Oggi all’aeroporto di ritorno da Monaco neppure un appuntato per controllarci i documenti. Ci siamo presi le valigie e via. I primi esseri umani che abbiamo visto sono stati dopo la porta scorrevole, oltre la zona doganale. In effetti mi domando a cosa serve controllare i documenti ai passeggeri che per salire sull’aereo hanno già subito ogni tipo di controllo. Come se, durante il volo, qualche turista venisse clonato in un bagno ed entrasse in Italia all’oscuro delle autorità. Oppure durante il volo cambiasse sesso. Colore della pelle. Specie. E poi eravamo davvero 4 gatti, il sogno di ogni lavoratore aeroportuale, non più di 10 valigie sul nastro che non ha fatto neppure un giro completo, è stato spento dopo che avrà funzionato per 30 secondi. Beh, siamo risparmiosi e scrupolosi.

Super sofisticato
Comunque ho importato, credo illegalmente, un bird feeder di nuova concezione pagato una quarantina di dollari, verrà installato a Basaluzzo con gioia degli uccelli locali. Ho scoperto che in USA c’è una catena di negozi che vende esclusivamente mangimi e casette per uccellini di tutte le forme e dimensioni, anche anti-scoiattoli. Si chiama Wild Birds Unlimited. Forse ne ho già accennato; se la risposta è si, non è colpa del jet lag, sono davvero rincoglionito. Ho anche importato, sempre evadendo l’IVA e le accise doganali, per un valore di circa $7.65, ben 4 tubi di plexiglass spessi 5 millimetri, larghi 6 centimetri e profondi da 2 a 5 centimetri per un lavoro molto sofisticato che devo fare qui a Genova e che, se funziona, regalerà nuove immagini di Genova al mondo.
Per tornare all’aeroporto internazionale di genova cristoforo colombo, nel deserto grigio ed inospitale che accoglie i passeggeri è la prima volta che noto nell’androne degli arrivi il gazebo rotondo di “Loving Genoa” che fornisce informazioni turistiche. Di Mackey, che consulta frequentemente questi centri informazioni in via Garibaldi ed in Piazza Tommaseo, ne parla un gran bene. I ragazzi che vi lavorano hanno un ottimo inglese e forniscono un servizio molto utile. La nota di colore e di luce che arriva dal gazebo è in effetti confortante.

Ed è anche bello a vedersi.
A quello scemo di un gatto ho offerto un ricovero. Prima di partire per gli USA avevo fatto un bliz dal FAI-DA-TE di San Martino ed in quattro e quattr’otto avevo messo su una struttura in legno e plastica che credo funzioni bene, l’ho anche arredata con una cuccia per gatti. La collocazione a fianco della calderina dovrebbe assicurargli un po’ di tepore in più durante il prossimo inverno che, per inciso, dovrebbe coincidere con l’inizio della nuova glaciazione. Non sono io a dirlo, alcuni sedicenti studiosi lo hanno affermato con convinzione; a Gennaio arriva una glaciazione. Se il gattaccio non morirà di freddo, come alternativa gli si prospetta la morte per la CO2 della caldaia. Comunque ad una veloce analisi del ricovero, ho trovato dei peli di gatto che potrebbero essere i suoi. Beh, i miei non sono dunque per esclusione… no, neppure Miriam ha avuto modo di andarci a dormire. E’ indubbio che se Miriam non fosse così allergica, quella bestiaccia sarebbe già sul nostro letto a dormire.