Attacchi di panico

Leggendo il Blog di Jenny Lawson apprendo che qualche giorno fa ha avuto un attacco di panico ed è stata portata in tutta fretta in ospedale. Lei è straordinariamente efficace e spassosa nel descrivere quello che ha passato,  ecco il suo racconto. Anch’io ho avuto un attacco di panico serio diversi anni fa, e siccome non l’ho mai scritto da nessuna parte – credo – quale migliore occasione e luogo per scriverlo qui ?

Brescia, novembre 1990. Sono stato distaccato dal main office e lavoro in una fonderia nella bassa bresciana.  A quel tempo ero sotto cura con una serie di farmaci anti ansia, anti depressione, anti sbalzi di umore, anti acido, anti alga, anti patico, il mio fegato si svegliava ogni mattina disperato per il superlavoro che lo avrebbe atteso.

Vivevo in un appartamento disadorno nel centro pedonale di Brescia; una stanza stretta, lunga e buia, da una parte una finestra con vista su un altra finestra, dall’altra una zona cucina, un letto ed il bagno con vista sul cavedio interno. Neorealismo post bellico di registra pre-suicida.  Il lavoro era una merda e già immaginavo il disastro finale, la vita sociale era a zero, arrivavo a casa la sera dell’umore di chi, pur non credendo, spera in un miracolo. Contraddizione nei termini.

Una notte mi sveglio e mi convinco che sto per morire. Steso sul letto immobile non riesco a muovermi, non sento più le gambe e le braccia, un peso sul petto, respiro a fatica, la mia testa è ovattata. Decido che preferisco morire in ospedale, ma non riesco a muovermi. Aspetto per non so quanto, forse mezz’ora forse di più. Alla fine riesco a trascinarmi fuori dal letto e vestirmi, prendo il telefono e chiamo un taxi. Barcollo giù dalle scale e fino alla strada, il taxi arriva e mi faccio portare al pronto soccorso. Quando arrivo cerco di spiegare cos’è accaduto, ma in realtà sto già meglio, gli elenco le medicine che prendo e dunque aspetto un po’ seduto su una sedia. Poi chiamo un taxi e mi faccio riportare a casa. Fine episodio, modestia totale, 1 su Pulitzer.

Altro argomento. Sono stato qualche minuto su Facebook e mi sono letto una serie di messaggi politici ai quali avrei dato fuoco. Il trinariciutismo politico secondo me è l’autore principale del suicidio/omicidio che sta andando in scena in Italia. I nostri leader sono trinariciuti e ci hanno addestrato bene ad essere parimenti ottusi e convinti oltre ogni ragionevole dubbio sulle balle che ci somministrano. Vecchi e nuovi trinariciuti;  stavo  per rispondere per le rime ma meno male che mi sono trattenuto, posso scriverlo qui. Stronzi, ignoranti e trinariciuti. Andate a fare in culo, non vi do l’occasione di controbattere alle mie risposte perlopiù di minchia.

Altro argomento. Dopo aver avuto il sindaco peggiore a Genova dai tempi del Castrum Romano, questo Marchese Doria sono convinto che sia onesto, cosa rara nel suo settore merceologico. Ma parlando con chi lo conosce gli si contesta il fatto di essere privo di qualsivoglia curiosità. Un buon sindaco secondo me dovrebbe stimolare i propri cittadini con idee, iniziative progetti e per far questo dovrebbe prendere la valigetta ed uscire dalla Città per vedere cosa fanno gli altri. Ma purtroppo in questo il sig. Doria è proprio genovese; gli bastano i suoi affitti e questo prestigioso incarico politico nel quale conta come il due di briscola, un perfetto Re Travicello. E Genova si muove con difficoltà anche per fare pochi passi – quando va bene – altrimenti arretra.

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2 Responses to Attacchi di panico

  1. Mig1 says:

    Belin.
    Brutta giornata oggi, eh?

    • admin says:

      E’ passata, oggi sono di ottimo umore. Vaffanculo. (e soprattutto oggi sono spiritoso come una medusa tra le lenzuola). No vabbè, ho appena mangiato un dolcetto che mi hanno regalato sapendo che sono un cesso divoratore di zuccheri e mi sento meglio. Masticazzi ?

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