Gli “arrivi” dell’aeroporto di Genova sono i più squallidi che mi ricordi. Ho visto locali più gradevoli, curati, puliti in minuscoli aeroporti su isolette in Grecia o in paesini sperduti in Messico. Oddio hanno aggiunto UN volo SETTIMANALE per una capitale europea. Stappiamo lo champagne. Anche i prossimi visitatori da questa nuova destinazione potranno pensare di aver fatto un errore quando atterreranno a Genova.
Ma oggi sono atterrato a Milano Malpensa e sebbene da quelle parti siano combinati molto meglio, tant’è sembra quasi che ci sia un fil rouge di desolazione tra entrambi gli arrivi.
Il controllo automatizzato dei passaporti ha avuto qualche minuto di disattenzione, bloccando alcuni passeggeri tra due cancelli. Riaperti dopo che una addetta ha telefonato incazzata due volte a qualcuno che alla fine è arrivato, non so cosa abbia fatto, ma ha sbloccato dei viaggiatori che già si vedevano intrappolati fino all’arrivo a notte fonda di un fabbro con la fiamma ossidrica.
Ho capito che quando uno atterra pensa solo ad uscire indenne dai controlli e vuole portare via il belino quanto prima possibile. A Genova quando uno aspetta i bagagli su quel nastro ottocentesco che sembra fatto in casa con pezzi raccolti a Scarpino, potrebbero appendere un grosso cartello con scritto “benvenuti a Genova” ed a fianco due portuali cul sedere di fuori.
Prima cosa arrivato in ufficio ho scritto agli “asini matricolati” dell’ARPA Piemonte. Non so cosa aspettarmi, forse una risposta e semmai ci fosse, chissà cosa mi diranno. Non ho aspettative di alcun tipo, devo solo attendere.
Tappeto di altocumuli, direi. Potrebbero anche essere cirrostrati, o qualsiasi altro tipo di nuvolaglia can che fugge.
Come se potesse fregare un picocazzo a qualcuno. Ma ci sono le foto che voglio ritrovare in fretta qualora tra qualche anno mi venisse in mente di cercare come è stato questo specifico periodo festivo, che mi sarò dimenticato del tutto perchè ormai è così che funziona.
Strenne.
Quest’anno niente genitali, bensì una immagine statica minimalista con sottofondo musicale.
I miei auguri per il 2024 sono troppo sofisticati. Io sono talmente intelligente, acuto, brillante, doppi servizi, che nessuno capisce l’ironia di augurare il nuovo anno che si presenta come un possibile anno di merda a spruzzo, con un sottofondo musicale scemo e leggero come questo.
L’ho messo sullo “status” di WhatsApp in concomitanza con gli auguri messi da altre persone adulte. Sdolcinati auguri a volte animati con tutti gli ingredienti ossia alberelli, palline, babbi natale, stelle, regali, animaletti che salutano, tavoli imbanditi. Alcuni di questi disegnini gridano vendetta, ateismo, insulti vari.
Fuochi pirotecnici.
Visto che non era freddo e che non avevo sonno, mezzanotte meno qualcosa nel Parco, sulle sponde del Pond, lontanissimo parente ricco della Pozzanghera Sfigata. Innumerevoli foto, qui sono tre ma potrei metterne una inedita a caso, a tradimento, da qui alla fine dei giorni.
Come sta New York.
Anche il 2023 è finito. Per la prima volta ho acquistato due biglietti del locale “lotto”, il montepremi era di circa $750 milioni. Non ho vinto.
I media abbondano di redazionali un tanto al chilo che elencano, tra gli sbadigli, il bilancio dell’anno appena trascorso, gli highlights, le cose belle e le cose brutte. Prima di andare nel Parco a scattare questa ed altre foto mediocri, sintonizzati sulla CNN per la diretta da Times Square. Uno spettacolo meno che mediocre con dei personaggi davvero insignificanti e irritanti, esageratamente felici, pietosi.
