
Sono moderatamente soddisfatto. Punti negativi: le radici erano tutte arrotolate, segno che l’albero è stato in vaso per diversi anni.

Questo era l’albero deceduto; anche in questo caso le radici erano raggomitolate su se stesse. potrebbe essere una concausa del decesso. Stesso problema ricorrente degli alberi che in vivaio vengono mantenuti in vita somministrando tanta acqua ma in un vaso troppo piccolo e per troppo tempo.
In teoria bisognerebbe immergere la zolla in un bidone di acqua facendo si che la terra della zolla si sciolga lentamente e liberi le radici che possono essere aperte e disposte ” a nudo” come dovrebbero essere, a raggiera. Invece per far prima si prende una scorciatoia che consiste nel tagliare le radici che hanno cercato una via di fuga girando su se stesse, pensando di stimolare la crescita di nuove radici. Si usa la vanga con la quale si è scavato il buco. E’ brutale e rischioso ma è meglio di nulla.
Secondo punto debole di questa messa a dimora. Viene messo un tutore obliquo che entra appena nel terreno e viene legato stretto alla pianta. E’ un metodo sbrigativo ma che assolve male alle proprie funzioni. Se viene vento forte da una direzione diversa, l’albero cade. In più la stretta alla corteccia non fa bene, in autunno magari no, ma in primavera guai.
E’ per questo motivo, anzi due motivi, che quando faccio intervenire una ditta, è peggio di quando vado a comperare una pianta e me la metto come piace a me. E che scavare il buco mi costa una fatica boia, e mettere i tre, quattro tutori è anche più faticoso perchè la terra è durissima ed i pali fanno fatica a penetrare nel terreno.




Mappe tra circa 24 ore, accumuli di 12 ore. Queste mappa non sono riferibili allo stesso identico tempo, sono parziali, non comprendono il totale dell’evento, sovrapposte sarebbe improprio ed un minestrone. Incrocio le dita nei due sensi di marcia; tanta pioggia si, ma senza collaterali dannosi.