Ante-vigilia.

Ecco un messaggio ricevuto da Miriam via Whatsapp alle ore 12:49 di oggi.

Ho rotto una tazza mi sento la testa in un sacchetto di plastica non riesco a fare i pacchi ho le orecchie ovattate ho preso due chili e mi sento un pallone non so dove sedermi do colpi ovunque tra poco è Gennaio, nevica io chiamo l’amministratore e per completare il quadro è arrivata ora la Nave. Puzzo, sudo, sono gonfia mi sento un cesso e in più sei una merda perchè non rispondi.

Mezz’ora prima mi aveva telefonato in ufficio una prima volta in preda ad una crisi isterica; avrei dovuto chiamare il 187 “perchè ci mancano pure quegli stronzi della Telecom, il telefono di casa non funziona più.  Non funziona più niente in questa casa, il termosifone che perde siamo pieni di muffa e adesso siamo anche isolati.

Dunque chiamo il 187 e la ragazza del call center mi chiede se mia moglie è in casa, se si, mi chiede il suo numero di cellulare così la chiama e vedono di fare i vari test in diretta. Durante la telefonata al 187 dal fisso dell’ufficio, Miriam mi chiama sul cellulare, pertanto sente quello che dico alla tipa del 187 e va su tutte le furie quando sente che sbaglio il suo numero di telefono. Sento la sua vocina alterata che esce dal cellulare: “cazzo le stai dando il numero sbagliato!!“. Correggo con una metaforica coda tra le gambe ed il senso di colpa che mi provoca lo sbagliare il suo numero di cellulare e poso entrambi i telefoni.

Attendo con trepidazione.

Dopo qualche minuto mi richiama Miriam “il cellulare in questa casa di merda non funziona, non sentivo niente ed ora non riesco più a chiamare il 187“. Seguono insulti verso la Telecom. Cade la comunicazione.  Mi immagino Miriam e mi viene da ridere.

Se Miriam è mediamente incazzata e mi chiama che ce l’ha con il mondo io ascolto le sue esternazioni facendo pochi e sparuti commenti perchè qualsiasi cosa io dico può essere usata contro di me. Ma quando, su una scala da 1 a 5, Miriam è incazzata 5, allora mi suscita l’ilarità di Paperino Paolino quando gli va tutto storto e diventa rosso per la rabbia. E non riesco a rimanere serio di fronte alla sua furia scatenata.

Mi richiama. “Internet funziona – le comunico – e dunque non è un problema di linea, ma dev’essere un telefono di casa che non funziona. Sei sicura che non ci sia una cornetta messa male? ” Abbiamo una casa di 95 metri quadri calpestabili ma innumerevoli telefoni. La risposta arriva ad un numero di decibel spaventoso e con 2, forse tre ottave di troppo: “E’ colpa di mia madre, mi continua a telefonare e le ho sbattuto giù il telefono ed ora siamo isolatiiiiiiii“.

Insomma, evidentemente il colpo che la cornetta ha inferto al telefono di casa è stato tanto forte che il medesmo è andato in corto circuito ed ha bloccato la linea. Dopo alcuni tentativi di spiegarle telefonicamente cosa doveva fare senza ridere, finalmente riesce a staccare la spina della linea telefonica dal telefono fracassato e dopo qualche prova andata a vuoto, la linea si riattiva.

Glossario:

“E’ arrivata la Nave”. Non so dove l’ho sentita per la prima volta, credo fosse un modo di dire che usava una collega di ufficio tanti, ma tanti anni fa. Comunque l’espressione è entrata nel lessico famigliare e vuol dire che le sono arrivate le mestruazioni. In alternativa usa anche “The Boat” perchè siamo internazionali.

“Il cellulare in questa casa non si sente”. E’ vero, o meglio si sente solo vicino ad UNA finestra, altrimenti ti da l’illusione iniziale di una tranquilla conversazione ma dopo pochi istanti all’improvviso si sentono solo le vocali, oppure le consonanti e poi la linea si interrompe sistematicamente.

“Il termodifone che perde”. E’ già successo; ogni tanto c’è una valvola che lascia trafilare qualche goccia. Credo succeda in tutti i riscaldamenti al mondo, stiamo parlando di qualche goccia saltuariamente da uno dei termosifoni. Miriam si immagina con la casa allagata e senza riscaldamento, costretta a chiedere asilo a sua madre. Una ipotesi spaventosa, credo anche per sua madre.

“Sei una merda perchè non rispondi.”. Ha ragione, io non sento il telefono cellulare a meno che non sia nel mio campo visivo. Se è in una tasca non lo sento. Non sento neppure le vibrazioni. Potrei essere immobile nel mezzo di un deserto, metto il telefono nella tasca di una camicia di cotone sottilissimo, suoneria al massimo e vibrazione. Suona il telefono; niente, non sento niente.

“Cazzo sbagli il mio numero di cellulare”. E’ vero. Anche in questo istante, non sono sicuro se inizia con 339 o 338. Poi vado bene liscio fino alla fine, ma mi fermo al tre-tre-otto-cioè-no-oppure-nove con la mente in subbuglio.

Tiriamo le somme: nelle ore successive pare abbia smesso di funzionare anche il telefono cordless e quello che Miriam chiama “il videoregistratore” che sarebbe poi il lettore DVD.

Io credo che esistano influssi poco noti che condizionano le nostre vite nel quotidiano. Non parlo di astrologia o di scienze occulte, parlo di elettricità e di campi magnetici di cui il pianeta e le nostre case sono piene, naturali e artificiali. Ecco, oggi Miriam era in risonanza con un certo numero di onde. Ma forse anch’io; prima di uscire questa mattina avevo rotto una tazzina del caffe. Morale, credo che questa sera Miriam si troverà nei piedi (letteralmente, quando andrà a letto) il mio regalo di Natale e compleanno, che cascano molto vicini e che gestisco generalmente con un solo regalo natalizio.

Romantica immagine serale di Basaluzzo. Ma che palle questa nebbia.

Romantica immagine serale di Basaluzzo. Ma che palle questa nebbia.

Update serale. Dunque, non avevo capito un cassettone, oppure le linee erano disturbate o ero ubriaco o lo era Miriam o devo andare da un otorinolaringomandingo per farmi sturare le orecchie. Il telefono che ha subito l’impatto con la cornetta funziona regolarmente. Invece il cordless manda in blocco la linea. Anzi no, non è il cordless, è qualsiasi telefono collegato su quella presa che manda in corto la linea. Cioè io attacco un qualsiasi telefono a quella presa e rimaniamo isolati. Non sempre ma quasi sempre. Dunque siamo di nuovo in balìa di eventi elettrici casuali e non determinabili con il buon senso; a questo punto ci vuole uno specialista. Io vado già regolarmente da uno strizzacervelli, Miriam ce la mando a Gennaio, l’elettricista verrà interpellato domani.

Se il telefono funziona o meno.

Se il telefono funziona o meno.

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