Varie del lunedì mattina 17 Giugno 24

Buongiono, imbecilli. Messaggio di inizio settimana rivolto ai miei concittadini che, oltre a tutte le patologie comportamentali che si evincono dal traffico veicolare, sono assolutamente indifferenti al fatto che un magistrato genovese tenga in ostaggio un personaggio politico agli arresti domiciliari, ricattandolo per fargli dare le dimissioni. Non lo dico io, lo dice l’Unità. Ormai siamo drogati di nulla, nulla ci interessa o spaventa. Contenti voi, genovesi che avete dei figli e dei nipoti, contenti tutti.

Dai, Telecom Francese. Sabato alle ore 15 e qualcosa, il servizio dati che serve le webcam di Basaluzzo si è interrotto. Me ne sono accorto due ore dopo. In genere si spegne il router, si conta fino a dieci e poi si riaccende. Se però anche dopo la terza volta che si prova lo stacca-attacca, il segnale è completamente assente o ce ne sono solo delle tracce, bisogna chiamare il 187. Questa volta sono andato on line girando il laptop sul router di EOLO, ho fatto la segnalazione ad una donna virtuale che alla fine di una accurata diagnosi mi ha detto che il problema è del mio sistema perchè a loro risulta tutto a posto. Però dopo qualche minuto il segnale è tornato. Insomma, riescono a fare qualcosa in automatico, anche se ti hanno appena detto che la colpa è tua. Se fosse colpa mia non riuscirebbero a ripristinare il servizio dopo la mia segnalazione. Allora il problema è vostro. Come mi è stato ampiamente detto dagli stessi tecnici che ogni tanto si presentano a casa, la linea che arriva a casa è un ramo secco, a Basaluzzo hanno tutti la fibra che da me non arriverà mai. Col cazzo che sostituiscono le attrezzature per fornire ADSL ad uno stronzo isolato che vuole il servizio in mezzo ai prati. Allora ho girato le quattro webcam sul router di EOLO ed il sitema è sotto osservazione, per il momento sembra funzionare tutto regolarmente. Se tra una settimana mi accorgo che il servizio è stabile, disdico il contratto con Telecom Italia, così possono vivere tranquilli senza le mie richieste continue. Ed io pure.

“Finalmente” arriva il caldo”. Sono circondato da persone che si lamentano perchè a loro dire piove e fa freddo, siamo a Giugno e perbacco.

In arrivo i primi trenta. Per il momento siamo nella media, o meglio, siamo nella media dell’ultimo ventennio. Vietato lamentarsi, per il momento.

Anche l’ultima Mobotix di Basaluzzo forse è a fine corsa.

L’ora mi suggerisce che forse qualcosa è andato storto durante il reset, a volte succede. Oppure è qualcos’altro ma finchè non sono sul posto non posso sapere con precisione. la HIK sostitutiva è comunque già pronta, basta solo installarla e configurarla. Se i neuroni mi assistono, dovrebbe essere una cosa ragionevolmente veloce.

I traumi giovanili. Pranzo da amici, molti invitati ed anche bambini. Alcuni sono poco più che neonati, in quella fascia di età in cui sono dei sistemi digerenti con due orifizi. In quello superiore introduci cibo. Da quello inferiore fuoriescono feci infernali. Il mostriciattolo dormiva in una stanza. Per monitorare le sue attività vengono utilizzati dei ricetrasmittenti a due vie, uno si mette nelle prossimità del tubo digerente neonato, uno si mette a disposizione dei tutori che da fuori possono ascoltare i suoni emessi dal compostatore vivente ed eventalmente far sentire la propria voce. Ma se il secondo ricetrasmittente viene lasciato incustodito, può passare qualcuno che lo vede, si guarda intorno, preme il pulsante di trasmissione e spara un rutto che sembra un tuono. Chissà se il piccolo mammifero, la cui attività cerebrale è abbastanza sconosciuta alla comunità scientifica, avrà registrato l’evento nei suoi abbozzati circuiti neuronali e tra vent’anni diventerà un serial killer e tutti si chiederanno perchè.

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Claustrofobia.

Qualche giorno fa nel mio condominio c’è stato qualche minuto di agitazione. Un tizio, probabilmente un corriere, è rimasto bloccato in ascensore. Non è assolutamente divertente rimanere bloccati in un ascensore, ma il nostro è a norma, si preme un bottone e si viene messi in contatto con il servizio di assistenza, in genere ci mettono qualche decina di minuti ad arrivare.

