Due note serali.

Prima. Il tecnico della Telecom mi telefona per la segnalazione che avevo fatto. Fa dei test, mi fa spegnere e riaccendere il router, dopo un minuto mi dice “la sua linea fa cagare”. Poi arriva di persona, intercetta il palo dove c’è una scatoletta. Ribadisce che “la sua linea fa davvero cagare”, esegue una riparazione su una scatoletta davvero antica, gli si spezza una vite, impreca, esegue quello che a me sembra un tappullo, ma a quel punto pare che il segnale sia buono. O almeno migliore. Fino alla prossima pioggia.

Seconda. Come far perdere ad una cugina una importante cliente coreana dicendole “mostrale questa frase in coreano, è di buon auspicio”. Però la cugina ha mangiato la foglia e non le ha mostrato la frase di buon auspicio sul cellulare, non avrà neppure provato a tradurla copiandola dal mio messaggio Whatsapp, mi conosce.

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Altri 15 mm. di fieno in cascina.

Si vede bene il temporalone che ha preso l’intero entroterra ligure ed il basso Piemonte. Qui nel basaluzzese per fortuna non ha grandinato ed anche il vento è stato contenuto. Pare che in valle Scrivia e Stura al contrario sia venuta una grandinata di notevole intensità e persistenza.

Intanto ho messo on line la nuova webcam che inquadra il cortile di fronte a casa.

La Mobotix consente una ampia gamma di diverse lenti che l’utente può cambiare senza nessun tipo di difficoltà. Questa HIK può essere ordinata con due lenti tra qui scegliere, montate in fabbrica e non modificabili. Amazon però ne vende solo un tipo, se la ordini in un negozio con la lente che non è di default, la paghi il doppio e bisogna aspettare tre mesi per averla.

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In arrivo la quinta cinese.

Alle mezzanotte e cinque minuti del primo gennaio millenovecentosettanta si è accesa ed ha trasmesso la sua prima foto. Poi ho scaricato il firmware aggiornato, ho copiato la configurazione della webcam del palo, ed allora la foto è diventata coerente con il nuovo millenio.

Il puntamento potrebbe subire qualche variazione. Sembra anche regolata bene come colore, luce e sticazzi. Le scritte in alto a sinistra sono un po’ ballerine. Proverò un colore diverso.

Un attimo di commozione per la Mobotix che ha servito con onore per diversi anni, un grazie sentito ai tedeschi che avevano inventato un prodotto davvero innovativo, credo ne abbiano vendute una marea. Poi si sono venduti l’azienda ai cinesi. I cinesi hanno affossato la Mobotix riducendo drasticamente prestazioni e durata, hanno mantenuto solo il prezzo alto.

Ed infatti mi sono dovuto rivolgere ai cinesi già per quattro volte, questa è la quinta. La webcam costa esattamente l’80% in meno della Mobotix ed ha prestazioni superiori. Rimpiango il firmware della Mobotix, era geniale. La HIKvision richiede la presenza di software sui server per gestire il traffico, ma una volta capito il meccanismo non è troppo difficile.

Non so se tra Mobotix e cinesi sia davvero avvenuto quello che blatero, ma ho degli elementi oggettivi a supporto della mia teoria.

Le immagini non sono ancora pubbliche, aspetterò un paio di giorni che tutto funzioni e poi ci saranno le pagine aggiornate.

Per la serie argomenti vari, quattro immagini di scarso rilievo.

La prima è la Sequoia, forse qui si vede meglio che in altre foto. Laddove il tronco cambia colore da marrone a qualcos’altro, è la crescita di questa primavera, e continua a crescere. La crescita del 2024 ha già superato quella dei quattro anni precedenti messi insieme.

La seconda è un fiore color vinaccia della ninfea.

La terza è un pennuto di cui ignoro la marca, chiederò al Consulente Biologico. UPDATE; è una Tortora Africana.

La quarta, infine, è il solito temporale orografico che si forma tra il lago del Brugneto e la provincia di Piacenza e Parma. A seconda delle condizioni generali, diventa più o meno grosso e dura più o meno ore. Quest’ultima affermazione si presta bene per un parallelismo con il belino; ma in generale qualsiasi cosa, qualsiasi circostanza può influenzare dimensioni e durata di qualsiasi altra cosa.

