Di canone mensile a Basaluzzo tra Telecom ed Eolo. Uno vale l’altro; Telecom mi fornisce anche il servizio telefono fisso, che in effetti mi serve quasi a nulla.
Mentre per quanto riguarda il servizio, Telecom fa cagare. E poi quella bagascia di Trastevere dell’assistenza “187” che mi butta giù il telefono perchè ho chiamato due volte a distanza di qualche ora.
Non c’è affatto da stare allegri per come il clima sta cambiando. Tuttavia, questo – per ME -insperato ed assolutamente anomalo periodo basaluzzese a cavallo tra Primavera ed Estate a me riempie di gioia. E’ un evento casuale, imprevedibile e non modellabile, nessuno sa quanto dura, se si ripeterà.
Piove a più riprese da un paio di settimane, mai in maniera da fare danni, infatti mi sembra tutto verde e gli alberi stanno bene. Ad eccezione degli Olmi che stanno morendo uno ad uno per la nota malattia che in queste ultime settimane ha mostrato una recrudescenza notevole. Questo inverno dovrò riempire i buchi con altri alberi, probabilmente Tigli.
Non so chi ha il grano nei campi e l’uva sui tralci come la pensi. Questa persistente umidità potrebbe provocare muffe ed altri problemi perchè in genere Giugno è ben più asciutto. Ma io guardo il mio orticello e vedo i prati pieni di fiori e gli alberi pure. I fiori dei Tigli si sono iniziati ad aprire ed il profumo è meraviglioso. Nel bosco quando piove i profumi sono ancora più intensi ed il suono della pioggia sulle foglie e delle gocce che cadono sul terreno bagnato sono poesia.
Questa foto non rende. I tigli Cordata sono molto più belli dal vivo, sia da lontano che da vicino, incluso il ronzio delle innumerevoli api e lo svolazzare di farfalle ed altri insetti che apprezzano il polline ed il nettare dei fiori. Non riesco a trovare il settaggio giusto, la macchina fotografica è di discreta qualità ma io non la so usare.
L’aiuola delle aromatiche. E’ da un po’ che ci studiavo, poi il Corpo Assaltatori Rumeni ha pensato a tutto. C’è basilico, erba cipollina, rosmarino, prezzemolo, timo, erba Luisa, salvia ed altre tre o quattro qualità di cui non ricordo il nome.
Questa penso sia una mini-lepre. Era un po’ che non si facevano vedere, adesso una è riapparsa.
I Tigli Cordata che circondano parte della Pozzanghera sono circondati da insetti, soprattutto api, perchè i rami sono ricoperti di fiori. Sotto, il solito rumore da gran premio.
Non escludendo i debiti scongiuri, si può affermare che è ripartita la webcam di Basaluzzo – Tetto. Si è fulminato il Power Splitter, un oggettino che costa €10 e si compera su Amazon perchè se lo cerco nei negozi che vendono computer non sanno nemmeno cosa sia. Sono certo che una ragazza di Unieuro alla quale una volta chiesi se avevano un POE, dalla sua espressione abbia pensato che le stessi chiedendo un pompino.
Nel processo che porta una fotografia dalla webcam al sito web, ho provato a calcolare che ci possono essere quattordici elementi che per le più disparate ragioni possono dare dei problemi. Ossia quattordici rotture di palle che mi si attaccano, appunto, alle balle, e che devo individuare per poter rimediare al mancato aggiornamento delle foto. Sono sette pezzi di hardware, a partire dalla scheda nella centrale, passando per il router, il computer, lo splitter segnale , il POE, lo splitter dati e per concludere la webcam. Ed altrettanti cablaggi che connettono un pezzo a quello successivo.
Nel caso di Basaluzzo NW – tetto, si era fulminato il penultimo della lista sopra citata. Ma ecco uno schema che meglio mostra la catena di elementi di cui ne basta uno per mandare il sistema in culo.