Il nostro ascensore ha un punto debole; ci sono due porticine a soffietto che sono assolutamente da non toccare. Si aprono e si chiudono da sole, basta aspettare quei pochi secondi e si può uscire sul pianerottolo. Ma se una valigia ne blocca il movimento o se il passeggero la spinge durante il tragitto, la porticina si blocca e non si riesce più ad uscire.

Si, è un difetto di progettazione; però a chi può venire in mente di ostruire l’uscita o forzarne l’apertura prima di essere arrivati al piano ? A tanti.

Infatti è successo diverse volte. Anche a Miriam, una valigia si è mossa e la ragazza ha dovuto aspettare che le aprissero la porta da fuori. Ed ha telefonato a me, come se io dall’ufficio avessi il potere telepatico di far sbloccare le porticine. Io ho chiamato l’assistenza, non ho ripetuto i commenti irti di disappunto di Miriam ed i suoi pareri sulla qualità dell’ascensore. Ad ogni modo, sono intervenuti in tempi oggettivamente brevi.

Adesso chi abita nel condominio sa come ci si deve rapportare alle porticine a soffietto, ma chi viene da fuori non lo sa e qualcuno ogni tanto finisce per tocchignare le porte e queste si bloccano.

Il fornitore di ieri pare si sia messo ad urlare ed a picchiare, alla fine ha divelto un’anta della porta riuscendo ad uscire a calci e pugni. Poi si è trovato nel vialetto di accesso. C’è un cancelletto pedonale che di apre premendo un pulsante che è sul muretto a fianco del cancello. Il tizio era ancora in stato di agitazione, non ha visto il pulsante ed ha iniziato a prendere a calci & pugni anche il cancelletto esterno, richiamando l’attenzione di un condomino che si è affacciato dalla finestra e gli ha suggerito di premere il pulsante.

Insomma, ho ordinato un piccolo avviso 100 x 100 millimetri che metterò proprio su una anta della citata porta a soffietto.

E’ di legno di faggio, molto prestigioso, si addice al lusso sfrenato del condominio. Speriamo che serva ad evitare ulteriori incidenti.

Dopo che hanno eliminato il “Bruco” ai piedi del mio ufficio, in Corte Lambruschini, è rimasto un “Buco” nella balaustra di fronte al portone. Oggi hanno iniziato a montare una scala che dal buco porta al piano strada. Il bruco è stato demolito nel marzo 2017. Oltre sette anni per togliere un tapullo in legno e nastro adesivo di pericolo e fare arrivare una scala in ferro che sarà alta quattro metri e larga due.

Lasciatemi indovinare; qualche ente paesaggistico ha impiegato il tempo che ha ritenuto necessario per approvare questa modifica architettonica. Ho scritto all’amministratore, chiedendo perchè ci sono voluti sette anni, ma non credo mi risponderà, ha ben altro a cui pensare. E poi sono quelli che mi avevano fatto togliere la scritta augurale luminosa dalla finestra, non sono collaborativi.

Ma tra un po’ avremo riparato il danno. A giudicare dalla velocita che stanno impiegando per finire il lavoro, altri sette anni e la scala nuova sarà pronta per il pubblico.

New York City. In centigradi, saranno 35,8° tra una settimana. Anche li sono usciti articoli che parlano di estate di caldo record. Non possono saperlo, neppure loro che hanno Jim Cantore, ma certo che se inaugurano la stagione con un 40° percepita, un po’ di inquietudine è giustificata. Good luck.

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Vegetazione.

Mi sembra una immagine da fiaba; mi immagino dei minuscoli elfi che vivono nel muschio sopra i due funghi. Senza averne fumato qualche frammento. E invece… da un sito web di roba verde risalta la minaccia che deriva da queste formazioni.

Se notate la formazione di un fungo a mensola su un albero del vostro giardino, è bene chiamare subito un esperto fitopatologo (rivolgetevi al vostro negozio di fiducia, garden center o consorzio agrario, che sicuramente potrà indicarvi il nominativo del professionista migliore).

Pensavo di contattare Ortociccio e chiedere se invece questi funghi sono buoni, con muschio ed elfi.

Altro tentativo di far crescere ninfee nella Pozzanghera. Questi sono semi che dovrebbero dar luogo a ninfee piccole ma che si riproducono fino a riscoprire l’intero Adriatico. I primi semi, simili ma non identici a questi, erano stati lanciati a caso nell’acqua qualche mese fa. Non avendo visto alcuna ninfea nuova, devo pensare che l’esperimento non sia andato a buon fine. Se li saranno mangiati oppure erano davvero palline di cacca di capra, questi cinesi a volte non sono molto veritieri nel descrivere i propri prodotti.

