell’immagine seguente, Gastone (ma non è Gastone) e l’altro pennuto che penso sia decisamente una cornacchia. Non voglio arrampicarmi su teoremi fantasiosi, ma con tutto lo spazio che hanno, sono a circa un metro di distanza tra di loro e sembra che si guardino, e comunichino tra di loro.
Tutti, ma proprio tutti i mammiferi e gli ovipari che popolano Basaluzzo ed il resto del pianeta sono qui da molto più tempo di noi umani. Centinaia di migliaia di anni. Non possono essere cretini, oppure evoluzionisticamente inferiori a noi. Si, va bene, io sono qui a scrivere cazzate su un computer e loro sono li all’umido sulle rive di una grossa Pozzanghera (fangosa).
Però io apro Facebook e leggo dei commenti così cretini da parte di simili, e non posso pensare che i due pennuti siano ad un livello di conversazione così basso. Incazzati, presuntuosi, offensivi, ignoranti. Loro, i pennuti, non discuteranno della separazione delle carriere dei magistrati, ma partecipano alla vita del pianeta sommessamente, senza eccessi, senza vantare chissà cosa a discapito del clima e dei parenti e consanguinei.
Non tiro le conclusioni ma lascio aperta ogni porta su chi è intelligente e chi coglione.
Dopo essersi salutati, Gastone (che poi NON è Gastone) è tornato nell’erba alta, mentre la cornacchia è rimasta nell’angolo sud-est. Sto scrivendo cose da scuola dell’obbligo, deal with it.
Gastone – Nongastone. Mi è stato fatto notare dal Cons. Bio che quello che ho chiamato ripetutamente Gastone, non è Gastone. Gastone è un airone cinerino, questo è un parente bianco.
Dovrei riconoscerlo senza esitazione, c’è una bella differenza ed ormai ci conosciamo da anni. Trovo questo abbastanza fastidioso e dovrei dire preoccupante.
Mi appunto queste note perchè altrimenti mi dimentico come si sono svolte le cose in uno degli ambiti meno importanti della mia terza età. Inutile; mi dimentico di averle scritte entro 24 ore.
La webcam New York 2 è ancora ferma. Bisogna uscire sul terrazzino per sostituire lo switch ed ora c’è neve e ghiaccio dunque immagino che il resident manager aspetti ancora qualche giorno prima di decidere se intervenire.
A quando ho letto velocemente on line, sembra che i servizi di fornitura internet laddove includono il servizio voce, abbiano dei grossi problemi a gestire accessi da remoto via DDSN. In effetti ho problemi a Genova e Basaluzzo, dove ho entrambi i servizi che passano attraverso il router. EOLO non mi ha ancora risposto, TIM lasciamo perdere. Sembrerebbe ci siano dei sistemi per ovviare al problema, ma per me sono complicati. Il mio complice informatico non ha mai avuto bisogno di utilizzare il servizio di DNS dinamico e non mi può aiutare. Eppure ci sarà qualcuno che ha avuto il mio problema e lo ha risolto. Ho scritto sui forum di TPlink e di TIM spiegando il problema, vediamo se qualcuno mi risponde.
Sabato prossimo venturo, 31 gennaio, se tutto va bene dovrei aver installato la seconda Hik a Grange. Sostituisce la Mobotix che troverà una collocazione alternativa. Funzionerà a ritmo ridotto per qualche settimana.
La ristrutturazione del sito web e delle webcam è in ritardo perchè il complice deve risolvere un bel problema che è causato dai providers americani che hanno modificato i sistemi di gestione dei database. Non ho capito che vuol dire ma bisogna aggiornare non so cosa, in pratica tutto lo scibile gestionale. Forse siamo sul plateau di facilità di accesso alla rete, da adesso in avanti la curva inizia a scendere, hackers e problemi tecnici forse consigliano di diventare più rigorosi e mettere più sofisticati sistemi di autodifesa. Invento, che cazzo sto dicendo?
E’ davvero una disdetta che l’altra webcam sia ferma. Ho chiesto al portiere di andare in casa e fare delle manovre, mi ha risposto OK ma evidentemente sono tutti impegnati ad accumulare sale e prepararsi per la nevicata. Spero che una volta terminata l’emergenza riesca ad intervenire.
Meno male che la cara Mobotix invece funziona ancora.
Oggi visita a Basaluzzo dove, tra le altre cose, ho installato le prime cinque “cose” che servono a proteggere quelle che, spero, saranno le prime quercie a germogliare.
Ho la sensazione pelosa che questo intervento sia inutile e forse persino fastidioso per lo sviluppo dei germogli. Mah.
Da La Treccani On Line.
I mentecatti di cui sopra sono due autisti di camion. Nella riproduzione qui a fianco, verso le ore 9 e 15, procedendo in direzione Serravalle, al Km. 109 circa, il demente B, grosso camion senza rimorchio, stava cercando di superare il demente A, camion ancora più grosso. Non so cosa sia successo tra i due, ma entrambi hanno pensato bene di inchiodare in galleria appena dopo la curva. Un camion di un autista probabilmente basito & incazzato C che seguiva il demente A ha prontamente frenato mettendosi leggermente di traverso. Per fortuna anche io avevo frenato bruscamente appena dietro al camion dell’incazzato C. Il demente A è poscia sceso dal proprio camion e si è scagliato contro la porta della cabina del demente B. picchiando sulla portiera.
