Accolti nel migliore dei modi.

Intanto il processo di verifica all’immigrazione del JFK è stato fulmineo, avevamo tre persone prima di noi, l’ufficiale sorrideva sornione facendoci il consueto rito di domande assolutamente standard, conoscendo già le risposte perchè solo le stesse che diamo dal 2009.

E poi la neve; uscire dall’aeroporto a New York sotto la neve è sempre e solo una meravigliosa sensazione. Piace anche a Miriam, che notoriamente detesta qualsiasi cosa che sia sotto i 20 gradi. Nevicata attesa che si è rilevata meno cospiqua del previsto, ma pur sempre quei dieci centimetri che fanno tanta scena.

La notte silenziosissima, interrotta solo dal passaggio degli spazzaneve. Sono molto efficienti ma nella nostra strada particolarmente perchè c’è un ospedale. Ho sentito che in Italia hanno detto che New York sarebbe bloccata dalla neve. Non distinguono il belino dalla corda.

Ovviamente c’era un aggiornamento di qualche diavoleria sul laptop. Utile perchè mi ha permesso di scoprire quanta polvere c’era sullo schermo. Sospetto che questi aggiornamenti siamo solo artifizi per sapere i fatti miei. Ma fate pure, accomodatevi nella mia vita privata, le mie foto nude e quelle dove sono vistito da coniglietto intanto le tengo in una banca dati separata.

E per concludere, la seconda ondata di ghiande delle Central Park sta bene. Ho aggiunto un po’ di acqua al fazzoletto che si stava asciugando, ma credo siano pronte per finire, a febbraio, nel Cerchio Incolto a Basaluzzo insieme alle ghiande della prima ondata, attualmente conservate nel frigorifero basaluzzese.

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Buona giornata.

La vita scorre ed io, per non saper ne’ leggere e ne’ scrivere, salvo foto tutte uguali delle due webcam di Grange Sises.

Ah, si, oggi è anche Natale. Bisogna essere buoni, così si dice, e tuttavia io auguro un giorno di dissenteria a chi elimina il presepe dai luoghi pubblici. Ho perso la fede da quando era ragazzino ma chi non rispetta queste tradizioni positive è uno stronzo (o STRONZA con lettere maiuscole). Stiamo perdendo la più importante delle nostre guerre.

Intanto a Basaluzzo, vento! Buon Natale.

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Dai, è bella.

A Gennaio inoltrato metterò a posto il settaggio, per il momento la foto così è un po’ scura, però è bella lo stesso.

Le due tavolette che sorreggeranno le rispettive webcam di Grange. Ci sono già i buchi, elementi necessari ed indispensabili, guai non ci fossero i buchi al loro posto.

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Le settimana di Natale.

Questi sono gli accumuli della settimana. E’ una elaborazione che fornisce indicazioni sul quanto ma non sul come, il “come” è l’elemento che fa la differenza tra un evento innoquo ed una alluvione lampo. Non farà tanto freddo, ma sui monti dovrebbe cadere tanta neve, fino a quote che a seconda delle speranze del previsore può variare da 0 a 1000 metri in su. Si intravede una circolazione ciclonica centrata sul mare a metà strada tra Sardegna e Pirenei. Molto farà l’orografia; sottovento Pirenei, Corsica, Alpi Marittime e Cozie, e si vede. Ah, circolazione ciclonica non vuol dire un ciclone tropicale.

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Domenicame.

Oggi è uno di quei giorni in cui l’unico pensiero che mi allieta è l’idea che comunque vada, il mio orologio biologico va avanti e che dunque un giorno, un’ora ed un minuto preciso, concluderò il mio insignificante ruolo, qualunque esso sia stato.

Giornata grigia e ventosa. A poca distanza da casa c’è un bar, un tempo frequentato da fighetti della zona, pensionati abbronzati, milfette con il passeggino.

Poi con la globalizzazione sono arrivati anche dei truzzi da altri quartieri; fanno rumore, sporcano, seminano bottiglie, le gentildonne si cambiano ed abbandonano l’assorbente intimo sotto gli alberi. Fazzolettini, carta igienica. Alcuni di loro hanno buone fonti di reddito perchè si presentano con auto di grandi prestazioni, elaborate e con alettoni, anche di grandi marche. E si divertono a sgommare in modo che tutti li possono notare.

