Il vento da NNW spinge le nuvole contro le Alpi occidentali con buone nevicate e da noi, sul versante opposto, le briciole. Per il momento non è una lamentela, ma quante cazzo di volte ho già scritto le stesse identiche stronzate?
In questa immagine si vedono due elementi. Il NW italiano con l’evidente stau montano e la foto della mia nuova patente. Scadeva a Febbraio, ma qualcuno ha insistito perchè facessi subito il rinnovo perchè potrebbe scoppiare un conflitto termonucleare. In tal caso non devo preoccuparmi della patente che scade.
Spettrale Basaluzzo notturna con nebbia, a seguire una settimana di fresco ed un po’ di pioggia all’orizzonte. Sulla pioggia ho qualche dubbio, mi sa che ne viene davvero poca, forse farà un po’ di neve sui monti, anche se venerdì notte GFS vedrebbe neve anche in pianura. Mah…
Il mio Consulente Biologico personale ha salvato una immagine della webcam dove si vede un minuscolo pennuto sul molo della Pozzanghera. Sarebbe un Martin Pescatore. Nella mia abissale ignoranza, pensavo che il Martin Pescatore fosse un grosso pennuto tipo gabbiano che vive sulle coste del Mare del Nord. Una visione neo-romantica totalmente infondata.
Il minuscolo Martin Pescatore passa le estati nelle zone gialle, emigra in inverno nelle zone blu ma vive tutto l’anno nelle zone verdi, alla faccia delle coste del Mare del Nord. (fonte Wikipedia)
Ossia vive sulle coste in Irlanda ma anche a Basaluzzo. Ed invece di mangiare tonnetti ed altri pesci di dimensioni considerevoli – come erroneamente pensavo – date le sue dimensioni credo mangi solo bianchetti. A limite acciughe, ma nane.
Certo che il Cons.Bio. ha la vista buona. Il pennuto pescatore è sul bordo del molo, probabilmente ambisce ai pescetti del Lemme, che vivono in buon numero nella Pozzanghera.
In questo ritaglio un po’ aggiustato si vede il minuscolo pennuto che con l’occhio sinistro scruta il suo terreno di caccia. Se non fosse stato per il Cons.Bio. la sua presenza sarebbe passata totalmente inosservata ed io avrei continuato a pensare che il Martin Pescatore fosse grande almeno come un tacchino.
Ho scoperto per caso questo fotografo su Facebook, adesso lo seguo su Instagram. Si chiama mingomatic.
Questa potrebbe essere una foto fatta diventare qualitativamente mediocre, probabilmente ritoccata in peggio per poter essere pubblicata sui social mantenendo la foto orginale nascosta. Se io dicessi che questa foto è mia e l’autore lo venisse a sapere, potrebbe sostenere di fronte al mondo che ha l’originale. Almeno io farei così.
Avevo scattato questa foto dal terrazzino di casa l’8 novembre 2011 alle 12 e 27 minuti, il bianco dei muri è un po’ bruciato ma tutto sommato sono soddisfatto del risultato.
L’avevo già messa su queste paginette, ma ogni tanto mi piace rivederla.
Incontro inaspettato, per caso, con un caro amico che fa parte del mio passato da adolescente. Poi lentamente ci siamo persi, come è capitato con quasi tutti gli amici di quel periodo. Si parla per un quarto d’ora, affiorano ricordi, saltano fuori immagini. Era forse il 1980, vacanza di maturità, credo. In termini algebrici, quarantaquattro anni fa.
E tra tutte le immagini, questa è la più terribile. Faccio fatica a riconoscermi eppure sono proprio io.
Da: Wikistronzi. Sono un cantante neomelodico del Mediterraneo meridionale; ho lo sguardo intenso come se stessi interpretando una canzone triste e lagnosa nella quale racconto che il mio amore mi ha lasciato, nonostante il mio affetto poderoso. Adesso il mio affetto poderoso deve arrangiarsi da solo ma la canzonetta non smette e posso vantare questa pettinatura da burino a piede libero, vaporosa, gonfia, ridicola, spaventosa.
