Tirano le zone a sud.

Clicca

Come si vede bene in questa foto, non ci sono le carpe. Quest’anno le carpe, le carpette ed in parte anche le rane preferiscono la parte della Pozzanghera più lontana, ossia quella a sud. Lo scorso anno erano costantemente riprese dalla webcam, ad una ispezione risulta che in effetti se ne stanno preferibilmente in quella zona dove stanno venendo su le prime foglie delle ninfee, vicino al tubo di scolmamento. Questa annotazione parteciperebbe al premio “informazioni ridondanti e prive di utilità“, sezione speciale

Leave a comment

Inquietante.

Nuvola, gatto di amici. Quando un gatto ti fissa con le orecchie indietro, sta studiando la tua anima per colpirti quando meno te lo aspetti.

Il Complotto. Ho scoperto che il wifi del mio ufficio si prende bene anche da Viale Emanuele Filiberto Luca di Aosta Della Stirpe Malata Dei Nostri Regnanti Da Operetta, insomma dal marciapiede. Anche ciò presenta aspetti inquietanti; le onde gamma beta alfa magnetiche che hanno tale potenza mi stanno forse danneggiando il cervello e causando quei problemi erettili che attribuisco all’età ?

Leave a comment

Primo Lunedì di Aprile.

E fa caldo come a metà Maggio. Il mio assistente alle operazioni agricole ha messo a dimora il nuovo albero. A me piace mettere gli alberi a dimora, ma ormai se ci provo sono dolori e dunque devo avvalermi di terzi. E’ un giovane volenteroso che si è fatto da zero, ma il lunedì ogni tanto è latitante perchè la domenica appena passata, potrebbe aver bevuto una quantità di alcolici sufficienti a far girare un motore da trattore per una settimana. Dunque è irraggiungibile. Invece ieri è rimasto sobrio ed oggi l’albero inizia la sua nuova vita, speriamo sia lunga e felice.

Mi è arrivata una cartella di Equitalia ed il mio commercialista è in ferie, dunque ho pagato maledicendo tutti coloro che hanno contribuito alla cartella, probabilmente causata da qualche errore che ho fatto in sede di pagamento ICI nel 2011.

Questa stampa rappresenta benissimo cosa farei se mi recassi oggi negli uffici di Equitalia. Ho fatto un’offerta per acquistarla via e-mail al mio spacciatore di arte modesta. Invece da vero suddito bovino ho pagato immediatamente la multa e gli arretrati via internet, ma poi ho dovuto prendere un gelato dalla Gelateria Gran Sasso di piazza Paolo da Novi, vicino al mio ufficio, per lenire l’incazzatura. Mi è venuto in mente il gelato di Milano della scorsa settimana e siccome sono schematico ed autistico represso, ecco la seguente tabella che illustra le due esperienze a confronto.

 

Leave a comment

Il momento catartico.

Quando preparo il furgone presso la Società Agricola Vivai per ospitare il nuovo albero da mettere a dimora. In realtà la storia ha un’ombra, ossia devo sostituire un acero campestre che il primo anno di vita nella sua nuova collocazione aveva preso una estesa bruciatura alla corteccia e per i tre anni successivi ha tirato a campare, fino allo scorso autunno quando ha perso le foglie in modo anomalo, cioè è morto.

In primo piano la pianta deceduta. Si vede bene la corteccia scomparsa da un lato del fusto, quello esposto a sud. Dietro, il prossimo abitante del prato.

Viene sostituito da un Glenditsia Sunburst, un nome che è tutto un programma. Me lo ha suggerito il tipo del vivaio, che ormai mi conosce e sa di potermi rifilare qualsiasi albero perchè in tutto ne conosco 4. Infatti avevo chiesto un frassino che però non aveva. Anche lui lamenta la carenza di pioggia, sono tre anni ormai che devono irrigare le piante sempre, anche nei mesi durante i quali usualmente pioveva abbastanza da rendere le innaffiature superflue. Mi dice che le falde dalle quali pompano acqua si stanno abbassando o impoverendo.

Qui alla Malfornita c’è una piccola faldina con un modesto pozzo che da poca acqua che però mi è sufficiente.

SONO SICURO di aver già scritto tutte queste cagate almeno un paio di volte. A parte il nome dell’albero nuovo.

INVECE questo è totalmente nuovo.

Il titolare del consorzio agrario per l’ennesima volta si sente chiedere se hanno un prodotto repellente per i caprioli che mi mangiano le cortecce. E’ esasperato. Gli vengono le lacrime agli occhi dalla disperazione. Non esiste un prodotto come quello che cerco io. Avevo cercato di risolvere il problema irrorando i fusti di una miscela di acqua con verderame e pipì, ma gli alberi sono diventati troppi ed anche prendendo un diuretico non riesco a soddisfare le esigenze.