Questo pomeriggio è iniziata improvvisamente una sarabanda di rumori di motociclette. Ero già predisposto a maledirli, invece erano si tanti, si rumorosi, ma vestiti da Babbo Natale. L’ultima domenica prima di Natale c’è la sfilata, credo si radunino in piazza De Ferrari. Ho anche fatto un breve filmato con il telefono, che senza vergogna carico su Youtube in modo da dare il mio contributo a surriscaldare il pianeta.

Tuttavia la domenica prende un impevisto guizzo allorquando il Consorzio pubblica sulla chat di WathApp una foto di un piccolo pattinaggio su ghiaccio che hanno messo nella piazzetta centrale. Tra il coro di elogi, il pattinoire è carino e ci sta proprio bene, e piccolo ma va benissimo per i bambini, qualcuno evidenzia che “doveva approvarlo l’assemblea di condominio” al quale qualcuno risponde “Eh ma il Consorzio può prendere queste iniziative da statuto” ed il tipo chiosa “Ha ma allora cosa facciamo a fare le assemblee”.

Ho trovato un sito web che prende le foto e le modifica secondo una indicazione fornita. Il pattinaggio di forma perfettamente rettangolare assume dunque questa forma.

Il programma lo ha disegnato a “otto” come da mie indicazioni, ecco il risultato.

A sinistra la foto originale, a destra quella in cui ho chiesto che “the ice ring being shaped as an eight”. Notevole.

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Aggiornamento trasmigrazione bascam.it

Sono riuscito a fare alcune cosette propedeutiche alla futura trasmigrazione. Adesso il dominio bascam.it è passato da Aruba a OVH, sono riuscito ad entrare con FTP. Se entro sul sito mi compare questa paginetta in francese, la sede di OVH è in Francia ed i mambrucchi mangiarane non esitano a farlo vedere. Quando entro con le credenziali di amministratore del sito per il menù di gestione e controllo di OVH, mi accorgo che è molto articolato e faccio fatica ad orientarmi, ma è questione di farmi aiutare dal Complice Bolognese.

Gli ho scritto la prima mail alle 6 di questa mattina, sabato, poi una dopo mezz’ora. Secondo me inizia a preoccuparsi e sospettare che io sia un cliente-amico rompicoglioni.

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Primo step avviato.

Con un impavido e tracotante atto di imperio, ho ordinato il trasferimento di un mio dominio da Aruba sul nuovo provider. Il processo di trasferimento è così avviato, apparentemente e per il momento senza intralci. Ci vorranno circa 5 giorni, poi in teoria io dovrei essere in grado di iniziare a lavorare sul vecchio dominio nella sua nuova casa, dove il Complice scriverà tutti i suoi programmi magici.

Oggi solo una webcam in versione Beta a Basaluzzo trasmette sul dominio appena trasferito e quando avverrà il trasferimento, la webcam non troverà le cartelle dove sperava di trovarle e probabilmente prenderà fuoco per la frustrazione.

Nel frattempo Aruba scriverà a Mattarella chiedendo di intercedere con me affinchè io ritiri il trasferimento. Ma io non indietreggio.

Invece di fare una piazzata con l’associazione consumatori e scrivere alla società Autostrade, creerò le stesse cartelle sul mio nuovo server ed a quel punto la webcam dovrebbe trovare di nuovo il modo di fare un FTP delle immagini.

Non così in fretta! Ci sono dei meccanismi che io conosco proprio poco, ma so che ci sono, che inganneranno la webcam mandandola nel posto sbagliato. Adesso non ricordo come si chiamano quei cosi che indirizzano le ricerche, ma so di essermici già litigato una volta. Sono venuto a capo del problema solo dopo che ho mandato un pacco bomba (finto) al provider. Mi hanno aggiustato quei trombini e l’emergenza è rientrata.

E mentre sto facendo tutto questo, il telefono emette dei suoni ed è Miriam che mi scrive. Devo dire che non sono sicuro che se un medico utilizza un linguaggio da scuola media, sembra più preparato e professionale. “Genova Today” intervista il noto virologo e questi usa termini come tosta, bomba.

Il termine bomba è sempre più diffuso tra coloro che vogliono che la gente clicci sui loro siti. In meteorologia ormai è un classico del degrado, ma eccolo spuntare anche in medicina.

Miriam è in ansia, dunque l’obiettivo di una comunicazione così sgangherata è stato raggiunto. Tecnicamente però siamo di fronte ad uno stronzo.

