Quattro fiocchetti.

Gli accumuli finali di questo evento sono inferiori alle previsioni, ma va benissimo così. Dopo diecimila episodi di caldo oltre le medie, se fa un po’ di freddo e viene una spolverata di neve sono contento. Da considerare anche che su molti alberi, querce in particolare, ci sono ancora molte foglie e se dovesse nevicare con accumuli discreti, potrebbe rompere rami ed abbattere alberi giovani.

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Due fiocchetti

Era stata prevista, forse un po’ di più, si è sciolta in fretta. Ma insomma è inverno meteorologico e va tutto bene.

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ENEL; avete un bel problema.

Forse il problema risiede nei dosaggi ormonali della signorina della chat line ENEL alla quale ho cercato di spiegare che l’indirizzo di fornitura era sbagliato. Forse dipende dal fatto che chi gestisce il software che mantiene gli indirizzi degli utenti è uno che parla solo in dialetto romanesco stretto e non capisce l’italiano. Forse stanno implementanto un sistema di Intelligenza Artificiale ma chi ha scritto il programma è un deficiente.

L’indirizzo di questa mia utenza era giusto inizialmente, poi recentemente è successo qualcosa e si è complicato, adesso mi è arrivata questa comunicazione e scopro che l’indirizzo è stato modificato, ma adesso è più sbagliato di prima ed il portalettere non mi troverà mai.

ENEL; avete un bel problema ma ve ne strabattete le balle.

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La mareggiata del 2 Dicembre 2023

Nulla di straordinario, non credo abbia fatto danni se non un po’ di sabbia e pietrisco da togliere. Ho scattato un po’ di foto mediocri.

Ho anche fatto un breve (per fortuna), filmato. Anche questo è mediocre, anzi meno che mediocre soprattutto per la qualità che ricorda quella del Cinevisor Mupi.

Si nota anche un elemento inquietante; dal muro di contenimento si vede un fiotto di acqua marrone che esce nel punto dove il muro tocca la spiaggia. La mia impressione, assolutamente dilettantesca e non supportata da uno straccio di curriculum accademico, è che si è aperta una breccia nel muro, le onde si stanno insinuando nel terrapieno che c’è dietro. Se dovessi aver ragione, il terrapieno sta finendo in mare, si sta scavando un buco che arriverà in Piemonte.

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Benvenuta ramata

Inattesa, almeno dai modelli, una discreta ramata d’acqua che segna l’ingresso della parte fredda del fronte appena transitato. Grazie, ce n’è sempre bisogno.

Parimenti a quanto succede al delta del Po, ma anche all’estuario del Bisagno quando piove, il fango portato via dalle precipitazioni si allunga nel mare, o nel lago, o nella Pozzanghera.

Il pluviometro di ARPA forse dormiva quando il fronte gli è passato sopra, in compenso si nota la pioggerellina costante di questi ultimi giorni, accumuli modestissimi ma, come sempre, meglio del dito nell’occhio.

Ho notato solo oggi che la webcam inquadra il Monviso. Non è frequente, ma con l’aria fredda e secca in arriva da nord, eccolo, estrema sinistra nell’immagine.

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Foglie screziate.

Queste sono foglie di un giovane tiglio. Ci sono altri due tigli con le foglie verdi, ma solo questo le ha screziate. Sono belle, ma non so a cosa ascrivere il fenomeno. Sembrerebbe un tentativo di richiamare la clorofilla parzialmente impedito dagli effetti della gelata di qualche giorno fa. Ma le foglie degli altri tigli sono verdi senza particolari ghirigori. Come al solito non ho idea di quello che sto dicendo, DEVO scrivere a qualche esperto di foglie, se solo ne trovassi uno.

Sembrano gli alieni di Space Invaders del primo videogioco anni ’80. Magari scopro che il tiglio in questione è davvero una specie aliena che si sta adattando al nuovo ambiente. Quando sarà perfettamente acclimatata inizierà a produrre semi teleguidati che, una volta in aria, uccideranno tutti.

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L’inutile buco

Quando parlo del “buco pluviometrico del basso Piemonte”, ecco qui. Questo in particolare è un grosso buco, prende anche parte della provincia di Cuneo. Quando vuole fare dell’ironia, il buco è solo su Basaluzzo e sui comuni limitrofi.