Centrale telefonica (Telecom nel mio caso) e linea che va dalla centrale fino a casa. Non è MAI colpa loro, il problema è sempre e solo nel mio router. Salvo scoprire per voce di un loro tecnico che in effetti la centralina è obsoleta e devono fare i salti mortali per dare un servizio decoroso ai propri clienti. E non sempre ci riescono. Tutto il resto va diagnosticato semplicemente avendo un pezzo sostitutivo pronto e vedere se questo funziona. Ma a volte ci sono DUE articoli fulminati, più raramente tre salvo temporali, e comunque la diagnosi definitiva può richiedere una considerevole dose di invocazioni divine e facenti riferimento alla volta celeste. Ora le webcam sono su Telecom, perchè intanto può bastare, ma se devo navigare in Internet uso Eolo che va molto meglio. Farò un ulteriore tentativo di farmi configurare il router con il servizio 187 al costo di soli €29.99 che va in fattura. Perchè quella bagascia di qualche giorno fa mi aveva detto che era colpa del mio router. Se la situazione non migliora potrei mandarli a cagare, dare disdetta e tenermi Eolo.
Le due immagini riprese dalle due webcam; a distanza di un’ora l’una dall’altra. La seconda mi sembra un po’ tanto rossa, penso che il software sia stato colto di sorpresa da una situazione anomala ed abbia perso l’orientamento inventandosi una correzione farlocca.
On line ci sono milioni di foto di New York in questi giorni, alcune sono tanto, ma tanto rosse; come questa, ripresa a pochi minuti di distanza dalla prima della Mobotix. Insomma qualcosa non quadra, d’accordo che altre foto di New York sono proprio di questo colore, però è chiaro che una delle due (Mobotix e HIK) corregge brutalmente in un senso o nell’altro. Una toglie il rosso ed una lo aggiunge.
Ad ogni buon conto, questa situazione durerà ancora per qualche giorno, poi i venti cambieranno direzione ed il fumo andrà altrove. A New York in queste ore si gira per strada con la mascherina, sono sconsigliate tutte le attività all’aperto che non siano assolutamente indispensabili, suggeriscono di stare in casa con le finestre e le porte chiuse.
La mia vicina di casa ha pubblicato su Facebook una sua foto sul terrazzo, indossa una mascherina di quelle che fermano il particolato fine, il cielo dietro di lei è rossastro, il fumo è tanto denso che gli alberi del Central Park si vedono appena.
E questo è l’ultimo dei comunicati del condominio facente parte di una serie che negli ultimi tre anni ha raggiunto valori da film di fantascienza. Siamo passati da “per favore non lasciate le scarpe nei ballatoi” a “non aprite le finestre, se uscite di casa potete anche morire”.
Noto anche il “pregnant individuals”, perchè usare il termine “woman” è diventato svilente per tutte le non-donne incinte. O per le donne incinte, o per le donne che non sono incinte e si sentono ghettizzate.
In questo preciso istante mi era scivolato dalle mani il filtro a due grigi che serve per diminuire l’abbagliamento del cielo+mare+sole. Ne ho uno di riserva, ma è quello che dovrebbe andare a Basaluzzo e dunque perderlo era una discreta scocciatura. Lo stavo guardando sconsolato con la faccia da poker mentre scivolava inesorabile verso il cornicione. Poi però si è fermato contro uno di quei gancetti di rame che tengono le ciappe di ardesia e non si è rotto, ho potuto così recuperarlo ed ora è in posizione.
Non ho ancora la app sul telefono, dunque per controllare cosa si vede dalla webcam devo scendere dal tetto ed andare dal PC. Adesso sembrerebbe che il filtro, incollato con del silicone a-la-tappulland, sia nella posizione giusta, ma bisogna aspettare cosa succede di notte e cosa succederà quando il sole andrà basso sull’orizzonte questo autunno e verrà inquadrato dalla lente. Posso solo aspettare.
Andrea, il mio programmatore di fiducia, ha immediatamente sistemato la pagina che non funzionava della nuova webcam di Genova. Mi ha spiegato cosa avevo sbagliato, ma non ho capito un cazzo. Non so se si rende conto della mia totale ignoranza, fatta salva la capacità di scrivere paginette web da scuola dell’obbligo. Il linguaggio php per me è talmente oscuro da non aver la benchè minima percezione di come lavora. Vedo adesso che la data è all’americana, ossia Giugno 7, 2023, devo cambiarla. Ci sono poi due riflessi che sembrano luci o stelle, dovrei mettere un filtro polarizzatore. Nei prossimi giorni verificherò il bilanciamento luci – ombre per evitare che nel pomeriggio il cielo ed il mare siano sovraesposti ed il resto dell’immagine nero pece.
