The day after tomorrow.

Proprio un gran film del cazzo. Ero andato a vederlo, temevo che mi avrebbe irritato ed in effetti mi ha irritato come prevedevo. Mi è tornato in mente per ovvi motivi.

Grandi effetti speciali, ma la fattispecie scientifica è totalmente irreale. Nessun ciclone potrebbe veicolare aria dalla stratosfera al suolo, è contro ogni legge fisica, è come una vacca che vola perchè ha mangiato le fagiolane. Un regista impegnato può anche venire a raccontarmi che per davvero una vacca dopo una settimana nutrita con cucurbitacee potrebbe prendere il volo, ma io non ci credo. Pertanto tutto il film si regge su una ipotesi sballata.

Il film è naturalmente pervaso da storielle mielose prevedibili, note, già viste e scontatissime come un tuono dopo il fulmine. Il rapporto tra padre e figlio, tra moglie e marito, tra amici. Il buono ed il cattivo, il furbo e lo scemo, bibì e bibò.

Non so se una nave potrebbe davvero arrivare di fronte alla libreria che c’è a New York sulla quinta strada, la stessa che veniva ricoperta da una sostanza melmosa verde in Ghostbuster (film molto più credibile) ma ho il sospetto che la quasi totalità delle circostanze mostrate in questo film sia incompatibile con la fisiologia umana e/o la fisica.

Ho semmai trovato affascinante il concetto che i popoli del ben nutrito ed opulento nord vengano travolti dal cattivo tempo e chiedano asilo nel sud del mondo, che, benevolo, li accoglie. Io penso che ci prenderebbero a badilate ed avrebbero ragione, comunque sia, ho il sospetto che questo sia un film da repubblicani; ti mostrano una serie di catastrofi così irreali perchè alla fine quando esci dalla sala non sei convinto che devi risparmiare sul riscaldamento, ma sei convinto che qualcosa del genere non può succedere, anzi non succederà mai e dunque affanculo il risparmio energetico, il riciclaggio dei rifiuti, l’energia solare o elolica. Andiamo a trapanare il fottuto artico per tirar fuori petrolio.

Ma la cosa in assoluto più irritante di questo filmetto, come di quasi tutti i film catastrofici, è il finale di speranza. I nostri eroi sopravvivono ad un olocausto immane, centinaia di milioni di morti tra atroci sofferenze, il pianeta sconvolto, amici, parenti, tutti morti. Sono feriti, amputati, sanguinanti ma, ad un minuto dalla fine, qualcuno salva un bambino, o un vecchio, il suo cane o un pesce rosso. E tutti a ballare, ridere, abbracciarsi, brindare, gridare dalla gioia, tutti a “darsi il cinque”. Perchè il dramma è alle spalle, fanculo tutti ridono ed il film termina tra la soddisfazione generale. Questo è lo spirito della frontiera.

Ma non può essere così, lo capirebbe chiunque. Non hai risolto i tuoi problemi salvando un fottutissimo cane o un bambino con l’alopecia tirato fuori da una barca in fiamme colpita dal raggio della morte di una astronave. Perchè quando il fumo e la polvere della devastazione si sarà posata, ti continueranno ad arrivare le bollette della luce ed Equitalia ti pignorerà la casa anche se la tua casa è stata inghiottita da un vulcano e la tua banca sbriciolata da un tornado. La tua automobile si è sciolta, via Tolemaide è un letto di lava incandescente, ma verrai fotografato comunque sulla corsia dell’autobus e ti arriverà la cartella esattoriale con la multa più la mora. Arriverà un accertamento fiscale a tuo padre anche se tuo padre è morto travolto da un’onda alta 100 metri mentre cercava di salvare il gatto. Il call center di Telecom Italia continuerà a chiamarti per offrirti una nuova tariffa anche se tutti i tuoi contatti in agenda sono stati annientati da un asteroide mentre fuggivano sul 20 barrato. E probabilmente morirai di stenti perchè il supermercato è sepolto sotto 15 metri di ghiaccio, ma sei felice perchè tua figlia (che prima del film hai violentato ripetutamente) adesso ti vuole bene anche se ti ucciderà per mangiarti. Che film del cazzo.

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One Response to The day after tomorrow.

  1. Roberto says:

    Hai pienamente ragione. A parte gli effetti speciali, che o bene o male fanno parte della finzione filmica e si apprezzano per quel che sono, cioè una visione spettacolare di qualcosa che in natura in realtà non vedremo mai, il plot è insensato, se non completamente idiota, come in tutti i film del genere. Per restare nell’argomento “effetti speciali”, apprezzo invece (ma è un parere del tutto personale) i film di fantascienza, logicamente gli A movie, sia che narrino pure avventure (tipo la saga delle Guerre Stellari, Alien, Avatar, eccetera), favolette buoniste come E.T, Artificial Intelligence, eccetera, o argomenti un po’ più pretenziosi, come 2001 Odissea nello spazio, Blade Runner, l’antico ma bello Pianeta Proibito, eccetera. Poi vengono i cartoni animati….ma questo è un discorso a parte!