Se c’è una lavoro tedioso e dispendioso è comperare la rete, tagliarla della misura giusta, avvolgerla attorno alla corteccia e chiuderla con una fascetta da elettricisti.

Ma ora non più, c’è un prodotto che consiste in pezzetti di rete già tagliati autoavvolgenti che in un attimo ricoprono la corteccia. L’uovo di Colombo nella difesa attiva contro gli animali che mordono la corteccia dei giovani arbusti. Ne ho messi centoventi in altrettanti alberelli messi a dimora lo scorso autunno. Dovrebbe funzionare.

Leave a comment

La quercia di Central Park ed il frassino del Righi.

La quercia di Central Park ha una nuova gabbia di protezione. La foto è orrenda perchè su questo nuovo laptop gira un programmino di photo editing che so far funzionare poco. Lo dico tutte le volte perchè sono rincoglionito. Le altre 4 querce sono ancora in una fase talmente minima che non so se sopravviveranno, una per l’altra sono alte una quindicina di centimetri, seguiranno aggiornamenti.

Questo che si vede a malapena con una specie di tutore è un frassino cresciuto chissà come al Righi in un vaso. O meglio, assomiglia ad un frassino, ma ho il sospetto che sia una cosa diversa perchè al Righi dalle mie parti non ci sono frassini. Un seme portato dal vento ? Cacato da un uccello ? L’ho espiantato, spero con danni minori alle radici, ed ora è a dimora a Basaluzzo. Era alto più di due metri ed ora l’ho spuntato ai minimi termini sperando che attecchisca. Nella foto si vede in lontananza il torrente Lemme.

Leave a comment

Gastone.

Clicca

E’ tornato. Nella pozzanghera ci sono almeno 6 piccole carpe nate nella primavera del 2016. Sono lunghe circa 6 centimetri, un boccone invitante per Gastone, però non so se sia in grado di prenderle. Ci sono anche molte uova di rana, non credo facciano parte della sua dieta.

Quest’altra foto del giorno successivo, gentilmente segnalata da Roberto con il seguente commento: “Oggi Gastone studiava la PFM con particolare interesse: bene, vuol dire che sarà un valido protagonista contro la proliferazione incontrollata di carpe e batraci.”

Ci sono 6 carpe appetibili per dimensioni, più una serie incontrollata di rane. Ma è Gastone ? Mi sembra più rotondo del solito, forse ha appena mangiato.

Clicca

Leave a comment

La nebbia.

Lo strato di aria umida sopra il mare se potesse se ne starebbe li a farsi i cazzi propri. Troverebbe un proprio equilibrio senza rompersi le palle con la temperatura di rugiada ed altre stupidaggini. Ma siamo in un regime di alta pressione e l’aria viene lievemente spinta dall’alto verso il basso. Lo strato di aria più vicino al mare viene in intimo contatto con il fresco e l’umido del mare stesso, più l’aria è fredda e meno umidità riesce a contenere, dunque si satura e si formano delle piccole gocce di acqua sospesa nell’aria. Ecco la nebbia. Ho già detto queste cose ogni volta che c’è nebbia sul mare, e non sono assolutamente convinto che sia la spiegazione giusta. Comunque è durata poco perchè siamo a Genova e non nella pianura padana.

Oggi è il 30 Marzo. A Genova il sole sarà visibile per 12 ore, 40 minuti e 8 secondi, ossia 3 minuti e 4 secondi più di ieri. 3 ore, 49 minuti e 46 secondi è il guadagno totale di sole dal solstizio invernale del 21 Dicembre, il che vuol dire che siamo al 57,16% del guadagno totale di insolazione rispetto al solstizio estivo del 21 Giugno.

Ho ricavato questi dati da un sito web per studiosi dove si possono scaricare ed elaborare ulteriormente per raggiungere un livello maniacale adatto per tutti gli utenti con sindromi comportamentali lievi o moderate. Ho stampato la tabella ed ora è appesa dietro la scrivania. Il mio obiettivo era scrivere un programmino da integrare nella mia home page nel quale compaiano ogni giorno i dati come sopra indicati. Ma sono una schiappa vera e non so come fare. Sono andato su un forum di programmatori ma ho ricevuto una alzatina di spalle, un accenno di “aspetta che ti mostro il cazzo che me ne frega” e zero collaborazione, eppure sono certo che si può fare senza alcun problema.

