Ecco qui.

Puntuale come il 740, ecco la classica foto dell’albero le cui foglie assumono la caratteristica livrea autunnale e sticazzi. Questo in particolare è l’ultimo arrivato, messo a dimora un mesetto fa per fare ombra in uno spazio dove non ero riuscito a far crescere un albero per somma di errori.

Sul libro del forestale tedesco leggo che gli alberi tolti dalla propria sede e trapiantati altrove non saranno mai in grado di crescere tanto e bene in quanto per l’espianto sono state recise le punte delle radici, sede dell’intelligenza sensoriale dell’albero. L’albero condurrà una vita modesta, impossibilitato com’è di espandere il proprio impianto radicale e dunque dipenderà sempre dall’irrigazione artificiale, le iniezioni di steroidi ed ogni tanto da una massaggiatrice che pratica l’happy ending. Oggi c’è nebbia, che tutto sommato non è un delitto, anzi tiene il prato umido.

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