A questo giro Basaluzzo è stata fatta dono di 1,6 millimetri. I due Aceri Campestri stanno perdendo le ultime foglie, dovrò spazzare di nuovo il prato ma questa volta l’impegno sarà meno gravoso. A sinistra c’è uno dei nuovi alberi, un Tiglio Cordata. Il vivaista ha detto di aspettare due anni prima di potarlo. La mia ignoranza abissale mi ha sempre fatto pensare che potare un albero grandicello appena messo a dimora fosse indispensabile. Mi fido del vivaista ma devo considerare che anche in questo campo esistono le scuole di pensiero. Cercando on line ci sono molti tutorials su come mettere a dimora un alberello alto due cazzi, non una pianta adulta. Son capace anch’io, l’alberello alto due cazzi, o tre, non viene potato. Comunque mi fido del vivaista.

Ogni tanto si vede Gastone. Credo che per lui sia come guardare le bignole di una pasticceria dalle vetrine.

Ieri ero in un negozio, una cliente parlava con un commesso lamentandosi del figlio, a detta sua incontrollabile, incontenibile, capriccioso (anni 2). Diceva che ha provato a rifilarlo ai nonni, ma questi si sono accorti che il piccolo è una iena ed ora non lo vogliono più. La tizia sembrava davvero stanca e sebbene ci fosse una spolverata di ironia, non c’erano dubbi sulla sua difficoltà nel gestire il marmocchio.

Visto l’albiente amichevole e incline alla chiacchiera, avrei volentieri detto alla signora di farsi legare le tube, o far vasectomizzare il marito, o entrambe le cose che non si sa mai. Ma era incinta di sette mesi. Questo si chiama reiterazione del reato, se un erede ti fa disperare, perchè offrire nuovamente al maschio la propria vagina senza protezione alcuna ?

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Tromba

Miriam ha scattato questa foto e me l’ha mandata subito con WhatsApp. Sono contento che l’abbia fotografata perchè probabilmente stava pensando a me. E’ una piccola tromba marina, carina, forse se ne intravede una in lontananza che è appena abbozzata, oppure nell’obiettivo del telefono c’era qualche frammento delle sue dita irsute. E’ stata da un dermatologo che le ha detto che sta diventando un lupo mannaro.

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Buone feste un belino AI

Ho scritto “the banner “buone feste un be-li-no” in Genoa” ed ecco cosa mi è venuto fuori. Non so dove prenda gli algoritmi per comporre queste immagini, ma mi sorprende come ci siano dei riferimenti che sembrerebbero abbastanza precisi su Genova, come i palazzi con i colori rossi e la chiesa a strisce bianche e nere. C’è chi si preoccupa dello sviluppo della Intelligenza Artificiale; dovrei forse farmi venire delle ansie sulle innominabili conseguenze sulla trasposizione della fantasia con la realtà ?

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Gravità ed altri postulati lacunosi.

Circa quattrocentomila anni dopo il Big Bang, la forza di gravità iniziò a far raggrumare atomi di idrogeno, qualche atomo di elio. Non c’era altro, a parte un caldo porco.

Era iniziata l’era della “forza di gravità”; inesorabilmente i grumi di idrogeno attraevano altri grumi e questi formavano delle nuvole di idrogeno sempre più grosse. La forza di gravità diventava sempre più intensa e l’idrogeno formava un centro (di gravità) della nuvola che iniziava a comprimersi sempre di più. Visto che il tempo non mancava e neppure l’idrogeno, la pressione lentamente diventava talmente forte che nel centro della nuvola si innescava una fusione nucleare (oppure una fissione, adesso non ricordo bene). Insomma, si accendeva una stella.

Apparentemente dunque i mucchi di foglie secche, se lasciati incustoditi, potrebbero unirsi in quanto attratti l’un con l’altro ed iniziare qualcosa di simile ?

No, perché la legge di gravità non funziona come dovrebbe. Se facesse il suo dovere, non sarei io a dover spazzare le foglie, ma lo farebbero da sole, come l’idrogeno. E’ una scocciatura, ma ad essere onesti ed a pensarci bene, forse la nascita di una stella nel cortile avrebbe conseguenze abbastanza catastrofiche.

Ed allora mi tocca spazzare le foglie al suolo. Ce ne sono ancora un po’ sugli Aceri Campestri, raccoglierò anche quelle quando decideranno di cadere.

Disclaimer; forse ho già detto le stesse cagate negli anni passati.

Ecco i sei nuovi arrivati. Orientati come lo erano nel vivaio, trapiantati nella stagione giusta, è stata aggiunta terra grassa nell’invaso, la zolla messa a terra verrà ricoperta da un sottile strato di letame. Che posso aggiungere ? Che il clima nei prossimi quattro anni non sia troppo cattivo, che il dannato anticiclone africano non ci martelli come ormai fa sempre da anni, che non manchi l’acqua. Lunga vita a questi alberi.

Una spruzzata di neve in alta Val Susa. Forse tra qualche giorno ne arriva un po’ di più. Motivo per cui ho anche tolto le foglie a Basaluzzo.

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