Questo esperante-latino falso come un qualsiasi rappresentante dell’UDC serve ad introdurre la seguente immagine.


Che è la solita, consunta fotografia che riprende il panorama che vedo dalla finestra dell’ufficio. Qualche tempo fa in un negozio dell’aeroporto di Monaco ho adocchiato queste gocce di plastica. L’unico motivo per cui uno dovrebbe essere invogliato a comprare queste gocce di plastica trasparente è attaccarle alla finestra per poter esclamare “belin, sembrano enormi gocce di acqua” e poi suicidarsi per la tristezza. Nel frattempo ho pagato il canone della RAI, e mi sono sentito bovino come non mai. La foto di sopra è anche finta; nel senso che ho scattato due foto, in una ho messo a fuoco la goccia, nella seconda a fuoco c’era il panorama. Le due cose assieme non venivano a fuoco. Ho ritagliato la goccia dalla foto a fuoco ed incollata sulla foto dove a fuoco c’era il panorama. Non ci sarebbe bisogno di spiegare questo aspetto totalmente trascurabile. Oggi mi ha scritto una persona da New York dicendomi di non uscire di casa perchè arriva Juno. Intanto non sono a New York, ma questa persona pensa che io ci viva sebbene io continui a dirle che sono un turista che passa più tempo a New York di un turista tradizionale, pur restando fedele alla fattispecie del turista. Juno è una nor-eastern front, una perturbazione di origine canadese che potrebbe lasciare al suolo mezzo metro di neve. Tutti da Washington al Maine sono in febbricitante attesa di questa major storm ed i media sono felici di poter annunciare il blocco totale dei trasporti per 40 ore. Quella macchietta di Joe Cantore ha già fatto le valige per poter documentare l’evento di persona. Noi in Italia non abbiamo un “Joe Cantore”, anche se qualcuno talvolta ci prova con risultati risibili.