Ecco perchè cerco di rimuovere tutto questo, lo detesto. Allora ero un immaturo coglione incapace, facevo finta di non saperlo, ma dentro di me intuivo di esserlo e dunque stavo male. Oggi so benissimo di essere quello che sono, ma a sessantratre anni me ne strabatto l’acciuga e soprattutto, per fortuna, non ho più quella acconciatura da gabibbo. Diventare vecchio è il miglior rimedio contro l’autocompassione.
Approfittando di una delle ormai semestrali alluvioni che avvengono da quelle parti, manderemo la nostra flotta a Rimini, da li risalire il torrente Ausa fino a raggiungere le pendici della rocca e da li inizieremo a martellare il parlamento di San Marino. E se le cose andassero per le lunghe, sulla riviera romagnola è pieno di tedeschi pronti a darci man forte.
Ma che classifica interessante. Ho letto dove sono gli incendi a Manhattan, che in effetti non è tutta cemento, ci sono anche boschi e zone verdi. Strano che ci siano più incendi a Manhattan che a Staten Island, che è soprattutto boschiva, ma specialmente più del Bronx, che è il quartiere più “verde” della città. Saranno incendi colposi o dolosi. Comunque di fronte alle cose che succedono un po’ ovunque nel pianeta, direi che…
Intanto c’è una persona in città che sta circolando coperta di sensori attaccati con cerotti in diverse zone del torace ed un aggeggio stretto in vita con una cintura a tracolla del tipo usato per una macchina fotografica. E si lamenta pur avendo insistito di farlo, perchè alla fine di rompere il belino al dottore, questo ha pensato “ah si? ora ti sistemo per le feste”. E temo che la cosa a breve riguarderà anche me. Perchè tubi nel sedere, nella gola, fanno bene e questa è l’ultima trovata per farsi venire qualche ansia.
Ed allora mi viene in mente quanto io uscii dal San Martino una ventina, facciamo trentina di anni fa con un tubicino sottile ma rigido che mi usciva dallo stomaco attraverso il naso. Ero andato a farmelo mettere in Vespa, al ritorno non era agevole guidare con quel tubo che finiva in un contenitore che era grande come una batteria d’auto. Avrei dovuto tenerlo per ventiquattro ore, anche di notte, per verificare il livello di acidità del mio stomaco.
Dopo poche ore a casa ho deciso di interrompere l’esperimento e me lo sono sfilato dal naso, con un senso di liberazione & vaffanculo che ricordo ancora adesso.
La nuova luce a pannello solare della Pozzanghera ha poca sutonomia. Direi meno di tre ore. Non prende tantissimo sole in questa stagione, ma scriverò comunque a Xing Pi Npong lamentando le scarse prestazioni della sua cinesata. Copia a Elon Musk per conoscenza e poi metto un faro da stadio alimentato da 380 trifase.
Parlo della neve in montagna. Benvenuta, fa bene a nevicare, è così che deve essere. Questa si scioglierà nel giro di poco tempo, ma è naturale avere le prime spolverate. Tra l’altro, lo zero termico è bassino visto che ha imbiancato anche i prati del fondovalle. Vorrei essere li, ma in realtà sono a Genova, dove sono 10° e tira vento. Come magra consolazione, sulla tastiera dell’ufficio ho ritrovato il tasto dei gradi (°) che sulla tastiera americana non sono ancora riuscito a trovare. Ci deve essere ma probabilmente è nascosto sotto gli adesivi che ho messo sui tasti riconfigurati con le accentate.
Questa mattina mi sono svegliato alle sette senza sveglia e senza sentirmi uno zombie. Non so perchè, in genere la prima mattina il mio orologio segna la mezzanotte e fuori c’è già luce. Come in Islanda, solo che l’orologio segna le sei ed il mio cervello segna mezzanotte. Non so come l’invecchiamento agisca sul mio ritmo circadiano. Se dovesse scombinarlo forse non sarebbe male, smetterei di patire il jet-lag e farei la mia vita transoceanica in tranquillità. C’è luce? Sono sveglio. C’è buio? Ho sonno e vado a dormire.
Anche a Basaluzzo la temperatura mattutina si è avvicinata allo zero, forse tutti gli alberi decideranno di ingiallire, perdere le foglie ed andare a dormire.
Immagine della webcam; ho notato che nella foto grande viene impressa la voce “lidocam” in alto a sinistra. Non so come sia successo, a me queste cose non capitano MAI, dev’essere un complotto. Provvederò prima o poi.