I veri maestri sono loro.

E poi io mi lamento che in Italia una parte della meteorologia ufficiosa usa termini tipo “bomba d’acqua”. La bombogenesi è, secondo questo terrorizzato anchor di The Weather Channel, una bassa pressione che nel suo viaggio incontra le condizioni per approfondirsi improvvisamente e causare sfracelli. Una intera nazione dovrebbe vergognarsi del termine, assalire la sede dell’emittente televisiva e deportare chi lo ha inventato. Ciò detto, è quello che accade sulla costa nord est degli USA quando una bassa pressione arriva dal Canada, incontra il mare e le acque relativamente calde della corrente del golfo, riceve una botta di energia e si potenzia nel giro di mezza giornata. Una genesi a bomba. Come le bombe d’acqua, le bombette puzzolenti ed altre nefandezze del genere umano. Siamo senza speranza.

Ecco, ricordatemi come una persona piena di difetti ma tanta buona volontà, perchè domani a New York moriremo tutti sotto 85 metri di neve.

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In attesa di “Stella”

Le previsioni lasciano ancora dei margini quantitativi e qualitativi dell’evento, ma tra poco più di 24 ore da quando scrivo, c’è chi già la chiama la tempesta perfetta, o del secolo, o storica.

Questa foto è dello scorso Venerdì 10 marzo. Un assaggio, you ain’t seen nothin’ yet. Clicca

Da 3 a 28 pollici di neve in centro città, ossia fino a 70 centimetri di neve, ma potrebbe, forse, non si sa, essere mista ad acqua. Intanto i media sono scatenati; The Weather Channel non parla d’altro con toni che sono identici a quelli del film Twister. Una tempesta come questa a metà Marzo è una benedizione per il bilancio del network, esercizio 2017, si sa che fantasia e realtà sono indistinguibili.

Manhattan vista da Newark

Intanto ci siamo presi un lungo finesettimana a 2 ore e mezza di volo. Sud Florida, Key West.

Panorama dal posto dove bisogna andare a vedere il tramonto, possibilmente ubriachi.

C’era un po’ di venticello che a tratti ha disturbato Miriam, obbligandola a correre ai ripari.

Pesci che vengono esposti sui moli per invogliare i turisti a fare uscite sportive o presunte tali.

 

Questa mattina prima di lasciare l’albergo Miriam mi telefona imbufalita dicendo che era da 10 minuti che bussava alla porta della stanza ma io non sentivo. Apro la porta della stanza e lei non c’è. Perchè era al piano sbagliato e meno male che non ha svegliato una famiglia di repubblicani integralisti cattolici dell’Alabama. Pare che Gesù sia cattivissimo con le donne che abortiscono e con le donne che sbagliano stanza d’albergo.

All’aeroporto di Key West diversi sorrisini e battute da parte del personale dell’aeroporto, allusioni al tempo invernale verso cui noi passeggeri eravamo  mestamente diretti. Ultimo un addetto sulla pista che ha detto qualcosa sul freddo e la neve, io gli ho risposto dicendogli “no snow, really, fake news, so sad” come avrebbe detto il suo presidente. Questa mattina all’aeroporto di Key West c’erano 28 gradi centigradi; arrivati a Newark  c’erano sempre 28 gradi, ma Fahrenheit ossia circa 30 gradi Celsius di meno rispetto alle Keys. Io ero vestito poco più che primaverile, aspettare il taxi fuori dal terminal per diversi minuti in effetti è stato impegnativo. Il mio fisico possente sembra però aver retto bene, ne riparliamo domattina. Ah, qui hanno già messo l’ora estiva.

Meno periglioso l’arrivo per Miriam che era in pieno assetto invernale, ossia 3 piumini d’oca di cui uno che arriva alle caviglie. In aereo c’erano persone in bermuda ed infradito. chissà che fine hanno fatto.

Abbiamo scorte di vino sufficienti per la tempesta perfetta.

