Ecco una serie di foto meno che mediocri, di nessun pregio o valore, banali in eccesso, scattate in questi giorni basaluzzesi. Alcuni alberi, una ghiandaia, un coniglio selvatico e gli unici fiori messi da me a dimora in un vaso da sempre. Enjoy un paio di balle.

Ecco una acacia, o gagìa. Pianta di poco pregio e tremendamente invadente, ma fa bosco e dei bei fiori. Tiè.

Acero platanoide. Un compromesso tra un acero ed un platano, meno male che la mia cultura è abissale altrimenti nessuno capisce.

L’angolo delle acidofile. Sono certo di aver già pubblicato una foto di queste azalee, ma un po’ che mi sto rincoglionendo un po’ che sono gli unici fiori, ecco.

Cedro piemontase. Pianta che cresce in qualsiasi terreno, bella che fa sentire in Finlandia, o in piemonte.

Un coniglio selvatico. C’è chi dice che è imparentato con la lepre, ma quando ho provato a chiederglielo, è scappato.

La solita ghiandaia che si installa nella mangiatoia e si fa fuori tutti i semi. Anche quelli al Guttalax che ho sistemato. Dopo una peristalsi intestinale potente e completa, questa ghiandaia ha partecipato ad una gara regionale di velocità ed ha vinto.

Un pero che fa le pere che vengono mangiate dai calabroni. Quest’anno provo a tenere lontano gli insetti con il verderame, vediamo se riesco a mangiare qualche pera.

Platano. Quando sarà diventato un albero grande e maestoso, io sarò già morto. Ma anche tante altre teste di cazzo che avranno lasciato dietro di se danni e dolori.

Roverella o quercia, non ho ancora capito. Pianta autoctona molto diffusa da queste parti, uno dei miei alberi preferiti.

Tiglio. Pianta da parco, da miele, da fiori profumatissimi, grande ombra e, con due di questi, una amaca.
Il coniglio cucinato alla ligure è squisito. Quanto alla ghiandaia, penso che marinata, avvolti i pezzi in fette di pancetta e cotti a puntino sia molto appetibile. Le piante invece si possono bruciare nel caminetto, vuoi per scaldarsi che per cucinare. Dei cespugli fioriti di azalee ci si potrebbero fare aiuolette fiorite per ingentilire il centro commerciale che verrà costruito sul deserto così creato. Mi sembra un’ottima idea….almeno così ci insegna lo sviluppo concettuale economico-ambientale di tendenza attuale. Chi è contrario può sempre protestare nelle sedi opportune od organizzare manifestazioni no-questo e no-quest’altro, poi tornarsene a casa a guardarsi in TV al telegiornale: è pur sempre una soddisfazione anche questa.