Undici gradi

Non sono tanti per la mattina del 1 giugno. Lungi dal voler lamentarmi, in realtà per me questi quattro mesi inclusivi della primavera sono stati i più belli che ho visto almeno dal 2006.

E così dicendo, mi sono gufato una estate orrenda, secca e rovente, grazie alla merda africana che mi aspetto ritorni in grande stile, prima o poi.

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A proposito di gabbiani.

Questo è stato colto dalla webcam proprio mentre stava per atterrare sulla tettoia della webcam. La prossima settimana mi arrivano le mine anticarro da collocare in modo che il pennuto perda la pessima abitudine di posarsi dove non dovrebbe.

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Colpiti ma non affondati.

Questa notte c’è stato un acquazzone da 8 mm. Questa mattina un bel sole e fresco. Il primo tiglio con i fiori sbocciati e le api arrivate prima di me.

Verso le 12, le notizie che arrivavano dalle parti di Valenza parlavano di “grandine grande così”, la dimensione simulata con la mano era quella di una milanese in carpione.

Si è annunciato con un vento freddo a raffiche, qualche timore me lo infondeva. Sono caduti circa 6 mm di pioggia, poca grandine di un centimetro di diametro o poco più, qualche raffica di vento un po’ più sostenuta. E’ andata benissimo.

Ovviamente la Telecom ha interrotto il servizio di trasmissione dati mentre il telefono gracchiava e friggeva. Le loro centraline della zona sono tenute insieme con il nastro adesivo, me lo aveva confessato un loro tecnico qualche anno fa quando gli toglievo brevemente la testa dal secchio pieno di acqua per farlo respirare. Ho comunque fatto la segnalazione laddove una gentile signorina mi ha confermato che il guasto è sulla mia linea, è una dispersione a terra, i tecnici interverranno entro lunedì sera, perché di mezzo c’è il fine settimana e dunque non si lavora. Nel frattempo lo scatolotto allagato dovrebbe essersi asciugato, oppure viene una nuova bulaccata di pioggia e sono daccapo. O D’accapo più esotico.

Sul fronte informatico registro l’essere riuscito a parlare con la nuova webcam. Con una limitazione strana che non mi spiego, ricorrerò al servizio clienti della HIK Vision anche se sospetto di ricevere risposte svianti, del tipo cazzo vuoi, è solo colpa tua.

Questa foto è finita per errore al posto dell’immagine della Pozzanghera dal Palo, e c’è rimasta per un’ora prima di capire cosa avevo combinato. E’ storta perché la webcam era rovesciata dopo l’ennesimo reset. Bene ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento.

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Difficoltà tecniche.

A Basaluzzo ho una webcam pronta a rimpiazzare quella che si è recentemente fulminata. Non sono riuscito a parlarci. Ho appena concluso una sessione serale di configurazione fallita, sono deluso e perplesso, non so quale sia il problema.

La confezione era aperta. In teoria se apro la scatola è per configurarla, non per controllare che dentro la scatola ci sia una webcam e non una mattonella. Se la configuro mi segno sulla scatola l’indirizzo, user e password che devo assegnare alla webcam in fase di attivazione. Non c’era nulla di tutto questo. Ho aperto la scatola chissà perché, mistero neuronale. Comunque ho collegato la webcam al router, ma non la vedevo in rete. Allora ho provato a resettarla, e di conseguenza ho provato a ripetere la procedura di attivazione. Nulla. Ho cambiato il POE, ho cambiato lo splitter, ho mangiato uno yogurt, ma non è servito a nulla.

Andando per esclusione, potrebbe essere un problema di webcam, o di router, o di POE o di Splitter, o di LAN del mio laptop. In breve, potrebbe essere tutto perché di sera io sono confuso e la procedura completa di attivazione comporta anche delle operazioni sul computer che potrei avere sbagliato. Le ho fatte decine di volte, ma ogni volta devo andare a pescare nozioni in rete perché non mi ricordo un picocazzo di come si fa. Forse adesso tutta Basaluzzo è senza internet, e benché avrei voglia di un secondo yogurt, mi trattengo perché mi fa venire acidità di stomaco.

Che fare adesso; porterò la webcam in ufficio, dove c’è luce, ampio spazio per muoversi senza spigoli minacciosi. Ripeterò tutto, anche il reset che avrebbe bisogno di tre mani e di molta pazienza. Se non dovesse funzionare, il problema sarà della webcam, o dei miei circuiti neuronali il cui messaggio è “pensa piuttosto a giocare a bocce”.

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Due numeri.

Un attimo di autocertificazione, grazie.

Nel primo grafico si nota un picco di visite il 27 agosto 2023, giorno in cui piovve a dirotto con temporali e chi più ne ha, più ne metta.

