Genova, USA.

Negli USA ci sono almeno 9 Genoa. Le ho girate tutte (in modo virtuale sul computer di casa). A diverse ho scritto, ossia ho scritto al Sindaco, o al “comune” o a qualche organo promozionale turistico di cui ho trovato un indirizzo e-mail. Ho scritto dicendo che anch’io vivo in un posto che si chiama Genova e che mi sarebbe piaciuto mettere un link sul mio sito web con qualche indicazione sulla loro storia, se ci sono webcam nei dintorni, se potevamo scambiare qualche contatto utile per ottenere reciproche informazioni. Mentre scrivevo, percepivo quanto il mio gesto fosse cretino. Mi sentivo anzi particolarmente rincoglionito solo a pensare di voler fare una cosa che, ne ero certo, sarebbe caduta completamente nel vuoto.

Ed in effetti non sono stato minimamente cagato, m’avesse risposto uno.

A onor del vero, a guardare i posti in cui sono queste minuscole cittadine non mi sorprende più di tanto. Alcune di queste “Genoa” sono poco di più di un nucleo di poche case nel mezzo del nulla. (o, come direbbero loro, “in the middle of the fucking nowhere“). L’america provinciale è per certi versi un po’ ostile ai forestieri, forse non sapevano neppure che esistesse una Genova al di fuori dello Stato, probabilmente non sanno neppure dov’è l’Europa, figuriamoci l’Italia.

Comunque, fanculo, peggio per loro. Non sapranno mai di come siamo belli, intelligenti, ricchi, intraprendenti e navigatori qui a Genova. Ecco la lista delle “Genoa” con una carta stradale che mostra dove sono.

Genoa, Arkansas

Genoa, Colorado.

Genoa, Illinois.

Genoa, Nebraska.

Genoa, Nevada.

Genoa, Ohio.

Genoa, West Virginia.

Genoa, Wisconsin.

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4 Responses to Genova, USA.

  1. Roberto says:

    In effetti un americano medio non si fila nemmeno di striscio che all’infuori del loro sterminato continente ci possano essere altri continenti-nazioni-città. Solo la classe dirigente mette il naso fuori dal loro sconfinato (ed inattaccabile) continente per fare guerre di puro carattere economico (petrolio!) in nome della libertà dei popoli, sacrificando la vita di poveri giovani disadattati ai quali viene inculcato il mito americano per cui vale la pena morire in mezzo alle sabbie dei deserti medio-orientali. E le vedove piangono. E le bandiere sventolano. E gli idioti si fanno volontari. E noi abbiamo capi del governo che leccano i piedi ai presidenti USA. Ed io vomito.

    • admin says:

      Va bene. E’ conclamato il fatto che, questa sera, tu abbia il belino inverso. Due volte tanto che ad uno sguardo superficiale sembrerebbe dritto. E invece no, è inverso x 2.

      Si, hai toccato un aspetto non secondario della natura statunitense. Eppure, se potessi, forse ci proverei a vivere. Non è detto che ci riuscirei ma in un’altra vita vorrei almeno provarci. A patto che io possa scegliere dove andare, non mi sembra di chiedere troppo.

  2. Mig1 says:

    Certo però che anche tu… non puoi stupirti se il sindaco (o altro organo comunque preposto alla lettura delle email) di un paesino in mezzo al nulla, che per di più si chiama “Genova”, sia LEGGERMENTE diffidente con i forestieri!
    Visto che sono egocentrico, non posso fare a meno di entrare in competizione e raccontarti questo aneddotino: anni fa ho mandato all’ufficio turistico di Molveno (TN) alcune mie foto (per me splendide) dei fuochi d’artificio sul loro lago, chiedendogli se potevano servire loro. Gliele avrei date gratis, se mi avessero citato. Non m’hanno cagato di striscio. Si fottano anche loro!

    • admin says:

      Hai ragione, pretendo troppo. E poi quasi tutti sono in stati repubblicani e se proprio sanno qualcosa di geografico relativo all’Italia, ci ritengono dei filosovietici e non risponderebbero mai.
      A Molveno delle tue foto non gliene può fregare meno. A Predazzo… indovina cosa non frega ?