Che non arriva. La pompa del pozzo si è fulminata e nel pozzo c’è qualche metro di acqua. Meglio del solito dito sabbioso nel posto più doloroso, ma alla fine potrebbe rivelarsi il minore dei mali (mi riferisco al dito).
Conforto da questa immagine dove non si vedono i prati senza neve. Si vede lo Chaberton, innevato anche sul versamte italiano. Anche li un po’ di neve riesce a svalicare quando arriva dalla Francia, dunque sembra normale.
In realtà un po’ di acquerugiola mista a sale da mareggiata sta cadendo in questa ultima ora, il radar non la vede, forse è solo acqua di mare.
“La nebbia agli irti colli, piovviginando sale, mi si bagnano le bale”. Questa è la prima cosa che mi viene in mente le rare volte che a Genova viene questa nebbia che qualcuno chiama caligo dal latino “cenere”. O qualcosa del genere. Dovrei cercare le foto delle webcam del Righi che in almeno due occasioni immortalarono questo raro evento. Dall’alto era davvero uno strano spettacolo.
Una festa di compleanno di un caro cugino che compie settant’anni si è rivelata una ghiotta occasione per mostrare quanto sono immaturo. Infatti mentre gli altri invitati ridevano spontaneamente mostrando il loro “inner child”, io restavo serio percependo il ridicolo che mi permeava ma senza inconsciamente accettare che il più bambino, inconcludente ed incompleto anziano ero proprio io. Complicato.
Lo scorso anno avevo appeso al muro due “casette per api”. Non le api da miele bensì delle api solitarie o selvatiche che non vivono in alveari da centinaia di individui ma conducono una vita più riservata, non producono miele ma sono delle straordinarie impollinatrici. Mi ero fatto convincere che offrire un riparo a questi animaletti è cosa buona e giusta, aiuta la natura eccetera. Però non avevano avuto un grande successo, allora avevo pensato di togliere queste casette odiose ed inutili e bruciarle nel camino e/o passarci sopra con il trattore più volte.
Invece quest’anno le casette sembrano riscuotere un discreto successo, ho contato una decina di api tutte insieme. E’ questa forse l’unica nota positiva nel mezzo di quella che è ormai una siccità perdurante.
Infatti e forse non a caso il pozzo dall’ultima verifica eseguita l’11 Febbraio ad oggi ha dato zero acqua. Probabilmente il livello dell’acqua all’interno della falda non arriva al sensore superiore e dunque la pompa non si accende. Devo approfondire ma nel frattempo vaffanculo, vaffanculo & vaffanculo.
Di fronte ai problemi climatici, sarei tentato di rifugiarmi nell’alcool o nelle sostanze psicotrope in senso generale.
Invece leggo di astronomia, e pur capendoci all’incirca un po’ meno di un picocazzo, l’argomento mi affascina. Questi disegni che vagamente ricordano due preservativi sono invece la rappresentazione della nascita e sviluppo dell’universo. Sto leggendo un libro, la descrizione dei primi istanti di esistenza dopo il Big Bang mi ha confuso. In 10 alla meno 30 secondi l’universo ha raggiunto più o meno le dimensioni attuali. Ossia
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Poi c’è stato un periodo durato circa 380.000 anni durante i quali non è successo praticamente un cazzo e poi sono iniziate le basi per la formazione di stelle e derivati. Io leggo di sera per addormentarmi, ma questa nozione mi ha stordito e ci ho messo un po’ per prendere sonno. Il COVID mi ha conciato proprio bene.
Mi sembra proprio che il numero di persone frustrate, rabbiose e provocatrici che scrivono sui social networks stia aumentando. In un gruppo che segue una vecchia rivista di fumetti americana, hanno pubblicato una vignetta che a me sembrava inoffensiva. Ed invece è scoppiato un putiferio di commenti tra liberali e repubblicani. Ho chiesto spiegazioni e questo tizio mi ha insultato. Non so perchè gli sia girato il berettino, leggendo un suo commento appena dopo, sembrerebbe che costui sia molto arrabbiato e che nutra un forte risentimento verso gli Americani. In genere rispondo con una citazione a caso dei Monty Phyton, sia in inglese che tradotta in italiano, questo genera un po’ di incertezza nella controparte e la cosa in genere finisce li. A questo invece ho risposto ringraziandolo e poi mandandolo a cagare. Se seguirà qualche altro carteggio, ne darò conto.