New York sotto Natale e Capodanno affoga nei turisti, mai visti così tanti tutti insieme, sono arrivati quelli del 2023 ma anche quelli dei tre anni precedenti, quando NYC era chiusa per epidemia. Moltissimi italiani, coprono l’intera gamma che spazia tra persone normali di buone maniere e truzzi da esposizione. Rockefeller center inavvicinabile, Bryant Park nemmeno a parlarne. Teatri pieni ad uovo, ristoranti già prenotati.
Fa effetto ed un po’ di tristezza vedere il “Vessel” senza il pubblico perchè durante la pandemia si sono suicidate, gettandosi nel vuoto, diverse persone. Allora è stato chiuso al pubblico. Tutti lo fotografano e poi si infilano nel supernuovo e super glamour centro commerciale a fianco. Pieno di negozi di grido e ristoranti che coprono la gamma standard. Ovvero un americano bistecche, un fast food hamburger, una pizzeria, un sushi, un cinese, un italiano, un francese ed un Taco-burrito.
Cibo.
Passaggio radente dove fanno i muscoli. La scarpetta nel residuo finale conclude il rito pagano. La foto aggiunge quella nota di comportamento banale e scontato che mi completa.
Cantieri.
Proseguono i lavori del nuovo ospedale. Mi spiegava un amico, che in realtà non ne sa un cazzo ma se la vende bene, che la costruzione delle fondamenta richiede molto tempo perchè, vista l’altezza delle costruzioni, non ci possono essere errori dovuti alla fretta. Ricordo che durante la ristrutturazione del museo Galata, a Genova, crollò una soletta in cemento perchè non si aspettarono i tempi tecnici di indurimento del cemento. Morì un operaio.
Oltre a questo, ci sono innumerevoli cantieri edili, blocchi stradali, code. Poi leggi che molti residenti stanno abbandonando New York per andare in Florida o nel Texas perchè in quegli stati le tasse sono inferiori, mentre le tasse qui al contrario aumenteranno ancora in un vortice che renderà New York costosissima e disabitata. Ma insomma, decidetevi, siamo al collasso oppure no ?
Attività ludiche.
Bar ristorante in cima ad un alto palazzone. Top roof. D’estate è molto gradevole, gira un sacco di gente interessante, non vorrei sembrare banale specificando il genere di interesse. Quando invece ci sono circa zero gradi, ci si va solo per osservare in fretta il panorama, prima di andare in ipotermia. Anche dentro l’igloo il freddo è pungente. Io mi sono scaldato con tre apple-Martini, altri hanno preso dei frozen margarita serviti in una borsa di plastica per endovena. Non ho detto nulla, ma credo che si toglieranno il freddo di dosso non prima di Giugno.
Tra i vari cotillons dentro l’igloo c’erano dei palloncini gonfiati con elio. Ho eseguito il noto illuminante esperimento di aspirare elio e poi farsi venire la voce di un neonato, mi piace diffondere la scienza. Non è stato un risultato soddisfacente, probabilmente era una miscela di elio e qualche altro gas, forse azoto, la voce era solo leggermente sfalsata. Il principio fisico è molto semplice, so che ha a che fare con il boom supersonico, ma in questo preciso istante non me lo ricordo bene.
L’interno di un igloo, vista verso l’alto. La plastica garantisce leggerezza alla struttura, ma non si vede fuori. Quella cosa rosa è zucchero filato. Lo si prende dopo i numerosi Martini per aumentare l’effetto dell’alcool. Quando arriva la persona a prendere l’ordine, chiede a chi ha effettuato la prenotazione di fornire un documento di identità. Il documento viene trattenuto fino a quando non si paga il conto. Nel caos generale molta gente dev’essere scappata senza pagare impunita. Al nostro fianco c’erano gli Addams che parlavano una lingua gutturale tra loro e non capivano un cazzo di inglese. Stavano per far innervosire la ragazza ma alla fine hanno mollato un documento che poteva essere la tessera del Club di Topolino versione est europeo.
Socialità.
