La foto come sempre era meno che mediocre, colori scarni. Allora l’ho ritoccata aumentando la saturazione. Però dal vivo era proprio così. E’ l’aria umidiccia e caldiccia in arrivo dai tropici che forma uno strato di nuvole quasi del tutto trasparenti, il risultato è questo.
Fortunati coloro che mentre scattavo questa foto erano su una delle varie torri, avranno inondato i social networks di foto simili. Io mi sono limitato ad “Instagram” e “Gruppo Anal Per Tutti”.
La vecchia e cara Mobotix fa quello che può. Si nota una eruzione dalla coppia di serbatoi in lontananza.
Un bel promontorio di alta pressione sulla costa est. Noi abbiamo l’Africa, loro hanno il Golfo del Messico ed i Caraibi che si protendono verso nord assicurando temperature quasi estive fino a sfiorare il Canada.
Dall’altra parte del continente invece arriva la neve sui monti e sembrerebbe quasi sulla costa, mentre quella striscia centrale che dal Texas sale verso nord est fino ai Grandi Laghi promette temporali, possibilmente accompagnati da qualche tornado. In questa carta che non guardo mai si apprezza chiaramente anche lo stau – fohn cubano e Domenicano.
Sta diventando frequente e fastidioso il mio vezzo di prendermi qualche virus appena metto i piedi a New York. Due volte il COVID ed ora, per la seconda volta dal 2009, un bel virus intestinale che mi ha costretto ad un viavai presso l’inevitabile destinazione, oltre ad aver dormito poco con una probabile febbriciattola che continua ad intermittenza da ventiquattro ore. Ho saltato due pasti, il che non mi fa male.
Il tempo a New York di questi giorni è il meglio che si può chiedere. Freschino, aria secca e pulita dal Canada. Tra qualche giorno si passa da 10 gradi a 25 ed arriva il respiro afoso del sud. In poche ore si passa dal riscaldamento all’aria condizionata. Non sia mai detto che si debba patire il caldo o il freddo, la temperatura dev’essere perfetta, sempre, a qualunque costo.
Proseguono i lavori delle facciate, ma sul lato verso est, mentre da noi sono finiti. Le finestre testimoniano la rimozione dei mattoni danneggiati. E meno male che aspiravano la polvere con un aspira-polvere. O forse era un frullatore ed ho capito male. La polvere è esterna ma anche interna, le finestre sono vecchie e le guarnizioni usurate, ma poi è proprio il tipo di finestra che fa cagare. E’ sinonimo, secondo me, di una tradizione che rispecchia anche il costo irrisorio della corrente elettrica e del riscaldamento dei tempi andati. Con la differenza che oggi il costo di entrambi è salito alle stelle.
Vanno avanti i lavori del nuovo ospedale. Ci sono dei rumori che vedono il progetto iniziale modificato. Pare che mettano anche un pronto soccorso, che non era stato considerato inizialmente. L’ospedale poco lontano in effetti ha un pronto soccorso, ma le ambulanze si devono fermare in doppia fila e bloccano completamente il traffico. L’ospedale esistente è su una “street” con tre corsie, due di parcheggi ed una per le auto con una striscia politica eco-sostenibile per le biciclette. Questa nuova costruzione è su una “avenue”; le corsie originali erano sei, due sono di parcheggi, meno una che ora è dei ciclisti, ne restano sempre tre per il traffico. Di cui almeno una è sempre occupata da camion e furgoni che caricano e scaricano merce, poi c’è quella dell’autobus, ne resta una. Insomma, siamo daccapo.
Transitando frequentemente dal soggiorno al bagno, ho fatto caso a questo dettaglio architettonico ed ho deciso di immortalarlo. La foto si presta ad una serie potenzialmente infinita di banali elaborazioni fatte con il solito programma di fotoritocco.
Rincoglionito per il jet-lag. Devo considerare il fatto che il mio rincoglionimento da fuso orario non migliora con lo scorrere del tempo. Anzi. Ho sonno, fame e nausea a turno ed a casaccio.
Qui ci sono 9 gradi e sole splendente, mi dedico ad un esercizio di biologia applicata alla totale incompetenza.
Nella sequenza di foto animate si vede inizialmente il danno che la cisterna per la fornitura d’acqua ha cagionato al tappeto erboso calpestato dalle ruote. Con il trascorrere dei mesi l’erba ha iniziato a ricrescere. Almeno quella che avevo seminato, di qualità uniforme e verde più scura del misto prato circostante tout venant vacaghèr. Nei mesi successivi, grazie alla presenza di molte piogge primaverili, il prato è diventato uniforme perchè cresceva di tutto e di più. Infine, siamo in questi giorni, l’erba più estiva ha cominciato a recedere per l’arrivo dei mesi invernali, ed allora l’erba selezionata che avevo seminato, probabilmente derivata da qualche manipolazione genetica fatta in Cina, è riemersa prepotentemente ed ora si vede nuovamente una macchia di erba più scura.
