Dare del tu.

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Questo è un ritaglio di schermo che mostra un mio  intervento straordinariamente banale su Facebook. Ho ricevuto alcuni “mi piace” ed oggi dunque inizia bene. Però non sono totalmente sincero.  Così capita che una ragazza caruccia che serve in un posto dove spesso vado a pranzo nella pausa ufficio da del “tu” a tutti i clienti con un bel sorriso. Io ho provato inizialmente a darle del “lei”, ma ella dopo qualche titubanza iniziale è tornata con decisione al tu ed allora anch’io le do del tu, ferme restanti alcune considerazioni:

  1. Se una cameriera che avrà si e no 25 anni mi da del tu, non è perchè vorrebbe avere una qualche sorta di intimità con me. A dispetto di questa evidenza, c’è un banco neuronale nel mio cervello che non la pensa così, ovvero è istintivamente portato a ritenere che solo per il fatto che lei mi sorride e mi concede questa forma di confidenza, ci starebbe. Sono quei circuiti neuronali vicini all’amigdala che ragionano in termini di riproduzione della specie, non ci possa fare nulla.
  2. Se io do del tu ad una cameriera non voglio darle l’impressione che io mi vorrei intrattenere con lei. In altre parole, non vorrei sembrare un vecchio bavoso ovvero farle pensare che io pensi che lei pensi che stante che mi da del tu, vorrebbe intrattenersi con me. Questo invece è un gruppo di neuroni forgiati dall’aver frequentato una scuola di preti. Il senso di colpa è sempre presente e dunque qualsiasi cosa io pensi o faccia, è soggetto al senso di colpa perchè comunque c’è qualcosa che non va bene, ed io dovrei evirarmi e chiudermi in un convento a pregare solo perchè esisto.
  3. Se io insistessi a darle del lei, non vorrei che il mio gesto di rispetto che mostro nei suoi confronti potesse essere interpretato come un segno di presunta superiorità da parte mia. Questa invece è una forma mentale prodottasi autonomamente a seguito dei miei reiterati insuccessi professionali ed umani. Detesto le persone arroganti che si sentono superiori agli altri umani. Contestualmente, non avendo alcun credito sociale o morale di qualche spessore, mi sentirei totalmente perdente se solo un’ombra di un mio comportamento lasciasse intendere una anche blanda forma di superbia. Questa APP mentale è stata scaricata in giovine età direttamente da mio padre, grande praticante della religione dell’understatement.

Altro argomento inutile. Questa mattina, scendendo con il motorino dalle colline, sono passato come di consueto di fronte ad una scuola materna, sulla strada i papà e le mamme scaricano i pargoli dalle automobili. La strada è costeggiata da una fila di Lecci. Sotto i Lecci ci sono delle aiuole incolte. Tre giovani cinghiali stavano brucando a terra a pochi metri da genitori e bambini. Alcuni scattavano foto con i cellulari. I tre ungulati potevano essere pecore o altri animali da cortile, totalmente indisturbati, tranquilli ed incuranti del traffico e della gente. La sventolata di ieri sera ha fatto cadere molte ghiande ed oggi c’è abbondanza di cibo. Il pubblico si divide tra chi vede un pericolo e chi no. Io spero solo di non investirne uno mentre attraversa la strada; ne ho incrociati diversi ma fino ad ora è andata bene, solo qualche frenata.

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UNGHULATI

E per ultimo, l’hotel Diamante di Collegno (TO). L’ho sentito in una pubblicità su Radio Nostalgia. Scopro che si entra nelle stanze arredate a tema, direttamente con l’auto in camera da letto in modo da poter avere privacy ed intimità. Il tono ed il contenuto della pubblicità non lasciano dubbi, è un luogo caldo ed accogliente dove si può agire indisturbati nel campo delle relazioni sessuali che non si vuole si sappiano in giro. Tariffe a partire da €69 per 4 ore, non scherzo.

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