Venendo via da casa di amici, un invitato che vive nel nord del Bronx in una villetta con sette gatti ci ha offerto gentilmente un passaggio. Prima di arrivare da noi, a metà strada doveva fermarsi nel portone di una sua anziana cliente per lasciare in portineria due pacchi di cereali. La donna ha perso il marito e vive sola, non si muove tanto bene e lui ogni tanto le porta generi di conforto. Ma la strada era sbarrata per lavori. Allora ha fatto inversione; siamo restati per mezzo minuto in un incrocio, nel mezzo dello spartitraffico aspettando che il semaforo diventase rosso per le auto che, col verde, ci avrebbero travolti. E’ andata bene, se fosse passata la polizia in quel momento ci avrebbero arrestati tutti, guidatore e passeggeri.
A Times Square ho incontrato uno che vendeva biglietti per non so che spettacolo. Abbiamo legato subito e discusso sulla caducità della vita umana ed altri aspetti filosofici dei rapporti tra uomini e filtri dell’olio.
Ambulanze.
Sto per scrivere qualche riga di nonsenso e sticazzi insieme. Ad un blocco di distanza c’è l’ospedale. Spesso arrivano le ambulanze a sirene spiegate. Però poi si fermano davanti all’ingresso principale e spengono tutto.
Non so quali protocolli debbano usare le ambulanze, quale sia la procedura per accettare un paziente, le carte da compilare, forse deve arrivare un medico per scaricare il paziente, non so proprio. Mentre guidano come dei pazzi per strada, sembra che a bordo delle ambulanze ci sia un ferito grave o un infartuato che se non arriva in ospedale entro un minuto muore. Ma poi viene cagato in mezzo alla strada per dei quarti d’ora.
Clima a New York.
Non nevica e c’è un diffuso fastidio; la città del Nord Opulento dove gli inverni sono pieni di neve sta diventando una città assimilabile a quelle abbaraccate del Centro America. Vengono contati i giorni dall’ultima nevicata.
Dunque qui c’era attesa spasmodica per vedere un po’ di neve, due modelli diversi vedevano altrettanti scenari diversi tra loro, uno vedeva la neve, l’altro solo pioggia.
Come di consueto, The Weather Channel usa un linguaggio allarmante perchè cerca di seminare il panico, e dunque viene guardato da chi teme di morire o di rimanere bloccato per giorni e poi morire, restare senza acqua, energia elettrica, cibo, carta igienica. E poi morire.
Ma, come previsto dai meteoman locali, molto più realisti, la neve ha fatto un po’ di scena, bella e romantica, ma era mista a pioggia e non se n’è fermata neppure per un minuto.
Questo gradevole filmato, assistito da una ipnotica musica da ascensore di quelle gratuite non soggette a copyright, mostra un momento in cui la neve cadeva intensamente. Ma per la neve vera bisogna aspettare ancora.
Il clima di Basaluzzo.
Una abbondante pioggia ha alzato il livello della Pozzanghera in modo sensibile. Non so quanta ne è venuta perchè quei besughi di ARPA Piemonte non consentono a IP esteri di accedere al loro sito (asini matricolati, mi dimentico sempre di scrivere segnalando che sono degli asini matricolati). Stimo una sessantina di millimetri. C’era speranza che nei giorni successivi ne arrivasse ancora un po’ per effetto di una rara ritornante da est, in effetti ne sono caduti una manciata di millimetri.
In questo elegante e raffinato gif animato si può notare l’incremento del livello dell’acqua nella Pozzanghera per effetto della pioggia. Nella seconda immagine c’è pure un airone. Non è Gastone, questo è bianco e dunque è politicamente deprecabile perchè il suo colore denuncia il palese razzismo insito in lui.
A proposito; una sera siamo andati a teatro, lo spettacolo inizia nel buio e nel silenzio assoluto. C’è solo un grosso display a led rossi che compone messaggi scorrevoli con i quali si informano gli spettatori di cosa non si deve fare durante la prestazione. Ma la cosa degenera e scrivono delle stupidaggini che fanno ridere il pubblico. Se devono riferirsi ad una persona, anche se si capisce che questa persona è di un genere specifico (maschio o femmina), quando si deve usare un pronome (his-her) viene usato “them”. Perchè se io non volessi identificarmi con il mio genere alla nascita, chessò, cavalla dopo isterectomia, potrei offendermi se qualcuno sottende che sono di genere maschile. Allora per non fare discriminazioni, si usa il pronome “them” che è asessuato.
