L’attesa serale.

Oggi qui a Basaluzzo si sono sfiorati i 33 gradi. Tanto ma non tantissimo, abbastanza secco e ventilato. Nella foto, un temporalino in fase di dissolvimento che ha preso Asti, poi si è diretto verso Alessandria ed ora ha perso potenza. Un anticipo di quelli che secondo le previsioni dovrebbero arrivare domani.

Le previsioni del Nord Ovest si stanno evolvendo. Finalmente sembra prendere corpo una unione di intenti tra Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria in un sito web che riunisce le tre regioni e mostra le previsioni per provincia. La piattaforma sembra presa a prestito da qualche provider inglese o americano, un po’ di nomi sono appunto in inglese. Questa mia osservazione è talmente acuta ed intelligente che stanotte dormirò meglio.

La serata basaluzzese spesso si compone di un pasto di macrobiotica, che comprende una birra bio e delle Cipster Bio, nuova versione salutista che contiene olio benedetto al posto di quello industriale che veniva usato una volta. L’Autan serve per tenere lontana Miriam, non favorevole alla mia dieta mediterranea ma che è allergica al prodotto soprattutto se glielo spruzzo negli occhi.

Questa manfrina per avvisarmi che la webcam in streaming di New York molto probabilmente verrà rimossa per permettere dei lavori di manutenzione alle facciate ed ai terrazzi. Iniziano i lavori oggi. Dureranno fino a Natale, salvo maltempo o fenomeni imprevedibili.

L’attesa serale consiste nel verificare quanto la temperatura esterna scende al di sotto della temperatura dentro casa. A quel punto scatta l’apertura delle finestre munite di zanzariere e posso anche andare a dormire. Questa sera in particolare la temperatura in casa era di 25.9°. Alle ore 20:30 la temperatura esterna è scesa a 25.5° ed è arrivato il momento di aprire. Dopo circa un’oretta siamo a 23.7° esterna mentre in casa è di 25.7°.

Sono quasi cero di aver già scritto questa robaccia. Buonanotte.

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Cose serie.

Primi giorni di caldo estivo, superati i 30° per la prima volta. Quasi metà luglio e la Pozzanghera è piena, le ninfee stanno buttando molte foglie ed hanno molti fiori, almeno le tre principali. Ci sono molte alghe. In superficie diventano giallastre sembrando un minestrone pieno di bolle. Ma sotto il pelo dell’acqua sono verdissime.

Il pozzo fornisce circa 2.000 litri al giorno. I prati incolti mostrano il giallo estivo, ma sopravvivono anche molte erbe tardo primaverili e non c’è il seccume assoluto tipico di Luglio. Anzi, laddove impera la gramigna, il prato è verdissimo, folto e pieno. Le ampie zone di prato che lascio volutamente incolto, sono piene di fiori. Se prosegue questo caldo il giallo prenderà piede ma è normale.

Le abbondanti piogge degli ultimi tre mesi hanno sicuramente aiutato lo sviluppo degli alberi, sono rigogliosi come raramente capita. Per contro le Querce hanno quasi tutte un fungo biancastro che ricopre le foglie. In genere l’albero patisce questa malattia ma non muore, spero bene. Prosegue il lento stillicidio degli Olmi che seccano inesorabilmente per la malattia che da anni li sta sterminando. I nuovi Tigli stanno ragionevolmente bene, le foglie mostrano un po’ di ingiallimento che, leggendo sui manuali delle giovani marmotte del cazzo, potrebbe essere dovuto alla mancanza di ferro. Li ho riempiti di un liquido che ricorda vagamente il sangue, anche per l’odore. Vediamo se la situazione migliora.

La zona Natale sta bene, gli abeti si sono ripresi, anche qui non taglio l’erba per offrire più protezione al suolo. Almeno questa è l’idea che mi sono fatto, probabilmente sbagliata.

Nel bosco che confina con la provinciale sembrerebbe si stiano stabiliti quattro caprioli, due adulti e quattro giovani. Ho in casa un vecchio bazooka che mio nonno aveva sottratto ai soldati tedeschi alla fine della guerra. L’ho usato come dissuasore per questi animaletti mangia-cortecce ma li ho mancati, sono ancora nel bosco.

Ho tagliato di nuovo il perimetro del campo.