Nell’immagine che spiega come far germogliare queste palline di cacca, si vede un recipiente basso con non più di un dito di acqua. Proverò a spingere leggermente i semi nel tappeto di alghe che circonda il bordo. Vedremo.

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Ecco a voi Genova.

Oggi un vigile ha fermato il traffico di fronte a me per circa un paio di minuti per consentire il transito ad un gruppetto di autovetture che partecipavano alla Mille Miglia. C’era un po’ di gente sui marciapiedi a fare foto, ci sono appassionati di auto.

Ero sul motorino, si ferma una signora al mio fianco. Mi guarda e dice “ma a questi non dicono niente” con aria di schifo.

Analizziamo la frase inserendola nel contesto genovesota.

  • Questa gente ricca che può permettersi queste autovetture lussuose viene qui a rompere le palle.
  • L’attuale amministrazione di matrice capitalista consente a questi impuniti di creare disagio ai bravi cittadini.
  • Questa dannata ostentazione di opulenza contrasta con lo spirito proletario ed antifascista della città di genova.
  • Noi invece penseremmo a riempire le buche, creare altri centri di accoglienza, favorire la nascita di altri centri sociali autogestiti.

Posso sbagliare, ma dal tono di voce, l’espressione e la malcelata rabbia, la signora mi sembra rappresentare un classico esempio della media borghesia genovese che ha il terrore dei cambiamenti, vede con disprezzo chi verrebbe ad investire a genova da fuori, vive di invidie e risentimento verso chi ha idee progressiste e si attacca come patella sullo scoglio a chi invece garantisce la continuità della nomenclatura che ha mantenuto il profilo economico cittadino al minimo di sopravvivenza per decenni. Nomenclatura che ha già orgogliosamente affermato che quando torneranno al governo cittadino fermeranno tutte le opere pubbliche perchè inutili e dannose per il tessuto sociale.

Se qualcuno vede il pericolo in Europa della deriva verso destra, venga a genova a respirare una sana aria di restaurazione socialista, per gli amanti del genere funziona meglio del Ventolin.

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“Ma quando inizia l’estate?”

Sentito nel mentre assaporavo il mio caffè mattutino al bar. Sono abbastanza convinto che il signore che si è prodotto in questa affermazione è pronto a lamentarsi ed a spaccare il cazzo al mondo appena farà caldo.

Il giudizio sul tempo che fa è assolutamente soggettivo. Non esiste il cattivo tempo o il bel tempo in assoluto. A me questo tempo incerto, non sempre caldo, occasionalmente piovoso, piace tantissimo.

Ma il signore in questione era in modalità lamentela, lo perdono, questa città è abitata da gente insoddisfatta e piagnucolante, come lo sono io d’altronde.

La differenza tra la primavera medio-secca del 2023 ed quella bella piovosa del 2024.

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Gli alberi sono cresciuti.

Dal 2015 ad oggi gli alberi sono cresciuti. Due foto della webcam sul tetto. Leggermente sfasata la posizione del tetto tra le due, la foto del 2015 è una Mobotix, quella di oggi è la HIKvision, le due lenti son diverse.

Sulla sinistra in basso nel 2015 c’era un Acero Platanoide che è morto qualche anno dopo. Adesso c’è un altro acero platanoide ancora piccolo. Il torrente Lemme non si vede più. Anche il ricovero attrezzi è nascosto dietro agli alberi. Sopra di me, Helga ride e cammina avanti e indietro senza sosta.

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Dopo la pioggia.

Temporalino notturno con undici millimetri di accumulo. Molto bene. La pioggia, specialmente se intensa, affonda le alghe che galleggiano sui bordi della Pozzanghera. Le alghe, probabilmente morte o malate, contengono bolle di aria, o metano, ed hanno un peso specifico molto simile a quello dell’acqua. Quando piove le alghe sembrano scomparire, ma in realtà sono solo temporanemanente sommerse. Dopo qualche ora ritornano.

Della serie “National Geographic della Pozzanghera”.

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Rosso Africa domenicale.

Avevo visto due giorni la la sbuffata di sabbia che attraversava il Mediterraneo verso la Spagna, oggi è arrivata anche a Basaluzzo. Il cielo è stato giallastro chiaro e maccaioso per diverse ore. Poi improvvisamente è diventato rosso scuro, c’erano anche sfumature rosa che però nella foto non si vedono.

