L’aurora boreale vista dalle webcam

Ecco la serie completa delle immagini spettacolari salvate dalle webcam mentre era in corso l’aurora boreale di cui han parlato tutti i media.

Alta valle Susa ovvero Sauze di Cesana
Genova Brignole
Genova Lido
Questa non ricordo dove cazzo era.
Basaluzzo Verso il paesello.
Palo.
Pozzanghera.
Il fenomeno a New York era verde, perchè New York è New York.

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I misteri delle Mobotix

Ecco un interessantissimo quesito; ecco le webcam di Brignole.

Questa è la foto “piccola” 640 per 480.

Questa è la foto “grande” 1280 per 960 pixel. Il settaggio delle due immagini è, o almeno credo sia lo stesso, non c’è la possibilità di fare due settaggi diversi. E allora come mai una è più chiara dell’altra? La stessa cosa capita per la Mobotix di New York, dove la differenza è enorme al punto che la foto grande è quasi sempre sovraesposta, inguardabile.

Ecco appunto le due foto di New York, scattate a distanza di circa 2 secondi l’una dall’altra. Questa sotto è la piccola.

Questa sotto è la foto grande.

Queste sono due delle tre Mobotix residue insieme a quella di Sauze di Cesana.

In realtà era solo per occupare dieci minuti sel mio tempo, perchè non solo non me ne frega un picocazzo di capire il perchè di questa circostanza, ma anche perchè quando queste webcam si guasteranno, verranno sostituite da altre di marca diversa. Le Mobotix sono state il mio primo amore, mi hanno regalato immagini splendide, emozioni irripetibili. Ma da quando avete iniziato a far costruire accessori in Cina non siete più lo stesso.

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La Pozzanghera ha esondato.

E’ la seconda volta in quindici anni. Nel frattempo io ero in autostrada, laddove un camion si è incastrato in galleria assicurandomi tre ore per arrivare da Genova a Milano.

In questa si vede una carpa; spero che le altre non siano state risucchiate dal tubo che porta l’acqua in eccesso in una roggia che dopo un po’ di giri finisce nel torrente Lemme. Dovrò fare un censimento.

Basaluzzo segna 91.5 millimetri. Come spesso accade, la valle Stura primeggia con accumuli da alluvione.

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Il sottile piacere.

Quando so che sta arrivando la pioggia, vengo spesso assalito dalla necessità di tagliare l’erba. Per essere più precisi, devo assolutamente ordinare alcune zone dove l’erba è incolta, cresciuta in modo disordinato, dove necessita di essere resa omogenea, regolare.

Una volta che ho assecondato il mio disordine compulsivo, sento una forma di soddisfazione, una forma di pace interiore. Quando infine la pioggia arriva, ho la sensazione che tutto è pronto, che la pioggia trova armonia e che il prato ne ha un vantaggio ben maggiore rispetto a quando era prima della sistemazione.

Qualche verità pratica? Se l’erba si taglia, molto spesso se ne stimola la ricrescita, se piove dopo che è stata tagliata, dovrebbe crescere più in fretta. Non è così per tutte le famiglie di erba e simili, per alcune non ricordo sia proprio così. Ma il punto è che se quando arriva la pioggia il prato è bello omogeneo, mi sento meglio. Io, non il prato intendo dire.

La pioggia (poca) che è caduta fino ad ora fa parte del vecchio, caro prefrontale che prende la Liguria e tocca appena il versante padano degli Appennini. Il fronte vero e proprio in queste ora sta entrando sulla penisola iberica e Francia occidentale. Gli accumuli potrebbero essere molto abbondanti.

Del modellame, questo mostra lo scenario peggiore. Gli altri mostrano accumuli inferiori.

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Che bello, piove.

Nella pioggia battente, Gastone probabilmente sta pensando ai pescetti che vede a pelo d’acqua. Roba buona da mangiare, ma prede difficili.

E’ andato avanti così, ivorticato tra Piemonte e Liguria, per buona parte della giornata.

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Il cartaceo usatelo al gabinetto.

Il portalettere è anche stato incidentalmente visto mentre si aggirava dal cancello pedonale, dove c’è la cassetta della posta ed il citofono. A fare in culo manderei per cominciare il latore della lettera, ho la PEC, informatevi, è pubblica ed ufficiale.

E poi il postino, che come ormai abitudine consolidata, lascia gli avvisi senza neppure sognare di suonare il citofono.

Entrambi, vedetevi in un bar e mandatevi a cagare reciprocamente, bravi.

Sembrerebbe ben distribuita, 36 ore di pioggia non forte, ma moderata e costante.

A Genova invece la pioggia sembrerebbe durare senza sosta per una sessantina di ore. L’allerta per il momento è gialla.

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Autunno vecchio stile?

