Fare contento il cardiologo.

Oggi grande camminata. All’andata avevo anche il vento a favore. Però nel tardo pomeriggio mentre ero dall’elettricista ho avuto una crisi; ho inziato a sudare, a tremare ed a provare quella sensazione che devo bere e mangiare qualcosa subito altrimenti muoio.

Per fortuna li vicino c’è la mia gelateria preferita, ho preso uno yogurt abbondante con il miele. Poi c’è anche una panetteria che fa dei funghi di meringa con il cioccolato molto buoni, e per concludere un bar dove c’è una ragazza al banco particolarmente graziosa ed ho preso un succo di ananas.

Prima ero stato dalla Vodafone dove sono molto gentili ma i tempi per fare qualsiasi cosa sono biblici. Ho anche incontrato un amico nel negozio e ci siamo abbracciati sconsolati e commossi augurandoci buona fortuna. Io non so se ho risolto la mia questione, perchè quando inizi a parlare scopri che c’è una situazione che si sviluppa a frattali e livelli sovrapposti, per fare A devi prima sistemare B, ma se non hai prima risolto C non puoi gestire B. Poi ci sono molte altre lettere dell’alfabeto. Con un po’ di ulteriore fortuna (oggi c’era) il sistema si pianta a livello globale e devi aspettare che in qualche stanza misteriosa chissà in che località del pianeta, qualcuno stacchi la spina di un grosso server e conti fino a dieci prima di riattaccare.

PS. La panetteria è quella dove qualche anno fa, alla mia richiesta di focaccia, la ragazza dietro il bancone aveva risposto “ce l’ho secca”. Io l’avevo guardata con aria forzatamente mesta e le avevo detto qualcosa tipo “mi dispiace molto” con un doppio senso che non so se era stato colto.

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Manhattanhenge

Parola che mette insieme secchio e budella di tu’ madre. Adesso non ricordo bene. Oggi da quelle parti avviso di caldo intenso; se siete dei poveracci e non potete permettervi l’aria condizionata, pronto l’elenco dei posti aperti al pubblico dove potete farvi congelare i maroni.

Invece qui c’è un gabbiano, forse correlato ai piccoli che sono nati poche settimane fa e che si aggirano sul tetto di casa.

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Nuvole, Api & paralumi.

Sopra. Cirri in rapido transito da ovest verso est. A fianco. La mappa è quella della Jet Stream. Sul NW italiano on è segnata perchè la velocità del vento è sotto la soglia del 180 Km/ora, ma pur sempre una corrente discreta che trascina i cristalli di ghiaccio formando strisce. (tutto inventato)

Per la serie “cosa già viste e sentite” ecco il gran premio api, versione 2026. Bisognerebbe avere un registratore serio e stereo per apprezzare il ronzio di qualche centinaia di api che suggono il nettare. Ho notato che l’intenso, meraviglioso profumo che si sente, varia di pianta in pianta e probabilmente dipende dallo stato di avanzamento della fioritura, oppure è una mia falsa impressione dovuta ad altri fattori, direzione dell’aria, temperatura, umidità, quantità di fiori e/o di muco nasale, il mio tasso alcolico.

Per l’occasione di una festa di compleanno abbastanza formale, i padroni di casa hanno invitato a patecipare due ragazzine che a turno sfoggiavano vestiti floreali ed altri argomenti. Carine, sorridenti e forse un po’ imbarazzate nel circolare tra gli invitati, un centinaio di ultrasessantenni e multisettantenni.

L’ultimo vestito indossato era bianco con paralume in testa. Parlando con due amici ho rimarcato come ho cercato l’interruttore di una di queste abat jour ed ho premuto quello che mi sembrava un interruttore, ma non lo era e la tipa si è un po’ risentita. Allora mi sono scusato con la tipa, ho capito che bisognava cercare il filo da tirare come si faceva una volta, la cosi detta “peretta”. Ho trovato il filo, era proprio quello, ma quando ho provato a tirarlo la ragazza se l’è presa ancora di più.

Il raccontino è molto piaciuto a due amici ma non a due signore che non conoscevo, erano li ad ascoltare quello che dicevo e la loro espressione è cambiata mentre andavo avanti nell’esposizione. Miriam era imbarazzata, ha fatto finta di non conoscermi, si è girata e se n’è andata. E non avevo neppure approfondito la cosa del cordino da tirare. Non si può dire niente.

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Non c’è stata la prima volta.

Oggi sono andato dal mio vivaio spacciatore di piante ed alberi. Non avevo intenzione di prendere qualcosa ma volevo solo verificare la disponibilità di alcuni alberi di Ginkgo Biloba che penso di mettere in terra il prossimo inverno quando saranno morti un gruppo di olmi che stanno manifestando la malattia e che entro un mese o anche meno saranno completamente secchi.