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Il percorso è tracciato.

Post autolesionista ma per un addetto ai lavori sedicente tale.

Dopo una esaustiva discussione con il Complice bolognese in merito al futuro assetto delle pagine di stefanome, è stato deciso quanto segue.

  1. Tutte le webcam trasmetteranno le foto sul nuovo server dedicato, mio e solo mio, privato, di giada illibata, che ho acquistato un mese fa su sua indicazione senza sapere cosa cazzo stessi facendo. Al momento non ricordo neppure quale è il provider e quali sono user name e password, ma sono abbastanza sicuro di essermi scritto tutto da qualche parte.
  2. Il nuovo server consente di svolgere in quantità illimitata le funzioni che andranno eseguite su ogni file che le webcam trasmetteranno. Complice userà quel linguaggio che io ignoro totalmente e che sono troppo rozzo, vecchio & scemo per imparare.
  3. Sposterò uno dei miei numerosi ed esclusivi et ricchissimi domini sul nuovo server. Dovrei essere in grado di farlo senza pregiudicare maldestramente il funzionamento del sistema on line bancario o ferroviario italiano o uno a caso.
  4. Sul nuovo server dunque verranno salvate le fotografie con un nome facile in modo che io successivamente sia in grado di adattare le mie pagine originali sul server di stefanome.it, scritte usando il mio linguaggio infantile e primitivo, foriero di quella grafica meno che modesta che riesco a produrre.
  5. Tutti i dettagli, tropo sofisticati per essere ivi esposti, sono ben chiari nella mia mente, sarà un successo.
  6. Durante il processo di modifica sarà il buio totale e passeranno giorni e forse settimane prima che le foto siano nuovamente pubbliche. Una o più cosa andranno sicuramente storte durante le operazioni.

Un cordiale saluto.

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Anteprima auguri del periodo.

Andranno su WhatsApp e sui social e nelle mail ai contatti. Ci sono icone come il mio alluce di qualche anno fa, il fatto di essere a New York (snobbissimo) e soprattutto photoshoppati i nostri volti per migliorarne l’aspetto, gia notevole, ma così ulteriormente abbelliti.

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Da salvare.

Ho mandato una mail al mio complice di webcam con questa tabella dove cerco di mettere ordine nel mio cervello. Poi gli ho scritto un WhatsApp dove gli anticipo che gli ho mandato una mail di importanza galattica e di vedere se a) capisce cosa voglio dire b) ho scritto delle solenni stronzate c) se eventualmente me la corregge e mi prepara per la migrazione, o quello che è.

Ha risposto al mio WhatsApp dicendo che era in una marina di un porticciolo del ponente ligure per l’installazione di una webcam come le mie, in streaming. Ma c’è un problema; la webcam andrebbe installata su un molo e dunque si vedono bene una serie di barche all’ormeggio. Problemi di privacy? Basta mettere un cartello di Legge e nominare un responsabile della conservazione delle immagini, dov’è il problema?

Il problema c’è in quanto pare – dico PARE – che il porticciolo sia utilizzato diffusamente come alcova dove a bordo delle barche salgono mignotte e si tengono festini, ossia orge con professioniste. Ma anche più semplicemente, le barche vengono usate come pied-a-terre dove si incontrano amanti ed avventure extra coniugali.

Il direttore del porticciolo in qualche modo è stato informato, oppure lo sa per esperienza diretta, che ci sarebbero diversi diportisti che assolutamente non gradirebbero una webcam proprio li.

Ho suggerito che le visitatrici clandestine siano vestite in modo da non poter essere riconociute e non dare nell’occhio. Un bel travestimento da T-Rex credo sarebbe perfetto. Nessuna moglie avrebbe il coraggio di contestare al marito “… mi spieghi chi cazzo era il T-rex che ho visto salire a bordo alle 21:35 dello scorso mercoledì‘?” per paura di essere presa per pazza visionaria. O forse lo ha già sgamato.

Una foto di Brignole della Mobotix. Restano tre Mobotix, una è già pronta ad essere sostituita, quella di Grange, la cui prossima destinazione è ancora ignota. Poi c’è quella di New York, fin che funziona resterà dove è adesso. Infine questa di Brignole. La sua installazione è specifica per questo tipo di Mobotix, quando smetterà di funzionare non sarà facilmente rimpiazzabile, ma ci dovrò provare in qualche modo.

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