Ovviamente mi sono inventato tutto, stasera c’è Donald Trump che tiene un comizio al Madison Square Garden. Volevo andare a vedere le Blue Belle Tette Di Fuori ma dovrò rinviare.
Il pre-frontale con un suo meticoloso autorigenerante al largo di Savona e Genova ha riversato tanta acqua su Basaluzzo. La pozzanghera ha tracimato, lo potrebbe fare di nuovo tra qualche ora.
Intanto nello Stato di New York arriva una allerta per pericolo di incendi boschivi. Non piove da molte settimane, il vento canadese è secco e soffia sostenuto. Si odono voci di mancanza di acqua e possibili razionamenti. Nei mesi precedenti ha piovuto abbondantemente, ma qui casca l’asino; i diversi acquedotti che servono la città sono vecchiotti e non si sa bene quanta acqua disperdono, l’intero sistema di distribuzione pare sia un colabrodo.
E’ una storia vista a Genova negli anni 80. A memoria ricordo che l’acqua veniva razionata in estate, riempivamo la vasca da bagno per avere una riserva in casa. Negli anni poi erano stati fatti dei lavori di restaurazione degli acquedotti, ma Riva con le sue acciaierie pare consumasse da sola, o meglio sprecasse quantità innominabili di acqua. Da quando ha chiuso i battenti, l’acqua non è mai più mancata. Ma sarà vero o ricordo male?
All’immigrazione del JFK circa 90 minuti di attesa in coda. Mentre affrontavamo la prima curva nell’infinito serpente fettucciato, mi è venuto in mente che avevo scaricato l’app MPC che servirebbe per poter saltare la coda infinita dei bovini. Ho aggiornato i dati, fotografato i passaporti, scattato due foto indecorose a Miriam ed a me. Upload. “Andate allo sportello 12” mi dice il telefono. Usciamo dalla coda strisciando sotto le fettucce, Miriam non è convinta. Mostro la schermata del telefono ad un tizio in divisa e questo mi dice di andare in un altro ingresso dove ci sono poche persone. Mostro nuovamente il telefono e vengo indirizzato ad una seconda coda dove invece delle novemila persone ce ne sono una ventina. Sto per cantare vittoria, ma quando mostro il telefono di fronte alla coda dello sportello 12, una tizia mi dice di infilarmi in una nuova coda che si allontana drammaticamente dal mio sportello. Finiamo in un cul-de-sac con poche persone con le quali ci scambiamo occhiate tristi. Restiamo li per un buon quarto d’ora e nessuno ci considera. Poi arriva un altro addetto che ci vede li a pitturare i leoni e parla con un collega che ci volgeva le spalle, questo apre una fettuccia e veniamo indirizzati ad una terza coda dove siamo rimasti in pochi. Non voglio sapere dove sono finiti gli altri, forse li hanno fatti ripartire dal VIA, cosa che temeva Miriam ed un po’ anch’io. Invece finalmente veniamo intervistati da un ufficiale che sembra Andy Garcia ma di pelle nera. Ci guarda, guarda i passaporti, ce li restuisce dicendoci “ciao”.
Devo dire che con queste condizioni di luce, la Hik scatta foto discrete. Proverò comunque ad apportare qualche leggera modifica a quel parametro che non ho capito a cosa serve, ma cambia nettamente la resa delle immagini notturne. Credo sia il tentativo di vedere cose anche nel buio senza ricorrere all’infrarosso. Boh.
Gerg. cafone, zoticone, giovane dai modi rozzi, che segue gli aspetti più appariscenti e volgari della moda
E’ il primo venerdì sera che passo a Genova dai tempi del lock down. Per arrivare a casa passo nelle vicinanze di un bar che penso sia un luogo di ritrovo per giovani. Decine e decine di ragazzi.
Sono vestiti quasi tutti di toni molto scuri, nero e grigio fumo di Londra. Anche le pettinature sono molto omogenee, tagliati quasi a zero a livello temporale e nella parte basse del parietale, ma sulla calotta superiore un cespuglio unto. Mi sembra siano soprattutto maschi.
La maggioranza avrà una età compresa tra i 20 ed i 30 anni; li vedo e penso “tanta buona fortuna” e ringrazio di non avere figli.
La violenza della pioggia è stata tale che ha temporaneamente spinto verso il basso la protezione di plastica sopra la webcam di Brignole, protezione che altrimenti non si vede nell’immagine.
A Basaluzzo per fortuna l’intensità della pioggia non è mai stata eccessiva.