Invece sono tornato a casa con un alberello di Pauwlonia, pagato ben €15. Perchè non so se esista la circostanza nella quale io vado da un vivaio e torno a mani vuote. Se io entrassi in una panetteria che fa la focaccia, non credo uscirei dalla panetteria senza almeno un rettangolino di focaccia. Stessa storia.

La Pauwonia è un albero molto invadente, meno dell’Aliantus ma più delle Acacie. Ha bisogno di molta acqua quando è giovane. Non si dovrebbe mai mettere un alberello a dimora nei mesi estivi. Preferisce terreni sabbiosi, io l’ho messa nell’argilla. Insomma la pianta meno indicata, nel posto sbagliato al momento sbagliato. Qualche mese fa avevo letto che la Pauwlonia è la panacea di tutti i mali; cresce in fretta ed assorbe un sacco di CO2. Il vivaista però mi ha detto che la Regione non da più fondi per acquistare le Pauwlonie, le Acacie e gli Aceri Saccarini.

Ho scavato un buco nell’argilla dura come il cemento facendo tutti i movimenti, sforzi & colpi con mani e braccia che il reumatologo mi ha detto proprio di NON fare. Poi ho versato una carriolata di acqua nel buco e dopo mezz’ora non era calata di un millimetro. E da questo tipo di osservazione del territorio che mi convinsi di fare la Pozzanghera.

Infatti dopo circa 12 ore nel buco c’è ancora buona parte dell’acqua. Ho deciso di non toglierla.

Metterò la pianta immergendola nell’acqua, in fin dei conti avrei comunque dovuto irrigarla dopo.

La Pianta, dietro c’è l’angolo degli alberi di Natale e dietro ancora il Cerchio Inutile.

Non avevo mai messo un alberello a dimora in un buco mezzo pieno di acqua. Ho mischiato la terra del buco con terriccio da prato. Ne è venuto fuori una specie di minestrone semiliquido che ora circonda le radici. I casi sono due; o le radici marciscono e la pianta muore, oppure no. Nel caso la pianta sia viva tra un mese, la vera sfida è se supera l’estate.

Una delle due ninfee ultime arrivate ha messo il suo primo fiore. Credo sia un buon segno, in genere le piante mettono fiori solo se stanno bene. Quest’ultima affermazione è farina del mio sacco alla quale voglio credere ma non trova riscontro nella letteratura accademica.

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Due aggiustamenti.

ARPA Piemonte ogni tanto aggiorna le proprie pagine aggiungendo funzioni. La vecchia pagina che mostrava, per singola stazione, i dati della pioggia, temperatura e vento è stata probabilmente tolta. Al suo posto ho trovato qualcosa di diverso che però assolve la stessa funzione.

Stazione ARPA di Basaluzzo

Il secondo riguarda la finestrella che mostra dato ed ora sulle mie paginette. Spesso non si vedeva, mostrava un segno strano che non serviva a nulla. Sul sito di Time and Date ne ho composto uno diverso, più piccolo, spero funzioni sempre.

MA SOPRATTUTTO

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Sei.

Ghiande di Central Park; ho contato otto piantine, ma di due ho scattato foto indecorose, dunque facciamo sei. Ma forse, oltre alle 2 prive di un riscontro fotografico serio, ce ne potrebbero essere altre, al momento irraggiungibili e difficilmente rintracciabili nell’erba alta del Cerchio Incolto. Hanno impiegato più di tre mesi a germogliare, non me lo aspettavo, le davo già per perse. Ma avendo una competenza vicina al pico-cazzo mi sono evidentemente sbagliato.

Dal produttore di Garbagna al consumatore, €6 al chilogrammo e c’è anche la scatola mimetica.

I pescetti del Lemme, è difficile fotografarli, al minimo movimento scappano. Due più grandi ed un gruppetto di pesci più piccoli. Dunque potrebbero essere due generazioni diverse, se così fosse vorrebbe dire che si accoppiano e si riproducono.

Bucolica immagine. Femmina, adulta, forse quella che ho cercato di investire con il furgone due giorni fa sul viale di accesso, poi le ho anche sparato senza prenderla, forse ho ferito un passante. Infine scappata, ha persino evitato i lacci e le tagliole, le mine anticarro e tutti gli altri strumenti che ho disseminato nei prati intorno a casa.

Questa volta la linea non si è dissolta prima di arrivare su Basaluzzo. Qualche millimetro potrebbe averlo fatto, non penso più di 5, vedremo domani cosa dice ARPA.

