Oggi “matinée”.

I concerti alle 11 del mattino sono meno costosi di quelli tradizionali di sera, ci si può vestire più casual. E sembra di essere in una casa di riposo, l’età media degli spettatori potrebbe aggirarsi intorno ai 70. Per uscire siamo stati in coda a persone con il girello, con le badanti che a fatica tengono in piedi la persona assistita, persone che zoppicano, con o senza bastone, insomma l’ora d’aria di un nosocomio per anziani. L’auditorium, uno dei tanti complessi del Lincoln Center, è bellissimo ed assomiglia vagamente al teatro Carlo Felice a Genova. Dirige un maestro che ha ottenuto premi ed incarichi prestigiosi in tutto il mondo, tale Gianandrea Noseda, milanese, che gli appassionati conoscono certamente. Sul palco si agitava come se fosse stato in preda a delle convulsioni, anche lui non giovanissimo, ma PIU’ GIOVANE DI ME DI 4 ANNI, porco cane.

Davanti a me si è seduto un omone grande e grosso. Si è subito scusato dicendo che avrebbe cercato di rimpicciolire, ma gli ho detto che non era un problema. Poi gli ho scattato la foto e gliel’ho mostrata dicendo che questo è tutto quanto avrei visto, che è colpa sua, mangia troppe proteine. Ha riso di gusto, non penso si sia trattenuto dal darmi un pugno.

Sono stato attirato dal nome di Tchaikovsky per la prima metà del concerto. La seconda metà invece non mi è piaciuta per nulla, compositore “moderno” a me sconosciuto, un’ora di cacofonia anni 30, non ne potevo più.

Intanto il molo della Pozzanghera è bianco per la brina, vale sempre la pena di salvare una foto e poi mastrussarla con il programmino discount di elaborazione immagini.

Originale
Olio
Acquarello

Salvo questa foto perchè si intravede una carpa, una delle due bianche, che nuota sotto il sottile strato di ghiaccio.

A proposito, ecco una nuova tendenza tecnologica che riguarda gli ascensori nei grossi building, semi grattacieli o comunque palazzoni con tanti piani.

Non ci sono più le pulsantiere dentro gli ascensori. Sono entrato in un ascensore per andare al trentaquattresimo piano, e non c’èra la pulsantiera. Panico, l’ascensore è partito e si è fermato ad un piano intermedio dal quale è uscito un passeggero, e sono uscito anch’io di corsa perchè non avrei avuto idea di dove sarei finito.

Adesso nei palazzi dove ci sono diversi ascensori, magari divisi per blocco di piani (ascensore che serve da 0 a 15, da 16 a 30, 30-45 e così via…) ci sono degli schermi nel corridoio dove uno preme prima il blocco dei piani, poi il piano specifico, e sullo schermo compare una scritta che dice “ascensore numero 3 in 25 secondi”.

IL problema è che se tu vuoi scendere ed entri nell’ascensore che hai prenotato per andare in portineria, prenoti si la fermata ma l’ascensore potrebbe anche salire, andare al centosessantacinquesimo piano e POI scendere in portineria. O forse ho sbagliato io, ma insomma, perchè non andavano bene le pulsantiere dentro l’ascensore? Ci sarà una logica meravigliosa ed illuminata di fronte a tutto ciò, ma se non lo sai e non capisci subito come cazzo funziona, sali e scendi fino a che non vieni rigettato casualmente fuori dai guardiani notturni.

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