Mente malata?

O più semplicemente, mente rudimentale, banalmente triviale, infantile, legata a stereotipi consunti. Parlo della mia mente.

La persona che si è occupata della prenotazione ed assistenza durante il breve e piovoso soggiorno nei Caraibi è una ragazza estremamente gentile, giovane, parla quattro lingue, preparata ed efficiente. Ed è davvero graziosa.

Durante il soggiorno, si era verificata una esigenza che è costata U$S 1,000. Non avendo contanti e non accettando carte di credito, l’unica soluzione era ordinare un bonifico sul suo conto. Non è stato facilissimo farle arrivare i fondi; tra banche di due diversi continenti è ancora possibile avere delle difficoltà tecniche. Ci sono voluti diversi giorni di scambio di informazioni ma alla fine oggi ho ricevuto dalla figliola un messaggio. C’è voluta un po’ di pazienza e di buona fede. Ma alla fine sul suo conto sono arrivati dei fondi che corrispondevano alla somma pattuita e bonificata.

Tuttavia la ragazza, giustamente, ha usato una forma non certa, ossia che lasciasse un certo dubbio sulla provvenienza. Si è tenuta un margine di sicurezza.

Lo scambio di messaggi su WhatsApp qui sotto riportato è falso, ricostruito appositamente a scopo ludico. Ma il cielo sa in che frazione di secondo mi si è presentata una frase che avrei voluto scrivere in risposta al suo dubbio. Non ho risposto così ed ancora un pochino mi viene il rimorso di non averlo fatto, anche se sarebbe stato un grosso errore.

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Hopper tentativo n°2

Questa foto è stata scattata da Miriam (se viene a sapere che non l’ho scritto, si inalbera)

Stimolato da alcuni commenti che ho sentito sulla foto modificata del molo “… sembra un quadro di Hopper”, ho svolto una breve ricerca stradale ed ho trovato due case che vagamente assomigliano a quelle ritratte in un quadro di Hopper. Più una vista da casa.

Il risultato dopo la manipolazione può piacere, ma si avvicina di pocchissimo al lavoro del pittore.

Ogni tanto mi parte un embolo e decido di punto in bianco di imbarcarmi in qualche operazione che presenta rischi di varia natura. Con il mio fornitore telefonico USA non posso fare un contratto “normale”, ossia con addebito a consumo. Non avendo il SSN sono obbligato a fare un contratto prepagato, costa un botto e funziona solo in USA Messico e Canada. Ero andato a chiedere dal mio fornitore TV e Internet se potevo passare il mio numero sul contratto TV. Mi avevano detto di NO perchè il mio telefono non era compatibile. Quando ho cambiato telefono mi hanno detto di NO perchè non avevo il SSN.

Mollemente sdraiato sul divano, stavo pensando a tutto fuorchè al mio contratto telefonico, stavo guardando la televisione, fornitore Spectrum, e c’era la pubblicità proprio dell’offerta di passare il contratto telefono mobile a Spectrum.

Ho aperto la APP di Spectrum sul telefono, ho seguito le istruzioni, ho girato tra le pagine del mio precedente fornitore e quello di Spectrum, ho annullato la SIM virtuale, ho caricato quella nuova, ho passato il PIN di trasferimento, ho copiato ed incollato codici arrivati con SMS, fatto altre cose che mi venivano chieste. In un quarto d’ora ho cambiato fornitore.

Se dovessi descrivere cosa e come ho fatto, non lo so. Però alla fine mi è arrivato un messaggio che era andato tutto a buon fine ed ora dovrei essere passato a Spectrum. A meno che non si accorgano che non avendo il Social security Number, ossia l’equivalente del codice fiscale, ho ingannato il sistema e mi vengono a prendere e deportano in Colombia. Stante che il negozio di Spectrum è nel mio stesso blocco potrei farci un passo e chiedere se è tutto in ordine, ma ho il timore che quando scrivono il mio nome sul computer, si metta a fischiare un allarme, si bloccano le porte e poi, appunto, mi vengono a prendere.

Le mie avventure col cellulare.
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Intanto nel NW.

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Oggi “matinée”.

I concerti alle 11 del mattino sono meno costosi di quelli tradizionali di sera, ci si può vestire più casual. E sembra di essere in una casa di riposo, l’età media degli spettatori potrebbe aggirarsi intorno ai 70. Per uscire siamo stati in coda a persone con il girello, con le badanti che a fatica tengono in piedi la persona assistita, persone che zoppicano, con o senza bastone, insomma l’ora d’aria di un nosocomio per anziani. L’auditorium, uno dei tanti complessi del Lincoln Center, è bellissimo ed assomiglia vagamente al teatro Carlo Felice a Genova. Dirige un maestro che ha ottenuto premi ed incarichi prestigiosi in tutto il mondo, tale Gianandrea Noseda, milanese, che gli appassionati conoscono certamente. Sul palco si agitava come se fosse stato in preda a delle convulsioni, anche lui non giovanissimo, ma PIU’ GIOVANE DI ME DI 4 ANNI, porco cane.