Il secondo grafico invece mostra delle pagine più visitate. Dopo la home page viene il blog, ossia le mie stronzate. E poi nell’ordine le webcam di Basaluzzo Tetto, la defunta del giardino ed il Palo della Pozzanghera. Seguono quella di Brignole, quella del Lido ed infine quella di Grange. Sono felicemente sorpreso per la webcam di Grange. Avevo suggerito sulla pagina facebook degli appassionati di mettere una o più webcam a Grange. Uno del luogo mi aveva brutalizzato. Però penso che si sia sparsa la voce tra i residenti che c’è una webcam visibile pubblicamente, oppure è un BOT, o più BOTs (plurale di BOT).

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Il terribile peggioramento.

Secondo i modelli di previsione potrebbe esserci qualche temporale robusto, i siti web annunciano sciagure. Miriam è in DEFCON 50. Ormai i diffusori di notizie commerciali meteo navigano a vista, forti del riscaldamento globale, alla disperata ricerca di visualizzazioni, impuniti. Ho già detto queste cose ? Decine di volte.

Soldi. Bob De Niro mi chiede soldi per finanziare la campagna di Biden. Ha ragione, Trump è terribile, però voi liberali non potevate reperire un candidato che non sia pronto per una RSA ? E’ questo che mi preoccupa degli USA; capisco i repubblicani che sono ostaggi di Trump, penso che al contrario Biden sia una persona decorosissima, ma che cazzo.

Non so chi siano i miei vicini di ufficio, ma urlano sempre. Uno, credo di sesso maschile alla nascita, ha una forma di allergia e quando – frequentemente – starnutisce deve farlo sapere a tutto il condominio. E poi c’è Karen che non parla, urla. E sembra incazzata. E’ possibile che sia Elga, o Ilsa la belva delle SS, che cammina al piano sopra di me avanti e indietro con i tacchi di ghisa. Penserei di parlarne in portineria, non per fare reclami, ma per la curiosità di sapere chi sono questi rumorosi individui che sembra passino buona parte del loro tempo a urlare, starnutire e spostare mobili, che sia una ditta di traslochi ?

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Gabbiani

Hanno fatto il solido nido sulla falda del tetto opposta al nostro terrazzo. Che poi non è un nido vero e proprio. Ti mollano le uova sul cemento in modo che almeno non possano rotolare via in caso di vento.

Di questi tempi, il terrazzo è frequentabile ma indossando un elmetto perchè la “compagnia dei gabbiani” è pronta ad intervenire quando qualcuno esce allo scoperto. Dopo un po’ si abituano ma nel frattempo urlano e ti puntano in picchiata passandoti a mezzo metro dalla testa.

Quando il manager di famiglia decide di rimuovere le deiezioni dei gabbiani dal pavimento del terrazzo, esce con una scopa ed aziona il tubo dell’acqua, i pennuti attaccano. La scopa viene brandita come autodifesa, non serve a nulla ma da sicurezza. Abbiamo una vicina di casa che ha un sensore che determina la presenza di una scopa sul nostro terrazzo e puntuale compare sul proprio terrazzo come se teletrasportata ed inizia ad inveire. Secondo lei dovremo non badare alla cacca sul terrazzo e lasciare in pace i gabbiani. E’ alquanto improbabile che noi si riesca a sfiorare un gabbiano, i piccoli sono dalla parte del tetto per noi irraggiungibile e dunque le schermaglie sono solo scena tra le parti convenute. Ma forse c’è il timore che la presenza di una scopa rappresenti un trauma per i gabbiani adulti, i quali sentendosi poco graditi ne risentano al punto da decidere di iscriversi ad un corso di terapia emotiva. Guarite dai vostri drammi esistenziali, vivete sereni, date il peso giusto alla minaccia di una scopa. Continuate tranquillamente a cacare sul terrazzo ed a salire sul coperchio della webcam. Va bene la cacca, ma ho ordinato su Amazon un paio di mine anticarro che metterò sulla tettoietta della webcam, così il prossimo gabbiano che vi si posa, insegna agli altri che non si deve fare.

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Pescetti.

Non li avevo più visti, pensavo fossero spariti o diventati grandi come dei branzini da due porzioni. Inveci ci sono, non sono pochi, nuotano a scatti ed è difficile fotografarli.

La webcam che ha smesso di funzionare. In altri tempi nel giro di un paio di ore la avrei tolta, avrei stabilito che non funziona, l’avrei sostituita con quella che è pronta come rimpiazzo, configurata, aggiornato la pagina web. Finito.