Il Rio Biscia è sempre il punto di riferimento per chi ha qualche ramaglia da scaricare abusivamente. Anche questa mattina il solito furgone Daily azzurrino verso le 7 del mattino è venuto per disfarsi del suo carico ingombrante. Credo di sapere chi è. Abita in un paese qui vicino. Una volta mi arrabbiavo; non tanto per le ramaglie, ma per altri rifiuti come i detriti di chi si rifà bagno e cucina e viene nel rio per disfarsi di elettrodomestici e cessi rotti. Adesso provo sempre il desiderio di veder rotolare questi stronzi per il mal di pancia, ma me ne frego. Vi mando a fare in culo e che il cielo vi assista.

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Chios

Preferisco esimermi dal produrre il solito banale corollario di cagate tipo “isola molto bella con spiagge molto belle, e la taramosalata e la feta e sti cazzi in salmì” Mi limito ad alcuni highlights della vacanza.

  • Uno degli amici si era dimenticato di portarsi in viaggio una medicina, roba per la pressione, in Italia costa circa 10 euro la confezione. In farmacia la stessa medicina costa 90 centesimi di Euro.
  • Mi ha punto una vespa al bar mentre sorseggiavo una bevanda dissetante.
  • Un ombrellone con due lettini in spiaggia costa €2,50 al giorno.
  • Piscinetta in albergo, a pochi metri la spiaggia. Bambini con genitori. Avere un mare così a disposizione e passare un pomeriggio in piscina è come entrare in un bordello e masturbarsi, secondo me.

Seguono alcune foto banali corredate da un commento cretino.

Qui i genovesi hanno spopolato per duecento anni. In questo manifesto nel museo della Mistica si legge un sunto. Un tizio sulla spiaggia mi ha detto che i genovesi non hanno lasciato un brutto ricordo nell’isola. Poi gradualmente abbiamo perso la nostra verve, la situazione è precipitata dopo la seconda guerra mondiale ed ora siamo davvero diventati dei mediocri e delle improponibili teste di cazzo.

Ristoranti dove la “contabilità generale” viene archiviata una volta ogni tanto. La ragazza addetta alla cassa era molto graziosa ma aveva uno sguardo incazzato alla decima potenza, forse aveva le sue cose.

I soliti gatti delle isole greche.

Di nuovo gatti, mamma con tre cuccioli, ma non se ne può più.

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Le giornate iniziano ad accorciarsi.

Due immagini al crepuscolo. Il pulviscolo africano è stato scalzato da aria più fresca e secca in arrivo da nord ovest, siamo stati sfiorati da un robusto temporale.

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Ecco.

Le due webcam della Pozzanghera. Stessa marca e modello, stesso puntamento, stessa ora. Sebbene io abbia scaricato la configurazione presa dalla prima e ricopiata sulla seconda, la differenza di colorazione è notevole. Forse devo adeguare temperatura e saturazione nella seconda. Devo fare alcuni esperimenti.

Anche i sistemi di controllo di Instagram non riescono a contenere l’invasione di gnocca e correlati. La signorina Femke Petak ha iniziato a seguirmi, ma non è sola. In pochi giorni di queste nuove followers me ne sono arrivate una decina. “Dating agency manager” per tutte le stagioni; a fianco di una sexy babbo natale con sfondo un albero con addobbi, c’è una in costume da bagno con sfondo un palmizio tipo caraibico. Se non fosse che finirei flaggato e verrei travolto da altre agenzie simili, sarei curioso di capire se mi propongono una escort in Argentina, oppure se me ne propongono una in Corso Buonos Aires a Genova. Oppure mi dicono di iscrivermi ad un sito a luci rosse che ovviamente costa qualche dollaro, o qualche chat in cui una signorina, pagando un modesto extra, esegue manovre ardite aiutandosi con qualche articolo per fumatori.

Il nuovo ospedale prende forma. la prima foto è del 10 Maggio scorso. Per fare una gif animata come si deve, dovrei salvare le foto alla stessa ora del giorno per avere una uniformità di luce, ma sticazzi.