Annoto anche, con espressione bovina, che la webcam scrive un nome del file davvero astruso. Ossia: “192.168.0.25_01_20230607050122628_TIMING.jpg” che tradotto vuol dire
92.168.0.25 indirizzo IP della LAN. Ma chissenefrega ? Servirà probabilmente a chi gestisce cinquanta webcam sulla stessa rete ed impazzisce ad accoppiare la foto con la webcam.
_01_ anche questo dato, per me ridondante, chissà a cosa serve.
20230607 data alla giapponese, ossia anno, mese e giorno.
050122 ora, minuti e secondi dello scatto.
628 millisecondi ? Ovvero una precisione che può servire solo se devo orientare un razzo per colpire qualche obiettivo rilevante, tipo casa mia.
La cosa importante è che il programma di Andrea legga bene data e ora per poter funzionare, anche in questo caso, non so come faccia ma ci riesce.
A Basaluzzo un po’ di pioggia passeggera da un temporalino discount, acqua sempre bene accetta.
Quando piove alcuni rami di un Ailanthus si flettono. Le chiamano piante invasive, ma per quanto mi riguarda spero invadano in fretta i buchi lasciati dagli Olmi che in queste ultime settimane stanno seccando a raffica. Di fronte a casa ne ho cinque, due già tagliati, di due hanno iniziato a seccare le punte e sono condannati, uno sembra sano ma non mi illudo. Poi altri nel bosco che stanno morendo, una strage. Ben vengano Acacie, Alianthus, qualsiasi cosa che ricostruisca un bosco che sta diradandosi rapidamente in questi ultimi anni. Resistono le Querce per fortuna, e speriamo che non arrivi qualche malattia specifica che stermini anche loro.
Questa è la schermata della pagina di ingresso alla configurazione. I gabbiani inizialmente si sono allarmati ed hanno urlato a squarciagola tutto il loro disappunto volando in circolo sopra il tetto. Poi si sono abituati – più o meno – alla mia inattesa presenza. La webcam non è ancora on line; per poter pubblicare le foto, mi mancano ancora un paio di indicazioni per risolvere un problemino di sintassi nella configurazione, ho chiesto aiuto ma finora invano. Comunque alla mala parata scopiazzo i dati del Palo quando sono a Basaluzzo e dovrei poscia filare liscio. E poi devo ancora mettere il filtro bicolore e poi fare tutti i settaggi, raddrizzarla e forse spostare l’inquadratura leggermente verso destra, ripristinare l’impermeabilizzazione del cassetto elettrico con del silicone.
Per ragioni a me ignote l’immagine che mi compare sulla pagina di configurazione è di qualità scabeccia, indipendentemente dal settaggio qualitativo. Ciò mi ha causato i primi tempi sulla mia prima HIK a New York dei problemi di carogna sulla spalla.
EDIT. Con un clamoroso colpo di reni intellettivo, ho messo on line la suddetta webcam. mancano ancora alcuni aggiustamenti e spero che il suo funzionamento non sia una chimera che dopo la mezzanotte si trasforma in un picocazzo. La pagina delle 24 ore invece, pur avendo fatto un tappullo che speravo funzionasse, non mostra nulla a parte un errore scritto in linguaggio aramantico antico pre-antani. Ho chiesto aiuto anche per questo inconveniente.
Al ritorno verso casa, altre moto ferme in Corso Italia e gente in preda al delirio, come me, a scattar foto all’arcobaleno. Ovviamente l’ho già pubblicata ovunque ho potuto, tranne Instagram dove non vuole. Mi dice di riprovare. I miei dieci seguitori più una manciata di escort non vedranno questa foto.
PS. Era troppo grossa. L’ho ridotta di dimensioni et voilà, adesso è ANCHE su Instagram.
Aggiungo questa di Sauze. Effetto fantasma delle nuvole che – invento – risalgono dalla valle verso l’alto e poi incontrano una corrente di aria che le piega respingendole.
Non è la prima volta che il mio pluviometro segna più pioggia di quanto ne segna la stazione meteorologica ARPA di Basaluzzo. In linea d’aria tra i due ci sono circa 3.750 metri; sono abbastanza per misurare una sostanziale differenza di precipitazione soprattutto in un contesto di episodio temporalesco.
