
E voglio vedere se mi stanco prima io o Internet a vedere foto della brina mattutina e della Pfm ghiacciata.

E voglio vedere se mi stanco prima io o Internet a vedere foto della brina mattutina e della Pfm ghiacciata.

A 276 ore nessuno può dire cosa succederà. Ma questa mappa è singolare e dunque eccola salvata. Sembra rappresentare una estremizzazione della alta pressione delle Azzorre, roba da fantascienza. Il modello matematico ha bevuto della grappa scaduta, mi sembra la spiegazione più plausibile.
Questo invece è un GIF animato – pescato in rete – che pesa quasi 2 mega e che mi farà maledire dai gestori di Word Press. E’ un lavoro talmente assurdo che non è definibile, ma decisamente mi piace e lo trovo abbastanza in sintonia con lo spirito festivo che sta iniziando a volteggiare per le strade.

Punto in alto; altro che il campionato Alta Val Lemme di pattinaggio, voglio ospitare i regionali.
Per il momento il ghiaccio non penso sia abbastanza resistente, ma se il gelo notturno persiste, ecco che per Natale Holiday On Ice è fatta.
Invero le temperature nei prossimi giorni aumenteranno sensibilmente, specialmente di giorno, una solida alta pressione di matrice africana sta per instaurarsi su di noi. Le “termiche” sono paragonabili a quelle di Marzo. Probabilmente a Basaluzzo piomberà un nebbione persistente, che non so se garantirà temperature sotto lo zero durante le ore diurne. Vabbè, dormo lo stesso.
Ma il mio pensiero va alle Carpe. Nel mondo, quanto laghi e fiumi ghiacciano, i pesci sopravvivono in qualche modo, fa parte del ciclo naturale delle cose. In quanto muti, nessuno ha mai sentito un pesce che si lamenta del ghiaccio, ma la Pfm è uno stagno abbastanza sfigato e poco profondo, le Carpe nate in un vivaio e destinate ad una vita da acquario, si sono trovate in un ambiente esterno ed ora sono tutti cazzi loro. Sono sopravvissute ad una estate di caldo record, rischiando di finire lesse con olio e limone, adesso spero riescano a passare indenne il loro primo inverno.

Meno quattro punto tre la minima di questa mattina.

Questo invece era il tramonto di due o tre sere fa a Genova. Ho ritagliato la videata, per i posteri.

Questa è Sofia, botolo di amici. Sofia soffre il freddo ed ora ha un elegante cappotto di piuma d’oca. Metto qui la foto solo per l’espressione di Sofia. Ha lo sguardo di chi pensa di sembrare un clown, così vestita, e si sente umiliata. E guarda la macchina fotografica sperando di non finire su Facebook.
Così non l’avevo ancora vista; serata limpida, fredda, con un chiarore di luna che non mi pare di aver mai salvato. Anzi, sono certo che forse non l’ho mai salvato. Non so se sono totalmente sicuro di non averlo mai quasi salvato. Bellissima.
Quella che segue invece è la stessa, ma taroccata aumentando il contrasto. Tanto per occupare qualche bit in un server lontano. Però preferisco quella originale.

Puntuale come gli articoli sul Natale, ecco le foto della brinata del 25 Novembre, -1.5 la temperatura minima.

Ed ecco l’immancabile con il moletto brinato.
Un pensierino va alle Carpe Koi; la temperatura dell’acqua è di circa 7 gradi, dunque dovrebbero essere in uno stato letargico, più o meno.

Questa è invece la foto scattata da una macchinetta fotografica (non dalla webcam) e pesantemente ritoccata con un editor di foto.

Anche i grafici sono un’immancabile parentesi quando fa freddo, o caldo, o medio.

Potrebbe essere qualsisi cosa, specialmente sotto Natale. Ma credo sia una piattaforma per fare buchi nel fondo del mare, è stata in manutenzione per un po’ di giorni in porto (si vedeva bene dalla Righicam 3).
Prosegue l’avvitamento nel nulla; qualche foto della Pfm tanto per tenersi a galla, mi piace quella macchietta di azzurro tra due flash di luce.

Questa ovviamente è la Righicam 2 Levante. E’ appena arrivato l’autunno, la mattina fuori ci sono 5 gradi, in casa il riscaldamento è già alla frusta perchè il calore prodotto dalla caldaia, invece di trattenersi tra le mura domestiche, si disperde dal tetto, dalle pareti esposte a nord, dalle finestre economiche che non sono a taglio termico. In cucina è tornata la stagione della stufetta elettrica.




Qualche foto genovese di poco conto, un grafico della temperatura al Righi che mostra come un temporale abbia funzionato come il tappo che, una volta tolto, ha aperto la strada alla prima arietta fredda autunnale.
Passiamo a Basaluzzo.
Il molo della Pfm con del ghiaccetto, scioltosi velocemente al tiepido sole, più sotto il grafico della temperatura di Basaluzzo. Primo segno negativo (-0.2) di questo inverno 2015-2016.


Toh, fa freddino.

Solo qualche goccia sparsa; la scena deriva dalla difficile arte del contrastare le foto dove ci sono zone chiarissime e zone più scure. Era si un grosso cumulo, anche nembo, ma solo un po’ umido.
Poco meno di 9 millimetri a Villa Cambiaso. Un disastro identico ad una alluvione, secondo me, ma più subdolo e dunque nessuno ne parla. Vabbè.

Comunque sia, i tramonti sotto lo straterello di nuvole da maccaia sono belli, specialmente se la Mobotix brucia le luci con questo risultato atomico.
Addendum Modellame. I modelli sono incerti nel definire il radicale cambio di circolazione che inizia sabato. O meglio, sono ballerini nel disegnare gli effetti a partire dall’ora zero, il momento in cui il fronte freddo valica le Alpi e contestualmente si infila nel Mediterraneo dalla porta del Rodano. Comunque vada, dovrebbe piovere da lunedì in poi, nessuno sa con precisazione dove e quanto. Queste considerazioni totalmente inutili mi escono dalle dita sulla tastiera mentre ascolto “Pretty Fly for a Rabbi” una canzonetta allegra.