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Il C.Colombo

L’aeroporto immobile. Però dall’ultima volta che ci ero stato, Novembre 2016 direi, è stata fatta qualche ulteriore miglioria. Se la velocità di cambiamento negli aeroporti di New York è 10, Londra è 9, Milano è 2, Genova è 0.5. Che è meglio di zero-punto-un-cazzo. Hanno messo uno scanner che legge le carte di imbarco prima del controllo bagagli. Hanno anche messo una ringhiera che serve come incolonnamento delle persone in coda che non sembra comperata in un negozio di ferramenta del 1946. Poi hanno messo un bar vero nella sala partenze. Sembra pulito, ordinato ben fornito ed alle 6 di mattina emana un clamoroso profumo di brioches appena sfornate. Insomma eppur qualcosina si muove. Ma è così difficile fare il minimo indispensabile per non far sembrare Genova e le sue infrastrutture un paese appena uscito da una guerra ? Certo che vivere a Genova ti abitua a farti prendere per il culo tutti i giorni, tanto che quando per sbaglio e con enorme sforzo civile ti mettono un goccino di vasellina, lo noti subito ed è una festa, sei felice, orgoglioso direi.

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OK, mi arrendo al grande fratello.

Il mio computer neworkese dal quale sto scrivendo è diventato lento, si blocca, le pagine non scorrono.

AVVISO. Sto per ripetere le stesse cazzate che ho scritto per il computer di Basaluzzo qualche mese fa.

Ha 9 anni, ha sempre funzionato benissimo, ma da qualche tempo sta diventando irritante. Non credo sia colpa sua, povero onesto prodotto industriale. E’ colpa delle multinazionali. I casi sono due; o c’è un chip nel mio laptop o qualche trombino che a scadenza programmata  inizia a rallentare le cose artatamente. Una sorta di contatore che, trascorso un certo periodo oppure ad una certa data, fa qualcosa di odioso che rende la macchina difficilmente godibile. Oppure il problema viene da Internet; il sistema sa che è giunto il momento di menarmelo e mi scarica routines o app o programmini che si nascondono da qualche parte e rallentano il mio laptop. E’ giunto il momento che io spenda soldi per acquistare un nuovo computer. Era successo a Basaluzzo ed ora sta succedendo anche a New York. Vaffanculo.

Ed ora un po’ di pesto alla genovese.

Questo sopra è un tragico esempio di accorpamento diabolico di alimenti che, se presi separatamente, sono buoni, ma messi insieme sono immangiabili.

Pesto e tartufi; un altra accoppiata impensabile, non riesco neppure ad immaginare le due cose insieme, sono innaturali come il pesto con la menta o il dentifricio con le uova.

Questo invece è il pesto di Citarella. Alcune voci non ufficiali sostengono che non è male. Circolano indiscrezioni sulla possibilità che chi lo mangia non muoia subito. Prima o poi lo devo provare.

 

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A quicky.

Mi è ancora impossibile conoscere la temperatura di Basaluzzo in quanto il sensore della temperatura della stazione ARPA da i numeri e non è stato sostituito. Non ancora, sticazzi. Sono convinto che colui anche facesse bene il proprio mestiere in Agenzia, si scontrerebbe con qualche difficoltà burocratica ed organizzativa ridicola.

Tipo; la spending review e le norme comunitarie impongono una gara mondiale al massimo ribasso per la fornitura di un sensore che costa 50 euro, pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea e bando tradotto in 15 lingue. Ci vorranno 3 mesi perchè il sensore di riserva si è allagato in magazzino perchè il tetto perdeva e per rimpiazzare 5 metri quadri di lamiera ci voleva una gara allargata ai 7 pianeti recentemente scoperti dalla NASA.