Oggi il vento è girato un po’, da Libeccio a Scirocco. E’ una informazione assolutamente inutile come tutto questo blog e comunque questo paragrafo serve solo a fare da cappello ad una serie di foto modeste che ho scattato, tutte molto simili tra loro.
Quando ero adolescente, lo scirocco era il preciso annuncio di una perturbazione atlantica. Oggi è il preciso annuncio di una bella sega, ma questo è il clima del 2023, se vi pare.
Come effetto collaterale di una onda depressionaria formato microcazzo, arriva un po’ di Libeccio e qualche piovasco sulla riviera di ponente.
Mentre ero sul motorino per venire a casa c’erano dei magnifici colori, immediatamente spentisi quando sono arrivato a tiro per far due foto.
Questo è quanto di meglio sono riuscito a fare. L’onda più grossa è arrivata nel momento esatto in cui stavo rispondendo al telefono a Miriam che, allarmatissima, aveva notato che ero stato a casa ed ero dunque uscito. Ha pensato agli scenari più terribili, ad esempio sono stato rapito dagli alieni oppure ho avuto un malore ed ho chiamato una ambulanza, mi sto intrattenendo con una vicina in un rapporto extraconiugale, sono fuggito in Brasile.
Ed ora un po’ di didattica-fai-ta-te, abbastanza inventata che giunge a conclusioni probabilmente sbagliate.
E’ sempre accaduto. Ci sono quegli anni in cui chi abita in Val Susa vede nevicare oltre Monginevro per ore e giorni ed a Cesana è bello secco. Alcuni anni di più, alcuni anni di meno ma non è una configurazione così strana.
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Questa mappa dei potenziali geotermici mostra bene la situazione. Le basse pressioni a nord, l’alta pressione africana a sud, in mezzo uno scorrimento lineare che provoca fenomeni limitati nelle aree dove si addossano le nuvole, ossia sottovento.
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Il radar mostra quello che si vede bene nella foto, precipitazioni non estese appena oltre lo spartiacque tra Francia e Italia. Nulla di straordinario.
Quello che però sta capitando con sistematica ripetitività, è che questa conformazione è sempre più frequente, sia d’estate che d’inverno ed anche in periodi di tempeste equinoziali. Perchè qualche decade fa, l’alta africana era ben più a sud di come è oggi. Per le correnti zonali era ben più facile trovare la strada libera per fare affondi sul Mediterraneo, complice la bassa pressione islandese. E’ così che piove sul Nord Italia.
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Invece ecco ciò che accade quando la pressione scende sul Mediterraneo, si forma una saccatura con un centro proprio sul Mar Ligure. Pioggia e neve in abbondanza sul Nordovest.
Questa però è la previsione matematica a 168 ore. Ormai sono anni che queste previsioni vengono annullate con il trascorrere delle ore. Vuoi che l’alta africana sia sottostimata e torna ad espandersi, vuoi che la spinta delle basse pressioni verso sud siano sovrastimate e si ritirano più a nord, ecco che quella graziosa saccatura blu scompare, si ritira oltre le Alpi, si sposta verso Est. E la Pozzanghera Fangosa resta a secco. In conclusione; so già come va a finire, fanculo.
Siamo nella prima decade di Marzo ed ecco che compare già l’anticiclone africano. I suoi effetti come temperature potrebbero non essere notevoli in questa stagione, ma rappresenta un blocco totale ed invalicabile per le correnti atlantiche, se inizia a farsi vedere prima ancora che inizi la primavera, che cazzo ci aspetta questa estate ?
Quando leggevo i libri di Edmondo Bernacca, questo bastardo rosso fuoco non era neppure preso in considerazione, non faceva parte del quadro sinottico europeo, se ne stava a latitudini tali che neppure si intravvedeva nelle carte.
Quei due occhi azzurri blu, il primo da occidente al largo della Scozia ed il secondo verso Est tra la Polonia e la Lituania, (che rappresentano moti ascendenti delle masse d’aria, ergo pioggia) dovrebbero essere rispettivamente sul Nord della Spagna ed il secondo tra Romania e Moldavia, quaranta anni fa era li che sfilavano da Novembre ad Aprile inoltrato. Il clima si è spostato verso nord di non meno di quindici gradi di latitudine, ce li siamo fumati, persi, giocati. Per sempre ? E chi lo sa, ma gli amanti del caldo e del solleone saranno contenti. Fino a quando i rubinetti saranno asciutti e dovremo fare le code dalle autobotti.
