Il cambio del router.

Siamo ormai, credo, tra la minoranza di coloro che hanno un telefono fisso a casa. Ma noi abbiamo deciso di averlo anche perchè avendo Internet, il costo aggiuntivo di un telefono è minimo. Però che funzioni, cazzo.

Sono diverse settimane che il telefono si ammutolisce. Spengo e riaccendo il router, il telefono funziona. Passa qualche ora, si ammutolisce di nuovo. Chiamare il 187 è come girare una ruota della fortuna; ti può capitare tutta la gamma di operatori. Si va dalla persona gentile e competente a quella che non sa cosa rispondere, si intuisce che non ha capito il problema e che se ne strafotte di cercare una soluzione. E la colpa non è mai di TIM. Ho cambiato presa telefonica, poi ho sostituito lo stesso telefono. Avevo captato la voce che dice “non può essere il router, o funziona tutto o non funziona niente”. Dopo diverse telefonate alla fine l’addetto che risponde dall’Italia, messo in un angolo dai miei test precedenti, ha detto “ma il suo router non è marchiato TIM, come faccio ad aiutarla?”.

Allora ho comperato su Amazon un router hub di TIM. Non si trova nei negozi. O meglio, forse si trova, ma nei negozi di telefonia le persone prima di me in coda hanno sempre problemi complicatissimi, per fortuna il commerciante ha studiato psicologia e dopo decine di minuti di tecnicismi, senti il cliente che sussurra “le mie erezioni sono sempre più brevi” e realizzi che starai li per ore prima di essere servito. Per poi scoprire che quel modello normale è finito ed hanno solo il tipo super-duper extra hip che costa come una utilitaria di media cilindrata.

La sostituzione del router è durata dalle 21:30 alle 1:30 del mattino. Ne avrò sostituiti un centinaio nella mia vita, ma tutte le volte faccio una somma di errori, dimenticanze, casini e la cosa va per le lunghe. Adesso funziona quasi tutto, solo qualche rifinitura sul wireless. Avevo letto che negli USA si divertono a dare nomi particolari alle reti wireless, tipo “FBI van parked by the trees” oppure “hackers in the neightbors”. Io sono tentato di chiamare la rete con un nome stupido, ma poi finisco con qualche sigla con numeri facili in modo che io non me la debba incidere a fuoco nella mano per ricordarmela. E poi c’è anche la password, uno psicodramma. Il telefono comunque funziona da quasi 20 ore senza apparenti interruzioni. Speriamo bene.

Per la serie “lavori inutili” ecco la mini staccionata che delimita la zona rifugio della Pozzanghera. Il lavoro è stato rapido, ho solo messo le assi orizzontali, i pali erano stati conficcati dalle Truppe Rumene. E comunque adesso ho una spina che non si vede nel dito e mi fa male, la solita scheggia di legno d’ordinanza che mi prende appena tocco del legno, sempre.

La forma mi è stata suggerita da un banco neuronale che non uso mai.

Non si vedono le minuscole pianticelle che ho messo a dimora e che, crescendo, dovrebbero offrire riparo per i viaggiatori pennuti che visitano il luogo.

Qualcuno di mia conoscenza è seriamente preoccupata delle conseguenze della guerra che ha scatenato il pirlone stelle e strisce. Segnatamente, la possibile scarsità di gas per il riscaldamento. Stante che la persona soffre il freddo in modo esagerato, il livello del bombolone viene controllato (da me sotto minaccia) tutti i giorni o quasi.

Miriam le scorse stagioni aveva chiamato più volte la ditta dicendo che il bombolone era vuoto, ma invece era oltre al metà. Punti di vista, il classico esempio del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Però l’autista del mezzo si era risentito perchè se non svuota il camion a fine giornata non puo andare a casa ma deve tornare in azienda per questioni di sicurezza. Una discreta rottura di coglioni.

Allora hanno messo un dispositivo che con un segnale radio trasmette alla ditta il livello del serbatoio, così non si fanno più intortare dalle ansie di Miriam. Ed anche se hanno promesso che nei prossimi giorni verranno a fare il pieno, Miriam è convinta che le scorte stanno finendo, portano il gas soltanto a parenti ed amici e noi passeremo la Pasqua all’adiaccio.

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