Davanti a me si è seduto un omone grande e grosso. Si è subito scusato dicendo che avrebbe cercato di rimpicciolire, ma gli ho detto che non era un problema. Poi gli ho scattato la foto e gliel’ho mostrata dicendo che questo è tutto quanto avrei visto, che è colpa sua, mangia troppe proteine. Ha riso di gusto, non penso si sia trattenuto dal darmi un pugno.

Sono stato attirato dal nome di Tchaikovsky per la prima metà del concerto. La seconda metà invece non mi è piaciuta per nulla, compositore “moderno” a me sconosciuto, un’ora di cacofonia anni 30, non ne potevo più.

Intanto il molo della Pozzanghera è bianco per la brina, vale sempre la pena di salvare una foto e poi mastrussarla con il programmino discount di elaborazione immagini.

Originale
Olio
Acquarello

Salvo questa foto perchè si intravede una carpa, una delle due bianche, che nuota sotto il sottile strato di ghiaccio.

A proposito, ecco una nuova tendenza tecnologica che riguarda gli ascensori nei grossi building, semi grattacieli o comunque palazzoni con tanti piani.

Non ci sono più le pulsantiere dentro gli ascensori. Sono entrato in un ascensore per andare al trentaquattresimo piano, e non c’èra la pulsantiera. Panico, l’ascensore è partito e si è fermato ad un piano intermedio dal quale è uscito un passeggero, e sono uscito anch’io di corsa perchè non avrei avuto idea di dove sarei finito.

Adesso nei palazzi dove ci sono diversi ascensori, magari divisi per blocco di piani (ascensore che serve da 0 a 15, da 16 a 30, 30-45 e così via…) ci sono degli schermi nel corridoio dove uno preme prima il blocco dei piani, poi il piano specifico, e sullo schermo compare una scritta che dice “ascensore numero 3 in 25 secondi”.

IL problema è che se tu vuoi scendere ed entri nell’ascensore che hai prenotato per andare in portineria, prenoti si la fermata ma l’ascensore potrebbe anche salire, andare al centosessantacinquesimo piano e POI scendere in portineria. O forse ho sbagliato io, ma insomma, perchè non andavano bene le pulsantiere dentro l’ascensore? Ci sarà una logica meravigliosa ed illuminata di fronte a tutto ciò, ma se non lo sai e non capisci subito come cazzo funziona, sali e scendi fino a che non vieni rigettato casualmente fuori dai guardiani notturni.

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Per la serie “solo qui”.

Corpetto antinfortuni ad alta visibilità, legati ad un guinzaglio. La capobranco adulta guida e poi un’altra adulta chiude la fila. Nello zaino c’è un teaser ed una pistola che spara tranquillante per i bambini che cercano di scappare.

Oggi siamo stati in un luogo che incarna a fondo scala il capitalismo del lusso. Bergdorf & Goodman sulla quinta strada con vista sul Plaza e sul Parco. Tutte le marche dello sfarzo, vestiti e profumi e gioielli ed accessori sono rappresentate in pompa magna. Ci sono due ristoranti prenotatissimi e siamo riusciti a pranzare da Ginori, prestigiosissimo ristorantino di stile italiano. Infatti viene sommessamente diffusa musica esclusivamente italiana, direi anni 60 e 70, successi di Sanremo e successi di cantanti come Mina, Modugno ed altri simili. Ah, anche Al Bano con “Felicità”, di cui ricordo due strofe:

Felicità, è toccare con mano il Cazzo di Al Bano, felicità è trombare Romina alla pecorina

E poi in questo stillicidio di successi, improvvisamente “Bella Ciao”. Miriam ed io ci guardiamo; chi canta ha una bella voce, ma chi ha fatto la playlist saprà l’uso che viene fatto di questo orecchiabile motivetto? L’ha cantata anche la Greta. Nel cuore dell’imperialismo USA, nel ventricolo di un grande magazzino tra i più sofisticati ed esclusivi del pianeta, clienti arabi, russi, texani, qualcuno di Castelletto, ricco quartiere di Genova che vota a sinistra, il gotha della ricchezza, il più sfrontato capitalismo del pianeta, insomma “Bella ciao”?

Miriam ha una teoria. Il nuovo sindaco Mamdani si presenta come islamico, democratico e socialista. Ma non è così moderato come dice di essere. Il suo progetto è di distruggere New York facendo diventare tutti comunisti e poi mussulmani, non necessariamente in questo ordine. Per far ciò ha il controllo di tutti i sistemi di diffusione di musica dei ristoranti ed impone l’ascolto di musiche filo-sovietiche. Poi quando diventeranno tutti adoratori di Stalin, l’islam imporrà la propria legge della sharia a New York ed io verrò circonciso, per due volte e per dispetto.

