Questa nave tutta illuminata alla fonda di fronte a Corso Italia si chiama Teliri, batte bandiera italiana ed è una posacavi. Non so cosa cazzo scrivere in questa afosa serata nella quale per motivi incidentali sono a Genova. Sono certo che molti concittadini penseranno che questa è una nave spia mandata dei poteri forti. La nave svolge attività segrete che pochi conoscono e non è un caso che sia ferma davanti a Genova.
Dopo le meravigliose piogge dei giorni scorsi, il pratone si è rinverdito. Il cerchio incolto risalta di più se l’erba intorno diventa verde. Ho studiato regioneria con discreti risultati per arrivare a questa conclusione. In questa immagine si vede altresì la parte superiore del castagno messo a dimora qualche mese fa.
Ho iniziato a leggere l’ennesimo libro sugli alberi, finito il quale avrò accresciuto la mia conoscenza la materia di alberi in misura del consueto picocazzo, raggiungendo così un livello complessivo di apprendimento pari a 1Pc+
Forse avevo già notato, e nel caso ho già scritto le stesse cose in precedenza. Agnimodo, qualcosa si muove e la webcam riprende foto che sono puntate in un modo sensibilmente diverso di giorno in giorno a seconda del vento, pioggia, temperatura, umidità, pressione atmosferica, fase lunare, ciclo mestruale, insetti, uccelli e chissà cos’altro.
Undici foto dal 24 agosto al 3 settembre comprese. Gli scarti a volte sono minimi, a volte invece sembra che la webcam si sia spostata, o il palo, o Basaluzzo. In questa foto a fianco sono stato salvato anch’io a futura memoria.
Qui sembra che io abbia una testa minuscola su un corpo a forma di parallelepipedo irregolare.
Questo è l’autorigenerante che dopo aver regalato sana pioggia da noi nella bassa, si è incattivito ed ha inflitto danni notevoli nel ponente ligure. Qui stava iniziando a muoversi verso est, avrebbe preso Genova dopo qualche ora.
Mentre nel sud del Piemonte e Liguria faceva millimetri su millimetri, sulle Cozie era passato innocuo.
Gastone a fine episodio sullo stesso angolo del moletto, senza collo per l’artrite o perché è anziano ed assume la posizione da anziani, come me.
Il figlio di Erin infine arriva a Genova – centro. In questa foto si vede il muro di pioggia sul mare che punta verso la costa.
Altre considerazioni futili. Il bottino della perturbazione a Basaluzzo ammonta ad un totale di circa 90 millimetri, una benedizione, tutto si sta rinverdendo. Miriam però ha messo il piumone nel letto, mi sa che dormirò sul divano.
Sempre Miriam mi ha fatto acquistare in super saldo presso il mefitico Outlet di Serravalle una giacca blu con i bottoni dorati, articolo di guardaroba che mi mancava da quando sono bambino. Adesso potrò interpretare il ruolo di Capitan Findus ad un compleanno.
Non riesco ancora a dormire senza sonnifero. In genere il jet lag dura tre giorni, ma qui si va ad oltranza. Temevo sarebbe capitato; forse mi sono assuefatto al sonnifero e lo devo prendere per sempre. Potrei iniziare a bere verso l’autodistruzione, però devo trovare il modo di evitare il mal di testa da alcool.
Questo nella foto è stato descritto come un cinghiale che è stato preso dalla piena di un torrente in Liguria e viene trascinato in mare. A me sembra più una foca, anche se non mi risulta che ci siano foche nei torrenti liguri. Questo breve filmato ha scatenato i leoni da tastiera. “Povera bestia” oppure “un cinghiale di meno”. Non so, ma a me non sembra un cinghiale.
Iniziano le rugiade notturne, l’erba di sera è ancora asciutta ma si percepisce bene l’umidità che riempie l’aria immobile di profumi meravigliosi. La passeggiata serale non tiene conto dei rischi mortali che ci sono nell’erba appena tagliata. Nidi di vespe, ragni velenosi, zanzare feroci, tafani ed altri animaletti che ronzano vicini alle orecchie ma non riesco ad identificare.
Ma sono i profumi a rendere la passeggiata gradevole. Anche il tatto del passo con l’erba sta perdendo il suo scricchiolare secco ed inospitale tipico estivo. Il passo è silenzioso sul fondo umido di erba secca e nuova erba che sta nascendo dopo la pioggia.