Quest’ultima mappa fatta sovrapponendo brutalmente le due mappe originali è una mezza patacca. E’ solo indicativa della concomitanza della serie di eventi piovosi in arrivo nei prossimi giorni, con evidenziate le differenze di durata ed intensità delle precipitazioni tra Genova e Basaluzzo. In teoria si potrebbe disquisire sui diversi impatti che ha un fronte perturbato in due aree geografiche vicine ma divise tra una barriera montuosa (gli Appennini Liguri) e con l’invorticamento provocato da una seconda catena montuosa (le Alpi Occidentali) posizionata dove arriva il flusso atlantico. La convergenza tra il libeccio e la tramontana. La potenziale insorgenza di temporali autorigeneranti. L’ombra di un sempre possibile buco pluviometrico che si capisce 24 ore prima dell’evento. Non ultimo, in questa mappa costruita c’è un errore; la scala della pioggia è diversa tra le due mappe originali, l’altezza delle colonne della pioggia, giallina per Basaluzzo, azzurra per Genova, non è la stessa.

Tutto ciò per dire; che bello l’autunno di una volta, quando il flusso atlantico portava con se un treno di perturbazioni inserite nelle correnti zonali che scendevano fino alle nostre latitudini. Mi godo questo scampolo di normalità, ascolto silenzioso con un mezzo sorriso ebete le inevitabili lamentele, le allerte gridate, le carte colorate di giallo, forse di arancione.

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Solo due foto.

Il piovasco nella foto si vede nella grafica del radar.
Bruciatura da coperchio di pentola.
Versione verde ad olio.
Questa versione secondo l’editor è chiamata “jitter”.
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Pazienza.

Bisogna averne un po’ per uscire da questa versione aggornata del COVID.

Ora mi lancio in una dissertazione sul covid; grazie alla mia totale ignoranza ed inesistente competenza, posso scrivere quello che voglio e nessuno potrà smentirmi. Smentire un caprone che crede in teorie strampalate perchè le ha lette – male – su un social è inutile.

Pare che una delle proteine spike che caratterizzano il virus in questa ultima release sia decaduta. Il problema sembrerebbe che questa proteina fosse tra quelle che gli anticorpi maturati sia con i vaccini che con le infezioni vere e propri riconoscevano e dunque attivava la risposta immunitaria della persona che viene a contato con questa variante. In poche parole, è un virus quasi nuovo e ci si infetta comunque. Avete fatto i vaccini, avete contratto il COVID in questi anni di rottura di palle? Non vi servirà a nulla, se entrate in contatto con il virus verrete infettati, mettetevi il cuore in pace.

Ciò premesso, è una settimana che ho addosso questa merda di virus. Sembra che questa versione stia cercando di inventarsi di giorno in giorno tutti i modi diversi per rompermi i coglioni. E non passa.

Iniziano ad arrivare voci di altri amici che hanno febbre e sintomi influenzali. Pochi pensano al covid e ritengono di avere una normale influenza stagionale. E fatelo un tampone, se non altro per mettervi in testa che probabilmente vi farete ANCHE l’influenza normale dopo che avrete passato questa merda probabilmente creata per sbaglio in un laboratorio del cazzo in Cina.

Questa foto risale allo scorso giugno. Avevo accennato all’idea di mettere delle mine anti-gabbiano sul palo che regge la webcam. Ma a ben pensarci, la struttura che ho costruito per reggere la webcam, regge bene anche un gabbiano, dunque non vale la pena mettere mine o tagliole per impedire al volatile di appoggiarsi su detto palo.

Una ben più importante considerazione che faccio osservando questa immagine è che i gabbiani nascondono bene il proprio buco del sedere. Da qualche parte DEVE esserci il buco del sedere, ma evidentemente è coperto dalle piume, Forse esiste un meccanismo tipo otturatore di una vecchia macchina fotografica che si apre, le piume si dispongono a raggera, la deiezione fuoriesce e poi l’otturatore si richiude. Dev’essere così.

Oggi scirocco con tendenze di Ostro al suolo e libeccio appena sopra. Linee di instabilità che si formano poco al largo della linea di costa della riviera di ponente e poi arrivano su Genova. E’ un classico di stagione, come le castagne, i funghi e le malattie del tratto respiratorio.

Ecco, per concludere ho ovviato ad un problema anatomico del gabbiano. Così va bene.

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Cover del COVID.

Riepilogo delle puntate precedenti. Sette giorni fa, primo pomeriggio, squilla il telefono in ufficio. Mia suocera mi dice che ha un po’ di febbre e mi chiede se posso farle un test covid, che non si sa mai. Eccome se ha il covid e lo attacca a Miriam ed a me. A distanza di una settimana siamo tutti sfebbrati ma il mio test mostra una linea “T” che sembra incisa con il fuoco. Devo ancora stare in quarantena a casa. Questo non è certo il covid del Marzo 2020, è una influenzetta con sintomi variegati e con un pacchetto diverso per ciascun individuo. Mia suocera, anni 86, dopo 48 ore era già sfebbrata e senza altri sintomi, positiva al test ma tranquilla. E’ il suo primo covid dopo sei dosi di vaccino. In farmacia erano incerti se darmi così tanti test, ne ho presi dodici,

Miriam sa tutto sul covid; ho provato, a sua insaputa, a far si che la rassegna stampa del suo cellulare non contenesse più notizie afferenti alle malattie in genere ivi incluso il termine COVID. Il mio intervento clandestino non sembra aver avuto successo.

Serata caratterizzata dal rumore del mare; è montato un po’ perchè c’è lo scirocco.

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