Mi resta un dubbio; questa cura esasperata nel voler rispettare le diverse percezioni della propria identità sessuale, è davvero un grosso passo avanti nella civiltà umana occidentale, oppure è un grosso dispendio di energie. Sono in corso guerre, genocidi, spaventose diseguaglianze, abusi di potere, un futuro incerto per effetto dei cambi di clima, e noi ce lo stiamo a menare con l’uso di pronomi neutri ? Ho sempre di più l’impressione che la nostra casa stia crollando, ma siccome non sappiamo come impedirne il collasso, ci dedichiamo a sostituire le tendine rovinate in cucina.
Impara l’Arte e mettila da parte.
Mi sono di nuovo innamorato di un quadro. Sono andato a prenderlo e me lo sono fatto incartare. Avrei potuto prendere un taxi o un uber, ma ho preferito farmi circa venti minuti di passeggiata tra le luci notturne, il traffico ed i fiocchi di neve della Lexington Avenue. Mi sentivo sulla cima del mondo, l’aria iconografica di Manhattan ed io con sottobraccio questo capolavoro di arte contemporanea che misura cm. 35 per cm. 50. Rappresenta le incertezze della vita, viste attraverso l’utilizzo di cospique quantità di superalcolici. Quelle forme verdi sono le anime dei peccatori inseguite da draghi cinesi trasparenti armati di punteruolo.
A breve, se non succede qualcosa, si rientra nella Genova lamentosa. Ma non senza un’ultima foto.
Le funzioni disponibili sul firmware della Hikvision cinese per regolare la qualità dell’immagine, non sono male.
Si possono modificare diversi parametri che ovviamente incidono sull risultato finale. Oltre ai soliti tipo luminosità e saturazione del colore, ci sono dei setup prefissati. Fino ad ora la webcam ne aveva uno che aumentava il contrasto in modo tale che il cielo non era mai sovraesposto. Il risultato era piacevole ma forse un po’ innaturale. Allora faccio questo tentativo; ho tolaot il setup prefissato ed ho messo uno più casereccio. Ecco un collage di una foto prima e sotto una dopo il cambio.
Devo aspettare qualche giorno per vedere cosa succede all’alba, al tramonto, con solo pieno, e di notte. Oggi è coperto e pioviggina. La differenza si nota. I colori della seconda sono decisamente più vicini alla realtà.
Direi che confrontando i due settaggi alle 5 del pomeriggio, quasi notte, la foto sembra migliorata, ossia più realistica.
In realtà la quantità di diverse marche di yogurt è notevole, ogni due mesi ne salta uno nuovo. Sono tutti “bio” che qui si dice “organic” con zero grasso (oddio) ed ora “ethically sourced” e “from small farms”. Poi magari le fanno tutte in uno stabilimento gigantesco nella periferia di Chicago con latte cinese e lo distribuiscono cambiando solo la confezione.
Questa ultima marca non poteva non richiamare la mia attenzione per l’affinità del nome con qualcosa di familiare.
I romani si ostinano a voler spiegare la enorme differenza tra “masticazzi” e “esticazzi”, ogni tanto dovrei ripassarla.
Questo era un vecchissimo GIF animato, probabilmente risale agli albori di Internet e del disegno vettoriale. Ho aggiunto gli auguri e l’angioletto per dargli quel senso delle festività che altrimenti non ci sarebbe.
Questo invece è un elaborato grafico che è destinato a Whatsapp. Originariamente volevo elaborare nuovamente le mie balle in modo da farle sembrare due palle da albero. Poi ho cambiato idea ma mantenuto il concetto di “due balle”, infine ho aggiunto le più ostili espressioni mie e di Miriam. E’ una allegoria molto sofisticata che nessuno capirà.
Parlo del Natale. Che però se ne va in fretta e mi lascia un anno senza, per fortuna. Oggi focaccia col formaggio pizzata con acciuge e birra media rossa. Non dovrei, so che non dovrei secondo i dettami della dieta rigorosa alla quale dovrei attenermi. Vicino al mio tavolino si sono seduti due vecchi, molto più vecchi di me. Si raccontavano le solite balle da vecchi, ho fatto questo, ho fatto quest’altro. Uno era stato in Svezia quando ancora guidavano tenendo la sinistra, prima del 1967. Uno era andato a Dusseldorf ed aveva bevuto la birra.