Due giorni fa ho dato una tagliata al pratone con il Fiat 550 del 1964. Solo dieci cerchi concentrici, il resto che cresca come vuole. Mi è parso che il motore facesse un rumore un po’ diverso, trottava ed aveva qualche battito inconsueto. Ero un po’ preoccupato ed ho parlato con il manager delle Truppe rumene, sezione meccanica. Nel frattempo il dipartimento giardini e foreste, sempre delle Truppe rumene, ha iniziato a tagliare l’erba con il trattorino.

Il trattorino, motore quattro tempi, si è fermato quasi subito, nel serbatoio avevo messo gasolio. Ed allora dove avevo messo la benzina ? Nel trattore Fiat, che va a gasolio.

Questi sono i black out che sempre più spesso inebriano la mia esistenza. Vista la loro crescita in qualità e numero, ho intrapreso la strada che qualche anno fa mi aveva suggerito il mio psichiatra; ho iniziato a tagliare l’assunzione della Fluoxetina. Da una decina di giorni ne prendo una ogni due giorni, invece della dose giornaliera, insomma ho dimezzato. L’obiettivo e dismettere completamente nel giro di qualche setimana.

Non so cosa aspettarmi, ma non escludo nulla. A dire il vero, non so neppure perchè lo faccio, forse è una stronzata bella e buona, forse non succederà nulla oppure prima o poi sarò costretto a riprendere i dosaggi normali. Oltre a seguire il consiglio che mi diete il Piccolo Chimico qualche anno fa, forse dovrei andare a cercare on line se ci sono elementi che supportano o sconsigliano il mio esperimento. La mia speranza inconfessabile è che una mattina mi sveglio più intelligente, consapevole, ambizioso, dimagrito, bella presenza.

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La nuova webcam funziona.

E’ filato tutto liscio, salvo qualche nido di vespe ed una famigliola di lucertole in luoghi dove non avrebbero dovuto esserci.

In questa inquadratura si vede tutta la Pozzanghera, a questo punto mi viene voglia di orientare la webcam sul palo in altra direzione perchè sono quasi identiche.

Intanto sul palo devo salire; come effetto collaterale della mia scemenza, ho perso la password per accedere alla webcam. Mi è sempre successo saltuariamente, ed ora più frequentemente; ho dei blackout neuronali. Se c’è una cosa che dovrei avere imparato dopo che ho installato oltre una quindicina di webcam, è che appena la si configura si deve scrivere user name e password su un foglio di carta, poi si deve fotografare il pezzo di carta con il telefono. Infine mi devo mandare una mail all’indirizzo dell’ufficio con user e password da dove devo aggiornare un foglio excel che poi distribuisco ai computer che ho altrove.

Ho trovato la password ma non funziona. Probabilmente l’ho cambiata, ma chissà come, chissà quando. Ed ora devo salire sul palo, aprire uno sportellino minuscolo usando una brugola da dentista, tenere premuto un tasto di 1,5 millimetri quadrati per 20 secondi. E poi dovrò scendere dal palo, riconfigurare la webcam dal laptop, risalire sul palo e provare con una nuova inquadratura, sperando vada bene alla prima.

Non si devono perdere le password.

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I piccoli dei gabbiani.

Sono in realtà dei polli travestiti da gabbiano no gender. Ma assomigliano anche a Gru, il cattivo diventato buono del film con i Minions.

Mentre se volete far andare il sangue ai piedi ad una persona che odia il freddo, sottoponetele una previsione per Nuuk (Groenlandia) mascherata per l’isoletta in Grecia dove sta per trascorrere una settimana.

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Varie del lunedì mattina 17 Giugno 24

Buongiono, imbecilli. Messaggio di inizio settimana rivolto ai miei concittadini che, oltre a tutte le patologie comportamentali che si evincono dal traffico veicolare, sono assolutamente indifferenti al fatto che un magistrato genovese tenga in ostaggio un personaggio politico agli arresti domiciliari, ricattandolo per fargli dare le dimissioni. Non lo dico io, lo dice l’Unità. Ormai siamo drogati di nulla, nulla ci interessa o spaventa. Contenti voi, genovesi che avete dei figli e dei nipoti, contenti tutti.