Nel giro di una manciata di minuti il rosso è quasi scomparso del tutto ed ha piovuto per una quindicina di minuti, con sabbia. Automobilisti e chi aveva i panni stesi, oggi vi gira male.

Il pozzo da molta acqua, c’è però uno dei sensori, quello inferiore, che lavora in maniera buffa e dunque la pompa non smette di pompare quando il tubo si è svuotato e viene fuori un pisciuelo di acqua, devo spegnere la pompa. Poi la riaccendo solo quanto l’acqua ha superato il sensore. Insomma devo chiamare l’elettricista. O il rabdomante. O un prete.

Qui sopra, un elegante schema di come funziona la pompa nel pozzo e quel cazzo di sensore.

Tornato nella sporca e trasandata Genova, cenetta a base di sushi nel ristorante locale. Ci sono diversi ristoranti uno a fianco dell’altro. Nel ristorante vicino è arrivata una tavolata di bambinetti accompagnati dai loro genitori. Io non conosco gli standard odierni con i quali i bambini in età da elementare vengono educati. Ma questi angioletti urlavano come se li stessero immergendo nell’acqua bollente, tutti a gara a chi primeggiava nello strillare. E correvano tra i tavoli come se nulla fosse.

I genitori erano nella media, il che vuol dire abbastanza griffati e burini per i miei parametri. Ma io sono stato cresciuto da un padre nato nel 1915, e forse è questo il mio problema. Mi sembra di essere circondato da gente in larga maggioranza truzza, rumorosa, invadente. Ma, ripeto, è un problema totalmente mio i miei parametri sono obsoleti. Forse questi bambini lasciati al ristorante come cani sciolti saranno adulti migliori di come lo sono io. Si, oggi sono dei rompicazzo e li prenderei a calci, ma un giorno diventeranno bravi cittadini.

E sono anche andato a votare, per le “europee”. Non so se serva a qualcosa ma è un esercizio che faccio per il senso del dovere; chi non vota per scelta, per me è un po’ stronzo.

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Fase due della ripresa vegetativa.

No, non è assolutamente vero, sto inventando di sana pianta. Non riesco a trovare un cazzo di libro che spieghi i fondamentali degli alberi. Da una parte si trovano i fanatici che ti raccontano che devi parlare agli alberi e questi ti rispondono. Gli alberi hanno una forma di intelligenza e riescono a comunicare tra loro. Abbracciarli, accarezzarli e se trovi un buco nella corteccia, prova a far sesso con loro per sentirti parte della natura.

A fondo scala ma dall’altra parte ci sono i manuali dove ti spiegano che i fotoni solari eccitano gli atomi del carbonio che tendono a separarsi dagli atomi dell’ossigeno libero mischiandosi con molecole di anidride carbonica che forma la cellulosa e dunque il legno. No, non ho capito un cazzo e mi interessa relativamente. Io vorrei sapere quanta acqua devo dare all’impianto radicale di un tiglio alto quattro metri che ho tolto con la zolla dal vivaio e trapiantato con vista sulla Pozzanghera. Devo dare fertilizzanti? Ferro ? Letame ? un misto ? e come mischio la terra argillosa locale con terriccio sabbioso e ricco di parte organica ? Come mi devo comportare se un tiglio di nuovo impianto sviluppa belle voglie verdi scure di buona dimensione ed un altro ha foglie più piccole e leggermente slavate ? Devo dare più acqua ? Mancano sostanze nutrienti ? Perchè ci sono così tante differenze di crescita tra alberi apparentemente identici e tra loro vicini ? Un Carpino al quale è seccata la punta ed una buona sezione della parta alta della pianta ha gettato rami lunghissimi nella parte bassa del fusto che quasi toccano il suolo; devo rintuzzarli per favorire la crescita di una nuova punta oppure me lo tengo così anche se sembra un cespuglio ?

Mentre cerco invano risposte, i tigli hanno messo su la fioritura. Non tutti insieme; alla spicciolata hanno iniziato i “Cordata” alcuni di più ed alcuni di meno. Adesso hanno iniziato i “Tomentosa”. Sono arrivate le api in massa, più qualche farfalla, qualche altro insetto più piccolo e qualche calabrone.

Le querce invece hanno iniziato a mettere fuori i rami nuovi. Si distinguono perchè le foglioline appena spuntate sono rosse, poi schiariscono ed infine diventano verdi. Anche gli aceri fanno un lavoro simile, ma si vede molto meglio nelle querce.

