L’ultimo arrivato.

E’ un albicocco, dono di un cugino anch’egli appassionato di alberi. In genere io non metto alberi da frutta per questioni di razzismo vegetale e preconcetti. Nel senso che gli alberi da frutta per dare la frutta secondo me devono diventare un laboratorio di analisi. Bisogna irrorare le piante frequentemente di pesticidi, funghicidi, callifughi, antitarme, anti pidocchi, antinfiammatori, topicidi, antialghe, antigelo e poi fertilizzanti, anabolizzanti, vitamine, cortisone e tutta una serie di farmaci steroidi e prodotti per l’igiene intima, altrimenti di frutta non se ne vede l’ombra. Ho un albero di pere, dure come la pietra. Appena iniziano a diventare edibili, arrivano calabroni ipersviluppati e la pianta diventa inavvicinabile.

Aggiungo; sospetto che i prodotti BIO siano una balla. Gli insetti molesti aspettano solo di trovare una pianta priva di guardia chimica per divorarla. Se io provo a far crescere un pomodoro senza l’uso di insetticidi, arrivano tutti gli insetti scacciati del 99% delle coltivazioni esistenti sul pianeta e si mangiano il pomodoro, la pianta del pomodoro, la terra, la mia casa e me.

I miei cugini mangiano la loro frutta dicendo che è BIO ma la loro pelle ha cambiato pigmentazione, ora sono di un bel verde menta, in più gli sono cresciute delle dita extra, che però sono opponibili al contrario e dunque servono a poco.  Dunque useranno qualche prodotto pensando che sia BIO ma invece è prodotto con scorie atomiche e gli vengono gli occhi di un rettile, infatti sono senza palpebre ma se provi a farglielo notare si offendono e ti spruzzano liquido maleodorante da una ghiandola che hanno vicino alla coda.

Insomma, vado da Ortociccio a Novi o a Gavi ed ho la frutta che voglio.

Divago ed estendo le mie illuminanti considerazione alla verdura. Una cosa diversa ma altrettanto piena di controindicazioni vale anche per l’orto; un culo esagerato per avere un botto di un solo tipo di verdura tutta insieme che marcisce se non la raccogli e dunque la devi regalare oppure devi fare le conserve o metterla nel concelatore o fare dei pentoloni di minestrone che, essendo estate, dopo il primo piatto è in grado di modificarti il regime alimentare facendo durare la digestione completa meno di 10 minuti, ossia sei sempre sul cesso.

Sulla foto dell’albicocco appena messo a dimora. Ci vuole un tutore altrimenti il vento lo abbatte, poi le retine per distogliere i caprioli ed i conigli dal mangiarne la corteccia, poi metterò la “gocciolante” che per i non addetti ai lavori sembra il nomignolo dato ad una tipa con dei problemi alla patata, invece è un tubo con degli orifizi dai quali esce acqua lentamente e dunque si risparmia il prezioso elemento ma si bagnano bene le radici.

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