Uno dei grattacieli più alti di Manhattan, vista su Central Park, diventerà un CSOA, il Parco sarà il luogo di adunate oceaniche con un palco da dove il sindaco Mamdani inneggerà all’annientamento della proprietà privata.

Tutti sorridenti, ma quando New York sarà ridotta in cenere ve ne accorgerete, comunisti!

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Solo alcune note.

Capitolo tropicale.

Si ripete il rito di fine anno. Questa volta, più umido.

Miriam contenta, anche se un giorno di sole, poi 2 giorni di pioggia, uno di sole, uno di pioggia, due di sole ed uno di pioggia, totale 5 giorni di pioggia. Questa piovosità insistente è una sorpresa anche per i locali, che vedono piovere in autunno e primavera ma mai in inverno.

La dieta è stata prevalentamente a base di riso e fagioli neri. Quì si vede il pollo al curry, il terzo elemento del trittico immancabile. Siamo stati anche in un ristorante, c’era molta gente ed il servizio è stato frammantario;

  • Ore 8, ci sediamo al tavolo in otto persone.
  • ore 8:30, ci portano tre menu e due bicchieri.
  • ore 8:45, ci portano sei coltelli, tre forchette e tre tovaglioli, due piatti.
  • ore 9:00, portano altri due menu, un tovagliolo e prendono gli ordini,
  • ore 9:15, portano due bicchieri, un menù, due tovaglioli e tre piatti.
  • ore 9:25, passa una cameriera con un vassoio, si guarda intorno smarrita e poi decide di posare sul nostro tavolo una decina di fette di pane abbrustolito con del burro, che non avevamo ordinato.

La cena prosegue con queste modalità, le portate arrivano cadenzate, ma arrivano, Tranne la mia; dopo un’altra ora si accorgono che hanno dimenticato il mio burrito che però arriva dopo pochi minuti ed è offerto dalla casa. Intanto i figli adolescenti dei nostri amici vanno a sentire un concerto di tale famoso DJ che si fa chiamare Black Coffee.

Abbiamo affittato un cart per girare nel comprensorio. Mi hanno dato questa specie di discoteca viaggiante, dotata di un impianto luci e musica da stadio. Molto popolare tra gli amici e tra quelli che passavano per strada e mi vedevano transitare. Ho conosciuto tre della ditta di noleggio; tra di loro parlavano in russo e la ragazza era simpatica e financo graziosa.

Questo invece lo vedrei bene a Basaluzzo. Con le pietre e gli scavi che ci sono nel pratone durerebbe poco, ma tant’è… sono affascinato dai campi da golf non tanto per lo sport, che non pratico, ma per l’erba perfetta. E si lo ammetto, mi piacerebbe che il pratone fosse così, fatto salvo il Cerchio Incolto ovviamente.

Questo è simile a quello che ha messo il sindaco a Genova, dev’essere l’ultima tendenza. Non sporca e non appassisce, si smonta in poco tempo e fa la sua figura. Non è affatto ecologico rispetto ad un albero vero, l’impronta di carbonio è sicuramente maggiore del taglio di un albero, ma vallo dire agli ecologisti un tanto al chilo.

Su questa barca a vela ho le seguenti informazioni; ha l’albero singolo più alto in circolazione, è di un texano. In effetti è talmente grande che non se ne riesce a comprendere le dimensioni.

Capitolo Basaluzzo.

E’ venuta una spolverata di neve, le temperature sono scese abbastanza da far gelare la Pozzanghera Fangosa.

Capitolo Grange Sises

Un breve blackout del servizio Eolo a Grange Sises, circa 36 ore, stavo già imprecando perchè pensavo fosse il router che si era piantato ed invece no, erano loro. Meglio così.

Ed infine, capitolo NYC

Ho finito un primo libro sulla storia del pianeta Terra, ho salvato questo tentativo di definire la vita, mi sembra il migliore di quelli che ho visto finora.

Il portiere quando sono uscito di casa mi ha detto che era contento perchè “now we enjoy a heatwave” ossia le temperature sono appunto intorno ai dieci gradi. Tutto è relativo.

Sono andato negli uffici del DMV a Midtown per farmi rinnovare la carta di identità. Su questa ci sarà una annotazione che segnalerà che il mio permesso di soggiorno scade il 7 Giugno di quest’anno; con il visto, invece dei tre mesi normali, dura sei mesi. Poi divento fiscalmente residente e sono cazzi, meglio evitare. Ma agli effetti della durata del documento, scadrà il 7 febbraio 2036. Il ragazzo alla reception scherzava con una tizia prima di me. Alla frase di rito “How are you today” lui ha risposto “I cannot possibly complain; I am in good health, temperatures are in the fifties, I got paid by the week”. In effetti mi sembra una risposta molto valida. Salute, temperature esterne e paga. Sapevo che i dipendenti pubblici vengono pagati ogni settimana, salvo shutdown del governo.