Ci sono anche molti rami secchi negli alberi dal bosco attiguo, almeno le prime file. Sempre in altri tempi, avrei tagliato tutti i rami secchi ed accatastato le ramaglie in ordine.

Sono stanco, ecco cos’è.

I numeri non sono accurati, varie fonti che parlano della carbon footprint umano danno dati sensibilmenti diversi, ma il principio mi pare assodato.

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B2 fuori uso.

Il trombino della corrente sembra funzionare regolarmente, le lucine sono accese come si deve. Però la webcam ha smesso di funzionare alle 12 e 23, e non so perchè. Il pozzo negli ultimi quaranta giorni ha reso una media di Litri 2.186, non male. Anche il servizio Spectrum a New York funziona a singhiozzo. Ho la app, ho provato a sentire qualcuno in chat, ma ho avuto solo risposte dall’intelligenza aritificiosa. Spero che si risolva, non so come.

La Q5 mi sta dando soddisfazione. Più che una maestosa quercia per il momento è un grosso cespuglio ma sta crescendo rapidamente anche in altezza.

Ecco cosa intendo per foglie più grosse della media. Questo è un acero che era morto lasciando un tenero pollone che ora sta diventando un alberello. Sicuramente complici le abbondanti piogge degli ultimi mesi, gli steroidi che somministro settimanalmente, le onde elettromagnetiche del mio cellulare, l’allinemento dei pianeti gassosi.

Gli alberi del Cerchio Inutile hanno beneficiato degli scarti di lavorazione di una azienda chimica che sottobanco vende una polvere bianca molto proteica che io acquisto e che spargo un po’ ovunque addizionadola con croccantini per gatti. Una formula invidiabile.

I tre Bagolari sembrano aver preso bene. Ho chiesto al vicino che ne ha messi a terra a decine e pare che da lui i caprioli abbiano fatto grossi danni. Vorrei ricordare che il capriolo uccide inevitabilmente una piantina così giovane strappandone la corteccia. Non lo fa per nutrirsi, lo fa perchè i caprioli sono stronzi, e le loro mamme delle zoccole.

Ho sentito persone che vivono in comuni limitrofi che si lamentano perchè l’erba cresce troppo e devono tagliarla fequentemente. Vi suggerisco di fare asfaltare tutte le vostre superfici erbose o in alternativa acquistare una casa in un luogo dove non piove mai, tipo il deserto tunisino, facile da raggiungere e privo di flora locale.

A proposito di crescite, il Redwood della California mi ha superato in altezza. Ha messo su circa sessanta centimetri da inizio ripresa vegetativa. Ogni volta che lo guardo mi viene da pensare che, in teoria, questo tenue alberello potrebbe diventare l’essere vivente più alto del pianeta e vivere fino a circa duemila anni. E lo scrivo qui perché quando io sarò morto resterà questa traccia virtuale, forse per qualche mese più di me, poi sparirà pure quella. Chissà che fine faranno i miei alberi. Mi rasserena il fatto che questo albero, se non lo ucciderà il clima o qualche altro elemento, vedrà morire tutti i criminali che oggi dettano legge al mondo. Tutta la gentetta miserabile, arrogante, rumorosa ed infame che oggi si crede chissà chi. Ho già scritto queste cose e credo le ripeterò ancora.

Non so se questa è la rosa Aspirina della Bayer, scemo che sono non mi sono segnato la pianta in questione tra le altre quattro che ho messo in questo vaso.

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Varie anche climatiche.

Continua un tempo variabile con pioggia frequente. E’ tutto verdissimo e le foglie di alcuni alberi hanno una dimensione eccezionale. La cosa mi allieta non poco.

Intanto i siti di meteo-spazzatura che affollano il telefono di Miriam annunciano già una ondata di caldo africano con temperature “tra i 30 ed i 35 gradi”. Questa mappa credo sia l’origine dell’ondata di nonsenso ignorante. Intanto è una mappa a 312 ore, la cui attendibilità è pari a ZERO. Purtroppo è probabilissimo che arriveranno ondate di calore africano nei prossimi mesi, ma questa non sembra esserlo, non ancora.

Provo a chiarire questo cartello che ho trovato in un ascensore. In senso orario; “per contrastare la sovrapopolazione mondiale, è vietato fare più di un figlio”. “E’ vietato stare vicino alle foglie di palma”. “Vietato fumare” (questo è facile). Infine “Le coppie possono stare vicino all’infinito” oppure “Siate indifferenti alle palle che vedete per terra” oppure “Non fate caso ai gatti morti”

Scrivono “TEST” nel soggetto del messaggio e nel corpo del messaggio. Ma il primo impulso è quello di sbarrare gli occhi ed immaginare scenari spaventosi, poi leggi la parola TEST e stai ancora tremando.

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