
In vendita nei migliori supermercati across USA.
Venti anni fa era chiamato “Genoa SALAMI” perchè la storpiatura dall’italiano all’inglese era classica delle finali di parola. Infatti c’era un bel piatto di LASAGNA (solo una), i FETTUCCINI (plurale di fettuccino) ed altre tafanate simili.
Adesso invece il Genoa SALAMI è diventato Genoa SALAME, è più corretto ma il dubbio mi resta: dove fanno il salame e Genova ? Non credo si riferisca a Genoa nel Nebraska, la confezione parla di Italian-Style anche se ciò non esclude che sia fatto in un fondoscala a Brooklyn e spacciato per italiano. Si, Citterio (salumi sul serio) dovrebbe essere italiano, ma non sarà mica il S.Olcese ? No perchè con una delle fette di Genoasalame ci fasci un libro, il S.Olcese è più piccolo di diametro. Il diametro (ma anche la lunghezza) conta e non se ne possono tralasciare delle piccole tracce sul cuscino.
Wikipedia: “Genoa salami is an American variety of salami commonly believed to have originated in the area of Genoa. It is normally made from pork, but may also contain beef or be all beef.” Ancora con quel SALAMI !
cat.:
salumerie
Notavo una cosa.
Non c’è un “Best before”, ma c’è un “purchase by this date”, che peraltro è OTTOBRE (parecchi conservanti!).
Vuol dire che loro non si preoccupano dell’effettiva scadenza, ma solo del fatto che te lo vendano entro la scadenza. Quello che ne fai dopo, sono razzi tuoi.
Cattivi! 😛
Il nostro “consumare preferibilmente entro la data di scadenza indicata sul retro del vostro sederone peloso” equivale, più o meno a “best before”. Ossia, il giorno dopo la data di scadenza, la mortadella non esplode o vi aggredisce nel sonno, ma sarebbe meglio, tuttavia, consumarla perchè nella vita non si sa mai cosa può succedere.
“acquistare entro…” è semmai più subdolo ma il concetto più meno credo sia uguale. Negli USA forse acquistare corrisponde a consumare senza perdere tanto tempo stupidamente a farsi mangiare il belino dalle mosche, tanto che il risparmio medio delle famiglie americane, vado a memoria, è ben inferiore a quello delle famiglie medie europee. Dunque acquistare corrisponde a consumare, altrimenti cosa cazzo compri a fare ?
Corollario; non credo molto alle date di scadenza, ma meglio che qualche indicazione venga data, sperando che il controllo ed il produttore siano seri. Se poi fanno come in certi posti dove comprano roba scaduta, cambiano l’etichetta spostando la data in avanti e rivendono…
Beh, la data di scadenza per me è un suggerimento. Infatti c’è scritto (spesso, non sempre) “Preferibilmente”.
Infatti, quando mia moglie (lo faceva anche mia madre) urla “OMMIODDIOOOO è SCADUTOOOOO!” io assaggio e in caso la cosa sia edibile… la edo.
Certo, quando poi conosci personalmente la persona che ha implementato il SW che scrive la BBD sui pezzi…beh…ci credo meno 🙂
Quello che penso; ho il sospetto che ci siano mezzi e mezzetti per allungare la data di scadenza in modo non ortodosso…