TUTTAVIA, seguendo la moda dei complottisti, resto convinto che i valori della pioggia di ARPA siano artatamente tenuti bassi per far figurare che a Basaluzzo piove poco, così la Regione Piemonte si convince a dare soldi alla zona per ovviare ai problemi di siccità. I soldi che arrivano vengono distribuiti a funzionari compiacenti che si comprano auto sportive, gioielli preziosi, frequentano ristoranti costosi ed escort di lusso.
Intanto il router EOLO si è perso per strada. Ho chiesto di farlo arrivare a Genova presso il mio ufficio perchè è un indirizzo ben più semplice per il corriere rispetto a quello, introvabile, di Basaluzzo nel mezzo della campagna desolata. Però pare che a EOLO sia ignoto se Bartolini abbia o meno ricevuto notifica del cambio di indirizzo, dunque il mio router è per strada anche se non è chiaro che strada. Ho parlato con un ragazzo albanese del servizio EOLO più preparato, educato e collaborativo che la scaciona borgatara della TIM. E poi parla l’italiano meglio della scaciona e senza quel cazzo di accento.
Oggi un grosso temporale in arrivo da Est, allungato dalla valle Sctivia alle colline Tortonesi, ha fatto tutto il possibile per scansarci, ma visto che si è reso conto che sarebbe dovuto passare proprio sopra Basaluzzo, si è vagamente dissolto proprio sopra di noi per poi riformarsi e proseguire bello intenso appena verso ovest. Ha piovuto per qualche minuto intensamente, accumulo totale intorno a tre millimetri.
Meglio così rispetto a colpi di vento, grandine o altri fulmini del belino che mi friggono qualcosa di elettronico in casa.
Nel frattempo la velocità di internet a Basaluzzo è leggermente salita, siamo ancora a livelli della fine del ‘900, ma meglio. La scortese signorina di Roma del servizio “187” che mi ha sbattuto giù il telefono, forse arrabbiata per questioni calcistiche, allora ha ragione. Sa che il router è magico e si aggiusta da solo, dialoga con la centrale e dice “cambiami porta, cazzone, che questa fa cagare”.
Due foto della Luna che sorge, devo verificare la correttezza degli orologi delle webcam, ci sono pochi minuti di differenza, ma meglio verificare. Si notano i due diversi aggiustamenti che fanno i software delle due per ovviare alla mancanza di luce. Potrebbero fare meglio entrambe, ma non bisogna lamentarsi.
Ho pronta la webcam di Genova Lido, ma non abbastanza. Ossia mi mancano alcune istruzioni da darle per spedire le foto sul server. Ha un linguaggio tutto suo che ho sperimentato a New York e sul palo della Pozzanghera, la sintassi è particolare e non intuitiva, pensavo di essermi scritto tutto da qualche parte ed invece un microbelino, invecchio e lo percepisco. Ho chiesto al miei fornitori di darmi una mano.
Serata a casa di amici, una ventina di persone. Uno ha preparato una lista di canzoni da suonare con uno di quegli aggeggi che si attaccano ad un amplificatore e poi vanno da soli. Molti brani sono discoteca anni 80 e 90. Poi, a tradimento, risuonano le note di una merda di canzonetta neomelodica di un cantante che li lamenta e si dispera perchè la donna lo ha lasciato. Certo, se scrivi canzoni così ti lascerebbe chiunque, anche il tuo cane. Mi tiro giù le calze e me le ritiro su che coprono i calzoni, l’effetto è terribile ma così vado dal disk jokey e gli urlo più o meno “Sai perchè ho le calze così ? Perchè questa canzone orrenda mi fa venire una orchite fulminante e se mi si staccano i testicoli, così non li perdo per la stanza che poi li devo andare a cercare sotto i mobili”.
Colto da compassione fa partire immediatamente il brano successivo ma poco dopo – evidentemente mi hanno sentito in tanti – riparte la canzone di merda e tutti fanno il coro mettendo su una espressione melodrammatica rivolti verso di me.
Ovviamente l’ilarità suscitata dal mio intervento in favore della buona musica ha degli strascichi che cercherò di parare in qualche modo.
Il link su Youtube è appunto sulla versione ufficiale della canzonaccia.