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Undici gradi

Non sono tanti per la mattina del 1 giugno. Lungi dal voler lamentarmi, in realtà per me questi quattro mesi inclusivi della primavera sono stati i più belli che ho visto almeno dal 2006.

E così dicendo, mi sono gufato una estate orrenda, secca e rovente, grazie alla merda africana che mi aspetto ritorni in grande stile, prima o poi.

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A proposito di gabbiani.

Questo è stato colto dalla webcam proprio mentre stava per atterrare sulla tettoia della webcam. La prossima settimana mi arrivano le mine anticarro da collocare in modo che il pennuto perda la pessima abitudine di posarsi dove non dovrebbe.

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Colpiti ma non affondati.

Questa notte c’è stato un acquazzone da 8 mm. Questa mattina un bel sole e fresco. Il primo tiglio con i fiori sbocciati e le api arrivate prima di me.

Verso le 12, le notizie che arrivavano dalle parti di Valenza parlavano di “grandine grande così”, la dimensione simulata con la mano era quella di una milanese in carpione.

Si è annunciato con un vento freddo a raffiche, qualche timore me lo infondeva. Sono caduti circa 6 mm di pioggia, poca grandine di un centimetro di diametro o poco più, qualche raffica di vento un po’ più sostenuta. E’ andata benissimo.

Ovviamente la Telecom ha interrotto il servizio di trasmissione dati mentre il telefono gracchiava e friggeva. Le loro centraline della zona sono tenute insieme con il nastro adesivo, me lo aveva confessato un loro tecnico qualche anno fa quando gli toglievo brevemente la testa dal secchio pieno di acqua per farlo respirare. Ho comunque fatto la segnalazione laddove una gentile signorina mi ha confermato che il guasto è sulla mia linea, è una dispersione a terra, i tecnici interverranno entro lunedì sera, perché di mezzo c’è il fine settimana e dunque non si lavora. Nel frattempo lo scatolotto allagato dovrebbe essersi asciugato, oppure viene una nuova bulaccata di pioggia e sono daccapo. O D’accapo più esotico.

Sul fronte informatico registro l’essere riuscito a parlare con la nuova webcam. Con una limitazione strana che non mi spiego, ricorrerò al servizio clienti della HIK Vision anche se sospetto di ricevere risposte svianti, del tipo cazzo vuoi, è solo colpa tua.

Questa foto è finita per errore al posto dell’immagine della Pozzanghera dal Palo, e c’è rimasta per un’ora prima di capire cosa avevo combinato. E’ storta perché la webcam era rovesciata dopo l’ennesimo reset. Bene ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento.

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Difficoltà tecniche.

A Basaluzzo ho una webcam pronta a rimpiazzare quella che si è recentemente fulminata. Non sono riuscito a parlarci. Ho appena concluso una sessione serale di configurazione fallita, sono deluso e perplesso, non so quale sia il problema.

La confezione era aperta. In teoria se apro la scatola è per configurarla, non per controllare che dentro la scatola ci sia una webcam e non una mattonella. Se la configuro mi segno sulla scatola l’indirizzo, user e password che devo assegnare alla webcam in fase di attivazione. Non c’era nulla di tutto questo. Ho aperto la scatola chissà perché, mistero neuronale. Comunque ho collegato la webcam al router, ma non la vedevo in rete. Allora ho provato a resettarla, e di conseguenza ho provato a ripetere la procedura di attivazione. Nulla. Ho cambiato il POE, ho cambiato lo splitter, ho mangiato uno yogurt, ma non è servito a nulla.

Andando per esclusione, potrebbe essere un problema di webcam, o di router, o di POE o di Splitter, o di LAN del mio laptop. In breve, potrebbe essere tutto perché di sera io sono confuso e la procedura completa di attivazione comporta anche delle operazioni sul computer che potrei avere sbagliato. Le ho fatte decine di volte, ma ogni volta devo andare a pescare nozioni in rete perché non mi ricordo un picocazzo di come si fa. Forse adesso tutta Basaluzzo è senza internet, e benché avrei voglia di un secondo yogurt, mi trattengo perché mi fa venire acidità di stomaco.

Che fare adesso; porterò la webcam in ufficio, dove c’è luce, ampio spazio per muoversi senza spigoli minacciosi. Ripeterò tutto, anche il reset che avrebbe bisogno di tre mani e di molta pazienza. Se non dovesse funzionare, il problema sarà della webcam, o dei miei circuiti neuronali il cui messaggio è “pensa piuttosto a giocare a bocce”.