Probabilmente ho descritto la stessa sensazione nello stesso periodo per gli ultimi dieci anni. A mia discolpa, riconosco il privilegio nel poter godere di questo prato, e mi ripeto ad oltranza.
Ci sarà al mondo un altro analogo sito governativo (le poste italiote) che la domenica non consente di effettuare operazioni come una ricarica, perché è appunto domenica, e ti restituisce un messaggio di errore veramente del cazzo?
Birra e pannocchie, serata tranquilla e discreta con una dieta internazionale di alto profilo. Burro e sale sono inclusi, per inciso.
Nella Genova stanca e conservatrice, almeno le serate possono essere di aspetto gradevole, salvo teppisti che lasciano rifiuti ovunque e scritte cretine sui muri.
Dopo una accurata progettazione tramite Google, ho definito un cerchio di 50 metri di diametro equidistante dalla staccionata ed il limite del bosco.
Poi usando una corda di 25 metri ed il tosaerba, ho tracciato il cerchio nell’erba alta. Inaspettatamente, il cerchio ricalca con molta precisione quello che avevo disegnato con il trattore ad occhio.
Mi piacerebbe fare foto dall’alto con il drone. Ma il drone è fermo da anni, è forse rotto, la batteria fulminata, non ricordo neppure come si usa.
Durante il taglio del pratone ho inseguito due conigli, terrorizzati, che alla fine si sono nascosti tra l’erba alta nel cerchio incolto lasciato apposta per i conigli che vanno a morire di infarto dopo che li ho inseguiti con un Fiat 550 del 1965.
Terzo temporale in tre giorni, dunque 60 + 13 + 11 = 84 millimetri caduti in tre giorni. La mattina 15°, il sole è ancora caldo, sembra proprio Autunno. Salvo possibili ondate di caldo settembrine, forse questa merda di estate ce la siamo tolta dalle balle.
Arrivando dall’aeroporto, nella roggia vicino alla strada salendo verso casa c’era un romantico rivoletto di acqua. La Pozzanghera tracima dal tubo del troppo pieno, si sono formate pozze d’acqua nei punti dove si formano solo se piove copiosamente. Due fenomeni distinti, uno da 60 ed il secondo da 13 millimetri.
Qualche albero ha patito la sagra infernale dei 36 gradi di massima andata avanti per una quindicina di giorni. Ma salvo sorprese, non ci sono decessi e dunque sono sollevato.
Un fulmine caduto all’inizio del primo temporale ha fatto scattare il salvavita e non ci sono foto. C’è stata anche una interruzione del servizio di Eolo, insomma quasi due giorni di black-out.
Visto che siamo alla fine dell’estate meteorologica, ho tolto il sistema di irrigazione di emergenza. Temperatura diurna e notturna molto piacevole. Il trattore non parte, la batteria è morta. C’è un nido di calabroni nel tetto. L’aria non è autunnale ma penso e spero che noi si sia fuori dal tunnel rovente e puzzolente della maledetta estate africana. Ho rimosso le coperture di juta che proteggono le cortecce degli alberi messi a dimora negli ultimi due anni. Era finito il sale nell’addolcitore.
Sono ancora nel pieno del jet leg, ma di giorno non dormo anche se mi addormento in piedi e sono rallentato più del normale.
Una breve sintesi fotografica, gli ultimi venticinque giorni con omesse solo le cose più importanti.
Pasto su aereo di linea interna di compagnia americana. Sebbene l’aspetto possa sembrare orribile, non è male. Insomma devono piacere questi intrugli dove vengono mischiati senza timore carne, formaggio, peperoni e dell’altro che non so bene, infilato in un panino e scaldato nel microonde. Ho masticato con molta cura per non intasarmi ed è andata bene. Enjoy.
Foresta tropicale nel bel mezzo dell’oceano Pacifico. Vantano l’assenza di serpenti ed altri animali velenosi. Qualche zanzara si, ma ce ne sono di più a Basaluzzo.
Mr. Rooster. Gli manca un occhio ed è adottato nel maneggio dove gli amici tengono un cavallo. Cerca cibo ed arriva a distanza braccio, me se allunghi la mano scappa. Ho aspettato che fosse girato dalla parte dove gli manca l’occhio e l’ho toccato. Ma fatto un salto di un metro. Non ha cercato di vendicarsi.
