Ogni tanto mi parte l’embolo del compiacimento e mi domando “quanti alberi, piccoli e grandicelli, ho messo a dimora e sono sopravissuti dal 2006 ad oggi?”.
Faccio l’appello; nella ricostruzione ne ho sicuramente dimenticati diversi; dove viene indicato un numero, non rappresenta il totale degli alberi messi, ma il totale di quelli sopravissuti che vivono oggi, meglio, una ragionevole stima di quelli che stanno bene. Direi che ne sono morti tra il 20 ed il 30 percento del totale.
Sono passati vent’anni da quando partì la ristrutturazione del rudere e, per iniziare subto con le mie manie, volli la costruzione della cisterna che raccoglieva l’acqua piovana e quella di un vecchio pozzo nelle vicinanze che dava poca acqua, ma quanto bastava per dare un po’ di apporto durante i mesi asciutti.

E mentre il cantiere era ancora nel pieno del lavoro, posai i primi otto tigli che avrebbero circondato la cisterna offrendo ombra e fresco negli anni a venire.
In questo ritaglio di una immagine della webcam, nella sinistra si vedono tre tigli come sono adesso, sono più alti del tetto di casa, gli stessi che nella foto precedente sono degli schitimiri alti tre metri o poco più.

