Non vado a raccogliere funghi, a parte quelli che trovo nei negozi o mercati.
In genere compro quelli grandi ed un po’ ingialliti – credo siano quelli più vecchi – facendo felice il commerciante al quale vengono chiesti soprattutto quelli bianchi, perfetti. Questi stanno per essere puliti, tagliati a grossi spicchi e saltati in padella con un po’ di olio, sale. Evito lo spicchio di aglio, prezzemolo a cottura ultimata. Questo è il mio pasto autunnale di sabato ore 12, unitamente ad un solo buon bicchiere di vino rosso. Dunque mi barrico in camera dove dormo come una pietra e pertanto non voglio essere disturbato per almeno tre ore.
STICAZZI da spostamento d’aria.

Ti ho letto con una punta di invidia. Per me il fungo porcino deve essere separato dal gambo. Poi il cappello va tagliato a fette, panato e fritto. Il gambo spezzettato e fare da base ad un ottimo sugo per tagliatelle. Quindi, riassumendo: primo piatto, tagliatelle al sugo di funghi fatto con i gambi (l’aglio lo usi chi lo sopporta), secondo piatto, funghi panati e fritti. Bottiglia di ottimo vino rosso, ognuno beva quel che gli piace, caffè, potentissimo ammazzacaffè, branda con sottofondo musicale a piacere. Questo prima o poi riuscirò a fare prima che venga inverno. Intanto ribadisco il concetto di apertura: invidia.