
Appena scattata da una delle righicam. Non è la prima volta che una webcam fotografa un fulmine, ma certo che è una possibilità molto remota. Nella foto grande, scattata poco meno di un secondo dopo, del fulmine non v’è traccia. Sticazzi elettrici.

Questa invece mostra la luna poco prima di tramontare dietro gli Appennini. Almeno credo che sia la luna e non una astronave aliena.
Sono le 23:45 locali. Prima avevo mal di testa ed ho preso una pillola per farmelo passare. Mi è quasi passato. Allora ho preso una pillola per dormire, poco fa. Ora mi è venuto il sospetto che i due farmaci messi insieme potrebbero dar vita ad una molecola sconosciuta e potrei trasformarmi in qualcosa di nuovo. Un cantante melodico messicano, ad esempio. Domattina mi sveglio (spero) e scopro di avere due bei baffi, il sombrero sul comodino, la chitarra. Si sveglia Miriam che non mi riconosce e si mette a strillare. Io cerco di convincerla che non voglio farle del male cantandole “Quando calienta el sol” ma la tattica non sembra convincente. Prova a colpirmi con un elegante soprammobile (altrimenti di una inutilità totale). Intanto i vicini, allertati dal frastuono, chiamano il 911. Passerò diverse notti alla centrale, come nei migliori film americani. Poi mi espelleranno come immigrato clandestino e finirò a fare cocktails in un bar sulla costa messicana. Morirò di cirrosi in pochi anni. Miriam invece si rifarà una vita sposando un cantante rock e si farà tatuare sulla pancia una mitragliatrice, sulla schiena un tacchino con tre occhi.
Adesso ho freddo ma sudo, mi sta venendo un abbiocco chimico e credo spegnerò il computer e me ne andrò a dormire. Buenas noches, gabibbos.