Nel frattempo eccomi nella terra di Trump, del quale però non voglio parlare. Una sveltina visita per non perdere l’abitudine. Arrivati con temperatra reale 18, percepita per l’umidità tropicale +25, dopo poche ore la temperatura reale -10, percepita era -20 per il vento. Piuttosto, sono stato al museo della Città di New york dove ho fotografato quanto segue.

Commenti: siamo nel 1911 e la ricca quinta strada è assalita dalle torme di poveracci che arrivano dai quartieri vicino, lower east side, little Italy, Chiantown ed altri. Le comunità più fastisiose sono però quelle italiane e Yiddish ed il cartello, appeso sulle vetrine dei negozi, è in inglese, italiano ed ebraico.

 

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50 gradi.

La temperatura segnalata oggi a Basaluzzo da un sensore impazzito. Se continua questo trend climatico, tra qualche anno potrebbe diventare una cosa normale, ma per il momento tocca all’ARPA sistemare il problema. Ah, nel frattempo a New York sole e -10, ma quelli penso siano reali.

Intanto la righicam di Levante ha iniziato ad asciugarsi.

E per concludere la trattazione, ecco la luna dei 50 gradi basaluzzesi, che adesso sono diventati circa 25 nel cuore della notte, ma intanto hanno tolto l’indicazione della temperatura dal sito web ARPA Piemonte.

 

 

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Righicam Levante allagata.

Pioggia e vento di scirocco ed ecco che l’umidità si insinua dentro la webcam e le lente si annebbia. Non è la prima volta che capita. La prima volta ero stato preso dal panico; avevo rimosso la webcam, portata in casa, tenuta per una mezz’ora sotto il fuoco di un asciugacapelli a temperatura tiepida. Poi avevo verificato i risultati dell’operazione: peggio di prima. Poi si era asciugata da sola. Ora però c’è l’aggiunta di un problema di hardware e dunque compaiono quelle striature che vanno bene per un museo di arte Pop. Dovrebbe durare per una giornata e poi, con il favore della tramontana, inizierà ad asciugarsi. Spero.

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Il Lemme

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Foto del Consulente BIO che ha effettuato una verifica sullo stato di conservazione della fauna e della flora attigua alla Pozzanghera.

Nel frattempo mi è venuto il colpo della strega, termine orrendo che  credo corrisponda ad un nervetto vicino alla colonna vertebrale poco sopra la canala che si attorciglia, non la canala, dico il nervetto. Cammino in modo strano e mi piego con dolore, una volta seduto va tutto bene fino al momento di rialzarsi, a quel punto devo fare movimenti strani da contorsionista. E sto facendo la copia di back-up sulla pennetta più lenta del mondo. Ma  Basaluzzo sono venuti quasi 6 millimetri di pioggia e questo mi rende tranquillo.

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Gocce.

A Basaluzzo sta arrivando la primavera. Le rose hanno i primi getti, l’erba inizia a rinverdirsi seriamente, ho potuto ascoltare la prima rana del 2017. Nel frattempo però fa ancora freddo e c’è spesso nebbia. Non sapendo che cosa fotografare, ho ripreso questo articolo che mi piace tanto e che con suoni lievi allieta i miei soggiorni sulla panchina mentre sono in adorazione della Pozzanghera. Cosa sono quelle micro gocce che si vedono in almeno tre punti diversi ? Non c’era vento, dunque cosa le ha provocate ?

Questa è una ulteriore immagine atipica rispetto alle banalità che metto qui. Cioè, è sempre banale ma anche indecifrabile. A meno che uno non sia stato in un autolavaggio ed abbia preferito stare in macchina mentre la stessa passava sotto gli spazzoloni.

Vorrei aggiungere qualcosa al mio sito web. Si tratta di una tabella con indicati alcuni elementi astronomici che io ritengo importantissimi. Ossia, nell’ordine oppure in qualche altro ordine, la durata del giorno, la variazione della durata del giorno rispetto al giorno precedente, la percentuale di variazione rispetto al solstizio invernale.