Non è il cavallo in oggetto ma il suo vicino che viene per scroccare fieno ed erba fresca. Molto amichevole; si è fatto accarezzare senza staccarmi la mano con un morso.
Molti automobilisti appendono alla targa una pianta, pare una tradizione che vuol dire “che cazzo te ne frega se io appendo dei rami alla targa“. In realtà mi ha colpito l’adesivo sul paraurti.
“Vegʻāina” (pronounced Veg-AI-nah) is a term, popularized by Hawaiian apparel and lifestyle brands, that combines the English word “veg” (short for vegetables) with the Hawaiian word “ʻāina,” meaning land or earth. The phrase “Eat More Vegʻāina” encourages people to eat more vegetables that are grown on Hawaiian land, support local farmers, and understand where their food comes from.
Si, va bene, tutto quello che vuoi, mangia vegetali locali. Ma nutro il sospetto ci sia anche un doppiosenso.
Tagliatelle con Tobiko. La voce sul menu di questo ristorante sul mare era attraente. Tobiko, ovvero uova di pesce. L’esecuzione totalmente sgangherata; c’erano si le uova di pesce (nella foto se ne vede almeno una) ma anche funghi, panna, burro. Non era cattiva, ma era il solito pasticcio senza arte ne’ parte. Avrei voluto alzarmi ed andare a parlare con il cuoco. “Ma si, mettici anche del pollo fritto, e ananas, e la sorca di ‘tu mamma”.
I nostri amici che per ragioni oscure ci hanno nuovamente ospitato. Lui è un pittore che con una tecnica particolare ritrae pesci ed a volte viene pagato con pesce appena pescato. Questo era tonno, pinna gialla. Sublime.
Ho fatto un corso da apicoltore. Non era intenzionale, ossia non ho viaggiato mille ore per fare un corso di apicoltura sulle pendici di un vulcano, ma mi ci sono trovato. $80 spesi bene, argomento interessante e non sono stato divorato vivo dalle api. In zona sono anche andato a visitare una azienda vinicola con tanto di assaggi. Lo chiamano vino ma è mischiato con delle bacche blu che crescono sul tronco di un albero. Discutibile.
Il nostro amico era convinto fosse caffè. Aveva aspettato che i frutti maturassero sulla pianta nel prato di fronte a casa. Volevamo tostare i semi e farci il caffè. Invece si trattava di Guava. Frutti buoni, dolcissimi, forse vagamente lassativi, mi è parso.
In questo posto i venti dominanti sono davvero così dominanti che a distanza di poche decine di metri si passa dal deserto ai prati fioriti, stau e foehn disegnati con il righello. Qui è foehn con antiche colate di lava.
A questo pennuto ho offerto il pane dell’hot dog. Lo ha rifiutato mentre ha apprezzato molto proprio l’hot dog con la senape. Dieta USA anche per i pennuti.
Li ho solo fotografati. Genova è esattamente dall’altra parte del mondo rispetto a questo supermercato. C’è il nefasto pesto della Barilla che si trova anche in Italia, più altri brand.
Genova tonno in olive oil, senza coloranti ne’ conservanti. Magari sono i muggini che vengono pescati dentro la diga foranea. Mangiando merda ed idrocarburi si conservano in eterno.
Miriam ha partecipato ad un corso di pittura a casa di questi amici-di-amici. Oltre a fotografare i numerosi animali che tengono in casa e fuori nel giardino, non essendo proprio dotato nella pittura, vado sui fornelli, rigorosamente ad induzione. Quest’anno mi sono prodotto in una pasta con la bottarga. La bottarga non si trova nei supermercati ma si ordina su Amazon ed arriva originale proprio dalla Sardegna in 48 ore, da circa 13,250 km di distanza. Hanno mangiato la pasta in silenzio; certo che se sono abituati a mettere panna, burro, funghi, ananas, pollo fritto, maionese e ketchup ovunque, si saranno stupiti. Mi hanno chiesto la ricetta, mi sembravano increduli.