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Tanto vento, poca acqua.

Si è presentato con tanti fulmini e tanto vento, ma ha prodotto quasi 3 millimetri di pioggia, lo scarno bottino finale. Però è meglio di zero, un po’ ha inumidito il terreno e bisogna accontentarsi, meglio delle grandinate che ci sono state non distanti da qui.

Questi fiori azzurri e violacei fanno certamente parte dei semi che ho messo in terra qualche mese fa e che io davo per mangiati dalle formiche. In questa foto si vedono a malapena, ma sono ben visibili ad occhio ignudo. I fiori bianchi invece sono autoctoni.

Un terzo della Pozzanghera è circondata da questi fiori gialli.

La mini quercia che avevo spostato nel cerchio incolto è seccata, probabilmente ho reciso il fittone quando l’ho tolta.

Questo sul palo della webcam sta facendo la guardia ai piccoli che sono nell’altra falda del tetto a Genova. Quando esco sul terrazzo si lamenta un po’, poi tace e mi guarda. Io gli parlo ma fa finta di non capire.

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Le statistiche.

Da questi numeri manca la Mobotix di New York, che va su belin.nyc e manca lo streaming che però il Complice dovrebbe monitorare, un giorno glielo chiederò.

Nella classifica delle pagine più visitate spicca come sempre il Blog, ma sono sicuro che la maggior parte degli accessi siano fatti da BOT sui commenti, che poi vengono respinti e non mostrati ma ci sono.

Per le altre pagine, non sono in grado di esibire numeri certi perchè avendo cambiato nome ai file PHP qualche settimana fa, i dati sono divisi tra i nomi vecchi e quelli nuovi, troppa fatica metterli insieme.

Non so a cosa sia dovuto quell’impennata di visite il 7 di aprile 2026. Sarei curioso di sapere se c’è stato qualche attacco di hackers o problemi diffusi, magari chiedo ad Aruba.

Aggiornamento; ho chiesto ad Aruba, ecco la risposta.

Gentile cliente,

dall’analisi dei dati il picco del 7 aprile appare anomalo e non accompagnato da un incremento proporzionale delle visite, rimaste nella media.

Questo comportamento mi porta a ritenere più probabili le seguenti cause:

  1. Accessi automatizzati (bot/crawler)
    È l’ipotesi più plausibile: uno o più sistemi automatici potrebbero aver effettuato un gran numero di richieste in un breve lasso di tempo (es. scraping dei contenuti o delle immagini).
  2. Richieste massive alle immagini webcam (hotlink o refresh automatici)
    Le immagini pubbliche potrebbero essere state richiamate ripetutamente da siti terzi o script, generando molte page view/hits senza reali utenti.
  3. Crawler non standard o indicizzazione temporanea
    Alcuni bot non ufficiali (non riconducibili ai principali motori di ricerca) possono effettuare scansioni massicce e concentrate.
  4. Evento esterno
    Un picco di traffico reale è meno compatibile con i dati, in quanto non si osserva un aumento significativo del numero di visite.

Con buona probabilità possiamo ritenere che si sia trattato di traffico non umano o di utilizzo automatizzato delle risorse del sito, piuttosto che di un reale incremento di utenti.

Resto a disposizione.

Cordiali saluti.

Ho però accusato il Complice di aver manipolato qualcosa; lui dice che sono spammer ma abbiamo discusso ed io insisto che è colpa sua anche se rifiuta ogni addebito.

Mi ha detto che da dopo COVID spendono €1.800 all’anno per avere sistemi di protezione per i loro server.

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Uindous.

Come ogni estate, il caldo ci coglie poco preparati e quando fa caldo uno cosa fa? Apre le finestre, e che cazzo.

Ma c’è una questione di semplice fisica che viene sistematicamente rimossa. Posto che io in casa ho circa 500 metri cubi di aria a 27° e fuori dalla finestra ho qualche milione di metri cubi di aria a 35.6°, se io apro la finestra è plausibile che io raffreddi l’intera Italia del Nord oppure l’atmosfera rovente entra in casa che fatalmente si riscalda?

Io arrivo in casa di sera e trovo le finestre semi aperte, perchè le mie donne sperano che i 35.6° che scorrono sul muro esterno di casa NON entrino in casa ma anzi dalle finestre entri un frescolino che ricorda le primavere in Islanda. E non riescono a tenere le finestre chiuse.

Sono convinto di aver già esternato questa mia perplessità nello scorso 2025 e negli anni precedenti.

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Ma bene, molto bene. Anzi malissimo.

Non c’è bisogno di commentare la mappa delle temperature di questo fine Maggio 2026

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