Oh, non accade tutto di un colpo, non ci saranno le trombe del giudizio, nessun evento catastrofico improvviso. Ma qui nel nord ovest soprattutto, ci stiamo lentamente asciugando, seccando, inaridendo, anno dopo anno. Oh, non tutto insieme, ma a macchie sempre più estese, sempre più perduranti, oggi un comune, domani un altro e così senza tregua.
Quando da bambino andavo a sciare da queste parti, proprio verso i primi di Marzo, con gli sci era normale scendere su tutti quei pendii che adesso sono di erba secca.
Prenderei le irriducibili teste di cazzo che sostengono che il clima va a cicli e che l’uomo non può cambiarlo, farei indossare loro gli sci e poi li costringerei a scendere fino a fondovalle, dove c’è l’ultima neve che sopravvive solo perchè per buona parte del giorno è ancora in ombra.
Ho scritto tutto questo con la speranza di venir smentito da una primavera piovosa ed una estate ventilata. Perchè nessuno sa come farà il tempo trascorsi cinque giorni.
Che ne sarà della Pozzanghera ? Se il regime delle piogge dovesse confermarsi in declino, prima o poi sarà inevitabile cessare le saltuarie forniture di acqua, il pozzo non basta e dunque verrebbe destinato ad alimentare le piante. Insomma, la Pozzanghera con la “p” maiuscola si asciugherebbe. Si formerebbe una pozzanghera con la “p” minuscola in occasione di periodi piovosi che forse coprirebbe giusto il fondo, per qualche settimana al massimo.
Dalla parte opposta alla Pozzanghera, Venere e, poco sotto, Giove allineati sotto la “s” di Basaluzzo. Cosmico. La Luna illumina la sera basaluzzese.
Miriam prende molto seriamente le lezioni di ginnastica che fa online. L’orario è 9-10 di mattina, in Italia 3-4 di poneriggio. Usa Zoom o WhatsApp sul suo tablet con il quale vede l’allenatore e l’allenatore vede lei. Io in genere sono dietro un angolo del soggiorno sul computer e non vengo visto da entrambi, verrei sentito nel caso avessi qualcosa da dire. In genere non ho cose da dire, ma su internet c’è davvero tutto, anche questo, ed allora come resistere ?
Mettendo il volume al massimo, ho lanciato una sequenza che probabilmente hanno sentito anche i vicini. Miriam non ama queste manifestazioni di interesse nei confronti della sua lezione e quando sente queste interferenze inizia con “Stefano smettila, non sento” e stante che non smetto, deve giustificarsi con l’allenatore, che nel frattempo è sparito dall’inquadratura perchè ride, dicendo cose tipo “ha sessant’anni ma sembra sia un bambino” io intanto sono piegato sulla scrivania in preda ad una crisi di ridarella. L’allenatore non è ancora ricomparso nel video.
A volte si incontrano persone che conosci solo di vista, lontanamente. E parlando con loro, con un po’ di tempo a disposizione, magari a cena, scopri che sono persone particolarmente evolute. Allora fai mente locale e provi a ricostruire quello che sai di queste persone ricollegandole alle loro famiglie.
Non so Miriam – non siamo mai stati messi alla prova – ma io so per certo che non sarei stato in grado di allevare una figlia iniziando a spedirla in una boarding house in Inghilterra all’età di otto anni affidandola ad una hostess per salire in aereo invece di farle fare le vacanze con le amichette a Santa Margherita. Di conseguenza, all’età di ventuno anni se ne è andata definitivamente da una cittadina sonnacchiante, chiusa in se stessa ed ultraconservatrice del nord Italia. Adesso dopo tre anni di studi sta per dare un master in una università di New York, ha conosciuto e parlato con professionisti che lavorano direttamente con la presidenza degli Stati Uniti, ha stretto amicizie con studenti provenienti da tutte le parti del mondo, ha già ricevuto due offerte di lavoro da parte di prestigiose law firm e ne ha accettata una. E’ solida, concreta, con i piedi per terra e non mostra un grammo di boria, di presunzione. No, non avrei mai avuto la forza e la determinazione per crescere una figlia, o figlio che fosse, così.
Per una serie di concatenazione di miei pensieri, troppo assurda per menti normodotate, mi vengono in mente i libri di Woody Allen. Non ho mai capito se i suoi racconti sono esperienze di vita vissuta o totale fantasia o una via di mezzo. Non so se Woody Allen abbia in corso ancora le sue dispute legali con la ex moglie e la figlia che lo accusano di pedofilia, non ho neppure approfondito se i Neworkesi lo amano ancora o sull’onda delle menate “woke” adesso lo odiano. Ovviamente ci sarà chi lo ritiene un porco perverso anche se le accuse hanno sempre vacillato, ma spero abbia ancora i suoi estimatori, io sono uno dei suoi estimatori.