Una ragazza che serviva ai tavoli indossava un legging così aderente che disegnava un bassorilievo della vulva impossibile da non notare. Alla cassa mi ha offerto due pezzetti di torta pere e cioccolato “L’ha fatta mio marito, io non so fare nulla”. Il circuito neuronale peggiore mi ha suggerito di dirle qualcosa in merito ad altre cose che sicuramente avrebbe saputo fare benissimo, ma mi sono limitato a dirle di fare i complimenti al marito. Tornando in ufficio sono casualmente passato a fianco del mercatino di Natale e capitato di fronte ad un camion di quelli che vendono cibo fatto al momento. Krapfen appena fatto, caldo, con la crema, formato famiglia. Delizioso.
Rientrato in ufficio, forse complice la quantità di zucchero che avevo nel sangue, mi è venuta voglia di ascoltare Tchaikovsky, Concerto per violino, opera 35. Su Youtube ci sono tante registrazioni, ma quello che ascolto io mi piace di più degli altri. Solito attacco dell’orchestra che mi fa venire la faccia rossa, brividi ovunque e gli occhi umidi. Poi, non pago, ho scritto alla violinista, le ho chiesto se per caso suonerà il Concerto per Violini nel 2024, mi sono anche iscritto alla newsletter. Ho già scritto di queste cose, ma non mi pare di aver mai scritto alla violinista; nel 2024 ha un tour abbastanza intenso e suona diverse volte anche in Italia, ma suona cose che non conosco, ed io ho le mie manie musicali.
Attesa sventolata di Fohn in Pianura Padana; da 3 gradi a 18 in tre ore. I versanti Nord delle Alpi si stanno riempendo di neve, quelli a Sud rischiano gli incendi.
Update Violista. Ho ricevuto una risposta dal gestore del sito, o dal manager, non saprei, comunque il messaggio recita:
Ms Shoji has decided no longer play Tchaikovsky violin concerto since her mentor Y.Temirkanov’s retirement and passing. However let’s hope she may change her mind one day.
Non conosco i meccanismi e le regole, usanze, abitudini & consuetudini che riguardano i musicisti. Nel filmato che guardo su Youtube il direttore dell’orchestra è proprio quel Temirkanov che è mancato lo scorso 9 Novembre. Immagino ci fosse un rapporto di amicizia e stima tale che Ms Shoji sia rimasta molto colpita dalla morte del suo mentore. E dunque avrebbe deciso di non suonare più Tchaikovsky, forse è troppo dolore per lei. Forse non si sente di suonare quel repertorio con qualcuno di diverso. La capisco; ho già risposto come segue;
From: Stefano Menada
Thank you for your kind reply. I sympathize with Ms. Shoji, I understand her feeling and her decision. I guess her relationship with Mr. Temirkanov cannot be replaced and playing with another director, it must be really awkward.
I hope too she may change her mind, maybe she needs some extra time. In any case, I can always watch her performance on Youtube. To me, her performance together with Mr. Temirkanov’s is the only one that matches the one my mother and I used to listen to some fifty year ago on a vinile record from the director Herbert von Karajan with the Berliner Philharmoniker.
Il chip sensibile alla luce registra il colore rosso del cielo e lo mostra in modo discreto al Lido.
La Basacam Uno arrossa un pochino anche il suolo, ma sembra abbastanza naturale.
La Basacam Pfm inizia un po’ a marcare con una certa insistenza le nuances rosse del tramonto, ma restiamo nei limiti del decoro e verosimiglianza.
La basacam Pfm Due invece mostra la corda, mi sembra che il rosso sia un po’ tanto eccessivo rispetto agli altri colori.
La Basacam Due infine ha sbarellato di brutto. In queste settimane il sole probabilmente ha una inclinazione che nei quarti d’ora prima del tramonto fa impazzire il sensore che vede rosso, solo rosso. Non è la prima volta che succede, non posso farci nulla e spero che questo non sia un prologo alla rottura della webcam.