Intanto si è formata una manifestazione con corteo che nasce in piazza della Vittoria, risale via XX Settembre e poi finisce in Prefettura, in Regione o in Comune a seconda dei casi.

Non so chi sono e cosa vogliono, ma ci sono le bandiere dei sindacati, dunque è tutto regolare. Spero che il corteo serva a qualcosa e che qualcuno decida di prendere qualche iniziativa che aiuti chi ne ha davvero bisogno. Mi viene da pensare che i problemi ed il disagio di questo gruppetto di persone sono una goccia nel mare dello sfascio italiano. Tuttavia il loro diritto a manifestare è sacrosanto, I fischietti ed i cori vanno bene, ma i petardi no, spaventano tutti e dunque se li dovrebbero mettere su per il culo. Anche spenti, non vorrei qualcuno si ferisse.

Leave a comment

Il gelato a Milano.

Ad altre nefandezze. Arrivare in anticipo di un’ora sull’appuntamento è per me uno standard, il treno è improbabile perchè si perde un sacco di tempo e spesso i treni sono in ritardo. A Milano ci vado solo in automobile. In quindici minuti percorro il tratto casa-Genova Est. Altri quindici minuti e sono a Busalla, 15 minuti e sono a Serravalle, 15 e sono a Tortona. Poi entro in una dimensione senza tempo. Oltre,  la tangenziale è una incognita ed arrivare al parcheggio in Piazza Medaglie d’Oro lo è ancora di più. Sono affetto da ansia professionale ed arrivo sotto l’ufficio con un’ora di anticipo.

Ieri a Milano centro c’erano 20 gradi e vicino all’ufficio c’è una pasticceria gelateria eligibly molto famosa il cui nome termina in –ella tradendo così origini partenopee. Il gelato è in tre formati: piccolo medio e grande. Il grande è troppo pretestuoso, solo chi ha un grosso reddito, una forte autostima può decidere razionalmente di prenderlo. Il piccolo è minimalista, tradisce una dose di insicurezza e finto understatement. Prendo il medio; la ragazza che compone il cono ha un fare sessuale; ruota il mestolo con mani esperte e compone un intreccio di gelato da vera esperta. Il cono è piccolino, ma su di esso riesce a costruire una massa di gelato grande come un neonato, che pesa come un neonato. Mi offre questa quantità di alimento che potrebbe nutrire una scuola con un sorriso da protagonista del porno ed io esco dal negozio presagendo che l’80% del gelato mi si scioglierà sulla mano e finirà ovunque. Vorrei che la mia lingua fosse tre volte più grande. E invece no; benchè abbia impiegato mezz’ora a finirlo, il gelato non è minimamente colato, insomma non si scioglieva. La cosa è inquietante, il gelato per definizione si deve sciogliere, se non lo fa vuol dire che viene aggiunta una sostanza che ne impedisce lo scioglimento. Non oso andare su Google e chiedere che cazzo di diavoleria si mette nel gelato per farlo restare gelato indefinitivamente. Sospetto sia placenta umana. Qualche muco animale. Una formula chimica lunghissima. Un addensante derivato dal petrolchimico.

Ho finito il gelato perchè volevo arrivare alla cialda,  tuttavia sono certo che a Genova ci sono almeno due gelaterie dove il gelato è più buono. La sera, arrivato a casa, esattamente dopo cinque ore, il gelato ha deciso di uscire prepotentemente dal mio corpo, complice una quantità significativa di gas. Quattro euro di gelato che hanno percorso il mio intestino a velocità da centometrista.

Ritirando l’auto dal garage, prima di me avevo 4 sacchi neri condominiali della spazzatura. OK, la mia definizione di bassa lega forse denota una profonda ignoranza e mancanza di rispetto verso le tradizioni altrui. Ma sti cazzi, se qualcuno mi dice che io mi vesto come Mr. Bean, costui ha perfettamente ragione e non devo offendermi. C’è chi accetta di vestirsi come gli Addams e chi come la raccolta indifferenziata, liberi tutti.

Comunque sia, invece di seguire le evidenti indicazioni di USCITA, con l’auto si sono infilate con una difficile manovra a gomito di nuovo nell’ingresso al piano, incastrandosi tra la sbarra ed un marciapiede. Io non so quale processo mentale abbia indotto il quartetto a prendere una simile decisione, spero che mi abbiano seguito decidendo che la rampa da me praticata fosse quella giusta per salire a livello strada e da li immettersi nella città, nonostante il sospetto che io possa mangiare salame. Altrimenti le quattro tipe sono ancora li.