Nei suoi racconti in genere si innamora di una bellissima donna, colta, intelligente, affascinante. Poi succede qualcosa di imprevedibile. In un caso conosce la figlia, altrettanto intelligente e bella, appena compiuti i ventun anni che si innamora di lui. Inizia dunque una relazione sia con la madre che la con figlia, ovviamente conducendo una vita tempestosa per nascondere la situazione ad entrambe le donne. La tresca lo porta sull’orlo di un esaurimento nervoso. Poi non ricordo come finisce la storia, non è un lieto fine.
In un altro racconto si innamora di due donne contemporaneamente, una è bellissima ma con un cervello rudimentale, la seconda è intelligente, colta eccetera ma bruttina. Allora, visto che lui è un affermato chirurgo, decide di scambiare i cervelli. Opera le due donne e quando si risvegliano, la donna bruttina si ritrova un cervello poco evoluto ma così è felice perchè si dimentica del suo problema con l’aspetto fisico, mentre la donna bellissima ha un cervello sopraffino. Dunque Woody Allen può vivere serenamente con la donna perfetta dei suoi sogni. Fino a quando “I inexplicably grew dissatisfied with this dream woman and developed instead a crush on Billie Jean Zapruder, an airline stewardess whose boyish, flat figure and Alabama twang caused my heart to do flipflops. It was at this point that I resigned my position at the hospital, donned my pin wheel hat and knapsack and began skating down Broadway.“
Qui vicino c’è un ristorante bavarese ed annesso negozio che vende generi alimentari tedeschi. Frequentato da discendenti di nazisti tedeschi fuggiti dai soldati Americani e discendenti di ebrei tedeschi fuggiti dai nazisti. Mi viene lo sturbo da salsiccia e crauti. Miriam, che talvolta sembra volersi nutrire esclusivamente con fette di lattuga condite con acqua distillata per conservare l’integrità di cosce e glutei, si butta su queste pietanze quando occorre.
Udon con crema di ricci di mare
Tsuru Ton Tan Udon Noodle Brasserie. Anche in questo caso, un ibrido tipico americano. Ero da solo e mi hanno fatto sedere in un lungo bancone. Di fronte a me un giovine asiatico che da quando si è seduto a quando è andato via non ha smesso un secondo di scrivere sul suo telefono. Al mio fianco un papà con il figlio di 3-4 anni. Al figlio ha dato da mangiare una scodella di riso in bianco misto a uova di salmone, quelle grosse ed arancioni. Poi alghe, quelle che sembrano lo stesso materiale con cui si fanno gli alberi di natale finti, con sopra una salsina di ristretto di soia ed altro. Il padre orgoglioso mi ha detto che al piccolo non piace ne’ il pollo fritto e neppure la pizza ma adora solo il cibo asiatico. Contenti loro, contenti tutti.
La mia è una forma maniacale, ossessivo compulsiva, perchè continuo imperterrito a scattare foto del panorama che si vede dalla camera da letto. Lo scopo, del tutto inutile ai fini pratici e culturali, è capire che cosa si vede esattamente. Ossia case, palazzi e grattacieli perlopiù anonimi salvo qualche edificio noto come lo è l’Empire State Buiding.
Piuttosto, nella foto diurna si notano due cantieri, non uno ma due. Se il cantiere che si intravede proprio di fronte al 1 Vanderbilt, 427 metri di altezza, è il costruendo quartier generale mondiale di JPMorgan, alto 423 metri, coprirà completamente la vista del Vanderbilt, che di notte è carino con tutte quelle lucine. I am disappointed. Potevano farlo un po’ più a destra o sinistra che così li vedevo entrambi ? Se glielo scrivo in modo gentile magari lo spostano.
E poi c’è una novità, ovvero l’ultimo dei grandi grattacieli residenziali con vista Parco. Questo alto alto e sottile sottile è “111 West 57th Street is the skinniest skyscraper in the world with a staggering ratio of 24:1.” Non ho idea di cosa sia il rapporto 24 a 1, altezza per larghezza ? E’ alto 435 metri, la base sarebbe 18 x 18 metri ? Non mi pare possibile. Boh, anzi…