Questa mattina alle ore 8 mi sono messo in coda da Barnes & Nobles per farmi firmare da John Cleese un nuovo libro scritto da John Cleese (sto parlando dello stesso Cleese). Ok, va bene, sticazzi letterari.
La procedura è sofisticata. Quando mi ero fatto firmare il libro da Jenny Lawson era stato molto più semplice, ma John Cleese è un mito per diverse generazioni, dunque prima si fa la coda sul marciapiede aspettando che apra il negozio alle 9. Alle 9 si aprono le porte ed entri, fai la coda per comprare il libro da farsi autografare e ti fai mettere un braccialetto al polso. Con il tuo bravo braccialetto esci dal negozio e ti rimetti in coda sul marciapiede per poter ri-accedere dentro il negozio quando arriva l’autore e metterti in coda per poi entrare infine nella saletta dove ci sarà l’autore che firma il libro. Il numero dei braccialetti è limitato, dunque se arrivi tardi puoi comperare il libro ma non fartelo firmare.

Dunque sono stato dalle 8 alle 12:30 un po’ in piedi ed un po’ seduto sul marciapiede, ma alla fine sono entrato nella sala dove c’era Cleese.

Devo ammettere che ho pochi autori che adoro e che ammiro sia per quanto fanno nella veste di professionisti ma sia anche per come sono lontano dalle scene; uno di questi è John Cleese. E devo anche ammettere che avevo immaginato di dire qualcosa a Cleese e di farmi fare un autografo con dedica, nonostante fosse assolutamente vietato. Volevo dirgli che ero italiano e se poteva dedicare il libro “a Stefano, AKA Marco Pisellonio”.
E a dispetto del divieto sono abbastanza sicuro che me lo avrebbe scritto perchè è stato gentile e cortese con tutti; non ha risparmiato di sorridere e di guardare negli occhi ogni singola persona che si è presentata davanti a lui con il libro, non si è risparmiato qualche scambio di battute con coloro che mi hanno preceduto. Poi sono arrivato io, ho potuto dire solo “thank you” mentre avrei voluto sviscerargli tutta la mia ammirazione e chiedergli quella dedica perchè io ero sicuramente l’unico italiano in coda e volevo spiegargli che mi firmo così (Marco Pisellonio) in certe occasioni formali alle quali partecipo periodicamente. Marco Pisellonio (Biggus Dickus in originale) è un personaggio esilarante di un film dei Monthy Python.
Niente da fare, sono stato colto da blocco e timidezza e dunque mi sono lasciato scappare questa occasione.

Devo però dire che – leggendo le prime pagine del suo libro – scopro che le due cose che lo perseguitano sono le cene dove chi lo circonda cerca di fare lo spiritoso per impressionarlo e, seconda cosa che lo perseguita, sono le persone che lo incontrano e chiedono sempre dediche personali e millantano somiglianze e affinità caratteriali, famigliari o altre cazzate. Dunque mi viene il sospetto che se avessi chiesto la dedica sarei rientrato a pieno titolo nel genere di persone che più lo infastidiscono, o forse invece no. Va bene, non lo saprò mai, ma l’ho incontrato ed ho il suo libro autografato. Sono contento.
Sticazzi The Ministry Of Silly Walk.


Congratulations!
Thank you. Actually I am a little disappointed. Despite my intentions to communicate with him, i chickened out totally. Well, I started the book, it’s hilarious.
Io lo seguo qui https://twitter.com/JohnCleese
Ehm… io non sono su twitter. O meglio, ci sono ma non so se ci sono ancora. Insomma devo verificare…