Ecco una serie di foto.

iloveNYIeri ero in giro ed ho fatto alune foto che metto qui ben sapendo che sono insulse. D’altronde devo pur scrivere qualcosa in questa domenica mattina in cui le strade sono silenziose, pochissimo traffico, i pochi turisti sono morti per il gelo e chiusi al caldo che si sbracciano con il classico gesto dell’ombrello al pensiero di lanciarsi nelle strade ventose. Almeno fino alle 10, ora in cui molti negozi iniziano ad aprire i battenti.

Oh, insomma.

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Sleepy Hollow, località immortalata da un filmetto in cui un cavaliere senza testa inseguiva Jonny Depp per fargli un trattamento anti forfora. Miriam è appassionata del genere. Siamo andati al cimitero, cosa che non avrei mai pensato di fare in vita, ma in effetti è un posto particolare. Google dice tutto.

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Il villaggio di Greenwich è simile a tanti altri, intorno ci sono bellissime ville con parchi dove in inverno stirano anche la neve per renderli più ordinati ed un centro totalmente anonimo con negozi super-di-moda e locali chic. Metà dei ristoranti vantano cucine italiane, o qualcosa di simile. Ma la mia vicina di tavolo era comunque incredula quando le ho giurato che in Italia non esiste un piatto che mette le polpette sugli spaghetti, lei sosteneva che nel 1967 a Roma le ha mangiate. Ho provato a spiegarle che secondo me Roma sta all’Italia come New York sta agli USA, ma in senso negativo. Non ha capito e non mi ha neppure creduto quando le ho detto che le Fettuccine Alfredo sono una invenzione americana e nessuno si sognerebbe davvero di mangiare le fettuccine condite con i pezzi di petto di pollo. Il locale si chiamava “Il polpo” ed è un perfetto esempio di mix di culture senza una ragione particolare. Ingresso con colonnine di marmo, sport bar americano, bancone con le televisioni sintonizzate su ESPN, arredato come una baita tirolese – con tanto di sci e pattini fine ‘800 appesi alla boiserie – ma anche una serie di foto di navi da carico secco ed attori che hanno cenato li. Anche in questo caso, Google è provvido di informazioni sul Il Polpo, Greenwich, CT. Ah, non abbiamo mangiato affatto male ma quando si è riempito era così rumoroso che non si riusciva a comunicare a distanza di un metro.

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E per concludere, questo è il sole che per pochi minuti all’alba ha colorato di rosso le cime più alte di Manhattan, prima di nascondersi dietro la coltre di nubi. Oggi prevedono qualche fiocco di neve.

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2 Responses to Ecco una serie di foto.

  1. Mitì says:

    Sulla cucina italiana in America, conosci questo bellissimo libro di John Dickie http://www.amazon.it/gusto-Storia-degli-italiani-tavola/dp/8842089761 ? Racconta anche gli orrori e le false convinzioni, in modo divertente e brillante.

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