Notizie da amici a Dubai. Tutti chiusi in casa con il suggerimento di non uscire e tenere a portata di mano passaporti e contanti. Alcuni sono invece nei box auto. Si vive tra fastidio, preoccupazione e panico ma tutti dormono molto male perchè i botti durante la notte sono stati tanti.

Questo è il pollice di un amico e la zampa del suo gatto, Gas. Mi scrive che il felino non stava ringhiando ma faceva le fusa, ossia è invecchiato e si è ammansito.

Sto aggiungendo fotografie vecchie di oltre cento anni al sito web di famiglia. Ogni tanto qualche parente scopre in un cassetto immagini di parenti ed allora il mio compito è di aggiungerle negli album fotografici on line.
Non sono ancora tanti i parenti che hanno ricordi diretti di mio padre e di mio nonno. Ce ne sono alcuni, carissimi ed ai quali sono molto legato, che però mi nascondono verità scomode sulla famiglia dei miei nonni paterni.
Qualche voce durante questi anni è filtrata e mi è giunta alle orecchie. Mi sono fatto una idea che ha qualche solido elemento di partenza, ma senza una confessione completa resta comunque una ipotesi. Mio padre aveva un fratello. Come spesso capita, i due avevano caratteri molto diversi tra loro. Mio padre era il più silenzioso dei due. Suo padre, mio nonno, forse aveva maturato una predilezione per il figlio più esuberante. Scoppia la seconda guerra mondiale. Piero, il fratello di mio padre, anni 22, parte per l’Albania con gli Alpini, gli vengono conferite due medaglie perchè salva dei commilitoni. Torna brevemente in Italia, poi riparte per il fronte russo, dove si guadagna una terza medaglia. Ma la spedizione in Russia come noto è una disfatta. Piero viene fatto prigioniero e muore in un campo di prigionia.
Posso solo intuire lo stato d’animo dei mie nonni e di mio padre. Ma sospetto che per mio padre sia stato anche molto più difficile superare lo shock, forse i sensi di colpa, i paragoni con il fratello, brillante eroe e martire di guerra.
Credo sia stato il dolore a mandare mio nonno prima sulla sedia a rotelle e poi a farlo morire dopo pochi anni. Una delle voci che mi sono arrivate è che la morte di mio nonno sia stata descritta come una “liberazione” per mia nonna. Descrittami come donna autoritaria, ha vissuto con mio padre fino a quando ha sposato mia madre. Pare che mia nonna non fosse d’accordo che suo figlio sposasse una vedova con due figli giovanissimi, ma mio padre tenne duro e mise insieme una famiglia meravigliosa. Mia nonna pare volesse che io mi chiamassi Piero in onore del figlio morto in guerra, ma il primo marito di mia madre, morto in un incidente automobilistico, si chiamava Piero e dunque io mi chiamo Stefano Piero. Il Piero compare solo nei documenti che hanno a che fare con gli USA perchè li sono affezionati al secondo mome e dunque l’ho fatto riaffiorare e sono contento di averlo fatto. Ho ricordi deboli di mia nonna paterna, alta, bella, severa. Andavo a pranzo da lei qualche domenica solo con mio padre. Non ho altro da aggiungere, vostro onore. Se ho avuto solo delle fantasie sfrenate, chiedo venia ai parenti oggetto della presente.
Questa barca con randa nera e Spinnaker bianco con croce di San Giorgio, se non ho letto male, si chiama Frally. Secondo il revisionismo molto di moda in corso, la croce di questo simbolo rappresenta il male dell’occidente, prima con le crociate, guerre di invasione e sterminio, e poi con Colombo, simbolo dell’imperialismo occidentale e della oppressione dei popoli autoctoni delle americhe.



