Io intanto guardavo nello specchietto retrovisore per capire se fossi stato sul punto di venir travolto da qualche mezzo pesante.
Per fortuna sono arrivate delle autovetture che si sono inchiodate, quatro frecce, e poi a seguire gli altri. Dopo circa mezzo minuto che il demente A insisteva nell’invitare il demente B a scendere e fare a pugni, la galleria si è riempita di fumo di gomma bruciata. Evidentemente qualche mezzo pesante poco più indietro nella curva aveva dovuto inchiodare.
Il diverbio sarà durato un minuto abbondante, poi il demente A si è diretto verso il proprio mezzo, il demente B ha iniziato a muoversi cercando di investire il demente A spingendolo verso destra e schiacciarlo contro il camion demente A.
Poi per fortuna, credo complice anche il fumo, entrambi sono ripartiti.
La galleria si vede in questa immagine di una webcam delle Autostrade. E’ andata benissimo, però una lobotomia ai due autisti la praticherei. Seguerebbe la castrazione di entrambi e poi a lavorare nei campi a vita. E niente trattore, per carità.
E’ arrivata una campionatura dei sistemi passivi di protezione piccole querce. Per una volta sono anche più grandi di come me li aspettavo, molto bene.
Hanno anche lo spazio per poterli ancorare al suolo con dei picchettini di ferro, nel caso il vento o qualche roditore dessero una runsa al cono facendolo ribaltare.
Ho fotografato anche il palazzone della SIP per dare un senso della misura esatta dei coni. Però non avevo mai notato che fosse storto, scriverò ai vigili urbani.
Pur facendo ogni tara possibile, se e ma, forse, però e tutto il bagaglio di dibbi e prudenze… queste sono previsioni bellissime, per il mio orticello basaluzzese e quello dell’Alta Val Susa
Ho passato l’adolescenza durante la quale l’uso di molte parole, in primis il verbo venire, erano totalmente bandite. Con alcuni amici e conoscenti il ban vale anche oggi.
Qualsiasi termine che anche molto da lontano potesse far riferimento a qualche volgarità ascrivibile al sesso in modo particolare, non poteva essere utilizzato perchè scatenava versi e risate da parte dell’interlocutore. Anche su intenet, sul sito di meteorologia che tanto frequentavo, una parola che poteva essere re-interpretata dava oggetto ad una serie di scherni e battutacce, con immancabile disappunto ed intervento regolatore dei moderatori.
Ho quasi sessanticinque anni e sono un bambino scemo per diversi motivi; uno è il fatto che ancora adesso ho un circuito neuronale che funziona in batch, ossia viene lanciato dal boot di sistema quando mi sveglio ogni mattina, analizza in tempo reale la sintassi ed in presenza di parole delicate, immediatamente manda un segnale irresistibile.
Ma non mi capita solo con amici ed in contesti informali. Anche nella vita di tutti i giorni, con chiunque ed anche in ambiente di lavoro e, haimè, anche in inglese.
Sopra, lo scambio di messaggi con l’istruttrice di Pilates che, appunto, una volta alla settimana arriva in ufficio per la lezione.
Il mio circuito neuronale di controllo mi ha suggerito di rispondere “se vuoi, ma poi asciuga“. ma considerando che non sono così in confidenza, mi sono limitato ad un “se ce la fai” con una faccina con la lingua di fuori.
Quando è arrivata, ossia venuta in ufficio, non ha detto niente ma poi, quando ho manifestato un certo imbarazzo e mi sono scusato, in realtà aveva visto bene ed era sorpresa perchè non immaginava che io potessi essere così infantile.
Attribuisco questa mia carenza evolutiva ai miei genitori, ai miei fratelli grandi e soprattutto a mio nonno materno, Il nonno Nino che aveva indirizzato i miei fratelli ad una signorina professionista che li aveva introdotti al sesso. Quando io avevo chiesto di poter usufruire di cotanta iniziazione, avevano menato il can per l’aia ed alla fine avevo rinunciato a porre le mie istanze.
Miriam aveva posteggiato l’autovettura in Piazza della Vittoria. Ieri c’erano a malapena 6° e la solita tramontana ululante. Ho accompagnato Miriam a riprendere l’auto perchè avevamo dei pacchi. Siamo arrivati dal portabagagli, mentre vicino a noi c’erano una signora con una bambina che avrà avuto sette anni, tenera, con il volto angelico che stava aiutanto la mamma a caricare delle scatole.
Miriam inizia a frugare nella borsa per cercare le chiavi. Non le trova ed inizia a grugnire. Il vento freddo le sferza la faccia, le chiavi sono ancora nascoste nella borsetta. Miriam fruga ma invano, inizia ad innervosirsi perchè ha freddo e vorrebbe entrare in auto più di ogni altra cosa. Ed allora esplode in un “cazzo cazzo cazzo CAZZISSIMO non trovo le chiavi”.
La bambina si volta e la guarda, muta, con la bocca socchiusa e gli occhietti sbarrati. La sua espressione è di sbigottimento totale. Probabilmente l’ultima cosa che si sarebbe aspettata da una signora di mezza età, più anziana della madre, vestita come un cosacco, che pronuncia frasi iripetibili.