Aggiungere un titolo a caso.

Scirocco teso, secco, meraviglioso. Il formato della foto è quadrato perchè l’ho messa su Instagram, dove ho diversi seguitori e non so davvero perchè; ho messo in tutto 10 foto a dir tante, 8 delle quali in questi ultimi due giorni.

Nel mondo riflesso nella Pozzanghera non c’è il COVID-19. Ma probabilmente non c’è neppure la focaccia col formaggio di Recco, dunque il cambio sarebbe sfavorevole.

Due immagini del formato giusto, non il quadrato del belino di Instagram. Chissà perchè Instagram vuole le foto quadrate. OK c’è un trucco per poterle mettere rettangolari ma non riesco a farlo funzionare. E’ comunque sbagliato anche solo pensare alle foto quadrate perchè abbiamo 2 occhi messi sulla linea orizzontale e dunque il campo visivo è più largo che alto.

Qui sotto una elaborazione con un photo editor con un aggiustamento “backlight stocazzo” che non so bene come funziona, il risultato è innaturale ma va bene metterlo qui.

Guardando meglio, è una schifezza ma tant’è, potrebbe andare bene per un puzzle.

A parte queste foto, oggi mi è caduto un biscotto nel latte. Il corriere del supermercato credo che durante la consegna eserciti talvolta pressioni sulle scatole di biscotti che potrebbero risultare eccessive. Il biscotto si può spezzare e dunque una volta aperta la confezione risulta già rotto. A parte un certo disappunto, un biscotto spezzato in due o tre parti non crea un significativo problema. Però ci sono i biscotti incrinati, quelli che sembrano normali ma in realtà presentano lesioni che ne indeboliscono la struttura. Si potrebbe fare una radiografia o una risonanza magnetica per capire lo stato del biscotto prima di cibarsene, però la cosa diventa complicata. Ebbene io normalmente immergo il biscotto nel caffelatte e poi lo sollevo per portarlo alla bocca con un movimento curvilineo della mano dal basso verso l’alto. Potrei usare il cucchiaio, ma preferisco usare la mano perchè così facendo resta una frazione del biscotto asciutta, quella in prossimità delle dita. Durante il tragitto verso la bocca, c’è un punto preciso in cui il biscotto è ancora sulla verticale della tazza ed alla massima altezza della curva. Se il biscotto cede in quel momento, la parte che si distacca dal resto precipita nella tazza. E’ notevole la quantità e la distanza alla quale il latte viene catapultato, soprattutto è rimarchevole la percentuale enorme che finisce nella direzione della mia cazzo di camicia.

Addendum. Vale fare un accenno sulla impregnabilità dei biscotti. La utile Scala Perlemuetten di assorbimento misura la quantità di liquido che viene assorbita da un biscotto. Ci sono biscotti che in un istante diventano fradici e si sciolgono nella tazza. Altri che invece potrebbero galleggiare per diversi giorni nella tazza senza neppure subire variazioni apprezzabili nella loro linea di galleggiamento. Ma qui è stato trattato il biscotto che presenta lesioni; secondo alcuni autori (Krantz- Bialetti per esempio) il tempo critico per un biscotto per diventare fradicio è poco significativo quanto il biscotto è lesionato. Ossia se ti cade nella tazza o sulle braghe NON dipende dalla errata valutazione dello stato di infrazione della fattura bensì dalla conducibilità del liquido lungo la frattura (o le fratture). Non so bene cosa cazzo ho scritto ma mi sembra sostenibile.

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3 Responses to Aggiungere un titolo a caso.

  1. alberto vaccari says:

    bellissima disamina della curva ”biscottale” .. come sempre il rpoblema e’ superare il picco !!!!!!!

    ciao mennis sei un mitoooooo !!!

  2. Roberto says:

    Hai dimenticato di considerare la variabile tempo: per quanto tempo lasci inzuppare il biscotto nel latte prima di estrarvelo? E’ una variabile importantissima. Devi rifare i calcoli e correggerli, perchè così la sega mentale circa la teoria della resistenza del biscotto inzuppato nel latte venga più soddisfacente e godereccia.

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