Oggi tempo tiepido, umido e sabbioso. Sono cadute due gocce giallognole, una specie di maccaia piemontese.

Ore 10. Devo tirare avanti almeno fino alle 11 di sera. Ho sonno e sono stanco ma se vado a dormire adesso, mi sveglio alle 3 del mattino. Oppure vado a dormire tra mezz’ora e mi prendo una pillola di sonnifero il cui effetto dura fino alle 5 e poi albeggia e posso alzarmi e fare il giro di ispezione mattutina.

Ho il trattorino tagliaerba in riparazione. Ho spiegato i sintomi ma la diagnosi che è stata fatta dal meccanico fino a ieri era per nulla convincente. Qualche tempo fa mi avevano già restituito la piccola tosaerba a motore senza capire un cazzo del problema che aveva. Per metterla in moto devo sempre picchiare il carburatore con una grossa chiave per far smuovere il galleggiante che si incastra dentro la vaschetta e non fa passare la benzina. Qualche colpetto ed il motore si accende. Il trattorino invece ha un problema elettrico che si verifica a motore caldo, tipo una dispersione di corrente dovuta ad un contatto che manda la batteria in corto circuito. Temo ci vorranno giorni perchè “ho provato diverse volte a metterlo in moto e parte sempre“. Allora vuol dire è il mio culo ferroso che interferisce magneticamente con l’alternatore. Oppure il mio cazzo che mentre guido, scivola sotto il sedile e fa contatto con la batteria che si scarica. E sufficiente dunque isolare il mio culo con mutande di piombo e legarmi il cazzo alla cintura, problema risolto.

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Intanto dall’altra sponda.

Ricevo decine di email al giorno da personaggi famosi ed uomini politici americani che mi esortano, implorano di versare qualche soldo a favore della campagna elettorale Biden – Harris 2024.

Ed ecco, inattesa ed a tradimento, una banale e superficiale analisi da bar.

I repubblicani sono tutti, sostenitori e politici, con le labbra incollate alle chiappe di Trump. Trump tiene per le palle il partito repubblicano perchè sa che i suoi sostenitori sono massa critica per vincere le elezioni. I moderati sono scomparsi, gli altri candidati sono stati fatti a brandelli da Trump. Adesso in più è un eroe condannato ingiustamente in una città in mano ai democratici. I media repubblicani sono scatenati nel martirizzare il burino e condannare il sistema giudiziario.

I democratici sono in stato confusionale. I media democratici non sanno più a che santo votarsi, i loro argomenti sono quelli che si usano quando il programma è scritto in bodoni condensed 4 ed è illeggibile. Trump è brutto, cattivo, pericoloso. Si, ma voi siete arrivati a chiedere di “votare Biden per evitare il Trumpageddon”. Forse vi sgancerò qualche dollaro, non per sostenere il vostro candidato, ma per contrastare l’altro. Che robaccia di stampo italiano.

In un simile messaggio precedente, era stato fornito l’interno che aveva fatto casino alle tre del mattino, tipo “11b avete rotto il cazzo”.

Questo è molto politichese. Non si sa chi è stato e che cosa ha fatto esattamente, ma comunque vale la pena ricordare a tutti che, in generale, non si deve fare casino perchè il rumore si trasmette attraverso i muri. La gamma di attività rumorose contemplate è ampia e sembra quella degli spogliatoi di uno stadio, più quei cazzo di bambini. Potrei rispondere alla mail scrivendo che avete dimenticato “loud poorly buffered farting and highly pitched orgasms”.

In una gara intercontinentale di biglie, ho vinto il premio nella sezione “giacca più stantia e fuori moda”. In questa immagine stavo raccontando ai giudici la storia strappalacrime ed avvilente del mio primo rapporto sessuale cercando di farli commuovere per avere anche la nomination per “espressione più avvilita”. Non l’ho avuta.

Nella competizione canora invece non sono neppure arrivato ai quarti di finale. In questa immagine stavo interpretando “Anima e core” ma l’accento napoletano non mi viene bene e poi sono stonato e non ricordavo le parole. Ho inventato ma dopo aver ripetuto per l’ennesima volta la frase “le raggrinzite balle mi si allungano fino alle Sebago quando penso a te, e gne gne gne” hanno spento la base musicale e mi hanno invitato a scendere dal palco. Non è bastata l’espressione da sonno, concentrata e sofferente come mi avevano suggerito di fare per impietosire i giudici.

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