Perchè guidando verso Milano, dopo l’ultima galleria prima del casello di Vignole Borbera mi trovo ad ascoltare “Radio latte e miele” ? Ossia io stavo ascoltando “Radio Nostalgia” e dopo il buco in galleria la radio si risintonizza su una purga ? Ed una volta su due c’è Gianna Nannini che canta incazzata ? Non so se sia peggio di “Radio Italia solo musica italiana” ma la lotta è serrata.

Altra ed ultima stupidaggine, per ora. Ho risposto all’ennesima chiamata dal numero di Cagliari. Sono quelli della IREN che mi offrono qualche tariffa super scontata. Non ho mandato la ragazza a fare in culo. Sono stato, anzi, gentile ma l’ho invitata a sospendere il martellamento sulle mie balle in quanto non sono davvero interessato. Ho anche chiamato il numero verde di una banca. Verde una sega, il primo minuto trascorre con una voce registrata che spiega le tariffe della telefonata, centesimi alla risposta e centesimi al minuto. Poi la voce mi ha detto che l’operatore poteva essere in un qualsiasi paese della Comunità Europea. Poi la ragazza in carne ed ossa ha capito che io ero una bestia e mi ha brillantemente guidato nella fase di migrazione della procedura di accesso al sistema di home banking prima che mi venisse un collasso per lo spavento.

Leave a comment

Unghie.

Mi crescono in fretta, come le ansie ed i dubbi. E mi continuano a telefonare sul cellulare da Cagliari e da Vicenza, sono quasi certamente i call center di Vodafone o altro fornitore di servizi che mi propongono qualche tariffa interessante. Potrei rispondere alla chiamata e mandare il mio interlocutore a fare in culo, ma preferisco segare la telefonata, non insultare alcuno e soprassedere sperando, invano, che si stanchino e la smettano di telefonarmi. Non conosco nessuno di Cagliari, mentre da Vicenza mi aveva chiamato un tizio un mese dopo che era morto mio padre. Diceva che mio padre aveva lasciato dei debiti e che se avessi pagato subito non avrebbero passato la pratica all’ufficio contenzioso.

Miriam come al solito attrae il tempo perturbato. Nella zona climatica giusta attira gli uragani, altrimenti pioggia oppure, se la stagione lo consente, neve. Durante il fine settimana siamo andati in una località turistica a trovare amici ed è venuta una perturbazione con annesso temporale che ha riversato sul suolo circa 70 centimetri di neve. Nella foto qui a fianco la neve aveva iniziato a cadere da un paio di ore.

I nostri amici vivono a New York ed hanno due figli, 6 e 8 anni. Prima lingua inglese e seconda lingua italiano, ma parlottano anche lo spagnolo.

Non avendo figli non ho esperienza, conoscenza, dimestichezza e familiarità con i mocciosi. Dunque, di conseguenza, non sono in grado di fare paragoni tra bimbi della stessa età. Però insieme ai due anglofoni che razzolavano nella neve, c’erano anche alcuni loro coetanei italiani ed ho potuto osservare qualcosa di assolutamente soggettivo e probabilmente sbagliato.  I due marmocchi americani / italiani tra di loro usano un linguaggio che mi sembra molto più evoluto ed adulto rispetto ai simili italiani. Ora mi invento alcune spiegazioni; essere bilingue fa bene al cervello. La scuola americana che frequentano li stimola molto di più dell’equivalente scuola italiana. Vedono molta più televisione. Hanno una alimentazione più vitaminica. L’unione di due patrimoni genetici diversissimi culturalmente e geograficamente crea una generazione migliore. Viaggiare spesso ed andare in paesi diversi stimola la corteccia cerebrale. La mia presenza, da sola, è un toccasana per la mente ed il corpo altrui. Non capisco un accidente di quello che dicono tra di loro.

Leave a comment

Verdissimo

Clicca

Benedetta pioggerella che accumula poco, ma ci si deve accontentare e comunque rende tutto estremamente verde, senza photoshop.

Ed a riprova che sembrerebbe arrivata la primavera, i pennuti sono tornati.

Clicca

Il Cons. Bio scrive: “viste le previsioni, era prevedibile che in settimana sarebbero arrivate le anitre; stamattina puntuali alle 6 erano al loro posto, credo coppia di germani. L’immagine non è niente di speciale ma natura mantiene le aspettative.”

Magari sono sempre la stessa coppia degli anni passati. Non sono domestiche come quelle di Central Park, in più da questa distanza potrebbero essere la Scharnhorst e la Graf Spee, che sono appunto germanici e reali.

Leave a comment