Dai, Telecom Francese. Sabato alle ore 15 e qualcosa, il servizio dati che serve le webcam di Basaluzzo si è interrotto. Me ne sono accorto due ore dopo. In genere si spegne il router, si conta fino a dieci e poi si riaccende. Se però anche dopo la terza volta che si prova lo stacca-attacca, il segnale è completamente assente o ce ne sono solo delle tracce, bisogna chiamare il 187. Questa volta sono andato on line girando il laptop sul router di EOLO, ho fatto la segnalazione ad una donna virtuale che alla fine di una accurata diagnosi mi ha detto che il problema è del mio sistema perchè a loro risulta tutto a posto. Però dopo qualche minuto il segnale è tornato. Insomma, riescono a fare qualcosa in automatico, anche se ti hanno appena detto che la colpa è tua. Se fosse colpa mia non riuscirebbero a ripristinare il servizio dopo la mia segnalazione. Allora il problema è vostro. Come mi è stato ampiamente detto dagli stessi tecnici che ogni tanto si presentano a casa, la linea che arriva a casa è un ramo secco, a Basaluzzo hanno tutti la fibra che da me non arriverà mai. Col cazzo che sostituiscono le attrezzature per fornire ADSL ad uno stronzo isolato che vuole il servizio in mezzo ai prati. Allora ho girato le quattro webcam sul router di EOLO ed il sitema è sotto osservazione, per il momento sembra funzionare tutto regolarmente. Se tra una settimana mi accorgo che il servizio è stabile, disdico il contratto con Telecom Italia, così possono vivere tranquilli senza le mie richieste continue. Ed io pure.

“Finalmente” arriva il caldo”. Sono circondato da persone che si lamentano perchè a loro dire piove e fa freddo, siamo a Giugno e perbacco.

In arrivo i primi trenta. Per il momento siamo nella media, o meglio, siamo nella media dell’ultimo ventennio. Vietato lamentarsi, per il momento.

Anche l’ultima Mobotix di Basaluzzo forse è a fine corsa.

L’ora mi suggerisce che forse qualcosa è andato storto durante il reset, a volte succede. Oppure è qualcos’altro ma finchè non sono sul posto non posso sapere con precisione. la HIK sostitutiva è comunque già pronta, basta solo installarla e configurarla. Se i neuroni mi assistono, dovrebbe essere una cosa ragionevolmente veloce.

I traumi giovanili. Pranzo da amici, molti invitati ed anche bambini. Alcuni sono poco più che neonati, in quella fascia di età in cui sono dei sistemi digerenti con due orifizi. In quello superiore introduci cibo. Da quello inferiore fuoriescono feci infernali. Il mostriciattolo dormiva in una stanza. Per monitorare le sue attività vengono utilizzati dei ricetrasmittenti a due vie, uno si mette nelle prossimità del tubo digerente neonato, uno si mette a disposizione dei tutori che da fuori possono ascoltare i suoni emessi dal compostatore vivente ed eventalmente far sentire la propria voce. Ma se il secondo ricetrasmittente viene lasciato incustodito, può passare qualcuno che lo vede, si guarda intorno, preme il pulsante di trasmissione e spara un rutto che sembra un tuono. Chissà se il piccolo mammifero, la cui attività cerebrale è abbastanza sconosciuta alla comunità scientifica, avrà registrato l’evento nei suoi abbozzati circuiti neuronali e tra vent’anni diventerà un serial killer e tutti si chiederanno perchè.

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Claustrofobia.

Qualche giorno fa nel mio condominio c’è stato qualche minuto di agitazione. Un tizio, probabilmente un corriere, è rimasto bloccato in ascensore. Non è assolutamente divertente rimanere bloccati in un ascensore, ma il nostro è a norma, si preme un bottone e si viene messi in contatto con il servizio di assistenza, in genere ci mettono qualche decina di minuti ad arrivare.

Il nostro ascensore ha un punto debole; ci sono due porticine a soffietto che sono assolutamente da non toccare. Si aprono e si chiudono da sole, basta aspettare quei pochi secondi e si può uscire sul pianerottolo. Ma se una valigia ne blocca il movimento o se il passeggero la spinge durante il tragitto, la porticina si blocca e non si riesce più ad uscire.

Si, è un difetto di progettazione; però a chi può venire in mente di ostruire l’uscita o forzarne l’apertura prima di essere arrivati al piano ? A tanti.