L’aereo del ritorno era strapieno. Quasi tutti americani che tornavano a New York. Molti bambini in età scolastica. Ma le scuole hanno riaperto un giorno prima. Qualche giorno prima lo spazio aereo sopra i Caraibi era stato chiuso per permettere a Donald di andare a prendersi Paguro in Venezuela, dunque voli cancellati e famiglie riprotette sui primi voli disponibili. Nella fila dietro a noi, due bambinetti che hanno urlato e pianto per le tre ore di volo, li avrei strozzati anche sapendo che la colpa è dei genitori. Allora facciamo così; strozzo prima i genitori, e poi i bambini.

Non senza aver commesso una serie notevole di errori, sbagli, intoppi, sono infine riuscito a far si che entrambe le webcam di New York siano raggiungibili da remoto. Facoltà essenziale per quando prenderà il via la ristrutturazione del sito web, ossia dopo il 15 Gennaio. Nelle more di questo fantasmagorico sforzo intellettivo, ho anche imparato a far attaccare il laptop al servizio internet del telefono, condizione essenziale per testare se riesco a collegarmi alle webcam da remoto.

Su tutto quanto sopra, e con particolare attenzione a quest’ultima nota,

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Accolti nel migliore dei modi.

Intanto il processo di verifica all’immigrazione del JFK è stato fulmineo, avevamo tre persone prima di noi, l’ufficiale sorrideva sornione facendoci il consueto rito di domande assolutamente standard, conoscendo già le risposte perchè solo le stesse che diamo dal 2009.

E poi la neve; uscire dall’aeroporto a New York sotto la neve è sempre e solo una meravigliosa sensazione. Piace anche a Miriam, che notoriamente detesta qualsiasi cosa che sia sotto i 20 gradi. Nevicata attesa che si è rilevata meno cospiqua del previsto, ma pur sempre quei dieci centimetri che fanno tanta scena.

La notte silenziosissima, interrotta solo dal passaggio degli spazzaneve. Sono molto efficienti ma nella nostra strada particolarmente perchè c’è un ospedale. Ho sentito che in Italia hanno detto che New York sarebbe bloccata dalla neve. Non distinguono il belino dalla corda.

Ovviamente c’era un aggiornamento di qualche diavoleria sul laptop. Utile perchè mi ha permesso di scoprire quanta polvere c’era sullo schermo. Sospetto che questi aggiornamenti siamo solo artifizi per sapere i fatti miei. Ma fate pure, accomodatevi nella mia vita privata, le mie foto nude e quelle dove sono vistito da coniglietto intanto le tengo in una banca dati separata.

E per concludere, la seconda ondata di ghiande delle Central Park sta bene. Ho aggiunto un po’ di acqua al fazzoletto che si stava asciugando, ma credo siano pronte per finire, a febbraio, nel Cerchio Incolto a Basaluzzo insieme alle ghiande della prima ondata, attualmente conservate nel frigorifero basaluzzese.

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Buona giornata.

La vita scorre ed io, per non saper ne’ leggere e ne’ scrivere, salvo foto tutte uguali delle due webcam di Grange Sises.

Ah, si, oggi è anche Natale. Bisogna essere buoni, così si dice, e tuttavia io auguro un giorno di dissenteria a chi elimina il presepe dai luoghi pubblici. Ho perso la fede da quando era ragazzino ma chi non rispetta queste tradizioni positive è uno stronzo (o STRONZA con lettere maiuscole). Stiamo perdendo la più importante delle nostre guerre.

Intanto a Basaluzzo, vento! Buon Natale.

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Dai, è bella.

A Gennaio inoltrato metterò a posto il settaggio, per il momento la foto così è un po’ scura, però è bella lo stesso.

Le due tavolette che sorreggeranno le rispettive webcam di Grange. Ci sono già i buchi, elementi necessari ed indispensabili, guai non ci fossero i buchi al loro posto.

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Le settimana di Natale.

Questi sono gli accumuli della settimana. E’ una elaborazione che fornisce indicazioni sul quanto ma non sul come, il “come” è l’elemento che fa la differenza tra un evento innoquo ed una alluvione lampo. Non farà tanto freddo, ma sui monti dovrebbe cadere tanta neve, fino a quote che a seconda delle speranze del previsore può variare da 0 a 1000 metri in su. Si intravede una circolazione ciclonica centrata sul mare a metà strada tra Sardegna e Pirenei. Molto farà l’orografia; sottovento Pirenei, Corsica, Alpi Marittime e Cozie, e si vede. Ah, circolazione ciclonica non vuol dire un ciclone tropicale.

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