Varie del 6 Marzo.

La giornata della donna ci è fuggita di mente, ho però visto molti messaggi su alcune chat dove le donne si fanno i complimenti. Va bene.

Passeggiata montana con qualcuno che si lamenta perchè è difficile camminare su una traccia di neve mezza gelata, mezza molla.

Meglio passeggiare per le stradine del paesino di riferimento. Quando Grange Sises venne costruito negli anni settanta, la famigerata famiglia Fiat speculava sullo sviluppo immobiliare di Sestriere. In quel periodo sono stati cotruiti i più grandi e brutti palazzoni di tutta la Val Susa. Grange invece era carina, finta ma vivibile senza traffico. E qualche famiglia-bene decise che valeva la pena acquistare qui. Venne costruito un impianto di risalita che collegava Grange alle piste di Sestriere.

Poi però, dicono le malelingue, il successo di Grange disturbava la Fiat che non aveva consumato ancora ogni centimetro quadrato di Sestriere. Ed allora si sparse la voce che Grange era in procinto di franare a valle, ci furono dei problemi autorizzativi che molti tecnici ed addetti ai lavori non capirono, l’impianto di risalita smise di funzionare, iniziò un certo declino e l’impressione fu che Grange era una speculazione andata a finire male. Una cattedrale nel deserto destinata a desertificarsi, abbandonata e silenziosa, oltre che franante a valle.

Poi dopo che la Fiat aveva massacrato Sestriere, fatto i soldi e portato via le balle altrove, cominciarono i guai per Sestriere. Impianti fermi per gestioni sbagliate da personaggi strani, cambi di mano improvvisi, una fama che si oscura da rinomata Stazione Sciistica a luogo invaso da gente con il panino nella carta stagnola. Qualche negozio che chiude, ristoranti che passano di mano.

Adesso a Grange credo ci sia una certa tranquillità e stabilità, nel senso che i fondamentali sembrano funzionare. Buoni ristoranti, un servizio navetta che più o meno lavora bene, il condominio viene amministrato da una ditta seria. Semmai esiste un problema settimanale di sovraffollamento, ma quei famosi permessi, sospesi per trent’anni, sono arrivati e forse si inizieranno alcuni lavori di viabilità che sono attesi da tutti.

Nel mentre, nella Pozzanghera ci sono i primi tentativi di foglie delle ninfee. Sono piccole, un po’ contorte, direi incerte sul da farsi.

E sotto la pioggia battente, la visita di una coppia di germani. Sono stati li nella zona incolta, che appunto serve da riparo per rane ed altri animali di passaggio. Ho intenzione di aggiungere uno o più cespugli che aumentino il senso di riparo e protezione ai pennuti viaggiatori.

La foto non rende e si fa fatica a vedere bene, ma li dentro c’è una rana. Il coperchio si è rotto e nella fessura si è infilato l’anfibio. Il che mi porta a pensare di aggiungere, nell’angolo incolto della Pozzanghera, alcuni coppi che potrebbero servire da riparo per le rane.

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