
E’ raro leggere “pioggia intensamente pesante”, oppure “pioggia a pesante intensità”, che nella dizione inglese vuol dire pioggia molto intensa o a carattere di rovescio. Soprattutto nel buco alessandrino. A parte quando vengono temporali locali o autorigeneranti.
Comunque ci voleva eccome. I prati stavano assumendo quella connotazione da fine Giugno che prelude al seccume estivo.
Rientro nella tremebonda Europa, che, leggo sui giornali, rischierebbe di rimanere a piedi ed al freddo perchè petrolio e gas arrivano con il contagocce mentre le partite che regolano le forniture si giocano in terre lontane da giocatori che della vecchia, cara Europa, ho il sospetto che se ne strabattano il belino. Anzi, mi viene il sospetto che uno degli assunti non espressi ma benvenuti del braccio di ferro tra i contendenti sia proprio “mors tua vita mea”. Noi Europei, che temo schiavi da decenni di verdi, soli che ridono, ambientalisti a vario titolo e compagni belli salviamo il pianeta, siamo tra i morituri.
Ho ancora delle brutte foto scattate a New York che voglio salvare su queste pagine. Adesso mi godo la pioggia, più avanti ci penserò.

Diciassette virgola otto millimetri di gioia sulle lande basaluzzesi. Gli alberi, beneficiando delle piogge primaverili, hanno lunghi nuovi rami che con la pioggia si appesantiscono e compaiono nelle immagini delle webcam, questa in particolare.
Una piccola ma magica spruzzata di neve a Grange, è sicuramente “Effetto Miriam”. A New York era appena trascorso un periodo di sole e caldo, è arrivata lei e ci siamo presi +3° centigradi mentre ora che siamo venuti via ce ne saranno +25. Invece adesso qui nel desueto continente abbiamo pioggia e 14° mentre sui monti nevica.

Adesso la Mobotix punta su Brignole. Il vetro esterno è sporco, c’è lo stesso riflesso che disturba, l’ora è ancora quella di New York, devo modificarla. Poi la porterò a Basaluzzo, sullo splitter ho ancora 2 posti disponibili, il problema riguarda il passaggio del cavo di rete, ci penserò.