Per esempio, oggi è il 24 Febbraio ? Ebbene i valori sono:

24-feb    10:55:43    02:59    02:05:21    31,19%

Riconosco che è una cagata, ma a me piace e dunque, non sapendo come fare, sono andato sul sito che insegna a fare cose su internet, linguaggio HTML e simili. Sto chiedendo informazioni ed ho trovato una persona molto disponibile che forse mi può aiutare. Con l’occasione ho salvato la pubblicità che compare su questo serio sito tutoriale.

Insomma, gnocca al numero uno seguita dal far soldi con poco fatica e comprarsi un’auto la cui porta si apre verso l’alto.

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Shiatsu.

Io credo che il pianeta terra sia un laboratorio biologico di una complessità che noi umani non siamo neppure in grado di immaginare. In questo scenario, ci sta pure che fare yoga aiuti a trovare pace nel proprio difettoso cervello. A me, in quanto dotato forse di un cervello ancor più difettoso, lo yoga non piace perchè non riesco a svuotare la mente da pensieri perlopiù inconcludenti, e poi in certe posizioni la mia mente è focalizzata solo sulla paura di scoreggiare e dunque sono distratto. Anche le altre discipline che mirano a raggiungere una forma di concentrazione elevata, con me non funzionano. Mi sento cretino. E’ tanto forte questa pulsione che sono certo di averlo già scritto in qualche post.

Una volta ogni 3-5 anni mi sale lo sturbo per lo Shaitsu. Perchè non devo far nulla, ci pensa la persona che me lo pratica. Non credo nelle religioni organizzate e in chi mi spaventa con gli inferni ed i paradisi, ma penso che il corpo umano abbia delle capacità reattive formidabili, i cinesi antichi la sapevano lunga e lo Shiatsu mi fa bene.

Respingo con vigore il luogo comune che vuole ogni maschio che si fa manipolare spinto dalla speranza che a fare il massaggio si presenti Pamela Anderson. Ammetto che ad una prima, superficiale analisi, la cosa potrebbe risultare gradevole, stimolante. In realtà se mi accadesse una cosa del genere, finirebbe con un inevitabile crollo verticale della mia autostima. Tuttavia riconosco che le donne sono più brave; non ho niente contro i massaggiatori pelosi, ma mi trovo a mio agio tra le mani di una donna anche senza aspettarmi inconfessatamente che questa acceda ai miei genitali oppure mi strofini le tette sulla faccia o non so quale altra pratica erotica. Dev’essere una cosa istintiva, forse il contatto femminile mi ricorda la mamma, il ventre materno, l’essere stato un ovulo per un certo periodo della mia vita.

Insomma oggi ho fatto Shiatsu. Lei è brava perchè sono entrato in uno stato che mi ricorda la pre-anestesia. Provo un certo torpore e freddo sulla pelle mentre la mie mente vaga tra il non pensiero e flash su argomenti sciocchi di cultura generale.

Era tipo questa

Oggi però mentre sopivo si è presentata di fronte ai miei occhi la borsa da ginnastica di quanto andavo alle scuole medie. Chissà in quale banco di memoria era conservata e chissà per quale ragione me la sono vista improvvisamente di fronte, bianca con il bordino di finta pelle rossa. Il ricordo era talmente vivido che mi è sembrato di toccarla, ho spostato i lembi ripiegati verso l’interno per poter guardare dentro e vedere le mie scarpe da ginnastica. Ho cercato su Google per vedere se trovavo qualcosa di simile, ne ho trovato una che ho provato a camuffare, ma l’originale era molto più bella e c’era la scritta con il nome della scuola dello stesso rosso dei bordini. Resta nella mia memoria, anche se probabilmente nel giro di poco tempo scomparirà di nuovo, immersa nei fondali dei miei mari neuronali. Ho raccontato la cosa alla operatrice, che credo abbia pensato ad un effetto rebound di qualche droga che assumo abitualmente ed in copiose quantità senza averglielo detto.

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