Mi sono messo ad aggiornare la tabella che consente di mostrare giornalmente quei dati astronomici relativi a Genova e Basaluzzo; durata giorno, durata notte, quando manca al solstizio ed altri.
Infatti dal dicembre 2020 in avanti in occasione di ogni solstizio avevo aggiornato i dati per il semestre successivo. L’operazione richiedeva un po’ di tempo e di pazienza, in circa un’oretta il lavoro era completato.
Mi ero scritto diligentemente le istruzioni a prova di scemo in modo da non perdermi ogni volta. Oggi è il 21 dicembre 2023, solstizio di inverno, ho preso le istruzioni ed ho iniziato con i punti 1) e 2).
Al punto 3) mi sono piantato. Nebbia totale. Impossibile proseguire. Nessuna speranza.
Ho cancellato tutto ed ora i ritagli con le informazioni alle quali tenevo tanto sono sparite. A dire il vero la mestizia per l’accaduto è poca; non me ne fregava più un picocazzo di mostrare quei dati da autismo astronomico e così sia.
Particolare della mia mano da vecchio. Sono solo un po’ sorpreso per come mi sono trovato di fronte ad un blocco totale, come se le istruzioni fossero state scritte da uno sconosciuto. E’ l’invecchiamento, baby.
Pensavo che quel piccolo globo luminoso che si vede sempre in quella posizione fosse Venere.
Ad una accurata ricerca on line su quei siti specializzati in maglia e vasectomie, è saltato fuori che si tratterebbe di Vega, una stella di cui si vede la luce che ha emesso 25 anni fa, e che si trova a 225 trillioni di km dalla Terra. Si scrive 225.000.000.000.000.
Tuttavia, ad una ulteriore ed ancora più accurata ricerca, scopro che non è nemmeno Vega, ma un riflesso o una luce artificiale. Non può essere un astro del ciel in quanto quella lucina è li inchiodata per tutta la notte. Fosse una stella, si muoverebbe seguendo la direzione del sole e di tutte le altre balle rotanti. Mi sono dunque perduto questa romantica occasione di vedere una stella nella Basacam-uno. Dev’essere quella cazzo di luce forte appena sotto che punta direttamente verso la Pozzanghera Fangosa.
Stesso problema per la webcam del Lido; quella che ad una prima ricerca poteva sembrare Andromeda, ad una più stringente analisi comparata, risulta essere il riflesso delle luci della Pizzeria Lido.
Devo ancora e sempre capire perchè le due webcam, stessa marca e modello, producono immagini notturne così diverse tra loro. Mi dimentico di chiedere al fornitore e mi dimentico di paragonare il settaggio di entrambe, sticazzi in salmì.
E’ forse la Mobotix che sta funzionando da più tempo e che mi ha dato meno problemi. Compensa poco le differenze tra chiari e scuri, ogni tanto produce immagini dai colori innaturali, ma tutto sommato funziona decorosissimamente. Mi rendo conto che dopo questa affermazione è possibile che esploda nel giro di qualche giorno. Dovesse fulminarsi, la sostituirei con una cinesata, anche perchè questo modello di Mobotix non viene più prodotto. Con la webcam cinese, identica a quelle di Basaluzzo e Lido, c’è un problema tecnico di come sistemare l’ambaradan nel buco della camera tra i due cristalli, temo potrebbe diventare un orribile tapullo, insomma ci penserò quando sarà inevitabile.
Ho rimpiazzato la piccola tettoia che serve per evitare che, quando piove, rivoli di acqua scorrano davanti all’obiettivo inficiando la qualità della immagine. E’ di una plastichetta sottile e leggera, attaccata alla finestra con del nastro biadesivo. Se anche si staccasse e cadesse al suolo, sarebbe più o meno come un foglio di carta ripiegato. Adesso ho due tagli sul pollice ed alcuni tasti sporchi di sangue, ma il lavoro è stato portato a termine.
La prima sistemazione era troppo bassa e la tettoietta veniva inquadrata, l’ho dovuta rimuovere con il taglierino e rimetterla un po’ più in alto. Adesso ho tre tagli nel pollice.