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Due numeri.

Un attimo di autocertificazione, grazie.

Nel primo grafico si nota un picco di visite il 27 agosto 2023, giorno in cui piovve a dirotto con temporali e chi più ne ha, più ne metta.

Il secondo grafico invece mostra delle pagine più visitate. Dopo la home page viene il blog, ossia le mie stronzate. E poi nell’ordine le webcam di Basaluzzo Tetto, la defunta del giardino ed il Palo della Pozzanghera. Seguono quella di Brignole, quella del Lido ed infine quella di Grange. Sono felicemente sorpreso per la webcam di Grange. Avevo suggerito sulla pagina facebook degli appassionati di mettere una o più webcam a Grange. Uno del luogo mi aveva brutalizzato. Però penso che si sia sparsa la voce tra i residenti che c’è una webcam visibile pubblicamente, oppure è un BOT, o più BOTs (plurale di BOT).

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Il terribile peggioramento.

Secondo i modelli di previsione potrebbe esserci qualche temporale robusto, i siti web annunciano sciagure. Miriam è in DEFCON 50. Ormai i diffusori di notizie commerciali meteo navigano a vista, forti del riscaldamento globale, alla disperata ricerca di visualizzazioni, impuniti. Ho già detto queste cose ? Decine di volte.

Soldi. Bob De Niro mi chiede soldi per finanziare la campagna di Biden. Ha ragione, Trump è terribile, però voi liberali non potevate reperire un candidato che non sia pronto per una RSA ? E’ questo che mi preoccupa degli USA; capisco i repubblicani che sono ostaggi di Trump, penso che al contrario Biden sia una persona decorosissima, ma che cazzo.

Non so chi siano i miei vicini di ufficio, ma urlano sempre. Uno, credo di sesso maschile alla nascita, ha una forma di allergia e quando – frequentemente – starnutisce deve farlo sapere a tutto il condominio. E poi c’è Karen che non parla, urla. E sembra incazzata. E’ possibile che sia Elga, o Ilsa la belva delle SS, che cammina al piano sopra di me avanti e indietro con i tacchi di ghisa. Penserei di parlarne in portineria, non per fare reclami, ma per la curiosità di sapere chi sono questi rumorosi individui che sembra passino buona parte del loro tempo a urlare, starnutire e spostare mobili, che sia una ditta di traslochi ?

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Gabbiani

Hanno fatto il solido nido sulla falda del tetto opposta al nostro terrazzo. Che poi non è un nido vero e proprio. Ti mollano le uova sul cemento in modo che almeno non possano rotolare via in caso di vento.

Di questi tempi, il terrazzo è frequentabile ma indossando un elmetto perchè la “compagnia dei gabbiani” è pronta ad intervenire quando qualcuno esce allo scoperto. Dopo un po’ si abituano ma nel frattempo urlano e ti puntano in picchiata passandoti a mezzo metro dalla testa.

Quando il manager di famiglia decide di rimuovere le deiezioni dei gabbiani dal pavimento del terrazzo, esce con una scopa ed aziona il tubo dell’acqua, i pennuti attaccano. La scopa viene brandita come autodifesa, non serve a nulla ma da sicurezza. Abbiamo una vicina di casa che ha un sensore che determina la presenza di una scopa sul nostro terrazzo e puntuale compare sul proprio terrazzo come se teletrasportata ed inizia ad inveire. Secondo lei dovremo non badare alla cacca sul terrazzo e lasciare in pace i gabbiani. E’ alquanto improbabile che noi si riesca a sfiorare un gabbiano, i piccoli sono dalla parte del tetto per noi irraggiungibile e dunque le schermaglie sono solo scena tra le parti convenute. Ma forse c’è il timore che la presenza di una scopa rappresenti un trauma per i gabbiani adulti, i quali sentendosi poco graditi ne risentano al punto da decidere di iscriversi ad un corso di terapia emotiva. Guarite dai vostri drammi esistenziali, vivete sereni, date il peso giusto alla minaccia di una scopa. Continuate tranquillamente a cacare sul terrazzo ed a salire sul coperchio della webcam. Va bene la cacca, ma ho ordinato su Amazon un paio di mine anticarro che metterò sulla tettoietta della webcam, così il prossimo gabbiano che vi si posa, insegna agli altri che non si deve fare.

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