Semi.

L’idea nasce dal fatto che, come ho già sottolineato un milione di volte,  a Basaluzzo gli Olmi stanno morendo tutti, uno dopo l’altro, come del resto credo in buona parte d’Europa. L’Olmo Americano è una bella pianta, Central Park ne è pieno. Anche qui negli anni passati l’olmo è stato colpito dalla malattia, ma sono in vendita semi di una varietà che pare più resistente. Leggendo on line ho visto che  anche in Italia sono state prodotte alcune varietà molto resistenti. Ma già che sono qui, e che sono un figo pazzesco, e che ho avuto una discreta fortuna con le querce di Central Park, ho acquistato 50 semi di Olmo Americano al prezzo di ben 2 dollari più un dollaro e cinquanta di spedizione. Quest’autunno so cosa devo fare, e non è una minestra di cereali.

Nota culturale. Il dipartimento di protezione ambientale dello Stato ogni primavera fa una svendita di alberi per i residenti a New York. Ad esempio, 25 ippocastani alti fino a 30 centimetri al prezzo di $30. Più sconti per le scuole e svendite per comunità rurali. Il senso è invogliare la popolazione a piantare alberi, chissà se in Italia vien fatto qualcosa del genere, non so.

On line ci sono molte ditte che vendono semi di alberi, con allegate le istruzioni per come far germogliare i semi e tutto il resto. Vendono semi di alberi che non ho mai visto in vita mia. Vendono un “Upper New York State Pack” che consiste in una confezione che contiene una cinquantina di semi di alberi di diverse specie in modo da ricreare l’ambiente delle colline e montagne a nord di New York. Tutto molto bello, sono fin stato tentato di prenderlo, costa solo qualche dollaro. Ma, siamo seri, la possibilità che io ho di veder crescere una serie di alberi di specie diverse idonee per gli Adirondack a Basaluzzo è pari a quella che ho di vincere al gratta e vinci un milione raschiando il cartoncino con il belino.

Quella dei semi è una bella scommessa ma immagino sia ad uso dei figli o meglio i nipoti, senza contare quelli mangiati dalle formiche, dai merli, i semi morti per il seccume, quelli che germogliano ma poi quando capiscono in che posto sono fimiti, si lasciano morire di disperazione.

CHE TEMPO FA.  Leggo che nel nord Italia si arriva e si superano i 40 gradi.  A Basaluzzo si è arrivati a 38,2 gradi. Una bella merda, non c’è che dire. Spero che i sistemi di irrigazione funzionino bene e senza interruzioni, altrimenti non voglio pensarci. Altro che semi del cazzo, se trentotto è la nuova media massima estiva, meglio mettere dei cactus. Qui invece caldo ma non troppo, una trentina di gradi ma dicono che l’umidità è quella della Florida. Ogni tanto arriva un acquazzone che diminuisce la temperatura di qualche grado, effetto benefico che svanisce al primo raggio di sole.

Altre varie ed eventuali.

Oggi in una rosticceria una tipa divertita mi ha chiesto se poteva fotografarmi la maglietta con scritto “I kissed a cat and I liked it”. Insomma, ho beccato. Poi al Parco a fare il lunch su una panchina, un improvviso rovescio di pioggia da foresta pluviale e di corsa a ripararsi sotto un albero, un enorme Olmo, appunto. Di ritorno ho notato in un portone una sedicente associazione di practical philosophy. Immagino che le lezioni siano tipo ” Se uno ce l’ha nel culo, CE L’HA NEL CULO.”

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