Qui è la parte stau delle isole. Ed è anche dove hanno girato una quantità notevole di film tra i quali Jurassic Park. Evito con cura di mostrare i vari dinosauri di plastica e le altre vestigia dei film, accuratamente lasciate per convincere i meno dotati (come me) a fare un giro sul pulmino in questo che è un parco privato.
Sono stato adottato da questo botolo. Due surfisti sono arrivati con questo soggetto che appena mi ha visto si è accucciato. I ragazzi mi hanno chiesto se mi dava fastidio e visto che ho risposto di no, mi hanno chiesto se glielo accudivo mentre erano in mare. Questa spiaggia è piena di cani, camminatori, surfisti. E gnocca ovviamente. Potrei ma non voglio mettere una foto di questa lingua di sabbia lunga cinque chilometri, costeggiata da palme e case tra le quali viene ricordata quella che affittava per le vacanze Barack Obama. Finito il mandato ha acquistato la casa che fu il set di Magnum P.I. poco distante. L’ha demolita ed ha costruito una nuova, con tanto di molo privato che, gira la voce, sia un pochino abusivo.
Sopra, il quadro che ha dipinto Miriam. Sotto, più o meno come si presentano i monti. Miriam è brava ma si stanca presto e va a giocare un il cane dei padroni di casa. Allora arriva l’istruttore che apporta qualche modifica al lavoro, piccole ma sostanziali correzioni.
Mentre ero oltreoceano al quadrato, per motivi irrazionali e totalmente casuali sono venuto a conoscenza di una pianta che, mi è stato assicurato, ha proprietà mediche eccezionali. Non so se ero sotto l’effetto di alcool o qualche altra pianta ricreativa, ho immediatamente acquistato on line due piante che sono puntualmente arrivate a casa. Solo che è impensabile che io possa tenere piante in casa, a meno che siano di plastica.
Un po’ sofferenti per il viaggio e la lunga attesa in una scatola di cartone, però erano vive e vegete. Le ho offerte alla mia vicina del piano di sotto, ha un bel terrazzo pieno di fiori ed alberi. Però ha declinato l’offerta perchè non tiene piante in casa.
Allora ho portato in portineria un vaso con le due piantine ed una nota. Ho chiesto al portinaio di turno di esporle su un tavolo che è in ingresso. Il primo che passa e se le vuole prendere è il benvenuto. Il primo condomino che è passato dopo che le avevo esposte le ha prese, il portinaio era molto contento.
ATTENZIONE; tutto quanto sopra esposto, testo ed immagini, rientrano a pieno titolo nella categoria sotto evidenziata.
Molti ristoranti e fast food hanno tavolini sul marciapiede, ma in questi giorni sono infrequentabili per il caldo. In compenso al chiuso hanno l’aria condizionata di una cella frigorifero, dunque per Miriam sono improponibili. Dunque mi avventuro in un supermercato alimentare, dove vendono una vasta gamma di cibi già cotti di estrazione multinazionale. Qualcosa di sano e dietetico per Miriam, io sono più grossolano e cerco pietanze a base di formaggio. Trovo sempre quello che cerco.
Domani l’ondata di caldo termina, la temperatura scende di 15° centigradi in sei ore. Si inizia a deambulare per strada tranquillamente e fare vita sociale.
Verso le 6 di pomeriggio siamo usciti. Eravamo su una panchina dal Pond ed avevo appena finito di dire a Miriam che benchè il cielo fosse minaccioso, il radar non mostrava alcun fenomeno in arrivo.
Ci siamo riparati sotto la tettoia di un baretto, subito raggiunti da un gruppo di messicani in vestiti tradizionali che stavano preparando una sessione fotografica, poi è arrivata una signora con un cane ed altre due persone. Ha quasi smesso di piovere, ho detto a Miriam di andare a casa mentre io dovevo fare un paio di commissioni.
E’ venuta una bulaccata magistrale, ho provato a mettermi sotto un albero come altri passanti, ma dopo qualche minuto durante i quali la pioggia è semmai aumentata, sono andato a casa. Dovevo andare a comperare la minestra di pomodoro da Morton William, buonissima, ma se fossi entrato nel gelido supermercato fradicio come ero, non sarei uscito vivo. Ma sticazzi?
Domani sarà più fresco ma noi emigriamo di nuovo, sperando di non trascinarci dietro caldo, afa, insetti, virus.