Un cinema.

Verso le ore 8 di questa mattina Miriam mi chiama in ufficio affermando di essere  molto preoccupata. Miriam è normalmente in un stato di pre-preoccupazione, ossia può sempre succedere qualcosa di brutto o, meglio, tragico. E’ una routine built-in che hanno le persone ansiose, si carica con il boot mattutino ma è sempre attiva anche di notte, come l’orologio sui computer. Dopo anni di convivenza io sono preparato ed ho una tara, una franchigia di grado di preoccupazione che considero fisilogica quando Miriam mi telefona per dirmi che è preoccupata. Insomma, facilmente la cago poco e le sue ansie poi passano da sole.

Ma questa mattina quando Miriam chiama sua mamma per la tradizionale litigata verso le otto,  sua mamma non risponde al telefono di casa ed il cellulare è staccato. Dunque, determina Miriam,  dev’essere in casa, morta o gravemente ferita.

Esco dall’ufficio e corro a casa di mia suocera. Al citofono non risponde. Miriam intanto sta arrivando con le chiavi di casa.

Chiamo il 112. E’ la prima volta che lo faccio, non sono agitato ma conscio del fatto che potremmo trovarci di fronte ad una bruttissima sorpresa. Dico all’operatrice che potrebbe esserci una persona anziana, sola, che è in casa in condizione da non poter rispondere al telefono. Che probabilmente bisognerà forzare la porta. In meno di 5 minuti arriva un ambulanza, due mezzi dei vigili del fuoco, una decina di persone in totale.  Se quello che si dice è vero, a Genova di persone anziane che vivono a casa da sole e che si sentono male e che sono chiuse in casa e bisogna buttar giù la porta ce ne sono molte. Temo che questa situazione per questi ragazzi sia abbastanza frequente ed oggi sia l’ennesima.

Arriva Miriam un minuto dopo quelli del soccorso, arriviamo di fronte alla porta di casa di sua madre ovviamente trafelati. Apro io la porta e non c’è il ferro morto, mi dirigo in camera da letto. Il letto è fatto. Nessuno in bagno, uno dei posti dove avvengono più frequentemente gli incidenti domestici, vado in cucina. Intanto la casa si anima con barellieri, primo soccorso e pompieri. Ma la Carla non c’è.

I ragazzi del soccorso non battono ciglio. Ci scusiamo innumerevoli volte con queste brave persone, meglio un falso allarme ma abbiamo impegnato molte risorse pubbliche per nulla. Manca il ferito o defunto che sia. Il gruppo di soccorso se ne va silenziosamente. Rimaniamo soli in casa storditi ed incerti sul da farsi. La Carla è uscita di casa senza fare colazione, si è lavata i denti, non ha inserito l’allarme ed il suo cellulare è staccato. Miriam che vede tutti i film di Colombo e della Signora Fletcher inizia a prospettare ipotesi. Sua madre sarebbe fuori di senno, è uscita di casa e vaga in pigiama per Genova. Intanto il cellulare è sempre irraggiungibile. Ci domandiamo cosa fare; se fosse uscita di casa per qualche emergenza, perchè non ha telefonato, perchè ha il cellulare spento o non raggiungibile ? E se fosse uscita, caduta per strada, raccolta da un ambulanza, telefono fuori uso ed ora è in un pronto soccorso in stato di incoscienza ? Oppure è stata rapita dagli alieni, è fuggita in Marocco con il besagnino.

Allora:

  1. Verso le ore 18 di ieri, la Carla avverte sua figlia Miriam che la mattina dopo sarebbe andata a fare le analisi del sangue, ma la telefonata è disturbata e Miriam perde quel bit di informazione.
  2. Alle 7:30 di oggi la Carla esce di casa per andare a fare delle analisi del sangue.
  3. Inserisce l’allarme ma questo non funziona, forse da mesi, forse da anni. Non ce ne siamo mai accorti.
  4. Ha appena cambiato gestore telefonico del suo cellulare e ci vorranno 24 ore perchè il servizio riprenda.
  5. Alle 8:16 ha chiamato, da un bar, sul cellulare di Miriam che probabilmente stava parlando con me, Miriam ha visto la chiamata da un numero di telefono sconosciuto e non ha visto il messaggio della segreteria telefonica ed era troppo in ansia per verificare.
  6. Alle 8:20 ha telefonato a casa nostra sempre dal bar ma intanto Miriam ed io eravamo a casa sua per cercare il suo cadavere.
  7. Poi la Carla dopo essere uscita dal laboratorio di analisi è andata dal parrucchiere.
  8. Alle 10 rientra serena in casa ed io casualmente chiamo il fisso secondi dopo che è rientrata. Le racconto il cinema di due ore prima. Un bel sollievo.
  9. Alle 10:02 Miriam sente il messaggio sulla segreteria telefonica di sua madre.
  10. Alle 10:03 Miriam presumo abbia telefonato a sua madre, chissà cosa le ha detto.
  11. Miriam per lo spavento dichiara di aver perso un chilo, purtroppo non può confermare di averlo perso dalla zona cosce-glutei che è il suo cruccio maggiore.

I ragazzi che sono intervenuti sono il meglio di questo paese trasandato: sono rapidi, addestrati, gentili e determinati. Fanno parte della Associazione Croce Blu di Castelletto, volontari che sopravvivono non certo grazie a quelle canaglie che ci governano. Il minimo che io abbia potuto fare è un bonifico sul loro conto corrente. Nella causale ho scritto “grazie”.

Croce Blu di Castelletto: IBAN

IT84E0617501477000000102080

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