Infatti è successo diverse volte. Anche a Miriam, una valigia si è mossa e la ragazza ha dovuto aspettare che le aprissero la porta da fuori. Ed ha telefonato a me, come se io dall’ufficio avessi il potere telepatico di far sbloccare le porticine. Io ho chiamato l’assistenza, non ho ripetuto i commenti irti di disappunto di Miriam ed i suoi pareri sulla qualità dell’ascensore. Ad ogni modo, sono intervenuti in tempi oggettivamente brevi.

Adesso chi abita nel condominio sa come ci si deve rapportare alle porticine a soffietto, ma chi viene da fuori non lo sa e qualcuno ogni tanto finisce per tocchignare le porte e queste si bloccano.

Il fornitore di ieri pare si sia messo ad urlare ed a picchiare, alla fine ha divelto un’anta della porta riuscendo ad uscire a calci e pugni. Poi si è trovato nel vialetto di accesso. C’è un cancelletto pedonale che di apre premendo un pulsante che è sul muretto a fianco del cancello. Il tizio era ancora in stato di agitazione, non ha visto il pulsante ed ha iniziato a prendere a calci & pugni anche il cancelletto esterno, richiamando l’attenzione di un condomino che si è affacciato dalla finestra e gli ha suggerito di premere il pulsante.

Insomma, ho ordinato un piccolo avviso 100 x 100 millimetri che metterò proprio su una anta della citata porta a soffietto.

E’ di legno di faggio, molto prestigioso, si addice al lusso sfrenato del condominio. Speriamo che serva ad evitare ulteriori incidenti.

Dopo che hanno eliminato il “Bruco” ai piedi del mio ufficio, in Corte Lambruschini, è rimasto un “Buco” nella balaustra di fronte al portone. Oggi hanno iniziato a montare una scala che dal buco porta al piano strada. Il bruco è stato demolito nel marzo 2017. Oltre sette anni per togliere un tapullo in legno e nastro adesivo di pericolo e fare arrivare una scala in ferro che sarà alta quattro metri e larga due.

Lasciatemi indovinare; qualche ente paesaggistico ha impiegato il tempo che ha ritenuto necessario per approvare questa modifica architettonica. Ho scritto all’amministratore, chiedendo perchè ci sono voluti sette anni, ma non credo mi risponderà, ha ben altro a cui pensare. E poi sono quelli che mi avevano fatto togliere la scritta augurale luminosa dalla finestra, non sono collaborativi.

Ma tra un po’ avremo riparato il danno. A giudicare dalla velocita che stanno impiegando per finire il lavoro, altri sette anni e la scala nuova sarà pronta per il pubblico.

New York City. In centigradi, saranno 35,8° tra una settimana. Anche li sono usciti articoli che parlano di estate di caldo record. Non possono saperlo, neppure loro che hanno Jim Cantore, ma certo che se inaugurano la stagione con un 40° percepita, un po’ di inquietudine è giustificata. Good luck.

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Vegetazione.

Mi sembra una immagine da fiaba; mi immagino dei minuscoli elfi che vivono nel muschio sopra i due funghi. Senza averne fumato qualche frammento. E invece… da un sito web di roba verde risalta la minaccia che deriva da queste formazioni.

Se notate la formazione di un fungo a mensola su un albero del vostro giardino, è bene chiamare subito un esperto fitopatologo (rivolgetevi al vostro negozio di fiducia, garden center o consorzio agrario, che sicuramente potrà indicarvi il nominativo del professionista migliore).

Pensavo di contattare Ortociccio e chiedere se invece questi funghi sono buoni, con muschio ed elfi.

Altro tentativo di far crescere ninfee nella Pozzanghera. Questi sono semi che dovrebbero dar luogo a ninfee piccole ma che si riproducono fino a riscoprire l’intero Adriatico. I primi semi, simili ma non identici a questi, erano stati lanciati a caso nell’acqua qualche mese fa. Non avendo visto alcuna ninfea nuova, devo pensare che l’esperimento non sia andato a buon fine. Se li saranno mangiati oppure erano davvero palline di cacca di capra, questi cinesi a volte non sono molto veritieri nel descrivere i propri prodotti.

Nell’immagine che spiega come far germogliare queste palline di cacca, si vede un recipiente basso con non più di un dito di acqua. Proverò a spingere leggermente i semi nel tappeto di alghe che circonda il bordo. Vedremo.

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